Il mercato M&A italiano

Il mercato M&A italiano

KPMG ha presentato anche quest’ anno il Rapporto Mergers & Acquisitions che analizza le operazioni di fusione ed acquisizione che hanno coinvolto aziende italiane nel corso del 2017 e per le quali sono disponibili informazioni pubbliche.

L’elevata disponibilità di risorse finanziarie, i processi aggregativi tra leader di mercato, il consolidamento che, causa un’innovazione tecnologica sempre più dirompente, ha coinvolto settori sempre più numerosi, hanno contribuito a vivacizzare il mercato mondiale delle fusioni e delle acquisizioni nel 2017.

M&A interessante anche per le PMI

Da tempo ormai poniamo molta attenzione al mercato M&A italiano perché coinvolge sempre più spesso le PMI.

I fattori che stanno vivacizzando questo mercato sono principalmente:

  • passaggio generazionale;
  • globalizzazione ed internazionalizzazione;
  • innovazione tecnologica ed open innovation;
  • necessità di attrarre nuove competenze.

Tutto questo sta ridefinendo la dimensione minima necessaria per competere in settori che spesso vengono ridisegnati dagli stessi fattori che spingono per una crescita dimensionale virtuosa.

Il mercato M&A italiano

La vivacità del mercato M&A italiano testimonia il coinvolgimento del nostro Paese nei processi di globalizzazione in atto in numerosi comparti, che inducono un numero sempre maggiore di piccole e medie imprese ad adottare strategie di internazionalizzazione, in questo favorite anche dalla possibilità di reperire facilmente i fondi necessari a finanziare acquisizioni anche all’estero.

Acquisitori seriali

Acquisitori seriali italiani che vantano un significativo track record di operazioni M&A ed aziende che hanno adottato solo in anni più recenti strategie di crescita esterna hanno movimentato non soltanto il mercato domestico, ma anche quello transfrontaliero, alla ricerca soprattutto di nuovi sbocchi di mercato.

Cross border

Il forte appeal esercitato dagli asset italiani nei confronti di operatori industriali e di fondi di Private Equity stranieri trova invece conferma nel positivo andamento dell’attività cross border-IN, influenzato dal miglioramento degli indicatori macroeconomici e dalla riduzione della percezione del rischio Paese, oltre che dalle eccellenze delle nostre imprese in numerosi comparti della nostra economia.

Il cross border si conferma parte integrante dell’attività M&A e nel 2017 ha contribuito a generare il 70% dei controvalori complessivi.

Finalità del Rapporto e informazioni utilizzate

La finalità dello studio è l’esame delle tendenze evolutive del mercato nazionale ed internazionale delle fusioni ed acquisizioni e della ridefinizione dello scenario competitivo dei principali settori industriali e finanziari.

L’obiettivo del presente studio non è pertanto lo sviluppo di analisi di settore approfondite, bensì un esame trasversale dei percorsi evolutivi dell’industria italiana osservandone i processi di consolidamento, di internazionalizzazione e di competizione nel contesto globale.

Le operazioni sono classificate in funzione del settore di attività della società acquisita e della società acquirente, della nazionalità (determinata in base al gruppo di controllo della stessa) e della Regione delle aziende coinvolte, della tipologia delle transazioni e del loro controvalore, e non comprendono transazioni che hanno interessato esclusivamente entità estere.

Per maggiori informazioni

Scarica il Rapporto Mergers & Acquisitions

Ricostituzione delle riserve fiscali in ipotesi di fusione inversa

Ricostituzione delle riserve fiscali in ipotesi di fusione inversa

Ricostituzione in capo all’incorporante delle riserve fiscali in ipotesi di fusione inversa: può capitare nella pratica professionale in caso di riorganizzazione societaria, di riorganizzazione di gruppo o in caso di LBO di dover approfondire la questione sia sotto il punto di vista fiscale sia sotto il punto di vista contabile e di bilancio.

Sul tema si è espressa recentemente l’Agenzia delle Entrate che ha ribadito, con la risposta all’interpello n. 27 del 4 ottobre 2018.

Principi affermati nella risoluzione n. 62/E del 2017

In tema di ricostituzione in capo all’incorporante delle riserve fiscali in ipotesi di fusione inversa si ritengono applicabili i seguenti principi affermati nella risoluzione n. 62/E del 2017:

  1. in una fusione inversa per incorporazione, a conservarsi è il PNC della società che sopravvive legalmente all’operazione (i.e. incorporante/controllata), il quale non muta in conseguenza dell’operazione, conservando la composizione storica quali-quantitativa, in termini di capitale sociale, riserve di utili e di capitale, che aveva prima della fusione inversa;
  2. sotto il profilo contabile, in caso di partecipazione totalitaria, il PNC post fusione deve essere in termini quantitativi pari a quello complessivo che si sarebbe avuto con la fusione diretta, poiché il valore totale delle società coinvolte è sempre lo stesso (c.d. principio di equivalenza tra fusione diretta e inversa);
  3. le disposizioni di cui ai commi 5 e 6 dell’articolo 172 del TUIR si applicano con riferimento all’eventuale incremento del PNC dell’incorporante avvenuto a seguito della fusione. Pertanto, è a tale differenza da fusione che vanno applicate le citate disposizioni normative.

Effetti fiscali in caso di mancata ricostruzione delle riserve

Ai fini dell’applicazione dell’articolo 172, comma 5, del TUIR le riserve in sospensione d’imposta sono da ricostruirsi in capo alla Controllata-Incorporante al fine di evitarne la tassazione.

Tipicità della fusione inversa

In una fusione inversa il PNC dell’incorporante post fusione può subire una modifica quali-quantitativa quando l’incorporata possiede altri asset, oltre la partecipazione totalitaria nella controllata.

Per approfondire

Ricostituzione in capo all’incorporante delle riserve fiscali in ipotesi di fusione inversa, scarica la risposta all’interpello n. 27 del 4 ottobre 2018 

Scissione proporzionale e valutazione anti-abuso

Scissione proporzionale e valutazione anti-abuso

Scissione proporzionale e valutazione anti-abuso ai sensi dell’articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, sul tema si è espressa recentemente l’Agenzia delle Entrate che ha ribadito, con la risposta all’interpello n. 21 del 3 ottobre 2018 che:

L’ operazione di scissione parziale proporzionale in esame non costituisce un’operazione abusiva ai sensi dell’articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, non consentendo la realizzazione di alcun vantaggio fiscale indebito.

Descrizione dell’operazione

La scissione comporterà l’assegnazione del patrimonio immobiliare della scindenda (con esclusione delle sole unità per le quali si afferma in istanza che è stato raggiunto un accordo per la futura cessione a terzi) alla società beneficiaria, la quale riveste il ruolo di immobiliare di famiglia.

Valide ragioni economiche

L’operazione è sorretta da plurime ragioni economiche, già descritte in istanza, e in generale dalla necessità di procedere a una razionalizzazione delle attività di proprietà della famiglia e gestione delle stesse mediante società all’uopo designate e specializzate, con maggiori possibilità di apprezzamento anche dal sistema bancario.

Continuità dei valori contabili e fiscali

Sotto il profilo contabile e fiscale, l’operazione di cui sopra avverrà in totale continuità dei valori contabili e fiscali degli elementi dell’attivo e del passivo delle società scissa e beneficiaria, in ossequio a quanto previsto dall’articolo 173 del TUIR.

Beni immobili non in godimento personale

Nessun bene sociale della scissa e della beneficiaria sarà destinato a essere inutilizzato, sarà riservato al godimento personale o familiare dei soci o, comunque, sarà destinato a finalità estranee all’esercizio d’impresa” e che “non risultano indicazioni, da parte dei soci, circa l’intenzione di voler cedere le rispettive partecipazioni nelle società Alfa e Beta nel breve termine”

Ricostruzione delle riserve in sospensione di imposta

Per quanto riguarda le riserve in sospensione di imposta presenti in capo alla scindenda, queste (come affermato a pag. 1 della documentazione integrativa) saranno ricostituite “in capo alla beneficiaria in misura proporzionale al rapporto tra il valore contabile del patrimonio netto assegnato alla beneficiaria e di quello che residuerà per differenza in capo alla scissa, in ossequio a quanto previsto dall’art. 173 del TUIR”.

Neutralità fiscale dell’operazione

L’operazione di scissione è fiscalmente neutrale, ai sensi dell’articolo 173 del TUIR, e il passaggio del patrimonio della società scissa ad una o più società beneficiarie – che non usufruiscano di un sistema di tassazione agevolato – non determina la fuoriuscita degli elementi trasferiti dal regime ordinario d’impresa.

In particolare, i plusvalori relativi ai componenti patrimoniali trasferiti dalla scissa alla società beneficiaria, mantenuti provvisoriamente latenti dall’operazione in argomento, concorreranno alla formazione del reddito secondo le ordinarie regole impositive vigenti al momento in cui i beni fuoriusciranno dalla cerchia dei beni relativi all’impresa, ossia, verranno ceduti a titolo oneroso, diverranno oggetto di risarcimento (anche in forma assicurativa) per la loro perdita o danneggiamento, verranno assegnati ai soci, ovvero destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa.

Imposta di registro

L’operazione è assoggettata ad imposta di registro in misura fissa, ai sensi di quanto previsto dal TUR di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 26 aprile 1986.

Per approfondire

Scarica la risposta all’interpello n. 21 del 3 ottobre 2018 

Master su perizie di stima e valutazione di azienda

Master su perizie di stima e valutazione di azienda

Torna la versione invernale del nostro storico Master su perizie di stima e valutazione di azienda. Questa volta all’edizione milanese di aggiunge per la prima volta quella nella città di Treviso. Sarà come sempre una interessante occasione per confrontarsi con i colleghi su una materia così varia e sull’evoluzione della nostra professione.

I PIV, la valutazione d’azienda e le operazioni di finanza straordinaria

Il percorso è indirizzato a quanti vogliono approfondire l’applicazione della valutazione d’azienda nelle principali operazioni di finanza straordinaria. I Principi Italiani di Valutazione hanno contribuito da una parte a rafforzare i confini di una specializzazione sempre più caratterizzante la nostra professione, dall’altra ad aumentare i rischi e le responsabilità per l’esperto. Per questo è necessaria una maggiore preparazione professionale come più volte sottolineato anche dal CNDCEC.  Durante il corso si farà frequente riferimento a casi pratici e a tecnicalità utilizzabili anche nell’assistenza ordinaria all’impresa.

Programma

I Incontro

  • Il nuovo scenario economico e normativo in cui opera il professionista, le operazioni di M&A e la creazione di valore per il cliente
  • L’ impatto dei PIV sulla valutazione di azienda, sul ruolo del perito ed i maggiori rischi professionali
  • La predisposizione dell’incarico professionale tra limitazione della responsabilità e doveri di trasparenza nei confronti del cliente
  • La valutazione sull’attendibilità della base informativa e l’attività di due diligence

II Incontro

  • L’individuazione e la definizione del perimetro delle aziende/rami da valutare
  • La scelta del metodo di valutazione
  • L’analisi dei principali metodi di valutazione di azienda
  • Le principali criticità valutative
  • La valutazione delle partecipazioni sociali
  • Analisi e commento di una perizia di stima (Caso pratico)

III Incontro

  • La valutazione di azienda nelle principali operazioni straordinarie, analisi della normativa civilistica
  • La valutazione di aziende in crisi ed analisi delle linee guida
  • La redazione e la verifica delle ipotesi alla base di un piano aziendale di risanamento (Caso pratico)
  • Cenni sulla responsabilità dell’esperto

Le nuove date

I NOVEMBRE 22 GIOVEDì MILANO LE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE
II DICEMBRE 3 LUNEDì MILANO LE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE
III DICEMBRE 10 LUNEDì MILANO LE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE
I NOVEMBRE 21 MERCOLEDì TREVISO LE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE
II DICEMBRE 5 MERCOLEDì TREVISO LE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE
III DICEMBRE 11 MARTEDì TREVISO LE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE

Per iscriversi

Euroconference: Le perizie di stima e la valutazione di azienda nelle operazioni straordinarie

Seminario sul Business Plan

Seminario sul Business Plan

Il business plan: strumento di pianificazione strategica, valutazione aziendale e risanamento dell’impresa in crisi

Nell’attuale contesto economico il professionista ha l’opportunità di riscoprire e valorizzare le proprie conoscenze aziendalistiche supportando l’impresa nei (sempre più frequenti) momenti di discontinuità della vita aziendale.

Il piano di impresa (o business plan) rappresenta uno strumento fondamentale sia nella pianificazione strategica, sia nella valutazione di azienda, sia nel risanamento delle imprese in crisi. L’introduzione dei PIV e la pubblicazione di numerose linee guida consentono da una parte al professionista di affrontare queste sfide specializzandosi grazie ad una nutrita cassetta degli attrezzi ma dall’altra aumentano il rischio professionale per chi non seguirà le best practice professionali.

Programma

  • Il ruolo del professionista nei nuovi scenari di mercato
  • L’ impatto dei PIV e i maggiori rischi professionali
  • La predisposizione dell’incarico professionale tra limitazione della responsabilità e doveri di trasparenza nei confronti del cliente
  • La Due diligence e valutazione di attendibilità della base informativa
  • Le finalità del piano
    • La pianificazione strategica
    • La valutazione d’azienda
    • Il risanamento aziendale
  • Le linee guida per la redazione dei piani di impresa
  • I contenuti e la struttura tipica del piano
  • La costruzione piano di impresa:
    • La valutazione delle ipotesi e le verifiche di coerenza e di fattibilità del piano o Action plan
    • Stress test e analisi di sensitività o sostenibilità finanziaria del piano
  • I principali errori presenti nei piani di impresa (Casi pratici)

Il percorso è indirizzato a quanti vogliono approfondire le tecniche di redazione/attestazione del piano di impresa come strumento di pianificazione strategica, valutazione aziendale e risanamento dell’impresa in crisi. Durante il corso si farà frequente riferimento a casi pratici e a tecnicalità utilizzabili anche nell’assistenza ordinaria all’impresa.

Le date

NOVEMBRE 8 GIOVEDì BOLOGNA IL BUSINESS PLAN
NOVEMBRE 9 VENERDì MILANO IL BUSINESS PLAN

Per iscriversi

Euroconference: Il business plan: strumento di pianificazione strategica, valutazione aziendale e risanamento dell’impresa in crisi

Seminario su Startup e PMI innovative

Seminario su Startup e PMI innovative

Nuove date per il nostro seminario su startup e PMI innovative. Restiamo fermamente convinti che si stiano sottovalutando i cambiamenti che l’ecosistema della startup sta portando anche al mondo delle imprese tradizionali. Soprattutto ne stiamo sottovalutando gli effetti nel modo di fare consulenza. Il seminario oltre a fornire competenze tecniche sarà una occasione di riflessione anche sull’evoluzione della nostra professione.

Competenze tecniche

Nell’attuale contesto economico il successo imprenditoriale è strettamente correlato all’innovazione. Il corso vuole fornire gli elementi principali di inquadramento teorico/pratico per consentire al professionista di acquisire quelle competenze tecniche che gli consentano di affiancare l’imprenditore nella fase di Start up e lo mettano in grado di:

  • valutare la fattibilità del progetto innovativo concepito dall’imprenditore (anche mediante la redazione del Business Plan);
  • illustrare le varie agevolazioni di natura fiscale previste dal Legislatore;
  • proporre la più opportuna forma giuridica per la società e, in chiave prospettica, fornire suggerimenti sulla governance anche alla luce dell’ingresso di futuri soci nella compagine;
  • assistere l’imprenditore nella presentazione della Start up a potenziali finanziatori predisponendo sia un Business Plan (definendo le risorse finanziarie necessarie) sia una valutazione di azienda che consenta di determinare le quote spettanti agli investitori. La valutazione di un’azienda non basata su dati storici è molto complessa e richiede competenze specifiche.

Nuove date

I NOVEMBRE 13 MARTEDì PADOVA STARTUP E PMI INNOVATIVE
I NOVEMBRE 14 MERCOLEDì BOLOGNA STARTUP E PMI INNOVATIVE
I NOVEMBRE 19 LUNEDì MILANO STARTUP E PMI INNOVATIVE

Casi pratici

Durante il corso si farà frequente riferimento a casi pratici e a tecnicalità utilizzabili anche nell’assistenza ordinaria all’impresa.
Si vuole inoltre fornire un’ampia bibliografia per facilitare l’approfondimento individuale grazie ad una raccolta ragionata di materiale immediatamente scaricabile.

Per iscriversi:

Sito di Euroconference: Seminario su Startup e PMI innovative.

Convegno OIV: valutazioni di azienda e pareri valutativi

Convegno OIV: valutazioni di azienda e pareri valutativi

Il ruolo dei consiglieri indipendenti e degli organi di controllo

Valutazioni di azienda e pareri valutativi rappresentano una specializzazione importante della nostra professione.

Le nostre competenze in questo campo rappresentano le fondamenta su cui abbiamo costruito il nostro progetto di Studio.

La valutazione d’azienda è influenzata da una moltitudine di fattori tra i quali il settore in cui la società opera, la sua fase di sviluppo e la fonte del capitale investito. La valutazione d’azienda richiede una solida comprensione del processo di creazione del valore.

Convegno Nazionale OIV sulla Valutazione d’Azienda

ll Convegno del 1 ottobre in Bocconi affronta il delicato tema dell’incarico ad un esperto di svolgere una valutazione o di formulare un parere valutativo ai fini più diversi.

L’elevato grado di specializzazione richiesto, fa sì che in genere i consiglieri indipendenti non siano in grado di entrare nel merito delle scelte compiute dall’esperto.

Ciò tuttavia non esime i consiglieri e gli organi di controllo dal porre grande attenzione all’incarico affidato, all’ampiezza della base informativa, ai principi di valutazione seguiti, alla completezza del processo valutativo, alle limitazioni che l’esperto ha evidenziato nello svolgimento del proprio incarico.

Fondazione Organismo Italiano di Valutazione

OIV- Organismo Italiano di Valutazione è una fondazione indipendente senza scopi di lucro promossa da AIAF, ANDAF, ASSIREVI, Borsa Italiana, CNDCEC, Università L. Bocconi.

L’OIV è ente sponsor dell’International Valuation Standards Council. Partecipa attivamente all’attività di consultazione e ai gruppi di lavoro dell’IVSC inviando lettere di commento e proponendo propri esperti.

OIV si propone quale standard setter nazionale nell’ambito delle valutazioni d’azienda, ovvero di beni o gruppi di beni.

I PIV (Principi italiani di valutazione) si pongono come vero e proprio punto di riferimento per i professionisti, il legislatore e le autorità di vigilanza nell’ambito delle perizie di stima.

Per approfondire

Convegno Nazionale OIV sulla Valutazione d’Azienda: “Valutazioni e pareri valutativi: il ruolo dei consiglieri indipendenti e degli organi di controllo”