Premio Gaetano Marzotto

Premio Gaetano Marzotto

Parte l’ottava edizione del Premio Gaetano Marzotto che, con oltre 2 milioni e mezzo di euro di montepremi, si conferma la competizione più ricca d’Italia ma anche molto di più.

Premio Gaetano Marzotto cerca nuovi imprenditori e costruttori di futuro che siano in grado di far convivere innovazione, impresa e società. Il Premio vuole contribuire a creare una piattaforma dell’innovazione italiana e le condizioni ambientali per un cambio di paradigma, sostenendo la nascita di nuova impresa in Italia.

Un percorso sempre più nell’ottica dell’ open innovation e di un processo di internazionalizzazione, per una condivisione reale e costruttiva di saperi, visioni, modelli, rischi e benefici tra grandi aziende e giovani imprese innovative, all’interno di una rete sempre più globale.

Sviluppo internazionale, progetti di open innovation con big corporate e un network sempre più allargato di partner, ne fanno ormai una piattaforma di riferimento per il sistema italiano dell’innovazione a supporto delle startup e delle PMI innovative.

Premi

Il montepremi di oltre 2 milioni e mezzo di euro tra premi in denaro e percorsi di affiancamento è ripartito tra le 15 categorie di concorso:

Premio per l’impresa, Premio dall’idea all’impresa, Amazon Launchpad Award, Premio Speciale Accenture, Premio Speciale Amazon Web Services, Premio Speciale Capitol One|Copernico|Marzotto Venture Accelerator, Premio Speciale Cisco, Premio Speciale Corporate Fast Track, Premio Speciale Engineering Ingegneria Informatica, Premio Speciale EY, Premio Speciale Invitalia, Premio Speciale Italcementi | HeidelbergCement Group, Premio Speciale Microsoft, Premio Speciale Repower, Premio Speciale UniCredit Start Lab.

Scadenza per partecipare

Scadenza per partecipare: il 14 maggio.

Per approfondire

Premi e requisiti di partecipazione ai premi

Startup Survey, la prima indagine nazionale sulle nuove imprese innovative

Startup Survey, la prima indagine nazionale sulle nuove imprese innovative

Riportiamo il comunicato stampa del MISE sulla prima indagine sulle startup in Italia. Alcuni dati appaiono di difficile interpretazione e controintuitivi. Probabilmente perché pur rispettando la definizione normativa molte startup hanno modelli di business più vicini a quello delle tradizionali PMI italiane rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare (ed auspicare).

Frutto della collaborazione tra il Ministero dello Sviluppo economico (DG per la Politica Industriale) e l’Istat, il Rapporto “Startup Survey 2016” illustra i risultati della prima indagine nazionale sulle neoimprese innovative. La platea target è costituita dalle startup innovative registrate al 31 dicembre 2015, beneficiarie del cospicuo pacchetto di agevolazioni introdotto con il decreto-legge 179/2012 (“Startup Act italiano”).

La rilevazione, a carattere censuario, ha visto la partecipazione di ben 2.250 startup innovative, facendo registrare un tasso di risposta del 43,7%. Si tratta di un risultato molto positivo, considerando il carattere volontario della partecipazione all’indagine e la complessità del questionario. Il sottoinsieme dei rispondenti risulta peraltro detenere caratteristiche demografiche molto rappresentative rispetto alla popolazione obiettivo.

Di seguito una sintesi dei principali contenuti del Rapporto.

Il capitale umano

La prima sezione dell’indagine analizza il capitale umano delle startup.

  • I soci operativi (uomini nell’82% dei casi, con un’età media di 43 anni) presentano un livello educativo molto elevato. Il 72,8% di essi ha conseguito un titolo di studio pari o superiore alla laurea triennale, per lo più in materie tecnico-ingegneristiche ed economico-manageriali. Una quota pari al 16% risulta poi aver ottenuto un dottorato di ricerca.
  • Nella gran parte dei casi, i soci delle startup in possesso di titolo di laurea dichiarano di svolgere mansioni coerenti con il proprio percorso di studi (88%).
  • Inoltre, quasi tutti i soci (96%) dichiarano di conoscere almeno una lingua straniera (l’inglese nella maggior parte dei casi, seguito dal francese e dallo spagnolo); la metà ha fatto esperienze di studio o lavoro all’estero.
  • Pur in un contesto di crescente digitalizzazione, il fattore territoriale sembra rivestire un ruolo importante per i soci delle startup italiane: per l’83% la regione sede della startup è la medesima nella quale sono state condotte le principali esperienze formative o lavorative.
  • I contesti familiari di provenienza si caratterizzano per una forte eterogeneità: solo un socio su cinque (20,6%) dichiara di avere un padre imprenditore. Si intravvedono dunque, all’interno del fenomeno delle startup innovative, segnali di mobilità sociale.

Le fonti di finanziamento

La seconda sezione della survey si concentra sull’accesso alla finanza.

  •  Buona parte degli startupper si dichiara pienamente soddisfatto delle fonti di finanziamento a propria disposizione (34,1%), percentuale più elevata nelle regioni del Nord (38,4%) e tra le imprese con fatturato più cospicuo (56%). Un altro 44,2% si dichiara almeno in parte soddisfatto. Per contro, il 21,7% degli imprenditori ritiene che la disponibilità finanziaria della propria startup sia del tutto insufficiente a coprire il fabbisogno.
  • Ben il 65,7% delle imprese dichiara che la forma di finanziamento ottimale che auspicherebbero è rappresentata da un mix tra equity (capitale di rischio) e debito; solo un quarto vorrebbe finanziarsi esclusivamente tramite equity e meno del 10% solo a debito.
  • Con riguardo alle fonti di finanziamento utilizzate dalle startup, risulta che al momento della fondazione il 73,2% delle imprese abbia fatto esclusivamente ricorso alle risorse proprie dei soci fondatori, e che tale fonte sia utilizzata da oltre la metà delle startup anche al momento della rilevazione, benché in misura decrescente.
  • Solo l’8,2% delle startup innovative ha ricevuto in fase di costituzione finanziamenti in equity da fondi di venture capital, business angel o altre imprese, percentuale che sale leggermente al momento della rilevazione (11,2%).
  • Più elevato è il numero di startup che ha avuto accesso al credito bancario: circa un quarto del totale (25,1%), ma tra quelle con oltre 500mila euro di fatturato, la metà (59,7%) ha ricevuto almeno un prestito.

Innovazione

La terza sezione della survey riguarda l’innovazione.

  • La gran parte delle startup innovative (79%) effettua spese in ricerca e sviluppo molto elevate: esse ammontano in media al 47% dei costi totali annui delle aziende intervistate.
  • La marcata propensione all’investimento, soprattutto in asset intangibili, risulta suffragata dall’elevato tasso di immobilizzazioni sull’attivo patrimoniale, che, come si può evincere dal rapporto trimestrale di monitoraggio realizzato dal Mise e dal sistema camerale, supera il 30% alla data di riferimento (31 dicembre 2015), un valore quasi 10 volte superiore alla media allora registrata dal complesso delle società di capitali italiane.
  • Oltre 7 imprese su 10 (74%) hanno realizzato innovazioni di prodotto o servizio, mentre le innovazioni di processo, realizzate dal 37,1% delle startup, sono più diffuse tra le classi di fatturato più alte.
  • Nella maggioranza dei casi (65%) si tratta di forme di innovazione incrementale, ossia migliorativa di un prodotto o di un processo già esistente; il 48,5% delle startup dichiara invece di aver introdotto prodotti radicalmente nuovi.
  • La conoscenza tecnica o scientifica che ha reso possibile l’introduzione dell’innovazione dichiarata deriva per più della metà delle startup (61,9%) da precedenti esperienze professionali nello stesso settore; solo nel 20% dei casi la ricerca universitaria viene identificata come la fonte diretta.
  • Per quanto riguarda le strategie di protezione dell’innovazione, il 17,8% delle startup è titolare di una privativa industriale, il 12,8% depositario e il 9,2% licenziatario.
  • Per contro, dalla rilevazione emerge anche come più della metà delle imprese (58%) non adotti nessun meccanismo formale di tutela della proprietà intellettuale (per esempio, brevettazione) e circa un quarto non persegua nemmeno strategie informali di protezione.

Le agevolazioni

La quarta sezione dell’indagine riguarda il livello di conoscenza e soddisfazione dei neoimprenditori innovativi rispetto alle agevolazioni introdotte con lo Startup Act italiano.

  •  Le misure di policy più conosciute alle aziende sono quelle riguardanti la riduzione dei costi per l’avvio d’impresa e l’accesso semplificato e gratuito al Fondo di Garanzia per le PMI, quest’ultimo noto a quasi 9 startup su 10.
  • Altre misure che riscuotono particolare successo tra gli start upper in termini di utilizzo sono il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo (CIR&S), gli incentivi fiscali per gli investimenti in capitale di rischio, e la maggiore flessibilità prevista per le assunzioni a tempo determinato. Una misura per cui invece molti imprenditori dichiarano scarso interesse o una conoscenza solo superficiale è la possibilità di avviare campagne di equity crowdfunding.
  • Le misure di policy che raccolgono i giudizi più positivi sono, ancora una volta, il Fondo di garanzia per le PMI (valutazione media 4,33 su 5) e il CIR&S (4,02), nonché gli incentivi per gli investimenti in equity.
  • La survey si chiudeva infine con un quesito aperto, per dare agli startupper l’opportunità di esprimere liberamente suggerimenti su come migliorare le misure di policy loro dedicate. Ben il 44% dei rispondenti ha fornito indicazioni, talvolta molto specifiche, su come migliorare il quadro normativo, per un totale di circa un migliaio di suggerimenti.
  • In particolare, la gran parte delle startup ha fornito risposte classificabili nelle seguenti aree d’interesse: accesso al credito bancario (21,4%), imposte e incentivi fiscali (24,8%), e proposte in merito all’alleggerimento di adempimenti e altri oneri burocratici (27,9%).

Per saperne di più

Startup Survey: la prima indagine nazionale sulle nuove imprese innovative

Credito d’imposta ricerca e sviluppo nel settore del software

Credito d’imposta ricerca e sviluppo nel settore del software

“I criteri di qualificazione e classificazione contenuti nel Manuale di Frascati costituiscono in linea di principio fonte interpretativa di riferimento anche agli effetti del Credito d’Imposta R&S”.

Tale indicazione viene fornita dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso la Circolare n. 59990 del 9 febbraio 2018, volta a chiarire alcuni aspetti sull’applicazione della disciplina del credito d’imposta R&S nel settore del software.

Brevi cenni in tema di Credito d’Imposta per investimenti in R&S

Il credito d’imposta, previsto dal Decreto del 27 maggio 2015, emanato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, è attribuito a tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2020, senza alcun limite in relazione a forma giuridica, settore produttivo (anche agricoltura), dimensioni e regime contabile.

Tale beneficio consiste nella fruizione di un credito pari al 50% delle spese incrementali in Ricerca e Sviluppo, riconosciuto fino ad un massimo annuale di € 20 milioni per beneficiario. Per fruire del credito dovranno essere sostenute spese per un importo almeno pari ad € 30.000,

Sono agevolabili tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale: costi per personale altamente qualificato e tecnico, contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, start up e PMI innovative, quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali.

Conseguenze applicative nell’utilizzo del Manuale di Frascati

Il manuale di Frascati, redatto dagli esperti dell’Ocse e dal gruppo NESTI, è un documento che stabilisce la metodologia per raccogliere e utilizzare dati sulla ricerca e sviluppo nei paesi membri dell’Ocse.

Dalle indicazioni contenute nel Manuale di Frascati, emerge che le innovazioni legate al software, per essere classificabili nell’ambito delle attività di sviluppo sperimentale devono essere di tipo incrementale.

Inoltre, viene precisato che il credito d’imposta R&S non ricomprende tutte le attività legate in senso ampio al processo innovativo di un’impresa, ma soltanto le attività riferibili a progetti che presentino: reali contenuti di ricerca e sviluppo e un significativo elemento di novità per il mercato, la cui realizzazione non provenga da un utilizzo di conoscenze e tecnologie già disponibili.

L’applicazione della disciplina agevolativa richiede l’individuazione delle attività che, oltre a soddisfare i requisiti appena descritti, presentino un punto conclusivo della o delle fasi di R&S, il quale, nel caso di attività di sviluppo di software viene identificato con il beta testing.

Documentazione richiesta per fruire dell’agevolazione

Oltre alla documentazione obbligatoria concernente l’effettività, la pertinenza e la congruità dei costi di ricerca e sviluppo sostenuti, sarà necessario, da parte dell’impresa, predisporre una documentazione riguardante l’ammissibilità delle attività di ricerca e sviluppo svolte dalla quale risultino “gli elementi di novità che il progetto intende perseguire, l’individuazione degli ostacoli di tipo tecnico e scientifico al cui superamento sono legati i lavori svolti, l’avanzamento di tali lavori nell’ambito dei periodi d’imposta agevolabili e, nel caso in cui si tratti di innovazioni che si sostanzino in significativi miglioramenti di prodotti già esistenti sul mercato in cui opera l’impresa, l’indicazione degli elementi nei quali si specificano tali miglioramenti”.

Per approfondimenti

Credito d’imposta ricerca e sviluppo nel settore del software

Startup: verifiche della Guardia di Finanza sulla reale sussistenza dei requisiti di legge

Startup: verifiche della Guardia di Finanza sulla reale sussistenza dei requisiti di legge

Il Tribunale di Udine, durante l’udienza del 18 gennaio 2018, ha stabilito che, nell’ambito delle start up innovative, la natura amministrativa degli atti necessari per l’iscrizione della società nel registro speciale delle imprese con qualifica di start up innovative, non preclude l’accertamento in sede pre fallimentare della reale sussistenza dei requisiti di legge per l’attribuzione di tale qualifica e la conseguente assoggettabilità o meno al fallimento della società.

Fail Fast

L’art. 31, 1° comma del Decreto Legge n. 179 del 18 ottobre 2012, convertito con modificazioni dalla L. n. 221 del 17 dicembre 2012 recita quanto segue:

La start up innovativa non è soggetta a procedure concorsuali diverse da quelle previste dal capo II della legge 27 gennaio 2012, n. 3.”

Infatti, in caso di insuccesso, le start up innovative possono beneficiare di procedure più rapide, ovvero la procedura di composizione delle crisi da sovra indebitamento e di liquidazione del patrimonio, con esonero dalle procedure di fallimento, concordato preventivo e liquidazione coatta amministrativa.

Verifiche in sede pre fallimentare per stabilire l’assoggettabilità al fallimento della start up innovativa

Nel caso di specie, nonostante la disciplina del Fail Fast prevista per le start innovative, il Tribunale di Udine, ha decretato la verifica da parte della Guardia di Finanza dell’effettivo e prevalente svolgimento di attività di sviluppo, di produzione e di commercializzazione di prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico, e del rispetto dei requisiti previsti dall’art. 25, 2° comma del Decreto Legge n. 179 del 18 ottobre 2012, convertito con modificazioni dalla L. n. 221 del 17 dicembre 2012.

Se, da tale verifica, dovesse emergere il non rispetto dei requisiti, la start up verrà esclusa dalla disciplina del Fail Fast e sarà assoggettabile a fallimento.

Per approfondire

Tribunale di Udine e verifiche della GdF

Guida al Corporate Venture Capital

Guida al Corporate Venture Capital

La guida AIFI al corporate venture capital è stata presentata il 31 gennaio 2018, nell’ambito dell’evento Open Italy organizzato da Fondazione Enel in collaborazione con AIFI e con il patrocinio del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Obiettivi della Guida

La guida vuole illustrare le principali modalità operative attraverso cui le imprese intercettano l’innovazione investendo in idee, progetti, altre imprese sotto la comune etichetta nota come Corporate Venture Capital.

Tale documento esplora modalità e opportunità legate alla decisione di svolgere questa attività da parte delle medie e grandi aziende.

Definizione di Corporate Venture Capital

Per CVC si intende l’attività di investimento in società ad alto potenziale innovativo e di crescita (ad esempio startup), promossa da aziende medie e grandi direttamente tramite l’investimento in equity o forme partecipative analoghe nelle suddette società o indirettamente tramite l’investimento in veicoli o fondi di investimento (ad esempio fondi di Venture Capital – VC) che condividono la strategia di investimento dell’azienda.

L’obiettivo ultimo dell’attività di CVC risiede nel creare opportunità esterne di crescita ed innovazione per l’azienda e, in secondo luogo, generare un ritorno finanziario addizionale derivante dalla gestione, diretta o indiretta, del portafoglio di partecipazioni.

Le peculiarità del sistema imprenditoriale italiano

Le peculiarità del sistema imprenditoriale italiano, ricco di medie imprese eccellenti e di dinamiche famiglie imprenditoriali, fa sì che potremmo assistere a modalità anche molto differenti rispetto a quelle che si ritrovano nelle grandi corporate ma che non per questo saranno meno efficaci.

M&A e creazione di valore

Secondo una recente ricerca KPMG E SDA BOCCONI le aziende che hanno fatto acquisizioni in modo sistematico, hanno livelli di redditività doppi rispetto a chi non fa M&A e un livello di indebitamento più contenuto.

Le Startup stanno diventando interessanti anche in Italia e soprattutto lo stanno diventando per chi fa impresa in Italia.

Negli ultimi anni sempre più spesso abbiamo seguito operazioni di acquisizione o fusione tra imprese anche di ridotte dimensioni effettuate per incrementare asset o competenze necessarie all’innovazione ed alla crescita dimensionale aziendale.

Per approfondire

Pubblicata la guida AIFI al corporate venture capital

Voucher per la digitalizzazione delle Pmi

Voucher per la digitalizzazione delle Pmi

Il voucher per la digitalizzazione delle Pmi è una misura agevolativa per le micro, piccole e medie imprese che prevede un contributo, tramite concessione di un “voucher”, di importo non superiore a 10 mila euro, finalizzato all’adozione di interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico. La disciplina attuativa della misura è stata adottata con il decreto interministeriale 23 settembre 2014. 

Cosa finanzia

Il voucher è utilizzabile per l’acquisto di software, hardware e/o servizi specialistici che consentano di:

  • migliorare l’efficienza aziendale;
  • modernizzare l’organizzazione del lavoro, mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro;
  • sviluppare soluzioni di e-commerce;
  • fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
  • realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.

Gli acquisti devono essere effettuati successivamente alla prenotazione del Voucher.

Le agevolazioni

Ciascuna impresa può beneficiare di un unico voucher per la digitalizzazione delle Pmi di importo non superiore a 10 mila euro, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili.

Come funziona

Con decreto direttoriale 24 ottobre 2017 sono state definite le modalità e i termini di presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni. Le domande potranno essere presentate dalle imprese, esclusivamente tramite la procedura informatica che sarà resa disponibile in questa sezione, a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018. Già dal 15 gennaio 2018 sarà possibile accedere alla procedura informatica e compilare la domanda. Per l’accesso è richiesto il possesso della Carta nazionale dei servizi e di una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e la sua registrazione nel Registro delle imprese.

Entro 30 giorni dalla chiusura dello sportello il Ministero adotterà un provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher, su base regionale, contenente l’indicazione delle imprese e dell’importo dell’agevolazione prenotata.

Nel caso in cui l’importo complessivo dei voucher per la digitalizzazione delle Pmi concedibili sia superiore all’ammontare delle risorse disponibili (100 milioni di euro), il Ministero procede al riparto delle risorse in proporzione al fabbisogno derivante dalla concessione del Voucher da assegnare a ciascuna impresa beneficiaria. Tutte le imprese ammissibili alle agevolazioni concorrono al riparto, senza alcuna priorità connessa al momento della presentazione della domanda.

Ai fini dell’assegnazione definitiva e dell’erogazione del voucher per la digitalizzazione delle Pmi, l’impresa iscritta nel provvedimento cumulativo di prenotazione deve presentare, entro 30 giorni dalla data di ultimazione delle spese e sempre tramite l’apposita procedura informatica, la richiesta di erogazione, allegando, tra l’altro, i titoli di spesa.

Dopo aver effettuato le verifiche istruttorie previste, il Ministero determina con proprio provvedimento l’importo del Voucher da erogare in relazione ai titoli di spesa risultati ammissibili.

Guida rapida alla registrazione fiscale degli atti costitutivi/modificativi di s.r.l. di startup innovative

Guida rapida alla registrazione fiscale degli atti costitutivi/modificativi di s.r.l. di start-up innovative

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una “Guida rapida” per la compilazione e la predisposizione del modello di richiesta di registrazione, la liquidazione dell’imposta e la compilazione del modello di versamento F24 in relazione agli atti costitutivi/modificativi di s.r.l. startup innovative

Il modello di RICHIESTA REGISTRAZIONE

Il modello di RICHIESTA REGISTRAZIONE (Modello 69) è utilizzato per richiedere agli Uffici dell’Agenzia delle entrate la registrazione fiscale degli atti. Il modello, in formato PDF, messo a disposizione sulla piattaforma è di tipo editabile.

Si riportano di seguito le istruzioni per la compilazione dei soli campi utili alla richiesta di registrazione degli atti costitutivi/modificativi di start-up innovative redatti in forma elettronica e firmati digitalmente a norma dell’articolo 24 e 25 del C.A.D., come previsto dall’articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3 e dai decreti del Ministro dello Sviluppo Economico del 17 febbraio 2016 e del 28 ottobre 2016, nonché dai decreti del Ministero dello Sviluppo Economico del 1 luglio 2016 e del 4 maggio 2017.

Le istruzioni complete per la compilazione del modello sono disponibili sul sito Internet dell’Agenzia delle entrate

Scrittura privata non autenticata

Nel caso di scrittura privata non autenticata, il modello deve essere compilato e sottoscritto da una delle parti presenti nell’atto, denominata richiedente la registrazione.

Per approfondire

Guida rapida alla registrazione fiscale degli atti costitutivi/modificativi di s.r.l. di start-up innovative

 

Startup, seminario di specializzazione

Startup, seminario di specializzazione

Studio Panato presenta in collaborazione con il Gruppo Euroconference un seminario di specializzazione sulle startup innovative.

L’impresa startup innovativa è una società di capitali, costituita anche in forma di società cooperativa, prevista da una recente disposizione normativa al fine di incentivare lo sviluppo, la produzione e commercializzazione di prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

Presentazione del Seminario

Nell’attuale contesto economico il successo imprenditoriale è strettamente correlato all’innovazione. Il corso vuole fornire gli elementi principali di inquadramento teorico/pratico per consentire al professionista di acquisire quelle competenze tecniche che gli consentano di affiancare l’imprenditore nella fase di start up e lo mettano in grado di:

  • valutare la fattibilità del progetto innovativo concepito dall’imprenditore;
  • illustrare le varie agevolazioni di natura fiscale previste dal Legislatore;
  • proporre la più opportuna forma giuridica per la società e, in chiave prospettica, fornire suggerimenti sulla governance anche alla luce dell’ingresso di futuri soci nella compagine;
  • assistere l’imprenditore nella presentazione della Start Up a potenziali finanziatori predisponendo sia un business plan (definendo le risorse finanziarie necessarie) sia una valutazione di azienda che consenta di determinare le quote spettanti agli investitori. La valutazione di un’azienda non basata su dati storici è molto complessa e richiede competenze specifiche.

Durante il corso si farà frequente riferimento a casi pratici e a tecnicalità utilizzabili anche nell’assistenza ordinaria all’impresa.
Si vuole inoltre fornire un’ampia bibliografia per facilitare l’approfondimento individuale grazie ad una raccolta ragionata di materiale immediatamente scaricabile.

Programma

Ruolo del professionista e evoluzione del mercato

Definizione di Start Up innovativa e requisiti qualificanti

La costituzione

  • Scelta del tipo sociale, capitale e costi
  • Statuto e patti parasociali
    • oggetto sociale
    • modello uniforme
    • clausole per spin off universitari
  • Nuova modalità di costituzione digitale e gratuita

Capitale di rischio ed investitori

  • Il Business Plan e analisi del fabbisogno finanziario
  • La valutazione della Start Up
  • Gli incentivi fiscali all’investimento nel capitale di rischio delle Start Up innovative
  • Start Up Sponsor”: cessione delle perdite di nuove imprese a società quotate
  • Il rapporto tra imprenditore ed investitore
    • venture capitalist
    • business angel
    • equity crowfunding

Tra Stock Option e Work For Equity

  • La disciplina del lavoro “tagliata su misura”
  • La facoltà di remunerare il personale in modo flessibile
  • La remunerazione attraverso strumenti di partecipazione al capitale

Altre misure di agevolazione per le Start Up

  • L’esonero da diritti camerali e imposte di bollo
  • Le deroghe alla disciplina societaria ordinaria
  • La proroga del termine per la copertura delle perdite
  • La deroga alla disciplina sulle società di comodo e in perdita sistematica
  • L’esonero dall’obbligo di apposizione del visto di conformità per compensazione dei crediti IVA
  • L’intervento semplificato al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese
  • L’Agenzia ICE: servizi ad hoc per l’internazionalizzazione delle Start Up

Ulteriori agevolazioni a favore dell’innovazione

  • Smart&Start Italia
  • Italia Startup Visa
  • Italia Startup Hub
  • Contamination Lab
  • Credito d’imposta R&S
  • Patent box

Regime di pubblicità e monitoraggio

  • L’iscrizione nel Registro delle Imprese
  • L’aggiornamento delle informazioni iscritte nel Registro delle Imprese
  • L’attestazione del mantenimento del possesso dei requisiti previsti per l’iscrizione
  • La cancellazione dalla sezione speciale del Registro delle Imprese

Bilancio

  • Le criticità di bilancio
  • Le spese di ricerca e sviluppo e l’obbligo di indicazione in nota integrativa

Trasformazione in PMI innovativa

Fail fast

 

Calendario e sedi

Seminario Startup
Città Data
Bologna 09/11/17
Verona 10/11/17
Venezia 14/11/17
Milano 15/11/17

Per approfondimenti ed iscrizioni

Per scaricare il programma e per le iscrizioni:  Seminario Startup

Progetto 1849, la Bocconi, la vela ed il teatro

Progetto 1849, la Bocconi, la vela ed il teatro

Quel ritornare in fondo un po’ a casa

Oggi mi sono regalato un po’ di tempo per pensare al nostro futuro. Sono tornato a studiare in Bocconi. Non ero solo. Oltre al nostro team di Studio ( mio fratello Edoardo ed un amico avvocato che si unirà a noi dalla prossima lezione), abbiamo iniziato questo percorso che durerà quasi due anni con amici e clienti.

Bellissimo condividerlo, seppur in classi differenti, anche con mia moglie che partirà a breve con il suo studio dentistico in San Babila.

Una bella sensazione quella di tornare tra i banchi ( questa volta non da docente), incontrando volti nuovi provenienti da tutta Italia ( e non solo).

Riporto solo qualche veloce appunto:

  • Docente / Mentor di Accenture giovane ma professionale;
  • Tutor giovanissimi ma tutti con invidiabile CV internazionale. Il che improvvisamente sposta il termine del problema della fuga dei cervelli. I talenti non fuggono ma vanno naturalmente all’estero ed è giusto così. La battaglia non deve essere fatta per trattenerli ma per essere così attrattivi da farli tornare insieme a molti giovani di altre nazionalità.
  • Bellissima la costante attenzione alla verificabilità delle affermazioni. In fondo non molto diverso dallo scetticismo del revisore.
  • Non si fa impresa da soli ( non più) ed il team deve essere eterogeneo.
  • Il grosso del lavoro tocchera’ a noi ma ci aiuteranno ad applicare un metodo e a darci i tempi di implementazione del progetto.
  • Nulla di più complicato e contemporaneamente più utile di spiegare il tuo progetto a chi non sa nulla di te e del tuo settore.
  • Cambiare aria e farsi contaminare dagli imprenditori è stata una scelta corretta.
  • Innovazione e tradizione sono ancora più forti se camminano insieme. E questo probabilmente è vero anche nella composizione del team.

Oggi in qualche modo parte ufficialmente il restartup del nostro Studio professionale. La strada di una consulenza rimodulata sulle nuove esigenze delle PMI crediamo sia quella giusta ma bisogna lavorarci su senza alibi e preventive assoluzioni.

La giornata di sole ci ha regalato anche la possibilità di tornare a mangiare un panino all’aperto come ai tempi dell’università. Perché in fondo è sempre sabato ed un po’ di svago ce lo meritiamo.

Ps particolarmente ispirate le foto della Bocconi Art Gallery. Di buon auspicio quella che riporto più in alto tra mondo della vela e quinte teatrali. Due mie grandi passioni.

 

 

Un progetto di ricerca, la Bocconi e la nostra voglia di accelerare.

Un progetto di ricerca, la Bocconi e la nostra voglia di accelerare.

Siamo stati selezionati da ICRIOS – The Invernizzi Center for Research on Innovation, Organization, Strategy and Entrepreneurship, Centro di Ricerca dell’Università Bocconi per partecipare ad un percorso di validazione del nostro progetto di restartup di consulenza professionale.

Da settembre torneremo quindi a studiare sacrificando, qualche we, cercando di formalizzare il nostro progetto di Studio e di validarlo all’interno dell’acceleratore dell’Università Bocconi.

Il percorso avrà inizio a settembre 2017 e si concluderà a dicembre 2018.

Il nostro Studio sta crescendo e nei prossimi anni si troverà ad affrontare i grandi cambiamenti che interesseranno il mondo della consulenza professionale.

Il 2017 coincide con l’anniversario dei 25 anni dalla scomparsa di mio padre, dei miei 25 anni di lavoro e dei 20 anni dalla laurea in Bocconi.

Abbiamo pensato fosse il momento giusto per provare a dare una svolta ulteriore, un’accellerazione al progetto mettendo in discussione le nostre certezze ed avvicinandoci sempre di più alle imprese, a quelle imprese dinamiche che stanno crescendo nonostante la crisi.

Proveremo a raccontare il nostro percorso (che sappiamo già non essere facile) chiedendo ad amici e clienti di aiutarci a focalizzarci meglio sull’obiettivo.

Sarà un percorso condiviso all’interno dello Studio e con alcuni dei nostri clienti più giovani.

Se avete voglia seguiteci: #progetto1849

 

Perché #Progetto1849

Il 1849 è l’anno in cui la nostra famiglia ha iniziato a far parte del mondo delle libere professioni. Notai, avvocati, ingegneri, commercialisti. Sempre liberi professionisti.

Mi è sembrato bello recuperare quello spirito in un progetto che parla di innovazione.

Per ricordarci da dove veniamo, per capire meglio che strada prendere.

 

The Startup Training

THE STARTUP TRAINING è un percorso di studio e validazione della propria idea di business e del proprio business model. È stato presentato presso l’Università di HARVARD come una delle STARTUP SCHOOL più innovative del 2016.

 

Il Centro di Ricerca ICRIOS

The Invernizzi Center for Research on Innovation, Organization, Strategy and Entrepreneurship

ICRIOS è un centro di ricerca dell’Università Bocconi.

Nasce per essere un punto di riferimento della più avanzata ricerca multidisciplinare sull’innovazione, l’organizzazione e la strategia, con l’obiettivo di influenzare in modo significativo sia il dibattito accademico che la pratica manageriale.

ICRIOS promuove la collaborazione e la condivisione delle conoscenze in ogni fase del processo di ricerca, in particolare tra gli studiosi di campi diversi e complementari, in varie nazioni, e provenienti da diverse tradizioni di ricerca.

Sfruttando le reti dei migliori studiosi e centri di ricerca internazionali, ICRIOS mira a fornire risultati di grande impatto nel mondo accademico. Oltre a cercare progressi nella ricerca, ICRIOS si propone di sviluppare concetti nuovi, strumenti analitici di reale applicabilità e nuove prospettive per trasformare le sfide di un contesto economico e sociale sempre più globalizzato in opportunità di crescita sostenibile per le nazioni e le aziende.