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Papà posso dirti una cosa?

Papà posso dirti una cosa?

#Panatino quando ha qualcosa di importante da dire, quando ha fatto qualche nuova scoperta sul mondo richiama la mia attenzione con “papà posso dirti una cosa?“. Una sorta di squillo di trombe, di occhio di bue sul palcoscenico, di “ciak si gira!”.
Poi tace per qualche momento, riordina le idee e proclama la sua tesi con un fare simile a Cesare davanti al Senato di Roma. E come il Senato per Cesare, io sono solo spettatore e non un vero interlocutore.
Perché per lui raccontare è un po’ come per me scrivere, un modo per riordinare le idee e metterle a sistema.
Ed io mi presto volentieri a questo gioco delle parti affascinato dai suoi ragionamenti pronto a prestargli quel vocabolo che gli manca a perfezionare l’eloquio.

La comunicazione è soprattutto rispetto

Un modo di fare che noi, ormai sommersi da mille informazioni e dall’urgenza a nostra volta di fornirle, abbiamo in parte dimenticato.
Trovo molto bello (ovviamente sono di parte):
  • che si preoccupi di comunicarmi l’importanza del suo discorso differenziandolo dalle altre cose che racconta facendolo precedere dal formale “papà posso dirti una cosa?”;
  • il silenzio che precede la sua riflessione, per dare pathos ma contemporaneamente strumentale a riordinare le idee;
  • quel bisogno dell’ascoltatore per comprendere in pieno l’importanza della riflessione. Usando così l’ascoltatore anche per imparare qualcosa di più.

Perché per lui: lui è importante, io sono importante, la sua scoperta è importante.

Lo straordinario mondo dei bimbi

E’ un mondo straordinario quello dei bimbi. Da cui non smetterò mai di imparare.

PS la tigre è uno degli animali preferiti dal Panatino.

 

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