E cosi, da uomo a uomo, cresciamo in due.

Seduti su una panchina

come Charlot ed il piccolo vagabondo

 

Spesso i momenti più belli passati con mio figlio sono quelli imprevisti, un po’ rubati alla normale routine.

Complice l’assenza della mamma, via per un convegno, questa mattina l’ho accompagnato all’asilo.

È sempre una situazione un po’ buffa in cui io, già imbranato di mio, esagero le difficoltà nel vestirlo per farmi aiutare da lui che con tono severo mi guida ed insegna a fare come fa la mamma (lei si ovviamente suprema interprete delle best practice di settore).

Nella breve passeggiata assomigliamo un po’ a Charlot e al piccolo vagabondo, muovendoci ondeggianti e correndo a perdifiato ogni volta che incontriamo una grata. Il percorso con lui si arricchisce di particolari dai mille colori: gli alberi con le bacche rosse cibo degli uccellini, il militare fuori dalla caserma vicino casa che ogni volta ci indica la strada ricordandoci di stare attenti ai lupi ed ai leoni nel bosco (ormai è diventato un nostro complice divertito). Oggi è toccato a Fabio Volo rinnovare il nostro piccolo rito, fermandosi ad ascoltare i lunghi discorsi del Panatino.

Il momento più bello però è stato all’asilo. Siamo arrivati un po’ prima e non essendoci la sua maestra preferita mi ha chiesto di restare con lui ad aspettarla. Ci siamo seduti su una panchina ed abbiamo iniziato i nostri discorsi “da uomo a uomo”.

Tema principe: Babbo Natale.

Papà certo che ho fatto il bravo, ho mangiato la cioccolata, mi sono lavato i denti con lo spazzolino che fa brrrrr (quello elettrico, mentre la manina roteava vorticosamente nell’aria n.d.a.) e ho dormito.

Mix disarmante di valori ed azioni ma, vista la serietà del tono, non ho avuto cuore di correggerlo.

Abbiamo definito, con estrema professionalità, i colori dei pacchi dei regali: rosso per Tommaso, rosa per la mamma, verde per papà e blu per il nostro amico puffo comprato in occasione della gita a Predappio.

Perché sai papà il puffo è tutto blu solo i vestiti sono bianchi, e poi ci resta male se non riceve nessun regalo.

Inutile dire che si è poi passati a definire il menù per Babbo Natale (mandarini, cioccolata – ma solo quella amara che a me non piace papà- e coca cola), menù che comprende una grande carota per le povere renne.

Toccherà a me questa notte spiegare tutto alla renna messaggera.

Quando sei sul divano e io dormo papà, perché non vengono mai quando i bambini sono svegli, lo sai vero?

Piccoli momenti rubati in cui il tempo si dilata ed in cui anche i silenzi diventano importanti per confessar dubbi, piccole paure ed entusiasmanti scoperte.

E cosi, da uomo a uomo, cresciamo in due.

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