Ci piacerebbe lavorare con te

Ci piacerebbe lavorare con te

Studio Panato | Dottori Commercialisti sta selezionando un professionista da inserire presso la propria sede di Milano.
Il candidato ideale è un giovane commercialista che abbia maturato almeno tre anni di esperienza in studi professionali, autonomo nella gestione ordinaria ( contabile e fiscale) di PMI.
È valorizzata l’attitudine allo studio e alla ricerca. Costituisce requisito preferenziale la conoscenza della lingua inglese.

Per sottoporre la propria candidatura inviare il curriculum vitae all’indirizzo e-mail: info@Studiopanato.it

 

L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi

L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi

Ho appena terminato una telefonata con un caro amico, ci siamo confrontati su come sostenere alcune iniziative che ci stanno a cuore ( per me il teatro, per lui una associazione culturale tra imprenditori). La conversazione si è chiusa con questa sua frase che ci ha fatto sorridere: “Mi hai chiesto idee, mi hai messo in crisi, avrei preferito che mi avessi chiesto soldi”. Perché è vero, il problema della cultura in Italia è trovare un nuovo modo di porsi “sul mercato”. E mentre sviluppavamo qualche riflessione in merito apprendo che è uscito il rapporto 2017 della Fondazione Symbola sul ruolo e sugli effetti economici della cultura e della creatività nel nostro Paese. Quale migliore occasione per segnalarvelo?

Steve Jobs un umanista a cui piaceva l’elettronica

Al Sistema Produttivo Culturale e Creativo (industrie culturali, industrie creative, patrimonio storico artistico, performing arts e arti visive, produzioni creative-driven) si deve il 6% della ricchezza prodotta in Italia: 89,9 miliardi di euro. Dato in crescita dell’1,8% rispetto all’anno precedente.

Da ragazzo ho sempre pensato a me come un umanista, ma a cui piaceva l’elettronica – ha detto Steve Jobs poi ho letto qualcosa su uno dei miei eroi, Edwin Land di Polaroid, che parlava dell’importanza delle persone che sanno stare all’intersezione fra discipline umanistiche e scienza, e ho deciso che quello era ciò che volevo fare”.

L’effetto moltiplicatore della cultura

La cultura ha sul resto dell’economia un effetto moltiplicatore pari a 1,8: in altri termini, per ogni euro prodotto dalla cultura se ne attivano 1,8 in altri settori. Gli 89,9 miliardi, quindi, ne ‘stimolano’ altri 160 per arrivare a quei 250 miliardi prodotti dall’intera filiera culturale, il 16,7% del valore aggiunto nazionale, col turismo come primo

Alla metà del secolo scorso in Italia c’era un industriale, Adriano Olivetti, che quell’intersezione la attraversava già, portando la cultura nelle sue fabbriche (famosi i concerti di Luigi Nono o le opere di Guttuso) – e nei suoi prodotti (la Lettera 22 su tutti). Dopo oltre mezzo secolo, una parte importante del sistema produttivo italiano sembra aver fatto propria la lezione di Olivetti.

“Le cose sono unite da legami invisibili.  Non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella.” Galileo Galilei

Le industrie creative che sviluppano servizi per altre filiere e veicolano contenuti e innovazione nel resto dell’economia

Il design, l’architettura e la comunicazione sono industrie creative che sviluppano servizi per altre filiere e veicolano contenuti e innovazione nel resto dell’economia – dal turismo all’enogastronomia alla manifattura – dando vita ad una cerniera, una “zona ibrida” in cui si situa la produzione creative-driven, che va dalla manifattura evoluta, appunto, all’artigianato artistico.

Io sono cultura, realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere in collaborazione con la Regione Marche, racconta tutto questo, e dimostra che oggi la cultura è uno dei fattori produttivi che più alimentano la qualità e la competitività, uno dei motori primari della nostra economia.

Per approfondire

Il rapporto, giunto quest’anno alla settima edizione, costituisce ormai un riferimento atteso per fare il punto sul ruolo della cultura e della creatività nel nostro Paese adottando le lenti dell’analisi dell’economia reale.

Scarica il rapporto ” Io sono cultura, l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”.

 

Ecco tutti i finanziamenti per le startup

Ecco tutti i finanziamenti per le startup

Ecco tutti i finanziamenti per le startup! L’Associazione Italia Startup promuove un portale dedicato ai finanziamenti pubblici a supporto dell’ecosistema startup italiano.

Obiettivo è quello di offrire un servizio di monitoraggio dei bandi pubblici, nazionali e regionali – questi ultimi suddivisi in bandi per singole regioni e province autonome italiane – dedicati a sostenere progetti di giovani imprese innovative ad alto potenziale di crescita (startup) e del loro partner (acceleratori, incubatori, parchi scientifici, investitori, ecc) e quindi a disposizione sia del mercato che delle istituzioni.

Il portale raccoglie tutti i finanziamenti e le agevolazioni per PMI e Startup al fine di sostenere chi crede nel rilancio del nostro Paese e nella creazione di un nuovo tessuto imprenditoriale italiano.

Per approfondire

Vai al portale delle agevolazioni a PMI e Startup

Una bella operazione e quel bisogno di tornare a studiare

Una bella operazione e quel bisogno di tornare a studiare

Abbiamo appena chiuso una bella operazione, un po’ faticosa in realtà, ma lo Studio si è comportato bene tenendo il fronte e guadagnando la posizione nonostante, come si sarebbe detto un tempo, le soverchianti forze del nemico.

Questo, se da una parte ci regala qualche certezza in più, dall’altra ci spinge a consolidare quanto fatto fino ad oggi, con l’ambizione di imparare a vederci un po’ più grandi. In sostanza come periodicamente ci accade sentiamo un po’ di fare il punto, di riordinare i pensieri, formalizzare meglio il lavoro fatto attraverso un aggiornamento delle procedure ed approfondendo meglio alcuni aspetti giuridici nella pratica spesso solo sfiorati. Insomma ci è venuta voglia di tornare a studiare e perché no, forse anche a scrivere, magari un nuovo libro o magari qualcosa di più snello ma altrettanto utile a formalizzare e fare il punto sulla nostra esperienza professionale.

Stiamo diventando un po’ più grandi

Siamo sempre più partner di PMI ed imprenditori in operazioni di riorganizzazione aziendale e di M&A (compra/vendita di aziende o partecipazioni) e probabilmente anche la nostra organizzazione interna dovrà prenderne atto. Intanto festeggiamo l’ingresso di un nuovo Dottore Commercialista nel nostro Studio.

La valutazione d’azienda per CFO

Ieri ho partecipato, in qualità di ispettore dell’Ordine, ad un bel seminario sulla valutazione d’azienda per CFO. E’ stato importante non tanto (o meglio non solo) per qualche conferma sulla parte tecnica, quanto per acquisire maggiormente il punto di vista dell’impresa in questo tipo di operazioni e sulle possibili evoluzioni dei servizi di consulenza professionale.

Riflessioni sul futuro

A margine del corso ci siamo fermati con un paio di colleghi a ragionare sullo scenario economico, sul futuro delle PMI, sull’importanza del concetto di filiera e sui rischi presenti e futuri. Perché la valutazione è tutto questo prima di essere una sintesi numerica.

Soprattutto ci siamo confrontati sul futuro della professione, su nuove strutture organizzative, sulla dimensione minima di Studio. Ci siamo lasciati promettendoci di tornare a studiare insieme, magari organizzando un bel corso di specializzazione per i colleghi ma aperto anche ad altre voci.

Insegnare è prima di tutto studiare

Abbiamo appena terminato le lezioni al corso di valutazione in Bicocca (magistrale) che già dobbiamo preparare le lezioni alla Scuola di Alta Formazione della Bocconi per settembre. L’intensa attività di docenza della seconda metà dell’anno ci costringerà a razionalizzare, semplificare, approfondire meglio la valutazione d’azienda nelle operazioni straordinarie. Riordinare intuizioni e spunti. Ed ha fatto emergere forte il bisogno di tornare a studiare, magari superando l’ottica del commercialista, confrontandoci maggiormente con i bisogni delle imprese, le esigenze e le aspettative dei fondi di investimento (con cui ormai, direttamente o indirettamente, è sempre più facile venire a contatto).

L’obiettivo su cui lavorare

L’obiettivo deve essere sempre di più rendere semplice e facile a clienti e, perché no, alle controparti, lavorare con noi.

 

PMI e Startup tra ambizioni, fraintendimenti e crisi di identità.

PMI e Startup tra ambizioni, fraintendimenti e crisi di identità.

In Italia giochiamo ad auto ingannarci tra buonismo e tentativi consolatori.
Abbiamo il più alto numero di micro imprese tra i Paesi d’ Europa e ci siamo completamente dimenticati di loro e delle loro esigenze facendo finta che siano tutte startup.

Contemporaneamente, crogiolandoci sul numero delle nuove startup, trattiamo queste ultime come PMI creando solo confusione, fornendo dati e statistiche sbagliate, ingannando il Paese.

Secondo una ricerca di Startup Europe Partnership le startup italiane non crescono. Sono solo 135 quelle che da startup sono passate alla fase di scaleup, sono riuscite a crescere velocemente scalando il loro mercato (si veda il grafico qui sotto). Rociola in sintesi ricorda quello che tutti sanno: le startup italiane non si comportano da startup innovative semplicemente perché in gran parte sono micro imprese nonostante rispondano ai requisiti laschi della normativa.

Per approfondire su ilSole24Ore

Leggi l’intero articolo su ilSole24Ore: La Francia studia da startup nation mentre in Italia le imprese sono in crisi di identità

L’economia della cultura è una straordinaria palestra per la gestione dell’impresa che cambia.

L’economia della cultura è una straordinaria palestra per la gestione dell’impresa che cambia.

In questi ultimi giorni mi sono trovato a riflettere sull’esperienza accumulata in quella che i più chiamano economia della cultura.

Da anni seguo per motivi professionali il mercato dell’editoria in cui sono stato e sono coinvolto a diversi livelli e più recentemente nel mondo del Teatro (come chi ha la pazienza di seguirmi sui principali social ben sa).

Un mondo in cui sono entrato con un certo scetticismo.

Nonostante la cultura per definizione aiuti ad aprire la mente per una serie di vecchi retaggi anche politici ed ideologici è in realtà un mondo molto chiuso ed autoreferenziale.

Detto questo lo affronto portandomi dietro (con tutti i limiti e le distorsioni del caso, sia chiaro) l’ottica del commercialista affascinato dal progetto e di chi fa impresa.

E devo ammettere di aver sottovalutato l’effetto dirompente dell’esperienza maturata in questi anni.

L’economia della cultura è una straordinaria palestra per la gestione dell’impresa che cambia.

Editoria e Teatro ti costringono:

  • a ragionare con risorse scarse;
  • ad essere flessile lavorando in settori in perenne crisi;
  • a cercare di valorizzare le competenze con nuovi prodotti/servizi perché la sola gestione ordinaria del core business non ti consente la sostenibilità del progetto;
  • a investire in piccole “scialuppe” (non oso definirle startup) per tentare nuovi approcci, nuovi business model, spesso con l’obiettivo di ridevinire l’organizzazione e intaccare centri di potere che ingessano la struttura impedendole di cambiare.

Uno straordinario modello di business

Solo oggi mi rendo conto di che straordinario modello di business possa diventare anche per imprese di altri settori. Per le imprese di servizi, per le imprese e le professioni basate sulla valorizzazione della conoscenza certamente.

Fare impresa oggi è una grande sfida. Si è sempre pensato che l’impresa dovesse, finanziando, aiutare la cultura (vero). Oggi forse è il momento di prendere consapevolezza che la cultura può diventare un grimaldello per rinnovare l’impresa.

Castiglioni aveva già capito tutto

Rubando le parole all’architetto Achille Castiglioni (che aveva già capito tutto):

“Se non siete curiosi, lasciate perdere. Se non vi interessano gli altri, ciò che fanno e come agiscono, allora quello del designer non è un mestiere per voi. Non pensate di diventare gli inventori del mondo. Non è così, e non deve esserlo. Cominciate ad allenarvi alla autoironia e l’autocritica. Liberatevi dall’ossessione di volere, ad ogni costo, tutto inquadrare, tutto catalogare, tutto giudicare con il metro della tendenza è del tipo o, peggio, del premio ed è successo. Un buon progetto nasce non dall’ambizione di lasciare un segno, ma dalla volontà di instaurare uno scambio, anche piccolo con l’ignoto personaggio che userà l’oggetto da voi progettato.”

Studio Panato #perilteatro

Il questo contesto si inserisce il progetto “Studio Panato #perilteatro”, per questo proviamo su queste pagine a lanciare un sasso sperando che qualcuno più peparato di noi possa aiutarci ad alimentare il confronto e la discussione. Perché la cultura non deve elemosinare una sponsorizzazione ma pretendere di venir retribuita per il servizio che offre. Imparando però ad aprirsi alla società, uscendo dai circoli per iniziati e soprattutto facendo cultura veramente. Cosa che non è cosi scontata ed è forse la parte più sfidante di tutta la faccenda.

Per seguire un percorso

Questo ed altri miei articoli li trovate pubblicati su Econopoly del Sole24Ore (Numeri, idee e progetti per il futuro).

Per restare aggiornati potete iscrivervi alla nostra newsletter o seguirci sui nostri social network (li trovate il alto a sinistra sopra il logo del nostro Studio).

Papà posso dirti una cosa?

Papà posso dirti una cosa?

#Panatino quando ha qualcosa di importante da dire, quando ha fatto qualche nuova scoperta sul mondo richiama la mia attenzione con “papà posso dirti una cosa?“. Una sorta di squillo di trombe, di occhio di bue sul palcoscenico, di “ciak si gira!”.
Poi tace per qualche momento, riordina le idee e proclama la sua tesi con un fare simile a Cesare davanti al Senato di Roma. E come il Senato per Cesare, io sono solo spettatore e non un vero interlocutore.
Perché per lui raccontare è un po’ come per me scrivere, un modo per riordinare le idee e metterle a sistema.
Ed io mi presto volentieri a questo gioco delle parti affascinato dai suoi ragionamenti pronto a prestargli quel vocabolo che gli manca a perfezionare l’eloquio.

La comunicazione è soprattutto rispetto

Un modo di fare che noi, ormai sommersi da mille informazioni e dall’urgenza a nostra volta di fornirle, abbiamo in parte dimenticato.
Trovo molto bello (ovviamente sono di parte):
  • che si preoccupi di comunicarmi l’importanza del suo discorso differenziandolo dalle altre cose che racconta facendolo precedere dal formale “papà posso dirti una cosa?”;
  • il silenzio che precede la sua riflessione, per dare pathos ma contemporaneamente strumentale a riordinare le idee;
  • quel bisogno dell’ascoltatore per comprendere in pieno l’importanza della riflessione. Usando così l’ascoltatore anche per imparare qualcosa di più.

Perché per lui: lui è importante, io sono importante, la sua scoperta è importante.

Lo straordinario mondo dei bimbi

E’ un mondo straordinario quello dei bimbi. Da cui non smetterò mai di imparare.

PS la tigre è uno degli animali preferiti dal Panatino.

 

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Moby Dick e quel matto di Achab così simile a chi fa impresa

Moby Dick e quel matto di Achab così simile a chi fa impresa

Dal 5 al 17 giugno Corrado d’Elia metterà in scena “Io, Moby Dick“, nuovo progetto ispirato al capolavoro di Hermann Melville, al Teatro Litta di Milano.

Come forse saprete da qualche tempo ormai (pur non essendo attore e quindi del tutto immeritatamente) faccio parte della Compagnia.

Il  Teatro è un grande aiuto per aprire la mente e provare a spaziare di più e cambiare l’angolatura nel vedere le cose. Straordinari gli spunti che ha saputo regalarmi sull’importanza dell’identità, come ben sa chi ha avuto occasione di confrontarsi con me durante qualche mio convegno.

Moby Dick tra ossessione e bisogno di conoscere

Moby Dick è il simbolo riconosciuto del desiderio dell’uomo di conoscere, o meglio, della piccolezza dell’uomo di fronte a questo comune desiderio.

A metà tra Ulisse e Caronte, Achab interpreta la lotta impari dell’uomo contro la natura, la sfida della ragione contro gli orrori dell’abisso e la battaglia spirituale dell’uomo con se stesso, sempre alla ricerca (oggi più che mai) di un senso disperato per la propria vita. Quell’indagine, quel desiderio, quella ricerca di assoluto, quel miraggio di verità e di grandezza che l’uomo insegue da sempre e non potrà mai afferrare a pieno.

Un piccolo zibaldone per chi fa impresa chiacchierando con l’uomo di teatro

Corrado torna a raccontarci una storia, una storia antica e moderna, una storia sull’estremo bisogno di conoscere e dominare la natura e sulla paura del confrontarsi con lei, con gli aspetti non controllabili dell’esistenza, e allo stesso tempo una storia sul raccogliere le sfide, le sollecitazioni che arrivano dall’esterno, sul focalizzarsi sull’obiettivo e sul rischio che diventi una ossessione. Tornando ancora una volta a parlare di uomini.

Ho chiesto un piccolo aiuto a Corrado d’Elia che ha saputo regalarmi qualche spunto in più, accettando questo mio sporcare il teatro, perché il teatro è vivo perché parla dell’uomo:

“I temi per chi fa impresa secondo me possono essere questi:

la determinazione all’impresa, sopratutto nel pensare a start-up in campi nuovi ed inesplorati. Achab non sa dove sia Moby Dick, ma va a cercarla… Non è Moby Dick che cerca Achab!

Gli uomini temono l’eccezionale! Non Achab, colui che ha l’idea e la racconta agli altri.

gli uomini della ciurma sono parti indispensabili della sua persona. Nessuno escluso. La metafora della barca è azzeccatissima come sai per un’azienda.

– Achab dice le stesse cose di Steve Jobs!!!! Niente paure, parlate anche con il cielo e i tuoni se serve ad arrivare dove volete voi!!!

– a volte Achab ricorda nella sua solitudine la solitudine dell’imprenditore.

– nel coraggio di affrontare le tempeste del mare, le difficoltà, che servono a non perdersi e a rinvigorire il proposito all’impresa: “soltanto chi è codardo abbassa il capo durante la tempesta. Abbiamo preso il fuoco per la coda e adesso niente può più fermarci: veniamo a prenderti Moby Dick!!!”

 

La Compagnia Corrado d’Elia

Tra le più attive ed apprezzate compagnie di prosa italiane, sintesi e nuovo percorso della storica Compagnia Teatri Possibili/Teatro Libero fondata nel 1996 dall’attore e regista Corrado d’Elia, la Compagnia si distingue per l’originalità della produzione e per la capacità di attrarre l’attenzione del pubblico e della critica.

Dopo essere stata per 18 anni la compagnia di punta del Teatro Libero di Milano, la Compagnia è ora in residenza al Teatro Litta presso Manifatture Teatrali Milanesi.

Tra le produzioni più note, Cirano di Bergerac di Rostand, Caligola di Albert Camus, Macbeth di Shakespeare, Otello di Shakespeare, Don Chisciotte di Corrado d’Elia da Cervantes, Io, Ludwig van Beethoven di Corrado d’Elia.

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PMI oltre all’ equity crowdfunding c’è di più

PMI oltre all’ equity crowdfunding c’è di più

L’ articolo 57 del Decreto-legge del 24/04/2017 n. 50 ha allargato alle PMI cosìdette “tradizionali” alcuni strumenti in precedenza riservati alle Startup innovative. Probabilmente gli impatti più interessanti si avranno in termini di piani di incentivazione:

  • L’atto costitutivo della PMI costituita in forma di societa’ a responsabilita’ limitata puo’ creare categorie di quote fornite di diritti diversi e, nei limiti imposti dalla legge, puo’ liberamente determinare il contenuto delle varie categorie anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 2468, commi secondo e terzo, del codice civile.
  • In deroga a quanto previsto dall’articolo 2468, comma primo, del codice civile, le quote di partecipazione in PMI costituite in forma di societa’ a responsabilita’ limitata possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso i portali per la raccolta di capitali (equity crowdfunding) di cui all’articolo 30 del presente decreto, nei limiti previsti dalle leggi speciali.
  • Nelle PMI costituite in forma di societa’ a responsabilita’ limitata, il divieto di operazioni sulle proprie partecipazioni stabilito dall’articolo 2474 del codice civile non trova applicazione qualora l’operazione sia compiuta in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di quote di partecipazione a dipendenti, collaboratori o componenti dell’organo amministrativo, prestatori di opera e servizi anche professionali.

Riferimenti normativi

Art. 26 Deroga al diritto societario e riduzione degli oneri per l’avvio.

In vigore dal 24/04/2017, modificato da: Decreto-legge del 24/04/2017 n. 50 Articolo 57

  1. Nelle start-up innovative il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo stabilito dagli articoli 2446, comma secondo, e 2482-bis, comma quarto, del codice civile, e’ posticipato al secondo esercizio successivo. Nelle start-up innovative che si trovino nelle ipotesi previste dagli articoli 2447 o 2482-ter del codice civile l’assemblea convocata senza indugio dagli amministratori, in alternativa all’immediata riduzione del capitale e al contemporaneo aumento del medesimo a una cifra non inferiore al minimo legale, puo’ deliberare di rinviare tali decisioni alla chiusura dell’esercizio successivo. Fino alla chiusura di tale esercizio non opera la causa di scioglimento della societa’ per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli articoli 2484, primo comma, punto n. 4), e 2545-duodecies del codice civile. Se entro l’esercizio successivo il capitale non risulta reintegrato al di sopra del minimo legale, l’assemblea che approva il bilancio di tale esercizio deve deliberare ai sensi degli articoli 2447 o 2482-ter del codice civile.
  2. L’atto costitutivo della PMI costituita in forma di societa’ a responsabilita’ limitata puo’ creare categorie di quote fornite di diritti diversi e, nei limiti imposti dalla legge, puo’ liberamente determinare il contenuto delle varie categorie anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 2468, commi secondo e terzo, del codice civile.
  3. L’atto costitutivo della societa’ di cui al comma 2, anche in deroga dall’articolo 2479, quinto comma, del codice civile, puo’ creare categorie di quote che non attribuiscono diritti di voto o che attribuiscono al socio diritti di voto in misura non proporzionale alla partecipazione da questi detenuta ovvero diritti di voto limitati a particolari argomenti o subordinati al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative.
  4. Alle start-up innovative di cui all’articolo 25 comma 2, non si applica la disciplina prevista per le societa’ di cui all’articolo 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e all’articolo 2, commi da 36-decies a 36-duodecies del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148.
  5. In deroga a quanto previsto dall’articolo 2468, comma primo, del codice civile, le quote di partecipazione in PMI costituite in forma di societa’ a responsabilita’ limitata possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso i portali per la raccolta di capitali di cui all’articolo 30 del presente decreto, nei limiti previsti dalle leggi speciali.
  6. Nelle PMI costituite in forma di societa’ a responsabilita’ limitata, il divieto di operazioni sulle proprie partecipazioni stabilito dall’articolo 2474 del codice civile non trova applicazione qualora l’operazione sia compiuta in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di quote di partecipazione a dipendenti, collaboratori o componenti dell’organo amministrativo, prestatori di opera e servizi anche professionali.
  7. L’atto costitutivo delle societa’ di cui all’articolo 25, comma 2, e degli incubatori certificati di cui all’articolo 25 comma 5 puo’ altresi’ prevedere, a seguito dell’apporto da parte dei soci o di terzi anche di opera o servizi, l’emissione di strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nelle decisioni dei soci ai sensi degli articoli 2479 e 2479-bis del codice civile.
  8. La start-up innovativa e l’incubatore certificato dal momento della loro iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese di cui all’articolo 25 comma 8, sono esonerati dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese, nonche’ dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle camere di commercio. L’esenzione e’ dipendente dal mantenimento dei requisiti previsti dalla legge per l’acquisizione della qualifica di start-up innovativa e di incubatore certificato e dura comunque non oltre il quinto anno di iscrizione. L’atto costitutivo della start-up innovativa, costituita ai sensi dell’articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, nonche’ di quella costituita con atto pubblico, in caso di contestuale iscrizione nella citata sezione speciale di cui all’articolo 25, comma 8, e’ esente dal pagamento delle imposte di bollo e dei diritti di segreteria.

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Equity crowdfunding per le PMI

Equity crowdfunding per le PMI

Equity crowdfunding consiste in un sistema di raccolta di capitali mediante portali online.

In Italia, l’equity crowdfunding è disciplinato dal Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 (c.d. Decreto Crescita 2.0) convertito con modificazioni con Legge 17 novembre 2012, n. 221. Tale strumento era previsto esclusivamente per le start up innovative ed è stato poi più volte aggiornato per essere reso sempre più accessibile ed appetibile. In tale ottica, nel 2015 il Decreto Investment Compact ha introdotto la figura delle PMI innovative e ha esteso l’equity crowdfunding a tale nuovo tipo di impresa.

Con la Legge di Bilancio 2017 questa innovativa forma di raccolta di capitale di rischio è stata estesa a tutte le piccole e medie imprese, indipendentemente dal loro carattere innovativo.

La Legge di Bilancio all’art. 1, comma 70 stabilisce:

“Al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.  58, sono apportate le seguenti modificazioni: 

  1. a) il comma 5-novies dell’articolo 1 e’ sostituito dal seguente: «5-novies. Per “portale per la raccolta di capitali per le PMI” si intende una piattaforma online che abbia come finalità esclusiva la facilitazione della raccolta di capitale di rischio da parte  delle PMI come  definite  dalla  disciplina  dell’Unione  europea  e  degli organismi di investimento collettivo del risparmio o  altre  società che investono prevalentemente in PMI»;
  2. b) all’articolo 50-quinquies, le  parole:  «per  le   start-up innovative,  per  le  PMI  innovative»   sono   sostituite,   ovunque ricorrono, dalle seguenti: «per le  PMI»,  le  parole:  «in  start-up innovative e in PMI innovative» sono sostituite,  ovunque  ricorrono, dalle seguenti: «in PMI» e, alla rubrica, le  parole:  «per  start-up innovative e PMI innovative» sono sostituite dalle seguenti: «per  le PMI»;
  3. c) alla rubrica del capo III-quater del titolo III della parte II, le parole: «per le start-up innovative e le PMI innovative»  sono sostituite dalle seguenti: «per le PMI».”

Alcuni dubbi interpretativi

Alcuni dubbi interpretativi sorgono in merito alla mancata deroga dell’art. 2468 c.c., il quale impedisce alle srl di offrire quote al pubblico; infatti, in tal caso, tra le imprese non innovative, potrebbero raccogliere capitali online solo le PMI che siano società per azioni. Si attendono, a tal proposito, chiarimenti da parte del legislatore.

Il ruolo del professionista

Ed infine, estendendosi lo spettro applicativo di tale istituto, diventa ancora più utile l’assistenza di un professionista, che guidi gli imprenditori nel predisporre i propri statuti in modo che l’applicazione delle clausole di tutela degli investitori online imposte dalla legge risulti il meno onerosa possibile per la società e per i founders.

Per approfondire

Equity Crowdfunding per tutte le PMI con la Legge di Bilancio 2017: aspetti tributari

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