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L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi

L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi

Ho appena terminato una telefonata con un caro amico, ci siamo confrontati su come sostenere alcune iniziative che ci stanno a cuore ( per me il teatro, per lui una associazione culturale tra imprenditori). La conversazione si è chiusa con questa sua frase che ci ha fatto sorridere: “Mi hai chiesto idee, mi hai messo in crisi, avrei preferito che mi avessi chiesto soldi”. Perché è vero, il problema della cultura in Italia è trovare un nuovo modo di porsi “sul mercato”. E mentre sviluppavamo qualche riflessione in merito apprendo che è uscito il rapporto 2017 della Fondazione Symbola sul ruolo e sugli effetti economici della cultura e della creatività nel nostro Paese. Quale migliore occasione per segnalarvelo?

Steve Jobs un umanista a cui piaceva l’elettronica

Al Sistema Produttivo Culturale e Creativo (industrie culturali, industrie creative, patrimonio storico artistico, performing arts e arti visive, produzioni creative-driven) si deve il 6% della ricchezza prodotta in Italia: 89,9 miliardi di euro. Dato in crescita dell’1,8% rispetto all’anno precedente.

Da ragazzo ho sempre pensato a me come un umanista, ma a cui piaceva l’elettronica – ha detto Steve Jobs poi ho letto qualcosa su uno dei miei eroi, Edwin Land di Polaroid, che parlava dell’importanza delle persone che sanno stare all’intersezione fra discipline umanistiche e scienza, e ho deciso che quello era ciò che volevo fare”.

L’effetto moltiplicatore della cultura

La cultura ha sul resto dell’economia un effetto moltiplicatore pari a 1,8: in altri termini, per ogni euro prodotto dalla cultura se ne attivano 1,8 in altri settori. Gli 89,9 miliardi, quindi, ne ‘stimolano’ altri 160 per arrivare a quei 250 miliardi prodotti dall’intera filiera culturale, il 16,7% del valore aggiunto nazionale, col turismo come primo

Alla metà del secolo scorso in Italia c’era un industriale, Adriano Olivetti, che quell’intersezione la attraversava già, portando la cultura nelle sue fabbriche (famosi i concerti di Luigi Nono o le opere di Guttuso) – e nei suoi prodotti (la Lettera 22 su tutti). Dopo oltre mezzo secolo, una parte importante del sistema produttivo italiano sembra aver fatto propria la lezione di Olivetti.

“Le cose sono unite da legami invisibili.  Non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella.” Galileo Galilei

Le industrie creative che sviluppano servizi per altre filiere e veicolano contenuti e innovazione nel resto dell’economia

Il design, l’architettura e la comunicazione sono industrie creative che sviluppano servizi per altre filiere e veicolano contenuti e innovazione nel resto dell’economia – dal turismo all’enogastronomia alla manifattura – dando vita ad una cerniera, una “zona ibrida” in cui si situa la produzione creative-driven, che va dalla manifattura evoluta, appunto, all’artigianato artistico.

Io sono cultura, realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere in collaborazione con la Regione Marche, racconta tutto questo, e dimostra che oggi la cultura è uno dei fattori produttivi che più alimentano la qualità e la competitività, uno dei motori primari della nostra economia.

Per approfondire

Il rapporto, giunto quest’anno alla settima edizione, costituisce ormai un riferimento atteso per fare il punto sul ruolo della cultura e della creatività nel nostro Paese adottando le lenti dell’analisi dell’economia reale.

Scarica il rapporto ” Io sono cultura, l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”.

 

Una bella operazione e quel bisogno di tornare a studiare

Una bella operazione e quel bisogno di tornare a studiare

Abbiamo appena chiuso una bella operazione, un po’ faticosa in realtà, ma lo Studio si è comportato bene tenendo il fronte e guadagnando la posizione nonostante, come si sarebbe detto un tempo, le soverchianti forze del nemico.

Questo, se da una parte ci regala qualche certezza in più, dall’altra ci spinge a consolidare quanto fatto fino ad oggi, con l’ambizione di imparare a vederci un po’ più grandi. In sostanza come periodicamente ci accade sentiamo un po’ di fare il punto, di riordinare i pensieri, formalizzare meglio il lavoro fatto attraverso un aggiornamento delle procedure ed approfondendo meglio alcuni aspetti giuridici nella pratica spesso solo sfiorati. Insomma ci è venuta voglia di tornare a studiare e perché no, forse anche a scrivere, magari un nuovo libro o magari qualcosa di più snello ma altrettanto utile a formalizzare e fare il punto sulla nostra esperienza professionale.

Stiamo diventando un po’ più grandi

Siamo sempre più partner di PMI ed imprenditori in operazioni di riorganizzazione aziendale e di M&A (compra/vendita di aziende o partecipazioni) e probabilmente anche la nostra organizzazione interna dovrà prenderne atto. Intanto festeggiamo l’ingresso di un nuovo Dottore Commercialista nel nostro Studio.

La valutazione d’azienda per CFO

Ieri ho partecipato, in qualità di ispettore dell’Ordine, ad un bel seminario sulla valutazione d’azienda per CFO. E’ stato importante non tanto (o meglio non solo) per qualche conferma sulla parte tecnica, quanto per acquisire maggiormente il punto di vista dell’impresa in questo tipo di operazioni e sulle possibili evoluzioni dei servizi di consulenza professionale.

Riflessioni sul futuro

A margine del corso ci siamo fermati con un paio di colleghi a ragionare sullo scenario economico, sul futuro delle PMI, sull’importanza del concetto di filiera e sui rischi presenti e futuri. Perché la valutazione è tutto questo prima di essere una sintesi numerica.

Soprattutto ci siamo confrontati sul futuro della professione, su nuove strutture organizzative, sulla dimensione minima di Studio. Ci siamo lasciati promettendoci di tornare a studiare insieme, magari organizzando un bel corso di specializzazione per i colleghi ma aperto anche ad altre voci.

Insegnare è prima di tutto studiare

Abbiamo appena terminato le lezioni al corso di valutazione in Bicocca (magistrale) che già dobbiamo preparare le lezioni alla Scuola di Alta Formazione della Bocconi per settembre. L’intensa attività di docenza della seconda metà dell’anno ci costringerà a razionalizzare, semplificare, approfondire meglio la valutazione d’azienda nelle operazioni straordinarie. Riordinare intuizioni e spunti. Ed ha fatto emergere forte il bisogno di tornare a studiare, magari superando l’ottica del commercialista, confrontandoci maggiormente con i bisogni delle imprese, le esigenze e le aspettative dei fondi di investimento (con cui ormai, direttamente o indirettamente, è sempre più facile venire a contatto).

L’obiettivo su cui lavorare

L’obiettivo deve essere sempre di più rendere semplice e facile a clienti e, perché no, alle controparti, lavorare con noi.

 

Piani aziendali e principio ISAE 3400

Piani aziendali e principio ISAE 3400.

Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (CNDCEC) ha pubblicato la traduzione in lingua italiana dei principi internazionali sugli incarichi di assurance, editi da International Federation of Accountants (IFAC).

I principi sono corredati da un Framework di riferimento, che ne facilita la comprensione, e da una Prefazione che illustra il grado di autorevolezza degli standard internazionali e delle altre pronunce dell’IFAC.

La traduzione dei principi internazionali sugli incarichi di assurance è effettuata nel rispetto della relativa policy dell’IFAC e beneficia del fattivo contributo di Assirevi.

Principio ISAE 3400 sull’informativa finanziaria prospettica

La finalità del principio internazionale ISAE 3400 sugli incarichi di assurance è quella di stabilire principi e fornire linee guida sugli incarichi aventi ad oggetto l’esame e l’emissione di una relazione sull’informativa finanziaria prospettica, comprese le procedure di esame delle assunzioni basate sulle migliori stime e delle assunzioni ipotetiche.

Nell’ambito di un incarico avente ad oggetto l’esame dell’informativa finanziaria prospettica, il revisore deve acquisire evidenze sufficienti ed appropriate in merito ai seguenti aspetti:

  1. se le assunzioni basate sulle migliori stime della direzione, sulla base delle quali è stata redatta l’informativa finanziaria prospettica, non siano irragionevoli e, nel caso di assunzioni ipotetiche, se queste siano coerenti con la finalità della suddetta informativa;
  2. se l’informativa finanziaria prospettica sia redatta correttamente sulla base delle assunzioni;
  3. se l’informativa finanziaria prospettica sia presentata correttamente e tutte le assunzioni significative siano oggetto di adeguata informativa, compresa una chiara indicazione in merito al fatto se si tratti di assunzioni basate sulle migliori stime o di assunzioni ipotetiche;
  4. se l’informativa finanziaria prospettica sia redatta in modo coerente con l’informativa finanziaria storica, utilizzando principi contabili appropriati.

Informativa finanziaria prospettica

Il termine “informativa finanziaria prospettica” indica l’informativa finanziaria redatta sulla base di assunzioni circa gli eventi che possono verificarsi in futuro e le azioni che l’impresa può intraprendere. Essa ha una natura altamente soggettiva e la sua redazione richiede un notevole ricorso alle valutazioni.

L’informativa finanziaria prospettica può assumere la forma di una previsione, di una previsione ipotetica o di una combinazione di entrambe, come, ad esempio, una previsione di un anno più una previsione ipotetica dei successivi cinque anni.

Per approfondire

Scarica la traduzione in lingua italiana dei principi internazionali sugli incarichi di assurance editi da International Federation of Accountants (IFAC)

La pubblicità del progetto di fusione o scissione

La pubblicità del progetto di fusione o scissione

In attuazione della direttiva 2009/109/CE, l’art. 1 del D.Lgs. 123/2012 modifica l’art. 2501 ter c.c., dettato in materia di fusione ed applicabile, per via del rinvio operato all’art. 2506 bis, anche alla scissione. Il nuovo testo prevede che:

«in alternativa al deposito presso il registro delle imprese il progetto di fusione possa essere pubblicato nel sito Internet della società, con modalità atte a garantire la sicurezza del sito medesimo, l’autenticità dei documenti e la certezza della data di pubblicazione».

L’intera procedura di pubblicità del progetto di fusione o scissione appare peraltro snellita

Un’ulteriore novità riguarda la possibilità di sostituire il deposito nella sede sociale dei documenti di cui all’art. 2501-septies con la pubblicazione sul sito internet della società.

Inoltre, quando il socio vi consente, le copie dei documenti gli possono essere trasmesse per posta elettronica; la società non è tenuta a fornire copia dei documenti quando questi siano disponibili sul sito della società e se ne possa effettuare liberamente il download.

Modalità operative della pubblicità del progetto di fusione o scissione

Il dettato normativo dell’art.2501 ter c.c. può essere attuato assicurando nelle modalità operative i seguenti elementi:

  • Indicazione da parte della società, tra i dati identificativi pubblicati al Registro delle Imprese, anche dell’indirizzo del proprio sito internet di natura istituzionale attraverso cui i terzi possono avere conoscenza della pubblicazione del progetto di scissione, al fine di garantire la riferibilità del sito alla società;
  • sicurezza del sito attraverso protocolli crittografici sicuri secondo le tecnologie disponibili al tempo della pubblicazione del progetto;
  • autenticità dei documenti costituenti il progetto assicurata attraverso la sottoscrizione degli stessi con una firma digitale (o firma elettronica qualificata, o firma elettronica avanzata) attraverso un certificato riferibile alla società secondo quanto disposto dall’art.28 del Codice dell’Amministrazione digitale (D.Lgs. 82/2005);
  • certezza della data di pubblicazione assicurata dal rilascio di copie autentiche della pagina web dalle quali risulti il progetto pubblicato.

La reperibilità del progetto al termine del periodo di pubblicazione, decorso il quale lo stesso può anche essere rimosso dal sito, potrà essere assicurata dall’allegazione del progetto alla delibera di fusione o scissione.

Istruzioni della Camera di Commercio

Dalle informazioni ricavabili dal sito della Camera di Commercio di Milano, il progetto e gli altri allegati nella forma della scrittura privata vanno prodotti in formato .pdf/A (ISO 19005-1/2/3), in copia informatica sottoscritti digitalmente da tutti i soggetti intervenuti (art. 23 bis, d.lgs n. 82/2005).

Gli atti, in formato .pdf/A vengono iscritti anche se prodotti nelle seguenti forme:

  • in copia scansionata di originale cartaceo con allegata dichiarazione di conformità sottoscritta digitalmente da pubblico ufficiale (art. 22, comma 2, d.lgs n. 82/2005) o
  • in copia scansionata di originale cartaceo, in calce alla quale dovrà essere inserita la seguente dichiarazione: “Il sottoscritto……………………..amministratore della società ……………………- consapevole delle responsabilità penali di cui agli articoli 75 e 76 del DPR 445/2000 per l’ipotesi di falsità in atti e dichiarazioni mendaci – dichiara, ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445/2000, la corrispondenza del presente documento all’originale conservato agli atti della società”.

La copia così formata dovrà essere sottoscritta digitalmente dal dichiarante.

Per approfondire

Le istruzioni della Camera di Commercio di Milano

 

Moby Dick e quel matto di Achab così simile a chi fa impresa

Moby Dick e quel matto di Achab così simile a chi fa impresa

Dal 5 al 17 giugno Corrado d’Elia metterà in scena “Io, Moby Dick“, nuovo progetto ispirato al capolavoro di Hermann Melville, al Teatro Litta di Milano.

Come forse saprete da qualche tempo ormai (pur non essendo attore e quindi del tutto immeritatamente) faccio parte della Compagnia.

Il  Teatro è un grande aiuto per aprire la mente e provare a spaziare di più e cambiare l’angolatura nel vedere le cose. Straordinari gli spunti che ha saputo regalarmi sull’importanza dell’identità, come ben sa chi ha avuto occasione di confrontarsi con me durante qualche mio convegno.

Moby Dick tra ossessione e bisogno di conoscere

Moby Dick è il simbolo riconosciuto del desiderio dell’uomo di conoscere, o meglio, della piccolezza dell’uomo di fronte a questo comune desiderio.

A metà tra Ulisse e Caronte, Achab interpreta la lotta impari dell’uomo contro la natura, la sfida della ragione contro gli orrori dell’abisso e la battaglia spirituale dell’uomo con se stesso, sempre alla ricerca (oggi più che mai) di un senso disperato per la propria vita. Quell’indagine, quel desiderio, quella ricerca di assoluto, quel miraggio di verità e di grandezza che l’uomo insegue da sempre e non potrà mai afferrare a pieno.

Un piccolo zibaldone per chi fa impresa chiacchierando con l’uomo di teatro

Corrado torna a raccontarci una storia, una storia antica e moderna, una storia sull’estremo bisogno di conoscere e dominare la natura e sulla paura del confrontarsi con lei, con gli aspetti non controllabili dell’esistenza, e allo stesso tempo una storia sul raccogliere le sfide, le sollecitazioni che arrivano dall’esterno, sul focalizzarsi sull’obiettivo e sul rischio che diventi una ossessione. Tornando ancora una volta a parlare di uomini.

Ho chiesto un piccolo aiuto a Corrado d’Elia che ha saputo regalarmi qualche spunto in più, accettando questo mio sporcare il teatro, perché il teatro è vivo perché parla dell’uomo:

“I temi per chi fa impresa secondo me possono essere questi:

la determinazione all’impresa, sopratutto nel pensare a start-up in campi nuovi ed inesplorati. Achab non sa dove sia Moby Dick, ma va a cercarla… Non è Moby Dick che cerca Achab!

Gli uomini temono l’eccezionale! Non Achab, colui che ha l’idea e la racconta agli altri.

gli uomini della ciurma sono parti indispensabili della sua persona. Nessuno escluso. La metafora della barca è azzeccatissima come sai per un’azienda.

– Achab dice le stesse cose di Steve Jobs!!!! Niente paure, parlate anche con il cielo e i tuoni se serve ad arrivare dove volete voi!!!

– a volte Achab ricorda nella sua solitudine la solitudine dell’imprenditore.

– nel coraggio di affrontare le tempeste del mare, le difficoltà, che servono a non perdersi e a rinvigorire il proposito all’impresa: “soltanto chi è codardo abbassa il capo durante la tempesta. Abbiamo preso il fuoco per la coda e adesso niente può più fermarci: veniamo a prenderti Moby Dick!!!”

 

La Compagnia Corrado d’Elia

Tra le più attive ed apprezzate compagnie di prosa italiane, sintesi e nuovo percorso della storica Compagnia Teatri Possibili/Teatro Libero fondata nel 1996 dall’attore e regista Corrado d’Elia, la Compagnia si distingue per l’originalità della produzione e per la capacità di attrarre l’attenzione del pubblico e della critica.

Dopo essere stata per 18 anni la compagnia di punta del Teatro Libero di Milano, la Compagnia è ora in residenza al Teatro Litta presso Manifatture Teatrali Milanesi.

Tra le produzioni più note, Cirano di Bergerac di Rostand, Caligola di Albert Camus, Macbeth di Shakespeare, Otello di Shakespeare, Don Chisciotte di Corrado d’Elia da Cervantes, Io, Ludwig van Beethoven di Corrado d’Elia.

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PMI oltre all’ equity crowdfunding c’è di più

PMI oltre all’ equity crowdfunding c’è di più

L’ articolo 57 del Decreto-legge del 24/04/2017 n. 50 ha allargato alle PMI cosìdette “tradizionali” alcuni strumenti in precedenza riservati alle Startup innovative. Probabilmente gli impatti più interessanti si avranno in termini di piani di incentivazione:

  • L’atto costitutivo della PMI costituita in forma di societa’ a responsabilita’ limitata puo’ creare categorie di quote fornite di diritti diversi e, nei limiti imposti dalla legge, puo’ liberamente determinare il contenuto delle varie categorie anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 2468, commi secondo e terzo, del codice civile.
  • In deroga a quanto previsto dall’articolo 2468, comma primo, del codice civile, le quote di partecipazione in PMI costituite in forma di societa’ a responsabilita’ limitata possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso i portali per la raccolta di capitali (equity crowdfunding) di cui all’articolo 30 del presente decreto, nei limiti previsti dalle leggi speciali.
  • Nelle PMI costituite in forma di societa’ a responsabilita’ limitata, il divieto di operazioni sulle proprie partecipazioni stabilito dall’articolo 2474 del codice civile non trova applicazione qualora l’operazione sia compiuta in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di quote di partecipazione a dipendenti, collaboratori o componenti dell’organo amministrativo, prestatori di opera e servizi anche professionali.

Riferimenti normativi

Art. 26 Deroga al diritto societario e riduzione degli oneri per l’avvio.

In vigore dal 24/04/2017, modificato da: Decreto-legge del 24/04/2017 n. 50 Articolo 57

  1. Nelle start-up innovative il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo stabilito dagli articoli 2446, comma secondo, e 2482-bis, comma quarto, del codice civile, e’ posticipato al secondo esercizio successivo. Nelle start-up innovative che si trovino nelle ipotesi previste dagli articoli 2447 o 2482-ter del codice civile l’assemblea convocata senza indugio dagli amministratori, in alternativa all’immediata riduzione del capitale e al contemporaneo aumento del medesimo a una cifra non inferiore al minimo legale, puo’ deliberare di rinviare tali decisioni alla chiusura dell’esercizio successivo. Fino alla chiusura di tale esercizio non opera la causa di scioglimento della societa’ per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli articoli 2484, primo comma, punto n. 4), e 2545-duodecies del codice civile. Se entro l’esercizio successivo il capitale non risulta reintegrato al di sopra del minimo legale, l’assemblea che approva il bilancio di tale esercizio deve deliberare ai sensi degli articoli 2447 o 2482-ter del codice civile.
  2. L’atto costitutivo della PMI costituita in forma di societa’ a responsabilita’ limitata puo’ creare categorie di quote fornite di diritti diversi e, nei limiti imposti dalla legge, puo’ liberamente determinare il contenuto delle varie categorie anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 2468, commi secondo e terzo, del codice civile.
  3. L’atto costitutivo della societa’ di cui al comma 2, anche in deroga dall’articolo 2479, quinto comma, del codice civile, puo’ creare categorie di quote che non attribuiscono diritti di voto o che attribuiscono al socio diritti di voto in misura non proporzionale alla partecipazione da questi detenuta ovvero diritti di voto limitati a particolari argomenti o subordinati al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative.
  4. Alle start-up innovative di cui all’articolo 25 comma 2, non si applica la disciplina prevista per le societa’ di cui all’articolo 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e all’articolo 2, commi da 36-decies a 36-duodecies del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148.
  5. In deroga a quanto previsto dall’articolo 2468, comma primo, del codice civile, le quote di partecipazione in PMI costituite in forma di societa’ a responsabilita’ limitata possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso i portali per la raccolta di capitali di cui all’articolo 30 del presente decreto, nei limiti previsti dalle leggi speciali.
  6. Nelle PMI costituite in forma di societa’ a responsabilita’ limitata, il divieto di operazioni sulle proprie partecipazioni stabilito dall’articolo 2474 del codice civile non trova applicazione qualora l’operazione sia compiuta in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di quote di partecipazione a dipendenti, collaboratori o componenti dell’organo amministrativo, prestatori di opera e servizi anche professionali.
  7. L’atto costitutivo delle societa’ di cui all’articolo 25, comma 2, e degli incubatori certificati di cui all’articolo 25 comma 5 puo’ altresi’ prevedere, a seguito dell’apporto da parte dei soci o di terzi anche di opera o servizi, l’emissione di strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nelle decisioni dei soci ai sensi degli articoli 2479 e 2479-bis del codice civile.
  8. La start-up innovativa e l’incubatore certificato dal momento della loro iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese di cui all’articolo 25 comma 8, sono esonerati dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese, nonche’ dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle camere di commercio. L’esenzione e’ dipendente dal mantenimento dei requisiti previsti dalla legge per l’acquisizione della qualifica di start-up innovativa e di incubatore certificato e dura comunque non oltre il quinto anno di iscrizione. L’atto costitutivo della start-up innovativa, costituita ai sensi dell’articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, nonche’ di quella costituita con atto pubblico, in caso di contestuale iscrizione nella citata sezione speciale di cui all’articolo 25, comma 8, e’ esente dal pagamento delle imposte di bollo e dei diritti di segreteria.

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Startup innovative modifica dello statuto senza notaio

Startup innovative modifica dello statuto senza notaio

In data 4 maggio 2017 viene firmato il Decreto direttoriale del Direttore generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica, in attuazione del decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 28 ottobre 2016.

Tale Decreto consente alle startup innovative costituite online con firma digitale di modificare il proprio atto costitutivo e statuto utilizzando la stessa procedura semplificata.

Della nuova semplificazione prevista dal Decreto del 4 maggio potranno fruire innanzitutto le 444 imprese costituite online, le quali già al 31 marzo 2017, risultavano essere iscritte, o in corso di iscrizione, nella sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle startup innovative e le altre imprese che nel frattempo hanno beneficiato della semplificazione.

Le disposizioni contenute in tale Decreto diverranno efficaci a partire dal 22 giugno 2017, in modo da permettere l’adeguamento alle software house dei propri programmi in coerenza con le stesse disposizioni.

Per approfondire

Scarica il Decreto direttoriale 4 maggio 2017

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Inammissibilità della proposta di concordato in caso di professionista non indipendente

Inammissibilità della proposta di concordato in caso di professionista non indipendente

La Corte di Cassazione con ordinanza n. 9927 del 19/04/2017 ha stabilito che, la violazione del requisito d’indipendenza da parte del professionista attestatore, impedisca allo stesso di svolgere adeguatamente la propria attività e comporti l’inammissibilità della proposta di concordato preventivo.

In particolare, a seguito del decreto emesso dal Tribunale di omologazione del concordato preventivo proposto da una srl, si assiste alla revoca da parte della Corte d’Appello per la ritenuta violazione dell’art. 67, comma 3, lett. d) del RD 267/42 (richiamato dall’art. 161, comma 3 del RD 267/42) in materia di indipendenza del professionista accertatore.

La violazione del requisito di indipendenza era stata dimostrata sulla base di una serie di circostanze.

In particolare, il professionista, precedentemente la nomina di attestatore, aveva inviato contestazioni di fatture emesse, a carico della srl, al difensore del creditore reclamante in appello.

Inoltre, nell’intestazione della lettera era indicato, oltre al nome del professionista, in seguito nominato attestatore, anche il nome di un altro professionista, il quale risultava essere creditore della srl a seguito di attività relativa alla presentazione della domanda di concordato preventivo.

Tale revoca viene contestata dal debitore ricorrente, il quale evidenzia che i due professionisti hanno studi professionali in comuni diversi, ed, inoltre, sostiene la qualifica della mera irregolarità dell’eventuale limite di indipendenza dell’attestatore, in quanto libero professionista scelto in considerazione dell’intuitu personae.

La Cassazione, respingendo il ricorso, evidenzia che la nomina del professionista avviene da parte del proponente il concordato sulla base dell’intuitu personae, ma d’altronde il requisito di indipendenza deve essere rispettato in quanto la qualificazione di tale soggetto non può avvenire in termini di consulente né di collaboratore del proponente.

La Suprema Corte afferma poi quanto detto dalla Corte d’Appello, ovvero che l’attività del libero professionista in favore della società proponente il concordato preventivo è incompatibile con l’attività di professionista attestatore.

Infine, accertata la violazione dell’indipendenza del professionista, evidenzia il manifestarsi di un “vizio radicale” tale da impedire al professionista lo svolgimento in maniera adeguata della propria funzione e di attestare nell’interesse del proponente il concordato.

La sanzione per tale violazione viene pertanto stabilita nell’ammissibilità della proposta di concordato preventivo, in applicazione dell’art. 162, comma 2 del RD 267/42.

Per approfondire:

Inammissibilità della proposta di concordato in caso di professionista non indipendente come da Cassazione 19/04/2017 n. 9927

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Guida alla dichiarazione dei redditi

Guida alla dichiarazione dei redditi

Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno di imposta 2016

In data 04/04/2017 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare n. 7/E, una guida alla dichiarazione dei redditi, che fornisce una trattazione delle disposizioni riguardanti ritenute, oneri detraibili, deducibili e crediti d’imposta. Inoltre, si occupa degli obblighi di produzione documentale da parte del contribuente al CAF o al professionista abilitato e di conservazione, da parte di questi ultimi, per la successiva produzione all’Amministrazione finanziaria.

Tale documento, grazie alla collaborazione tra l’Agenzia delle Entrate e la Consulta Nazionale dei CAF, rappresenta un compendio comune utile all’apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni presentate, come previsto dall’art. 13 e dall’art. 2, comma 1, del DM n. 164 del 1999, per contribuenti, operatori del CAF e professionisti abilitati; inoltre, si configura come utile strumento nello svolgimento dell’attività di assistenza e di controllo documentale così come previsto dall’art. 36-ter del DPR n. 600 del 1973, per la stessa Amministrazione finanziaria.

L’obiettivo dell’Agenzia delle Entrate è garantire l’assistenza ai contribuenti e la trasparenza dell’azione amministrativa. Pertanto, ha ritenuto opportuno fornire istruzioni, periodicamente aggiornate, di modo che la normativa e la prassi di riferimento in materia di oneri sia applicata a tutti i contribuenti uniformemente sull’intero territorio nazionale, per la liquidazione delle imposte che emergono dalla dichiarazione.

La Circolare, oltre a richiamare i documenti di prassi attuali e fornire chiarimenti in seguito alle modifiche normative intervenute, contiene un elenco dei documenti che i contribuenti devono esibire al CAF o al professionista abilitato al fine dell’apposizione del visto di conformità. In tal modo, in sede di controllo documentale potranno essere richiesti, salvo fattispecie non previste, solo i documenti indicati dalla Circolare stessa.

In ogni caso non potranno essere richiesti documenti già in possesso dell’Amministrazione finanziaria.

È presente, inoltre, un elenco delle dichiarazioni che il contribuente potrà presentare per attestare le condizioni soggettive rilevanti ai fini del riconoscimento di oneri deducibili, detraibili o crediti d’imposta, la cui falsità comporta responsabilità penale ai sensi dell’art. 76 DPR n. 445 del 2000.

Per approfondire

Scarica gratuitamente la guida: Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2016

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Guida per l’acquisto della casa

Guida per l’acquisto della casa

Le imposte e le agevolazioni fiscali

Da oggi è liberamente scaricabile dal sito dell’Agenzia “la guida per l’acquisto della casa“.

Con questa pubblicazione l’Agenzia delle Entrate vuole fornire un quadro riassuntivo delle principali regole da seguire quando si compra una casa, in modo da poter “sfruttare” tutti i benefici previsti dalla legge (imposte ridotte, limitazione del potere di accertamento di valore, ecc.) e di affrontare con serenità un momento così importante.

La guida per l’acquisto della casa è rivolta agli acquirenti persone fisiche (che non agiscono nell’esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali) e si riferisce sia alle compravendite tra “privati” sia a quelle tra imprese e privati.

Innanzitutto, viene descritto il trattamento tributario riservato all’acquisto di un’abitazione in generale, poi quello applicabile in presenza dei benefici “prima casa”.

Particolare attenzione è dedicata al sistema del “prezzovalore”. Non tutti forse sanno che, in base a questa regola:

  • la tassazione dell’atto avviene sul valore calcolato in base alla rendita catastale dell’immobile e non sul corrispettivo effettivamente pagato
  • viene limitato il potere di accertamento di valore dell’Agenzia delle Entrate
  • spetta per legge una riduzione degli onorari notarili.

Nella prima parte della guida, inoltre, sono fornite indicazioni utili da seguire prima di procedere all’acquisto.

Per approfondire

Scarica il documento: Guida per l’acquisto della casa

 

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