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Adottiamo una Startup

Adottiamo una Startup

Iniziamo il nuovo anno con mille idee, alcune ancora devono prendere una forma razionale, altre sono già strutturate in progetti.

Il primo post dell’anno avrebbe dovuto essere come tradizione un bilancio di ciò che abbiamo fatto ed un previsionale su ciò che resta ancora da fare. L’ho iniziato a scrivere, credetemi, e uscirà a breve, ma le cose fatte sono così tante che l’impresa è diventata complessa.

Dare fiducia a chi ha una bella storia imprenditoriale da raccontare

Così provo a gettare il cuore oltre l’ostacolo con un progetto che da un po’ mi frulla in testa e che vorrei provare a rendere più concreto: adottare una startup.

In rete nascono idee, ci si confronta, si conoscono imprese giovani o con giovani che stanno crescendo e sono alle prese con un passaggio generazionale impegnativo. Ecco vorrei provare a dare fiducia a queste imprese, piccole o grandi ma con una bella storia.

Nulla di eroico o troppo impegnativo ma provare a scegliere parte dei fornitori di Studio Panato tra queste realtà (peccato non aver sfruttato l’occasione degli omaggi natalizi per acquistare prodotti di qualità da regalare) raccontando la nostra esperienza on line, intervistandoli, dando visibilità a chi lavora bene.

Un servizio da costruire insieme

Mi piacerebbe inoltre provare ad adottare, con un percorso più strutturato, una StartUp, con un servizio da costruire insieme a prezzi calmierati.

Un servizio da costruire insieme a prezzi calmierati ma non gratuito, perché si premia la voglia di fare impresa e le imprese devono stare sul mercato.

Non facciamo beneficenza, acquisteremo solo ottimi prodotti da imprese con una bella storia imprenditoriale da raccontare, adotteremo una impresa interessante per crescere insieme fornendole il supporto necessario in ambito fiscale, societario e per quanto possibile strategico.

L’innovazione deve essere reale, di prodotto o di processo.

Linee guida del progetto

Non so ancora qualche criterio utilizzare per la selezione ma queste potrebbero essere alcune linee guida attorno a cui costruire il progetto: “Adottiamo una StartUp“:

  • l’impresa non deve per forza essere una StartUp in senso stretto ma anche una PMI che affronta un passaggio generazionale con un progetto di cambiamento radicale;
  • il prodotto/servizio deve convincerci, ci deve entusiasmare, insomma ci deve divertire l’idea di lavorare insieme;
  • il team deve essere strutturato, devono essere convinti e determinati e con un buon CV;
  • età media inferiore ai 35 anni;
  • saranno preferiti i progetti in qualche modo collegati con l’università (o perché spin off o perché incubati, ecc);
  • aiutiamo il loro progetto per esserne contaminati;

Ancora devo ragionare su come strutturare il tutto, è un po’ più di una semplice idea, un po’ meno di un progetto operativo.

Resta comunque un buon modo per iniziare l’anno.

Auguri.

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Credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo

Credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo

Riportiamo, grazie alla disponibilità dell’autore, un breve articolo di Mattia Corbetta (@CorbettaMattia), membro della segreteria del MISE.

 

È online sul sito della Gazzetta Ufficiale il testo del decreto attuativo sul nuovo regime del credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo:

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/…/2015/07/29/15A05898/sg

La Legge di Stabilità 2015 (art. 1, comma 35 ) ha riscritto la disciplina del credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo introdotto dal Decreto “Destinazione Italia”, differendo la sua operatività al 2015 ma contemporaneamente dilatandone il periodo di fruizione fino al 2019.

Il credito d’imposta è riconosciuto a favore delle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo, fino ad un importo massimo annuale di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario.

Il credito è nella misura del 25% degli incrementi annuali di spesa nelle attività di ricerca e sviluppo rispetto alla media delle spese maturate nei 3 periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015, sempre che in ciascuno dei periodi d’imposta siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo pari ad almeno 30.000 euro.

Il beneficio fiscale raggiunge il 50% per gli investimenti in ricerca e sviluppo relativi a:

  • assunzione di personale altamente qualificato; oppure
  • costi della ricerca “extra muros”, cioè svolta in collaborazione con università ed enti o organismi di ricerca e con altre imprese, come le startup innovative.

Attenzione: maggiorazione al 50% per l’attività di R&S affidata a società terza in outsourcing. Quella società terza potrebbe essere una startup innovativa cui un’azienda tradizionale si rivolge per fare innovazione nella propria filiera

Il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, di cui al link sopra, ha adottato le disposizioni attuative necessarie.

Scarica il documento: nuovo regime del Credito d’Imposta R&S

 

 

Voucher per Internazionalizzazione

Voucher per Internazionalizzazione

Articolo Voucher per Internazionalizzazione pubblicato su Mysolution|Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha definito le modalità operative e i termini per la richiesta e concessione dei “Voucher per l’internazionalizzazione”, finalizzati a sostenere le PMI e le reti di imprese nella loro strategia di accesso e consolidamento nei mercati internazionali

Con decreto del Direttore Generale per le politiche internazionali e la promozione degli scambi del 23 giugno 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico ha definito le modalità operative e i termini per la richiesta e concessione dei “Voucher per l’internazionalizzazione”, finalizzati a sostenere le PMI e le reti di imprese nella loro strategia di accesso e consolidamento nei mercati internazionali con 10 milioni di risorse stanziate, ai sensi del DM 15 maggio 2015.

Obiettivo del presente bando è incentivare l’internazionalizzazione delle PMI italiane che troppo spesso non sfruttano appieno le loro potenzialità e l’effetto trainante del “Made in Italy”. La maggior parte delle nostre imprese infatti ragiona ancora in una logica da semplice esportatore trascurando molte delle opportunità offerte da un percorso più consapevole all’ internazionalizzazione.

Il bando intende incoraggiare le PMI che si propongono di guardare ai mercati oltreconfine attraverso una figura specializzata (il cd. Temporary Export Manager o TEM) capace di studiare, progettare e gestire i processi e i programmi sui mercati esteri.

L’impresa che decide di sviluppare il proprio business all’estero necessita di competenze differenziate (dalle linguistiche alle manageriali, dalle fiscali alle legali), che non possono essere sottovalutate o banalizzate. Il Bando, con tutte le ovvie limitazioni di simili iniziative, tende proprio a vincere le resistenze culturali tipiche delle PMI per aiutarle ad aprirsi a contributi manageriali esterni.

Finalità

L’intervento consiste in un contributo a fondo perduto sotto forma di VOUCHER , ovvero un sostegno economico a copertura di servizi erogati per almeno 6 mesi a tutte quelle PMI che intendono guardare ai mercati oltreconfine attraverso una figura specializzata (il cd. Temporary Export Manager o TEM) capace di studiare, progettare e gestire i processi e i programmi sui mercati esteri.

Beneficiari

Micro, piccole e medie imprese (PMI) costituite in forma di società di capitali, anche in forma cooperativa, e le Reti di imprese tra PMI, che abbiano conseguito un fatturato minimo di 500mila euro in almeno uno degli esercizi dell’ultimo triennio. Tale vincolo non sussiste nel caso di Start-up iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese, di cui art. 25 comma 8 L.179/2012).

Caratteristiche dell’intervento

Singoli voucher a fondo perduto di 10mila euro per l’inserimento in azienda di un temporary export manager per almeno sei mesi. Per avere accesso al voucher l’impresa deve intervenire con un cofinanziamento che, per il primo bando è di almeno 3mila euro (il costo complessivo sostenuto dall’impresa per il servizio deve essere, pertanto di almeno 13mila euro).

Elenco delle società fornitrici di servizi

L’azienda deve rivolgersi ad una Società fornitrice dei servizi scegliendola tra quelle inserite nell’ apposito elenco presso il Ministero, che sarà pubblicato entro il giorno 1 settembre 2015.

Tempi di presentazione dell’istanza

Le istanze di accesso finalizzate e firmate digitalmente dovranno essere presentate esclusivamente online  a partire dalle ore 10.00 del 22 settembre 2015 e fino al termine ultimo delle ore 17.00 del 2 ottobre 2015.

Per approfondire

Bando del MISE su Voucher per Internazionalizzazione


 

Perché le startup iniziano a diventare interessanti.

Perché le startup iniziano a diventare interessanti.

Un estratto dell’articolo pubblicato su Econopoly de IlSole24Ore on line

Da sempre osservo con curiosità e, lo ammetto senza pudori, incredulità il fenomeno startup. La normativa di vantaggio, pur lodevole negli obiettivi e per gli strumenti messi a disposizione delle imprese, si scontra con le inefficienze di un sistema Paese che fa estrema fatica ad attrarre risorse e talenti.

Le stesse startup molto spesso si sono rivelate strutture un po’ ingenue ed effimere all’interno di una bolla gonfiata da consulenti, incubatori e grandi imprese in cerca più che altro di migliorare la propria reputazione sul mercato. Spesso il racconto giornalistico ed economico ha confuso tra freelance e imprese innovative, tra incubatori e coworking.

Differente invece, e ben più considerevole, l’impatto culturale del fenomeno startup. In un Paese come il nostro, in cui l’impresa è stata spesso vittima di ideologie politiche superate e di numerosi preconcetti, parlare di startup ha consentito a molti di avere un alibi per ricredersi e affrontare in maniera propositiva il tema del fare impresa.

Oggi, a differenza di qualche anno fa, osserviamo una serie di fattori che stanno facendo crescere il fenomeno startup verso una nuova maturazione, rendendolo estremamente più interessante…

Continua a leggere su ECONOPOLY…


NB: Econopoly è il nuovo progetto editoriale de IlSole24Ore che vuole parlare di economia in maniera seria e documentata, come è nello stile de IlSole24Ore, e che vuole fornire un contributo di idee e proposte per il futuro da spiegare, anche e soprattutto, con la forza dei numeri.

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