Master su valutazione di azienda ed operazioni straordinarie

Master su valutazione di azienda ed operazioni straordinarie

Riproponiamo anche quest’anno il Master su Perizie di stima e valutazione di azienda ma con una formula ampliata e rinnovata e con il supporto di un nuovo editore: Euroconference. Tre giornate piene per analizzare una tra le più interessanti specializzazioni della professione di Dottore Commercialista, quella che più caratterizza il nostro Studio.

Presentazione

Il percorso è indirizzato a quanti vogliono approfondire l’applicazione della valutazione d’azienda nelle principali operazioni di finanza straordinaria. I Principi Italiani di Valutazione hanno contribuito da una parte a rafforzare i confini di una specializzazione sempre più caratterizzante la nostra professione, dall’altra ad aumentare i rischi e le responsabilità per l’esperto. Per questo è necessaria una maggiore preparazione professionale come più volte sottolineato anche dal CNDCEC. Durante il corso si farà frequente riferimento a casi pratici e a tecnicalità utilizzabili anche nell’assistenza ordinaria all’impresa.

Programma

Il programma del Master su valutazione di azienda ed operazioni straordinarie organizzato insieme ad Euroconference.

I Incontro

  • Il nuovo scenario economico e normativo in cui opera il professionista, le operazioni di M&A e la creazione di valore per il cliente
  • L’ impatto dei PIV sulla valutazione di azienda, sulla figura del perito ed i maggiori rischi professionali
  • La predisposizione dell’incarico professionale tra limitazione della responsabilità e doveri di trasparenza nei confronti del cliente
  • La valutazione sull’attendibilità della base informativa e l’attività di due diligence

II Incontro

  • Individuazione e definizione del perimetro delle aziende/rami da valutare
  • La scelta del metodo di valutazione
  • Analisi dei principali metodi di valutazione di azienda
  • Principali criticità valutative
  • La valutazione delle partecipazioni sociali
  • Analisi e commento di una perizia di stima (Caso pratico)

III Incontro

  • La valutazione di azienda nelle principali operazioni straordinarie, analisi della normativa civilistica
  • La valutazione nel recesso del socio
  • La valutazione di aziende in crisi ed analisi delle linee guida
  • La redazione e verifica delle ipotesi alla base di un piano aziendale di risanamento (Caso pratico)
  • Cenni sulla responsabilità dell’esperto

Città e date

Città Data di inizio
Bologna 14/03/2017
Milano 15/03/2017
Verona 16/03/2017

Programma completo

PER VISIONARE IL PROGRAMMA COMPLETO SCARICA LA BROCHURE

Iscriviti alla nostra newsletter

Rivalutazione fiscale delle partecipazioni 2017

Rivalutazione fiscale delle partecipazioni 2017

La Legge di stabilità 2017, (L. 232/2016, ai commi 554 e 555 dell’art.1), riapre i termini per la rideterminazione del costo/ valore d’acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni (edificabili o agricoli), contemplati nel D.L. n. 282/2002, con aliquota unica per le imposte sostitutive pari all’8%.

Le modalità di rideterminazione di tali valori sono definite dagli art. 5 e 7 della Legge 448/2001.

Ai titoli, alle quote  o ai diritti non negoziati in mercati regolamentati è possibile attribuire, in deroga al costo di acquisto, il valore corrispondente alla frazione di patrimonio netto della società alla data della rivalutazione; tale valore viene determinato tramite perizia giurata di stima, redatta da dottori commercialisti o ragionieri, periti commerciali o revisori contabili, iscritti agli appositi albi.

Le condizioni, da rispettare per poter effettuare tale opzione, sono le seguenti:

  • possesso della partecipazione alla data del 1° gennaio 2017;
  • redazione di una perizia giurata di stima entro il 30 giugno 2017;
  • versamento dell’imposta sostitutiva dell’8% sull’intero valore risultante dalla perizia entro il 30 giugno 2017, oppure pagamento in tre rate annuali di pari importo di cui la prima entro il 30 giugno 2017 (sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi nella misura del 3% annuo, da versarsi contestualmente).

Tale disciplina si applica sia alla rideterminazione del costo dei terreni sia alla rivalutazione delle partecipazioni non quotate, senza distinguere tra partecipazioni qualificate o non qualificate.

La riapertura dei termini per la rivalutazione del valore delle partecipazioni consente a persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia di rivalutare il costo/valore di acquisto delle partecipazioni non quotate, affrancando in tutto o in parte le plusvalenze conseguite, ex art. 67 comma 1, lettere da a) a c-bis), TUIR, allorché le partecipazioni  vengano cedute a titolo oneroso.

La rivalutazione fiscale delle partecipazioni permette, quindi, al contribuente di ridurre il carico fiscale ai fini Irpef in sede di cessione di tali partecipazioni, risparmiando sulla tassazione della plusvalenza.

L’effetto della rivalutazione delle quote è di aggiornare il costo fiscale della partecipazione al valore indicato nella perizia ai fini della determinazione della plusvalenza quale capital gain.

La perizia giurata di stima

Come accennato, i contribuenti che detengono partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati possono rideterminare i valori di acquisto di tali partecipazioni al 1 gennaio 2017.

Il nuovo valore è determinato sulla base di una perizia giurata di stima; in particolare, per le partecipazioni il valore è determinato in relazione alla frazione del patrimonio netto della società rappresentativa della partecipazione stessa.

Si ricorda che detta perizia deve essere redatta, con le responsabilità sancite dall’articolo 64 del codice di procedura civile, esclusivamente dai seguenti soggetti:

  • iscritti all’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili;
  • iscritti nel Registro dei revisori legali.
  • I periti regolarmente iscritti alle Camere di Commercio ai sensi dell’art. 32 del RD 20.09.34 n. 2011.

La relazione di stima deve essere riferita al valore di mercato dell’intero patrimonio sociale e sottoposta a giuramento.

Il valore “rideterminato” è utilizzato ai fini della determinazione delle plusvalenze realizzate in occasione della cessione a titolo oneroso dei suddetti terreni e partecipazioni, in luogo del costo o valore di acquisto.

Come precisato dalla circolare 5 giugno 2002, n. 47/E, la predisposizione della perizia può essere effettuata anche successivamente alla cessione della relativa partecipazione, esclusivamente «per i contribuenti che versano l’imposta sui redditi diversi di natura finanziaria in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi». Ciò non è quindi possibile nei regimi di risparmio amministrato o gestito.

Copia originale della perizia, unitamente ai dati identificativi dell’esperto e al codice fiscale della società periziata (nonché unitamente alle ricevute di versamento dell’imposta sostitutiva) devono essere conservati dal contribuente ed esibiti o trasmessi su richiesta dell’Amministrazione finanziaria.

Trattamento fiscale delle spese sostenute per la perizia

Il trattamento fiscale delle spese sostenute per la perizia varia a seconda che la stessa sia predisposta per conto di:

  • Società: la spesa è deducibile dal reddito di impresa per quote costanti nell’esercizio in cui è stata sostenuta e nei 4 successivi;
  • Soci: la spesa può essere portata in aumento del valore di acquisto della partecipazione in proporzione al costo sostenuto da ciascuno di essi.

Iscriviti alla nostra Newsletter

Linee guida per la valutazione di aziende in crisi

Linee guida per la valutazione di aziende in crisi

Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (CNDCEC) ha licenziato insieme alla Società Italiana dei Docenti di Ragioneria e di Economia Aziendale (SIDREA) il documento “Linee guida per la valutazione di aziende in crisi”.

Il contributo è volto a supportare l’attività del professionista nell’espletamento degli incarichi di valutazione delle aziende in crisi, qualora questa sia reversibile o irreversibile. In questa prospettiva, il contributo rappresenta uno strumento di agevole consultazione laddove sia, per esempio, richiesta una valutazione d’azienda per supportare decisioni in merito all’opportunità di proseguire l’attività anziché di liquidare oppure per gestire la crisi e le relative procedure concorsuali.

In prospettiva credo sarà auspicabile un maggior coordinamento con l’Organismo Italiano di Valutazione per evitare un sovrapporsi di documenti emanati dal CNDCEC in tema di valutazione di azienda.

Articolo pubblicato su Mysolution| Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

L’attendibilità della base informativa

Come più volte scritto su questa rubrica uno dei momenti più delicati per il professionista è rappresentato dalla valutazione dell’attendibilità della base informativa. Criticità evidenziata anche dai Principi Italiani di Valutaizone (PIV).

L’apprezzamento dell’attendibilità della base informativa è fase propedeutica all’esecuzione dell’incarico di valutazione, mirata a evitare che l’utilizzo di dati e informazioni rilevanti che presentino evidenti sintomi d’inattendibilità possano distorcere la stima, conducendo il professionista a una valutazione non corretta e gravemente inattendibile. Un dato o un’informazione inattendibile sono rilevanti quando il loro effetto sulla valutazione è idoneo ad alterare, anche solo potenzialmente, le decisioni degli utilizzatori della stima.

In presenza di rilevanti sintomi d’inattendibilità della base informativa, pertanto, il professionista deve riconoscere una limitazione che preclude lo svolgimento dell’incarico. Ove tale limitazione non sia rimossa mediante adeguamento della base informativa a cura del committente o tramite rettifiche effettuabili dal professionista, quest’ultimo deve rinunciare all’esecuzione dell’incarico.

Discontinuità tra i valori economico-finanziari

Il processo di valutazione riferito ad un contesto aziendale che versa in uno stato di disequilibrio economico ed in crisi reversibile si differenzia dal contesto valutativo liquidatorio perché, pur potendosi ragionevolmente presupporre la continuazione dell’attività aziendale, l’elemento fondamentale che caratterizza la valutazione può essere rinvenuto in una significativa discontinuità tra i valori economico-finanziari attuali e quelli che ci si attende che l’azienda otterrà dopo il superamento del disequilibrio economico.

Tempi di ripristino delle condizioni di equilibrio economico

Il professionista dovrà, innanzitutto, disporre di dati prospettici il più possibile analitici ed articolati sotto il profilo temporale in modo da poter identificare chiaramente il momento e le modalità con cui si ritiene che le condizioni di equilibrio economico (ma anche finanziario e patrimoniale) verranno ripristinate. Tali elementi dovranno, inoltre, consentire al professionista di verificare l’effettiva attendibilità delle stime, nonché il grado di realizzabilità degli effetti economico-finanziari attesi dall’operazione di risanamento avviata o in corso.

La verifica di ragionevolezza delle ipotesi e dei dati previsionali

Nella valutazione delle aziende in crisi reversibile o dei relativi rami di azienda e, comunque, per tutte le entità oggetto di valutazione che provengono da aziende in crisi per le quali si presuppone la prosecuzione dell’attività in base ai dati contenuti nel piano di risanamento, la maggior difficoltà che il professionista può rinvenire nell’espletamento del suo incarico attiene alla necessità di dovere basare la sua valutazione su dati previsionali che, quanto più l’operazione di risanamento è incisiva, presentano delle discontinuità, a volte anche profonde, con i dati consuntivi.

La vera criticità della valutazione dell’azienda in crisi

La vera criticità della valutazione dell’azienda in crisi è spesso rappresentata dall’impossibilità di disporre del tempo adeguato a massimizzare il valore di realizzo. In questo caso, il professionista deve applicare normalmente un significativo sconto per mancanza di liquidità del titolo.

Per approfondire

Scarica il documento “Linee guida per la valutazione di aziende in crisi

 

Iscriviti alla newsletter

 

Gli amministratori alla grande sfida del bilancio 2016

Gli amministratori alla grande sfida del bilancio 2016

Tutti presi dalle novità fiscali di fine anno rischiamo di sottovalutare la grande sfida della predisposizione bilancio 2016. Sfida non solo tecnica (le modifiche riguardano sia le norme del codice civile sia numerosi principi contabili) ma con ampi risvolti gestionali come analizzeremo seppur brevemente nel proseguo del presente articolo. “Gli amministratori alla grande sfida del bilancio 2016” è un articolo pubblicato su Mysolution| Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.

 

Decreto legislativo 139/2015

Il D.Lgs. 139/2015 recepisce la Direttiva 2013/34/UE che ha abrogato la quarta e la settima direttiva sul diritto societario e modificato la direttiva 2006/43/EU in tema di revisione legale, introducendo diverse novità relative alla redazione del bilancio d’esercizio e di quello consolidato.

Modifiche normative

Ampie sono le modifiche di impianto del codice civile che ci troveremo ad affrontare nel 2016 (o prima in caso di bilanci infrannuali). Limitandoci ai soli articoli del codice civile relativi alla redazione del bilancio d’esercizio:

  • Articoli dal 2423 al 2428,
  • art.2435-bis e 2435-ter,
  • art.2478-bis,
  • art. 2357-ter c.c.

Aggiornamento dei principi contabili nazionali 2016

I principi contabili OIC sono rivolti alle società che redigono i bilanci in base alle disposizioni del codice civile. L’OIC ha iniziato il processo di aggiornamento di circa una decina di principi contabili nazionali.

Entrata in vigore

Le disposizioni entrano in vigore dal 1° gennaio 2016 e si applicano ai bilanci relativi agli esercizi aventi inizio a partire da quella data. Le nuove disposizioni si applicano alle:

  • SpA, Sapa, Srl;
  • Snc e Sas qualora i soci siano società di capitali.

Effetti di prima applicazione

Le novità andranno da subito ad impattare su:

  • Predisposizione budget
  • Bilanci intermedi e reportistica
  • Verifica parametri su cui si basano piani incentivazione personale
  • Processi amministrativi

Da monitorare in particolare

Le imprese ed i loro consulenti dovranno confrontarsi per tempo per analizzare l’impatto su alcuni temi:

  • Operazioni straordinarie e valutazioni di azienda
  • Impatto fiscale
  • Effetti sul patrimonio netto in situazioni di crisi
  • Rapporto con le banche
  • Dialogo con organi di controllo

Principali criticità

Alcune voci di bilancio vedono modificarsi profondamente sia i criteri di valutazione sia la rappresentazione delle stesse in bilancio:

  • Pubblicità, ricerca e sviluppo
  • Azioni proprie
  • Avviamento
  • Componenti straordinari
  • Debiti e crediti (costo ammortizzato)
  • Conti d’ordine.

Rendiconto finanziario

Gli amministratori devono redigere il bilancio d’esercizio, costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal rendiconto finanziario e dalla Nota integrativa ( art. 2423, c. 1 c.c.). Dal rendiconto finanziario risultano:

  •  l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide, all’inizio e alla fine dell’esercizio;
  •  i flussi finanziari dell’esercizio derivanti dall’attività operativa;
  •  i flussi finanziari dell’esercizio derivanti dall’attività di investimento;
  •  i flussi finanziari dell’esercizio derivanti dall’attività di finanziamento con autonoma indicazione delle operazioni con i soci.

Il nuovo decreto impone la redazione del rendiconto finanziario dal bilancio 2016 ma, di fatto, il nuovo art. 2425-ter c.c. prevede che i flussi finanziari contenuti nel prospetto si riferiscano all’esercizio  in corso e a quello precedente.

Principio di rilevanza

Viene introdotto formalmente il principio di rilevanza che dai principi internazionali viene cosi definito “Lo stato dell’informazione quando la sua omissione o errata indicazione potrebbe ragionevolmente influenzare le decisioni prese dagli utilizzatori sulla base del bilancio dell’impresa”.

Conclusioni

Amministratori e professionisti devono porre molta attenzione alla grande sfida del bilancio 2016 per evitare di sottovalutare gli effetti che il mutato contesto normativo potrebbe avere sulle poste e sul risultato di bilancio. Fondamentale procedere inoltre a monitorare i contratti aziendali perché alcuni di questi potrebbero rimandare a valori di bilancio (premi per amministratori, commerciali ecc.) che potrebbero venir influenzati dalle nuove norme. Per non parlare poi degli effetti di potenziali riduzioni contabili di patrimonio netto per imprese in crisi o fortemente indebitate con le banche.

 

Iscriviti alla nostra Newsletter

 

 

 

Le sinergie nella valutazione d’azienda

Le sinergie nella valutazione d’azienda

Uno degli elementi caratterizzanti la Valutazione d’azienda è la presenza di un Piano che assume il realizzarsi di un significativo cambiamento nell’assetto strategico e industriale della società oggetto dell’acquisizione. Il management della società acquirente prevede spesso di poter realizzare sinergie, sia sul fronte dei costi, sia su quello dei ricavi. Purtroppo l’esperto deve tener conto che altrettanto spesso le sinergie delineate nel piano iniziale appaiono sovrastimate. Articolo pubblicato su Mysolution| Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.

Strategia realizzata ed intenzionale

Uno degli elementi caratterizzanti la Valutazione è la presenza di un Piano che assume il realizzarsi di un significativo cambiamento nell’assetto strategico e industriale delle società oggetto di compravendita. Si può quindi parlare di due diverse strategie:

  • la strategia realizzata o operante, che caratterizza le due società al momento dell’operazione di acquisizione;
  • la strategia intenzionale – come presentata nel Business Plan – basata sulla realizzazione di un significativo cambiamento dell’assetto strategico e rivolta ad ottenere risultati economici e finanziari superiori a quelli consentiti dalla strategia operante.

Analisi del Piano: elementi da analizzare (PIV)

  • l’attività svolta, ovvero i prodotti realizzati e/o i servizi erogati, con particolare riferimento a quelli protetti da marchi e altri diritti sulle opere di ingegno e invenzioni industriali;
  • il posizionamento sul mercato dei prodotti realizzati e/o dei servizi erogati e la fase alla quale è riconducibile il loro ciclo di vita (introduzione, crescita, maturità, declino);
  • il settore e il mercato in cui l’impresa opera, con particolare riguardo al posizionamento dei propri prodotti/servizi rispetto a quello dei concorrenti e agli elementi distintivi aziendali;
  • il modello di business adottato, la tecnologia impiegata nello svolgimento del processo produttivo, le barriere di ingresso esistenti, la capacità produttiva attuale e quella utilizzata, le eventuali certificazioni di prodotto e di sistemi di qualità aziendale;
  • i canali di approvvigionamento dei principali fornitori, le dinamiche di contrattazione e di definizione del prezzo di acquisto con gli stessi;     
  • i principali clienti, nonché la loro localizzazione.

Sinergie

Il management della società acquirente prevede spesso di poter realizzare, a valle dell’integrazione delle società acquisite, talune sinergie, sia sul fronte dei costi, sia su quello dei ricavi. Purtroppo l’esperto deve tener conto che altrettanto spesso “[..]le sinergie delineate nel piano iniziale e valutate nella loro interezza [..]appaiono leggermente sovrastimate in termini di valore generato e sfidanti in termini di tempistica”.

Valutazione d’azienda in caso di sinergie

  • il valore attuale delle sinergie deve essere aggiunto al valore delle società nel caso quest’ultimo sia stato ottenuto mediante metodi che tradizionalmente conducono a valori on a stand alone basis:
    • quali ad esempio il metodo basato sulla attualizzazione dei flussi di risultato attesi dalle società o
    • il metodo basato sulla considerazione di multipli desunti da società quotate comparabili
  • mentre non deve essere considerato, per evitare errori di duplicazione, nel caso di valori ottenuti con metodi che implicitamente già riconoscono e valorizzano l’esistenza di un certo ammontare di sinergie derivanti da operazioni di acquisizione, come nel caso dei valori ottenuti con il metodo dei multipli desunti da operazioni di acquisizione comparabili.

Criticità: evoluzione della strategia

  • Esistenza di un significativo divario tra le performance connesse alla strategia operante e quelle attese dalla strategia intenzionale prevista a Piano.

Iscriviti alla nostra Newsletter

Recesso del socio senza intervento del notaio

Recesso del socio senza intervento del notaio

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la Nota del 13 febbraio 2012, Prot. 0030197, ha affrontato la problematica del rimborso della partecipazione al socio recedente o escluso (ex artt. 2473 e 2473-bis c.c. ) mediante l’utilizzo di riserve disponibili, fornendo istruzioni sugli adempimenti amministrativi necessari a darne pubblicità al Registro delle imprese. Articolo pubblicato su Mysolution| Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.

 

Premessa

Il recesso del socio è tema particolarmente complesso e delicato nella vita di una società. La dichiarazione di recesso ha natura di atto unilaterale recettizio, risolutivamente condizionato ex lege alla revoca della delibera legittimante il recesso o alla messa in liquidazione volontaria della società, pertanto produce effetti dalla data del suo ricevimento. A partire da tale data, come confermato dalla massima I.H.5 dei notai del triveneto, i diritti sociali connessi alla partecipazione per la quale è stato esercitato il recesso sono sospesi, conservando il socio recedente esclusivamente la titolarità formale della partecipazione finalizzata alla liquidazione della stessa.

La dichiarazione di recesso è irrevocabile una volta pervenuta alla società. Il valore della partecipazione da liquidare deve essere determinato con riferimento a detta data.

 

La valutazione della quota (cenni)

Il dettato normativo, coerentemente con la miglior dottrina, pur lasciando all’esperto ampia libertà sui metodi valutativi, obbliga a determinare il valore della partecipazione in base a due criteri fondamentali:

  • criterio proporzionale (escludendo quindi sconti di minoranza/illiquidità o premi di maggioranza);
  • valore di mercato (da non sottovalutare la difficoltà a reperire informazioni pubbliche su valore di mercato partecipazioni o aziende Pmi).

Segnaliamo in particolare precedenti articoli dove abbiamo approfondito il diritto di recesso e la valutazione della partecipazione anche alla luce dei nuovi principi italiani di valutazione e con l’ausilio delle massime del Notariato.

 

La nota del MISE

L’iscrizione delle variazioni intervenute nella compagine sociale della società a responsabilità limitata a seguito della liquidazione della quota al socio receduto o escluso, mediante l’utilizzo delle riserve disponibili e il conseguente «accrescrimento» delle partecipazioni non rappresenta secondo gli esperti del MISE:

“un vero e proprio acquisto da parte dei soci superstiti, atteso che la partecipazione è propriamente “rimborsata” dalla società mediante l’utilizzo di riserve e non già acquistata dagli altri soci verso il pagamento di un corrispettivo, sicchè non ricorrono, a stretto rigore, gli estremi per l’applicazione dell’art. 2470 del codice civile. Si configurerebbe, pertanto, un’ipotesi atipica di modifica dell’assetto societario per il quale la legge non ha espressamente previsto la modalità di comunicazione al registro delle imprese. Secondo questo oriendamento, ai fini dell’iscrizione delle variazioni intervenute nella compagine sociale, occorre procedere alla presentazione di apposita domanda, sottoscritta da un amministratore, corredata dalla copia semplice (scansione ottica) della delibera della società che dispone della liquidazione della quota al socio receduto o escluso, mediante l’utilizzo delle riserve disponibili e il conseguente accrescimento delle partecipazioni dei soci rimasti”

 

Iscrizione al Registro Imprese senza l’intervento del Notaio.

L’iscrizione al Registro Imprese può quindi essere effettuata da un amministratore, utilizzando i modelli S2 (quadro note) e Intercalare S, e allegando la copia semplice (scansione ottica) della delibera della società (redatta senza intervento del notaio).

Per approfondire

Scarica la Nota del 13 febbraio 2012, Prot. 0030197 con cui il Ministero dello Sviluppo Economico ha affrontato la problematica dei trasferimenti di quote di Srl derivanti da recesso o esclusione di socio (ex artt. 2473 e 2473-bis) fornendo istruzioni sugli adempimenti amministrativi necessari a darne pubblicità al Registro delle imprese.

 

Iscriviti alla nostra Newsletter

 

Apporti in natura nelle società di capitali e relazione giurata di stima

Apporti in natura nelle società di capitali e relazione giurata di stima

Lo scopo di questo studio del Notariato è verificare la necessità di predisporre una relazione giurata di stima all’atto dell’apporto, sulla scorta della regole sui conferimenti diversi dal denaro: trattasi infatti di un aspetto sul quale non constano specifici precedenti giurisprudenziali ed i molti Autori che lo hanno affrontato hanno sovente manifestato opinioni contrastanti. Articolo pubblicato su Mysolution|Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.

Segnalo l’ interessante Studio del Notariato n. 276-2015/I “Apporti in natura nelle società di capitali e relazione giurata di stima” Approvato dall’Area Scientifica il 26 novembre 2015 e dal CNN nella seduta del 12-13 gennaio 2016.

Lo studio esamina la disciplina degli apporti in natura non imputati a capitale, focalizzando l’attenzione sul particolare aspetto della necessità di una relazione giurata di stima.

Lo scopo di questo studio è verificare la necessità di predisporre una relazione giurata di stima all’atto dell’apporto, sulla scorta della regole sui conferimenti diversi dal denaro: trattasi infatti di un aspetto sul quale non constano specifici precedenti giurisprudenziali ed i molti Autori che lo hanno affrontato hanno sovente manifestato opinioni contrastanti.

L’apporto in società, sia esso in denaro o in natura, si caratterizza per una funzione economica analoga a quella del conferimento, in quanto rappresenta una delle forme attraverso cui i soci – anche se non necessariamente loro – dotano la società di risorse per svolgere la propria attività di impresa.

Gli apporti a patrimonio – siano essi in denaro o in natura – ove rappresentanti versamenti a fondo perduto/in conto capitale sono da considerare a tutti gli effetti parte del patrimonio netto della società ed in particolare una posta assimilabile alle riserve.

Pur appartenenti quindi all’ambito degli strumenti di raccolta, essi si distinguono nettamente dai conferimenti, in quanto il loro eventuale ingresso a titolo definitivo nel patrimonio sociale non implica necessariamente un’imputazione a capitale: essi rappresentano invece in tal caso riserve, come tali non soggette in alcun modo alle regole che sovrintendono alla formazione, incremento e riduzione del capitale.

Seguendo questo punto di vista punto di vista formale e letterale non si può non ricordare che tra le regole di formazione del capitale delle società di capitali vi sono quelle relative alla predisposizione della relazione giurata di stima in presenza di conferimenti in natura, delle quali potremmo quindi già affermare la non applicabilità tout court.

Il Notariato con questo Studio ritiene di motivare adeguatamente le ragioni della tendenziale superfluità della perizia di stima in sede di effettuazione di un apporto in natura.

Lo studio è anche interessante per l’ampia disamina delle operazioni per le quali è necessaria la predisposizione di una relazione giurata di stima e dei casi in cui è ritenuta superflua.

Per approfondire: Apporti in natura nelle società di capitali e relazione giurata di stima

Iscriviti alla nostra Newsletter

Fusioni ed acquisizioni per creare di valore

Fusioni ed acquisizioni per creare di valore

Fusioni ed acquisizioni rappresentano uno strumento spesso sottovalutato per creare di valore. Da un recente comunicato di KPMG sembra sia tornata la voglia di M&A sul mercato italiano. Nel nostro Paese si assiste ormai ad uno scenario a macchia di leopardo in cui alcune aziende, più dinamiche per management e settore di appartenenza, riescono a non risentire della crisi ed in alcuni casi a cavalcarla.

Articolo pubblicato su Mysolution|Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.

Report di KPMG su M&A

“Nei primi tre mesi del 2016, infatti, sono state chiuse 160 operazioni per un valore complessivo di circa 17,5 miliardi di euro (contro le 140 nel primo trimestre 2015 per un importo di 9,8 miliardi di euro). Si tratta del dato più elevato degli ultimi anni. Le prime 10 operazioni per controvalore valgono oltre l’85% del mercato totale. L’operazione più importante del trimestre è stata l’acquisizione della società assicurativa PartnerRE da parte di Exor, la holding controllata dalla famiglia Agnelli, per un controvalore vicino ai 7 miliardi di euro.

Protagonisti di importanti acquisizioni all’estero sono stati anche il gruppo Lavazza ed il gruppo Gavio, che hanno rilevato rispettivamente i marchi e le attività di Carte Noire in Europa ed una partecipazione di controllo (41%) nel gruppo autostradale brasiliano Ecorodovias. Vivace il mercato interno, trainato dalla fusione tra Enel ed Enel Green Power (controvalore pari a circa 3,2 miliardi di euro), dall’aumento di capitale effettuato in Saipem dal Fondo Strategico Italiano e dall’acquisizione di Beta Utensili da parte di Tamburi Investment Partners.”

Ci si aspetta che il trend positivo prosegua nei prossimi mesi, considerato che saranno formalmente chiuse operazioni per oltre 10 miliardi di euro tra cui la conclusione dei processi di vendita relativi ad Inwit e Grandi Stazioni, l’operazione Italcementi-Heidelberg e nei Financial Services la fusione già annunciata tra Banco Popolare e BPM che da sola vale circa 3 miliardi di euro.

Le linee intorno a cui si muove il mercato sono da una parte la ristrutturazione di molte aziende in difficoltà che diventano prede interessanti sul mercato e dall’altra il bisogno pressante di internazionalizzazione e crescita dimensionale. Ci si attende un ulteriore consolidamento in molti settori. Il Private Equity dispone di abbondante liquidità da investire.

SDA Bocconi: M&A leva di creazione di valore

I risultati di un recente studio condotto da KPMG e SDA Bocconi dimostrano inoltre quanto l’M&A rappresenti una importante leva di creazione di valore. Infatti, la ricerca condotta su un campione di 1400 aziende con ricavi superiori ai 50 milioni di euro di ricavi dimostra come le 170 aziende Serial Acquiror che nel decennio 2004 – 2013 hanno fatto acquisizioni in modo sistematico, hanno livelli di redditività doppi rispetto a chi non fa M&A e un livello di indebitamento più contenuto.

Interessante anche notare che le imprese target di questo processo di consolidamento hanno attualmente anche dimensioni molto ridotte (PMI e Startup). Dimensioni in precedenza ritenute poco interessanti dagli investitori.

Alcune riflessioni

Come più volte ribadito, come Studio, non possiamo che confermare questa tendenza che appare consolidarsi e ci impegna nella sfida impegnativa di saperci proporre come attore capace di presidiare e gestire tutto il processo di acquisizione/cessione d’azienda in modo integrato unendo una forte sensibilità economico/aziendale alla conoscenza approfondita degli strumenti giuridici.

Iscriviti alla nostra Newsletter

Mini Master su Perizie di Stima

Mini Master su Perizie di Stima

I prossimi eventi formativi sulla valutazione d’azienda nelle operazioni straordinarie alla luce dei nuovi Principi Italiani di Valutazione

Mini Master su Perizie di Stima è la novità in cui ci cimenteremo e ci consentirà di approfondire tematiche tecniche e casi pratici con i colleghi che avranno la pazienza di partecipare.

Come di consueto sta prendendo forma il calendario dei prossimi eventi formativi (lezioni e convegni) di questo autunno/inverno.

Avranno come tema principale la Valutazione di Azienda, una delle specializzazioni che più caratterizza il nostro Studio, e da questo anno la novità sarà il Mini Master su Perizie di Stima di MySolution. Tre giornate dedicate ad una analisi più attenta delle tematiche specifiche della valutazione d’azienda nelle operazioni di finanza straordinaria anche alla luce dei nuovi PIV (Principi Italiani di Valutazione).

I principi italiani di valutazione (PIV) rappresentano da una parte una maggiore tutela per l’esperto che ci si uniformerà ma i professionisti meno preparati si esporranno a maggiori rischi di responsabilità personale.

Questo nuovo percorso formativo rappresenta anche l’occasione per tornare a lavorare al Manuale “Le Perizie di Stima” che si avvia quindi alla sua terza edizione.

Il 6 settembre, come ormai da qualche anno, avrò l’onore ed il piacere di aprire i corsi della Scuola di Alta Formazione (SAF-Bocconi) con una lezione su Politiche di Bilancio e politiche fiscali (Doppio Binario).

Sotto il calendario provvisorio. Gli incontri saranno un’ottima occasione di approfondimento e confronto con i colleghi che vi parteciperanno.

Sono state inserite in arancione le nuove date degli eventi formativi. Non solo perizie di stima e valutazione di azienda ma anche il corso sul passaggio generazionale per la Fondazione dei Dottori Commercialisti di Milano ed un evento su novità di bilancio e responsabilità amministratori.

Sotto il calendario aggiornato.

 

Data Ordine Tipologia Durata
04-ott-16 Como Evento singolo 14.30 – 18.30
       
06-ott-16 Novara 1 giornata – Mini Master 14.30 – 18.30
       
26-ott-16 Novara 2 giornata – Mini Master 14.30 – 18.30
       
28-ott-16 Bologna Meeting ACEF sull’evoluzione della professione 14.30 – 18.30
       
02-nov-16 Novara 3 giornata – Mini Master 14.30 – 18.30
       
09-nov-16 Vicenza 1 giornata – Mini Master 14.30 – 18.30
16-nov-16 Vicenza 2 giornata – Mini Master 14.30 – 18.30
       
23-nov-16 Vicenza 3 giornata – Mini Master 14.30 – 18.30
24-nov-16 Milano Passaggio generazionale (Scuola Alta Formazione) 14.30 – 18.30
28-nov-16 Cortemaggiore (Piacenza) Novità bilancio 2016 e responsabilità amministratori (Banca Mediolanum) 9.30 – 12.30
30-nov-16 Milano Gestione dei dati e creazione del valore aziendale (Assolombarda) 14.00 – 15.30

Iscriviti alla nostra Newsletter

Linee guida per la determinazione del mantenimento in caso di separazione e divorzio

Linee guida per la determinazione del mantenimento in caso di separazione e divorzio

Il CNDCEC con la pubblicazione del documento: ”Linee guida sulla consulenza tecnica d’ufficio nei procedimenti in materia di rapporti familiari” ha voluto fornire le best practice di determinazione della posizione reddituale e patrimoniale dei coniugi da parte dell’ausiliario del Giudice cui venga richiesto di stabilire l’an e il quantum dell’assegno di mantenimento nell’ambito delle controversie di separazione o divorzio. Articolo pubblicato su Mysolution| Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.

 

Ruolo del consulente tecnico

Per la complessità della materia fiscale e per le oggettive difficoltà dei giudici e degli avvocati di decifrare la relativa documentazione acquisita agli atti, gli accertamenti di natura tecnica nella cause di famiglia necessitano della nomina di un consulente tecnico, con competenze specifiche, quali quelle dei Commercialisti. Come abbiamo già evidenziato in un precedente articolo, nello svolgimento delle consulenze tecniche in materia di famiglia e nella redazione delle relative perizie, il professionista si trova ad affrontare argomenti particolarmente delicati nell’ambito di conflitti familiari spesso molto accesi. È opportuno cercare di svolgere questi incarichi con professionalità e rispetto per le parti, mantenendo la massima obiettività, cercando di ottenere la collaborazione dei legali e dei consulenti coinvolti, per facilitare per quanto possibile un accordo volontario.

Accertamento della capacità reddituale

Elemento centrale per la determinazione dell’assegno di mantenimento (al coniuge e/o ai figli) è l’accertamento della capacità reddituale dei soggetti coinvolti nel “conflitto familiare”. Ricordando la migliore giurisprudenza:

«In tema di quantificazione dell’assegno di mantenimento a favore del coniuge e dei figli, la dichiarazione dei redditi del coniuge onerato ha una funzione tipicamente ed esclusivamente fiscale, mirando a normalizzare ed a porre su un terreno di reciproca fiducia i rapporti tra uffici e contribuente; essa, pertanto, a cagione della sua natura e dello scopo precipuo per il quale è stata formata, non è riferibile con uguale valore a rapporti estranei al sistema tributario, e, conseguentemente, non può avere efficacia vincolante per il giudice chiamato a fissare l’importo dell’assegno di mantenimento».

L’elaborato peritale dell’ausiliario del Giudice, tipicamente un Dottore Commercialista che garantisce competenze specifiche tributarie, aziendalistiche e contabili, dovrà:

“valorizzare il dato fiscale della dichiarazione dei redditi, estendendo l’indagine anche al di là del “perimetro” fiscale/reddituale, incrociando e comparando il dato fiscale con altri elementi rivelatori della capacità di spesa, come ad esempio il patrimonio mobiliare ed immobiliare, ma anche e soprattutto le movimentazioni bancarie lato sensu considerate, al fine di pervenire alla determinazione della effettiva capacità reddituale e finanziaria del soggetto obbligato.”

Obiettivo della guida

Obiettivo della guida è fornire un valido supporto agli accertamenti tecnici di natura patrimoniale – reddituale nella determinazione del contributo di mantenimento dei figli e del coniuge. Le linee guida rappresentano un valido ausilio allo svolgimento dell’attività di CTU nell’ambito dei procedimenti di separazione e divorzi. Il documento si compone di:

  • una prima parte, relativa alle metodologie di accertamento da parte del C.T.U. della posizione reddituale del coniuge oggetto d’indagine;
  • una seconda parte dedicata agli accertamenti di carattere patrimoniale residuali.

Unioni civili e convivenze

Le linee guida si ritengono applicabili anche ai casi di scioglimento dell’unione civile e, nei limiti di compatibilità, alla cessazione della convivenza di fatto in base alla recente approvazione del disegno di legge n. 2081, recante Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”.

 

Per saperne di più

Scarica: Linee guida sulla consulenza tecnica d’ufficio nei procedimenti in materia di rapporti familiari

Resta aggiornato