Lavorando su quei punti di contatto tra PMI e Startup

Lavorando su quei punti di contatto tra PMI e Startup

Stiamo lavorando su quei punti di contatto tra PMI e Startup, perché lo dico da tempo ormai: stiamo sottovalutando l’effetto startup sul modo di fare consulenza.

In questi giorni per approfondire il tema abbiamo ripreso a sederci tra i banchi di scuola insieme a circa 200 imprenditori. E’ una esperienza che ci aiuta a ripensarci, che ci mette a nudo. E’ sfidante e durerà fino a tutto il 2018.

Non tutto quello che viene insegnato ci è nuovo, forse non è neanche troppo innovativo in realtà. Forse è esattamente quello che stavamo cercando

Costruendo un percorso di apprendimento

Stiamo provando a costruirci un percorso di apprendimento che probabilmente è abbastanza vicino a quello che stavamo cercando ma questo potremmo dirlo solo a fine anno.

L’esperienza è straordinariamente ricca sotto molteplici aspetti:

  • Leggere qualche libro sul tema non significa saper applicare un modello;
  • Docente e tutor sono molto rigorosi;
  • Il nostro Mentor viene da Accenture Digital. Questo ci permette di confrontarci con uno stile di consulenza molto diverso dal nostro (né migliore né peggiore) sia per approccio sia per materie trattate;
  • Per cambiare ci vuole tempo e noi avevamo bisogno di un espediente per ritagliarci questo tempo senza più rimandare;
  • Le idee migliori nascono quando riesci a far contaminare mondi differenti;
  • Prendi consapevolezza che tutto dipende da te, devi solo acquisire metodo e disciplina.

Proviamo a crescere imparando dalle startup

Proviamo a crescere imparando dalle startup. Stiamo lavorando molto sui punti di contatto tra PMI e Startup al di là del circo mediatico che avvolge queste ultime:

  • in qualità di consulenti di Startup, diverse tra loro per dimensioni e struttura;
  • promuovendo un restartup del nostro Studio, partecipando ad un progetto biennale di ricerca in Bocconi;
  • approfondendo la normativa tenendo una serie di seminari di specializzazione in collaborazione con Euroconference.

Le PMI dinamiche sono il nostro target naturale

Obiettivo è tirare le fila entro fine anno e proporre nel 2018 un nuovo servizio di consulenza alle PMI dinamiche (nostro target naturale) che mutui alcune caratteristiche dal mondo startup.

Vedremo. Per ora ci divertiamo, studiamo molto e proviamo ad alzare l’asticela della qualità che non è poco. Parallelamente stiamo approfondendo sempre di più la nostra specializzazione professionale, vera architrave del nuovo progetto in un mix di tradizione ed innovazione che pian piano si sta delineando sempre più.

La sfida è scoprire se riusciremo ad essere anche innovativi.

Progetto 1849, la Bocconi, la vela ed il teatro

Progetto 1849, la Bocconi, la vela ed il teatro

Quel ritornare in fondo un po’ a casa

Oggi mi sono regalato un po’ di tempo per pensare al nostro futuro. Sono tornato a studiare in Bocconi. Non ero solo. Oltre al nostro team di Studio ( mio fratello Edoardo ed un amico avvocato che si unirà a noi dalla prossima lezione), abbiamo iniziato questo percorso che durerà quasi due anni con amici e clienti.

Bellissimo condividerlo, seppur in classi differenti, anche con mia moglie che partirà a breve con il suo studio dentistico in San Babila.

Una bella sensazione quella di tornare tra i banchi ( questa volta non da docente), incontrando volti nuovi provenienti da tutta Italia ( e non solo).

Riporto solo qualche veloce appunto:

  • Docente / Mentor di Accenture giovane ma professionale;
  • Tutor giovanissimi ma tutti con invidiabile CV internazionale. Il che improvvisamente sposta il termine del problema della fuga dei cervelli. I talenti non fuggono ma vanno naturalmente all’estero ed è giusto così. La battaglia non deve essere fatta per trattenerli ma per essere così attrattivi da farli tornare insieme a molti giovani di altre nazionalità.
  • Bellissima la costante attenzione alla verificabilità delle affermazioni. In fondo non molto diverso dallo scetticismo del revisore.
  • Non si fa impresa da soli ( non più) ed il team deve essere eterogeneo.
  • Il grosso del lavoro tocchera’ a noi ma ci aiuteranno ad applicare un metodo e a darci i tempi di implementazione del progetto.
  • Nulla di più complicato e contemporaneamente più utile di spiegare il tuo progetto a chi non sa nulla di te e del tuo settore.
  • Cambiare aria e farsi contaminare dagli imprenditori è stata una scelta corretta.
  • Innovazione e tradizione sono ancora più forti se camminano insieme. E questo probabilmente è vero anche nella composizione del team.

Oggi in qualche modo parte ufficialmente il restartup del nostro Studio professionale. La strada di una consulenza rimodulata sulle nuove esigenze delle PMI crediamo sia quella giusta ma bisogna lavorarci su senza alibi e preventive assoluzioni.

La giornata di sole ci ha regalato anche la possibilità di tornare a mangiare un panino all’aperto come ai tempi dell’università. Perché in fondo è sempre sabato ed un po’ di svago ce lo meritiamo.

Ps particolarmente ispirate le foto della Bocconi Art Gallery. Di buon auspicio quella che riporto più in alto tra mondo della vela e quinte teatrali. Due mie grandi passioni.

 

 

Lentamente come negli anni 60

Lentamente come negli anni 60

Lentamente come negli anni 60, una vacanza dedicata alla riscoperta di noi, del sole, del mare e soprattutto all’ascolto dei pensieri di un bimbo.

Ultime telefonate, ultimo articolo al Sole24Ore, ultimo aggiornamento alla lista dei To Do di settembre e tra poco finalmente raggiungerò il mare. Ultimi giorni passati a lavorare, studiare, progettare e pianificare gli ultimi mesi di questo anno cosi sfidante.

Ed ora i saluti a tutti voi, finalmente potrò rallentare. Provando a vivere lentamente come negli anni 60, abbandonando per un po’ la tecnologia, i social network ed il cellulare.

Meno cola e più chinotto.

Meno super alcolici e più vino.

Meno iphone e più kindle (quello si, fatemelo salvare).

Più passeggiate, più sole, più gioco.

Scrivendo sempre ma su carta.

Facendo colazione al bar con giornale e cappuccino.

Ascoltando più musica e cantando insieme.

Ma siccome il panatino ed io siamo uomini d’azione ci prepariamo anche ad una estate in cui impareremo a nuotare sfidando le onde, faremo legna per l’inverno ed osserveremo il vecchio della montagna fare il burro ascoltandone i racconti.

Mentre nelle notti di luna piena, avvolti nel tabarro, andremo a caccia di vampiri.

Innamorati del sorriso divertito della mamma. Insieme.

 

 

 

Un progetto di ricerca, la Bocconi e la nostra voglia di accelerare.

Un progetto di ricerca, la Bocconi e la nostra voglia di accelerare.

Siamo stati selezionati da ICRIOS – The Invernizzi Center for Research on Innovation, Organization, Strategy and Entrepreneurship, Centro di Ricerca dell’Università Bocconi per partecipare ad un percorso di validazione del nostro progetto di restartup di consulenza professionale.

Da settembre torneremo quindi a studiare sacrificando, qualche we, cercando di formalizzare il nostro progetto di Studio e di validarlo all’interno dell’acceleratore dell’Università Bocconi.

Il percorso avrà inizio a settembre 2017 e si concluderà a dicembre 2018.

Il nostro Studio sta crescendo e nei prossimi anni si troverà ad affrontare i grandi cambiamenti che interesseranno il mondo della consulenza professionale.

Il 2017 coincide con l’anniversario dei 25 anni dalla scomparsa di mio padre, dei miei 25 anni di lavoro e dei 20 anni dalla laurea in Bocconi.

Abbiamo pensato fosse il momento giusto per provare a dare una svolta ulteriore, un’accellerazione al progetto mettendo in discussione le nostre certezze ed avvicinandoci sempre di più alle imprese, a quelle imprese dinamiche che stanno crescendo nonostante la crisi.

Proveremo a raccontare il nostro percorso (che sappiamo già non essere facile) chiedendo ad amici e clienti di aiutarci a focalizzarci meglio sull’obiettivo.

Sarà un percorso condiviso all’interno dello Studio e con alcuni dei nostri clienti più giovani.

Se avete voglia seguiteci: #progetto1849

 

Perché #Progetto1849

Il 1849 è l’anno in cui la nostra famiglia ha iniziato a far parte del mondo delle libere professioni. Notai, avvocati, ingegneri, commercialisti. Sempre liberi professionisti.

Mi è sembrato bello recuperare quello spirito in un progetto che parla di innovazione.

Per ricordarci da dove veniamo, per capire meglio che strada prendere.

 

The Startup Training

THE STARTUP TRAINING è un percorso di studio e validazione della propria idea di business e del proprio business model. È stato presentato presso l’Università di HARVARD come una delle STARTUP SCHOOL più innovative del 2016.

 

Il Centro di Ricerca ICRIOS

The Invernizzi Center for Research on Innovation, Organization, Strategy and Entrepreneurship

ICRIOS è un centro di ricerca dell’Università Bocconi.

Nasce per essere un punto di riferimento della più avanzata ricerca multidisciplinare sull’innovazione, l’organizzazione e la strategia, con l’obiettivo di influenzare in modo significativo sia il dibattito accademico che la pratica manageriale.

ICRIOS promuove la collaborazione e la condivisione delle conoscenze in ogni fase del processo di ricerca, in particolare tra gli studiosi di campi diversi e complementari, in varie nazioni, e provenienti da diverse tradizioni di ricerca.

Sfruttando le reti dei migliori studiosi e centri di ricerca internazionali, ICRIOS mira a fornire risultati di grande impatto nel mondo accademico. Oltre a cercare progressi nella ricerca, ICRIOS si propone di sviluppare concetti nuovi, strumenti analitici di reale applicabilità e nuove prospettive per trasformare le sfide di un contesto economico e sociale sempre più globalizzato in opportunità di crescita sostenibile per le nazioni e le aziende.

 

Ci piacerebbe lavorare con te

Ci piacerebbe lavorare con te

Studio Panato | Dottori Commercialisti sta selezionando un professionista da inserire presso la propria sede di Milano.
Il candidato ideale è un giovane commercialista che abbia maturato almeno tre anni di esperienza in studi professionali, autonomo nella gestione ordinaria ( contabile e fiscale) di PMI.
È valorizzata l’attitudine allo studio e alla ricerca. Costituisce requisito preferenziale la conoscenza della lingua inglese.

Per sottoporre la propria candidatura inviare il curriculum vitae all’indirizzo e-mail: info@Studiopanato.it

 

L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi

L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi

Ho appena terminato una telefonata con un caro amico, ci siamo confrontati su come sostenere alcune iniziative che ci stanno a cuore ( per me il teatro, per lui una associazione culturale tra imprenditori). La conversazione si è chiusa con questa sua frase che ci ha fatto sorridere: “Mi hai chiesto idee, mi hai messo in crisi, avrei preferito che mi avessi chiesto soldi”. Perché è vero, il problema della cultura in Italia è trovare un nuovo modo di porsi “sul mercato”. E mentre sviluppavamo qualche riflessione in merito apprendo che è uscito il rapporto 2017 della Fondazione Symbola sul ruolo e sugli effetti economici della cultura e della creatività nel nostro Paese. Quale migliore occasione per segnalarvelo?

Steve Jobs un umanista a cui piaceva l’elettronica

Al Sistema Produttivo Culturale e Creativo (industrie culturali, industrie creative, patrimonio storico artistico, performing arts e arti visive, produzioni creative-driven) si deve il 6% della ricchezza prodotta in Italia: 89,9 miliardi di euro. Dato in crescita dell’1,8% rispetto all’anno precedente.

Da ragazzo ho sempre pensato a me come un umanista, ma a cui piaceva l’elettronica – ha detto Steve Jobs poi ho letto qualcosa su uno dei miei eroi, Edwin Land di Polaroid, che parlava dell’importanza delle persone che sanno stare all’intersezione fra discipline umanistiche e scienza, e ho deciso che quello era ciò che volevo fare”.

L’effetto moltiplicatore della cultura

La cultura ha sul resto dell’economia un effetto moltiplicatore pari a 1,8: in altri termini, per ogni euro prodotto dalla cultura se ne attivano 1,8 in altri settori. Gli 89,9 miliardi, quindi, ne ‘stimolano’ altri 160 per arrivare a quei 250 miliardi prodotti dall’intera filiera culturale, il 16,7% del valore aggiunto nazionale, col turismo come primo

Alla metà del secolo scorso in Italia c’era un industriale, Adriano Olivetti, che quell’intersezione la attraversava già, portando la cultura nelle sue fabbriche (famosi i concerti di Luigi Nono o le opere di Guttuso) – e nei suoi prodotti (la Lettera 22 su tutti). Dopo oltre mezzo secolo, una parte importante del sistema produttivo italiano sembra aver fatto propria la lezione di Olivetti.

“Le cose sono unite da legami invisibili.  Non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella.” Galileo Galilei

Le industrie creative che sviluppano servizi per altre filiere e veicolano contenuti e innovazione nel resto dell’economia

Il design, l’architettura e la comunicazione sono industrie creative che sviluppano servizi per altre filiere e veicolano contenuti e innovazione nel resto dell’economia – dal turismo all’enogastronomia alla manifattura – dando vita ad una cerniera, una “zona ibrida” in cui si situa la produzione creative-driven, che va dalla manifattura evoluta, appunto, all’artigianato artistico.

Io sono cultura, realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere in collaborazione con la Regione Marche, racconta tutto questo, e dimostra che oggi la cultura è uno dei fattori produttivi che più alimentano la qualità e la competitività, uno dei motori primari della nostra economia.

Per approfondire

Il rapporto, giunto quest’anno alla settima edizione, costituisce ormai un riferimento atteso per fare il punto sul ruolo della cultura e della creatività nel nostro Paese adottando le lenti dell’analisi dell’economia reale.

Scarica il rapporto ” Io sono cultura, l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”.

 

Una bella operazione e quel bisogno di tornare a studiare

Una bella operazione e quel bisogno di tornare a studiare

Abbiamo appena chiuso una bella operazione, un po’ faticosa in realtà, ma lo Studio si è comportato bene tenendo il fronte e guadagnando la posizione nonostante, come si sarebbe detto un tempo, le soverchianti forze del nemico.

Questo, se da una parte ci regala qualche certezza in più, dall’altra ci spinge a consolidare quanto fatto fino ad oggi, con l’ambizione di imparare a vederci un po’ più grandi. In sostanza come periodicamente ci accade sentiamo un po’ di fare il punto, di riordinare i pensieri, formalizzare meglio il lavoro fatto attraverso un aggiornamento delle procedure ed approfondendo meglio alcuni aspetti giuridici nella pratica spesso solo sfiorati. Insomma ci è venuta voglia di tornare a studiare e perché no, forse anche a scrivere, magari un nuovo libro o magari qualcosa di più snello ma altrettanto utile a formalizzare e fare il punto sulla nostra esperienza professionale.

Stiamo diventando un po’ più grandi

Siamo sempre più partner di PMI ed imprenditori in operazioni di riorganizzazione aziendale e di M&A (compra/vendita di aziende o partecipazioni) e probabilmente anche la nostra organizzazione interna dovrà prenderne atto. Intanto festeggiamo l’ingresso di un nuovo Dottore Commercialista nel nostro Studio.

La valutazione d’azienda per CFO

Ieri ho partecipato, in qualità di ispettore dell’Ordine, ad un bel seminario sulla valutazione d’azienda per CFO. E’ stato importante non tanto (o meglio non solo) per qualche conferma sulla parte tecnica, quanto per acquisire maggiormente il punto di vista dell’impresa in questo tipo di operazioni e sulle possibili evoluzioni dei servizi di consulenza professionale.

Riflessioni sul futuro

A margine del corso ci siamo fermati con un paio di colleghi a ragionare sullo scenario economico, sul futuro delle PMI, sull’importanza del concetto di filiera e sui rischi presenti e futuri. Perché la valutazione è tutto questo prima di essere una sintesi numerica.

Soprattutto ci siamo confrontati sul futuro della professione, su nuove strutture organizzative, sulla dimensione minima di Studio. Ci siamo lasciati promettendoci di tornare a studiare insieme, magari organizzando un bel corso di specializzazione per i colleghi ma aperto anche ad altre voci.

Insegnare è prima di tutto studiare

Abbiamo appena terminato le lezioni al corso di valutazione in Bicocca (magistrale) che già dobbiamo preparare le lezioni alla Scuola di Alta Formazione della Bocconi per settembre. L’intensa attività di docenza della seconda metà dell’anno ci costringerà a razionalizzare, semplificare, approfondire meglio la valutazione d’azienda nelle operazioni straordinarie. Riordinare intuizioni e spunti. Ed ha fatto emergere forte il bisogno di tornare a studiare, magari superando l’ottica del commercialista, confrontandoci maggiormente con i bisogni delle imprese, le esigenze e le aspettative dei fondi di investimento (con cui ormai, direttamente o indirettamente, è sempre più facile venire a contatto).

L’obiettivo su cui lavorare

L’obiettivo deve essere sempre di più rendere semplice e facile a clienti e, perché no, alle controparti, lavorare con noi.

 

L’economia della cultura è una straordinaria palestra per la gestione dell’impresa che cambia.

L’economia della cultura è una straordinaria palestra per la gestione dell’impresa che cambia.

In questi ultimi giorni mi sono trovato a riflettere sull’esperienza accumulata in quella che i più chiamano economia della cultura.

Da anni seguo per motivi professionali il mercato dell’editoria in cui sono stato e sono coinvolto a diversi livelli e più recentemente nel mondo del Teatro (come chi ha la pazienza di seguirmi sui principali social ben sa).

Un mondo in cui sono entrato con un certo scetticismo.

Nonostante la cultura per definizione aiuti ad aprire la mente per una serie di vecchi retaggi anche politici ed ideologici è in realtà un mondo molto chiuso ed autoreferenziale.

Detto questo lo affronto portandomi dietro (con tutti i limiti e le distorsioni del caso, sia chiaro) l’ottica del commercialista affascinato dal progetto e di chi fa impresa.

E devo ammettere di aver sottovalutato l’effetto dirompente dell’esperienza maturata in questi anni.

L’economia della cultura è una straordinaria palestra per la gestione dell’impresa che cambia.

Editoria e Teatro ti costringono:

  • a ragionare con risorse scarse;
  • ad essere flessile lavorando in settori in perenne crisi;
  • a cercare di valorizzare le competenze con nuovi prodotti/servizi perché la sola gestione ordinaria del core business non ti consente la sostenibilità del progetto;
  • a investire in piccole “scialuppe” (non oso definirle startup) per tentare nuovi approcci, nuovi business model, spesso con l’obiettivo di ridevinire l’organizzazione e intaccare centri di potere che ingessano la struttura impedendole di cambiare.

Uno straordinario modello di business

Solo oggi mi rendo conto di che straordinario modello di business possa diventare anche per imprese di altri settori. Per le imprese di servizi, per le imprese e le professioni basate sulla valorizzazione della conoscenza certamente.

Fare impresa oggi è una grande sfida. Si è sempre pensato che l’impresa dovesse, finanziando, aiutare la cultura (vero). Oggi forse è il momento di prendere consapevolezza che la cultura può diventare un grimaldello per rinnovare l’impresa.

Castiglioni aveva già capito tutto

Rubando le parole all’architetto Achille Castiglioni (che aveva già capito tutto):

“Se non siete curiosi, lasciate perdere. Se non vi interessano gli altri, ciò che fanno e come agiscono, allora quello del designer non è un mestiere per voi. Non pensate di diventare gli inventori del mondo. Non è così, e non deve esserlo. Cominciate ad allenarvi alla autoironia e l’autocritica. Liberatevi dall’ossessione di volere, ad ogni costo, tutto inquadrare, tutto catalogare, tutto giudicare con il metro della tendenza è del tipo o, peggio, del premio ed è successo. Un buon progetto nasce non dall’ambizione di lasciare un segno, ma dalla volontà di instaurare uno scambio, anche piccolo con l’ignoto personaggio che userà l’oggetto da voi progettato.”

Studio Panato #perilteatro

Il questo contesto si inserisce il progetto “Studio Panato #perilteatro”, per questo proviamo su queste pagine a lanciare un sasso sperando che qualcuno più peparato di noi possa aiutarci ad alimentare il confronto e la discussione. Perché la cultura non deve elemosinare una sponsorizzazione ma pretendere di venir retribuita per il servizio che offre. Imparando però ad aprirsi alla società, uscendo dai circoli per iniziati e soprattutto facendo cultura veramente. Cosa che non è cosi scontata ed è forse la parte più sfidante di tutta la faccenda.

Per seguire un percorso

Questo ed altri miei articoli li trovate pubblicati su Econopoly del Sole24Ore (Numeri, idee e progetti per il futuro).

Per restare aggiornati potete iscrivervi alla nostra newsletter o seguirci sui nostri social network (li trovate il alto a sinistra sopra il logo del nostro Studio).

Moby Dick e quel matto di Achab così simile a chi fa impresa

Moby Dick e quel matto di Achab così simile a chi fa impresa

Dal 5 al 17 giugno Corrado d’Elia metterà in scena “Io, Moby Dick“, nuovo progetto ispirato al capolavoro di Hermann Melville, al Teatro Litta di Milano.

Come forse saprete da qualche tempo ormai (pur non essendo attore e quindi del tutto immeritatamente) faccio parte della Compagnia.

Il  Teatro è un grande aiuto per aprire la mente e provare a spaziare di più e cambiare l’angolatura nel vedere le cose. Straordinari gli spunti che ha saputo regalarmi sull’importanza dell’identità, come ben sa chi ha avuto occasione di confrontarsi con me durante qualche mio convegno.

Moby Dick tra ossessione e bisogno di conoscere

Moby Dick è il simbolo riconosciuto del desiderio dell’uomo di conoscere, o meglio, della piccolezza dell’uomo di fronte a questo comune desiderio.

A metà tra Ulisse e Caronte, Achab interpreta la lotta impari dell’uomo contro la natura, la sfida della ragione contro gli orrori dell’abisso e la battaglia spirituale dell’uomo con se stesso, sempre alla ricerca (oggi più che mai) di un senso disperato per la propria vita. Quell’indagine, quel desiderio, quella ricerca di assoluto, quel miraggio di verità e di grandezza che l’uomo insegue da sempre e non potrà mai afferrare a pieno.

Un piccolo zibaldone per chi fa impresa chiacchierando con l’uomo di teatro

Corrado torna a raccontarci una storia, una storia antica e moderna, una storia sull’estremo bisogno di conoscere e dominare la natura e sulla paura del confrontarsi con lei, con gli aspetti non controllabili dell’esistenza, e allo stesso tempo una storia sul raccogliere le sfide, le sollecitazioni che arrivano dall’esterno, sul focalizzarsi sull’obiettivo e sul rischio che diventi una ossessione. Tornando ancora una volta a parlare di uomini.

Ho chiesto un piccolo aiuto a Corrado d’Elia che ha saputo regalarmi qualche spunto in più, accettando questo mio sporcare il teatro, perché il teatro è vivo perché parla dell’uomo:

“I temi per chi fa impresa secondo me possono essere questi:

la determinazione all’impresa, sopratutto nel pensare a start-up in campi nuovi ed inesplorati. Achab non sa dove sia Moby Dick, ma va a cercarla… Non è Moby Dick che cerca Achab!

Gli uomini temono l’eccezionale! Non Achab, colui che ha l’idea e la racconta agli altri.

gli uomini della ciurma sono parti indispensabili della sua persona. Nessuno escluso. La metafora della barca è azzeccatissima come sai per un’azienda.

– Achab dice le stesse cose di Steve Jobs!!!! Niente paure, parlate anche con il cielo e i tuoni se serve ad arrivare dove volete voi!!!

– a volte Achab ricorda nella sua solitudine la solitudine dell’imprenditore.

– nel coraggio di affrontare le tempeste del mare, le difficoltà, che servono a non perdersi e a rinvigorire il proposito all’impresa: “soltanto chi è codardo abbassa il capo durante la tempesta. Abbiamo preso il fuoco per la coda e adesso niente può più fermarci: veniamo a prenderti Moby Dick!!!”

 

La Compagnia Corrado d’Elia

Tra le più attive ed apprezzate compagnie di prosa italiane, sintesi e nuovo percorso della storica Compagnia Teatri Possibili/Teatro Libero fondata nel 1996 dall’attore e regista Corrado d’Elia, la Compagnia si distingue per l’originalità della produzione e per la capacità di attrarre l’attenzione del pubblico e della critica.

Dopo essere stata per 18 anni la compagnia di punta del Teatro Libero di Milano, la Compagnia è ora in residenza al Teatro Litta presso Manifatture Teatrali Milanesi.

Tra le produzioni più note, Cirano di Bergerac di Rostand, Caligola di Albert Camus, Macbeth di Shakespeare, Otello di Shakespeare, Don Chisciotte di Corrado d’Elia da Cervantes, Io, Ludwig van Beethoven di Corrado d’Elia.

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La mia timeline è sfidante

La mia timeline è sfidante

La mia timeline è sfidante. Timeline si chiama così per un preciso motivo: trasforma ogni profilo in una sorta di linea del tempo, un diario della propria attività su Facebook, su Linkedin, ecc..

Resto sempre molto sorpreso della qualità dei contributi dei miei contatti sui social. Devo molto e sono grato a chi (professori universitari, giornalisti, imprenditori,  politici e colleghi) trova il tempo di confrontarsi con me, risolvere qualche dubbio o porne di nuovi. Molti sono gli amici conosciuti in rete che ormai frequento abitualmente nella vita reale.

L’incontro migliora il confronto

In questi ultimi mesi ho trovato la mia timeline molto sfidante. Ci vengono offerte opportunità e contemporaneamente veniamo spronati ad un sempre maggiore approfondimento professionale.

“Se non gridi ed ascolti, se sei curioso e non giudichi i social ti permettono di bere bene in compagnia di persone che hanno tanta storia”

E’ sfidante anche per le dimensioni del nostro Studio che resta comunque relativamente piccolo rispetto agli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere.

Il mondo delle libere professioni sta cambiando in modo radicale e non è sempre facile individuare la via da intraprendere. Avere amici e colleghi che pretendono da noi sempre di più è un prezioso regalo.

Unendo i puntini

Lavorare con gruppi editoriali ci consente di analizzare quelle dinamiche aziendali che altrimenti ad un professionista resterebbero precluse e di sperimentare le difficoltà e la forza di contaminazione di piccoli progetti innovativi su strutture di ben maggiori dimensioni. Esperienza molto utile e che riversiamo nella nostra consulenza soprattutto quando l’azienda cliente affronta importanti momenti di discontinuità. Molte cose sono cambiate quest’anno:

  • Nuove collaborazioni editoriali;
  • Una nuova e più ampia edizione del nostro Master su perizie di stima e valutazione d’azienda;
  • Una rinnovata collaborazione con ilSole24Ore (importanti novità per Econopoly in arrivo);
  • Le scuole di specialità della Fondazione dei Dottori Commercialisti di Milano;
  • altri interessanti progetti di cui oggi è prematuro parlare ma che dovrebbero veder la luce in autunno.

Soprattutto unendo i puntini si sta rafforzando un progetto professionale che ci impegnerà molto nei prossimi mesi.

La coerenza è tutto

La grande sfida sarà riuscire a cogliere le opportunità che ci vengono poste senza sacrificare la coerenza con il progetto di Studio.

E la coerenza è tutto, come mi ha insegnato un vecchio amico conosciuto anni fa on line e oggi importante punto riferimento e confronto.

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