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I metodi di valutazione utilizzati nelle IPO e negli OPV e aumenti di capitale di soggetti non quotati.

I metodi di valutazione utilizzati nelle IPO e negli OPV e aumenti di capitale di soggetti non quotati.

OIV e CONSOB hanno approvato il testo definitivo del Discussion Paper DP. 01/2018 “Le informazioni di natura valutativa nei prospetti relativi alle operazioni di IPO, di OPV e di aumento di capitale da parte di società con titoli non scambiati in mercati regolamentati”

Metodica di mercato (market approach)

Particolarmente interessante è l’approfondimento sui metodi di valutazione utilizzati nelle IPO e negli OPV e aumenti di capitale di soggetti non quotati.

Il punto di partenza del processo di pricing di un’IPO consiste nel comparare le performances operative e finanziarie della società quotanda con quelle di società già quotate operanti nello stesso settore o in settori simili. Ciò sulla base del presupposto che gli investitori fondino la propria decisione se sottoscrivere o acquistare le azioni della società quotanda principalmente sulla base del confronto con società simili già quotate.

Sulla base della metodica di mercato (market approach), infatti, il valore di mercato di una qualsiasi attività può essere ricavato dal valore di attività simili, perché investitori razionali non sarebbero disposti a riconoscere per la specifica attività un prezzo significativamente diverso rispetto a quello che il mercato già riconosce per attività simili.

Lo strumento attraverso cui gli investitori effettuano questo confronto è rappresentato dai multipli di società comparabili (di seguito “i multipli”). Per questa ragione i multipli rappresentano, di norma, un parametro utile per gli investitori ai fini delle proprie considerazioni in merito all’investimento finanziario.

Analogo metodo è utilizzato, inoltre, nelle operazioni di OPV e di aumenti di capitale di società non ammesse alle negoziazioni in mercati regolamentati, nell’ambito delle quali, ai fini della comparazione, vengono prese in considerazioni società quotate o società non quotate, le cui informazioni, in quest’ultimo caso, sono tratte dalla documentazione societaria pubblicata (bilanci, verbali assembleare, ecc.).

Per approfondire

01/2018 “LE INFORMAZIONI DI NATURA VALUTATIVA NEI PROSPETTI RELATIVI ALLE OPERAZIONI DI IPO, DI OPV E DI AUMENTO DI CAPITALE DA PARTE DI SOCIETA’ CON TITOLI NON SCAMBIATI IN MERCATI REGOLAMENTATI”
Scarica il testo del Discussion Paper approvato da CONSOB

SPA: ANCHE IN ASSENZA DI CLAUSOLA STATUTARIA, POSSIBILITA’ DI ASSEMBLEA IN TELECONFERENZA

SPA: ANCHE IN ASSENZA DI CLAUSOLA STATUTARIA, POSSIBILITA’ DI ASSEMBLEA IN TELECONFERENZA

Il Comitato Interregionale dei Consigli Notarili delle Tre Venezie, con la massima n. H.B. 39, pubblicata a settembre 2017, prevede quanto segue:

Nelle società per azioni “chiuse”, anche in assenza di una specifica previsione statutaria, deve ritenersi possibile l’intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione, a condizione che siano in concreto rispettati i principi del metodo collegiale. Ove i mezzi di telecomunicazione siano previsti dall’avviso di convocazione, la società dovrà rispettare il principio di parità di trattamento dei soci. Spetta al presidente dell’assemblea verificare il pieno rispetto del metodo collegiale, secondo principi di correttezza e di buona fede e, ove il collegamento sia predisposto dalla società, il rispetto della parità di trattamento dei soci. Resta salva la possibilità per lo statuto di disciplinare diversamente la materia, anche in deroga alle regole della collegialità, e fermo il diritto del socio di intervenire fisicamente in assemblea. E’ sempre possibile, con il consenso unanime dei soci, derogare alla regola statutaria.”

Rispetto del metodo collegiale

In assenza di specifica previsione statutaria, purché siano rispettati i principi del metodo collegiale, è quindi possibile l’intervento in assemblea mediante sistemi di teleconferenza.

Pertanto, il sistema di collegamento in teleconferenza, deve permettere l’interazione in tempo reale di tutti i partecipanti della riunione, la discussione dei temi all’ordine del giorno e l’esercizio di voto.

Obblighi del Presidente dell’assemblea

La società, ove i mezzi di telecomunicazione siano previsti dall’avviso di convocazione, deve rispettare il principio di parità di trattamento dei soci. Il Presidente deve verificare il rispetto dei principi di correttezza, buona fede, e deve essere in grado di accertare l’identità dei partecipanti e la legittimazione degli stessi.

Interpretazione art. 2370 c.c.

L’interpretazione estensiva dell’art. 2370 c.c., il quale stabilisce al quarto comma che “Lo statuto può consentire l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione (…)”, ha l’obiettivo di rendere più agevole l’organizzazione dell’assemblea a condizione però che la stessa, seppur virtuale, sia rispettosa dei principi sopra richiamati.

Deroga alla regola statutaria

La massima specifica la possibilità per lo Statuto di disciplinare diversamente la materia e prevede il diritto del socio ad intervenire fisicamente. La deroga alla regola statutaria, con consenso unanime dei soci, si ritiene sempre possibile.

PER APPROFONDIRE:

H.B. 39 – INTERVENTO IN ASSEMBLEA MEDIANTE MEZZI DI TELECOMUNICAZIONE IN RELAZIONE ALLE POSSIBILI DIVERSE CLAUSOLE STATUTARIE – 1° pubbl. 9/17 – motivato 9/17

Rivalutazione partecipazioni 2018

Rivalutazione partecipazioni

La legge di Bilancio 2018 permette di rivalutare le partecipazioni, detenute in società non quotate in mercati regolamentati, possedute alla data del 1° gennaio 2018, a condizione che entro il 30 giugno 2018 venga redatta ed asseverata una perizia di stima e versata l’imposta sostitutiva stabilita nella misura dell’8% (sia in relazione alle partecipazioni qualificate, che per quelle non qualificate).

Nessuna differenza tra qualificate e non qualificate

L’agevolazione è subordinata al versamento di un’imposta sostitutiva dell’8%, sia nel caso si sia in presenza di una partecipazione qualificata, che di una partecipazione non qualificata.

Versamento

Il versamento può essere effettuato in unica soluzione entro il 30 giugno 2018 o in tre rate annuali di pari importo, a partire dalla predetta data, maggiorando la seconda e terza rata dell’interesse del 3% annuale: in tale ultima ipotesi pertanto, la seconda rata scadrà il 30 giugno 2019 e la terza rata il 30 giugno 2020.

Perizia di stima

Il valore rideterminato deve risultare da apposita perizia giurata di stima redatta (sempre entro il 30 giugno 2018) ai sensi dell’art. 64 del c.p.c. ed asseverata da un professionista abilitato.

Trattamento del costo della perizia

Il costo sostenuto per la redazione della perizia, può essere portato ad incremento del valore del bene rivalutato (se sostenuto da persone fisiche).

Nel caso il costo venga sostenuto dalla società oggetto di rivalutazione, il costo relativo può essere dedotto fiscalmente dal reddito d’impresa in quote costanti nell’esercizio in cui è stata sostenuta e nei quattro successivi (quindi in cinque rate costanti annuali).

Nuova tassazione proporzionale al 26 per cento

La legge di Bilancio 2018 introduce la tassazione proporzionale al 26 per cento per i redditi di capitale (dividendi e proventi ad essi equiparati) e per i redditi diversi di natura finanziaria (plusvalenze da cessione a titolo oneroso), prodotti da soggetti passivi titolari di partecipazioni qualificate non detenute in regime di impresa.

Obiettivo è uniformare e semplificare il regime tributario dei redditi di natura finanziaria prodotti dai soggetti passivi che detengono partecipazioni qualificate non in regime d’impresa, rendendo irrilevante la natura della partecipazione detenuta.

Master di specializzazione in Perizie di Stima

Master di specializzazione in Perizie di Stima

Torna anche quest’ anno il nostro Master di Specializzazione in Perizie di Stima proposto in collaborazione con Euroconference: LE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE

Il percorso è indirizzato a quanti vogliono approfondire l’applicazione della valutazione d’azienda nelle principali operazioni di finanza straordinaria.

I Principi Italiani di Valutazione hanno contribuito da una parte a rafforzare i confini di una specializzazione sempre più caratterizzante la nostra professione, dall’altra ad aumentare i rischi e le responsabilità per l’esperto.

Per questo è necessaria una maggiore preparazione professionale come più volte sottolineato anche dal CNDCEC. Durante il corso si farà frequente riferimento a casi pratici e a tecnicalità utilizzabili anche nell’assistenza ordinaria all’impresa.

Il mercato M&A in Italia

Secondo una recente ricerca KPMG nel 2017 il mercato italiano delle fusioni e acquisizioni ha registrato 733 operazioni (-1% rispetto alle 740 del 2016) per un controvalore complessivo pari a circa 41 miliardi di euro (-28% rispetto ai 56 miliardi del 2016).

Se il dato può sembrare ad una prima impressione negativo in realtà è evidente l’aumento delle piccole operazioni di M&A nel nostro Paese cosa che rende decisamente interessante questo mercato per i professionisti.

Si conferma inoltre l’interesse degli investitori esteri verso le aziende italiane.

Sedi e date del Master

Sede Lezione Date
Milano 1 23/03/2018
2 12/04/2018
3 18/04/2018
Roma 1 21/03/2018
2 10/04/2018
3 20/04/2018

Per approfondire

LE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE

Principi di redazione dei piani di risanamento

Principi di redazione dei piani di risanamento

Principi di redazione dei piani di risanamento” sono un documento recentemente approvato dal CNDCEC ad integrazione delle best practice di settore.

Il piano di risanamento è un documento redatto dagli amministratori, anche con il supporto di consulenti specializzati, ove si rappresentano le azioni strategiche e operative (ed i relativi impatti economici e finanziari) tramite le quali un’azienda intende uscire dallo stato di crisi, ripristinando le condizioni di equilibrio economico e finanziario.

Il fine principale del Piano è quello di coagulare il consenso degli stakeholders, tra i quali in primis i finanziatori, verso la deliberata azione di risanamento affinché tali soggetti aderiscano al progetto, contribuendo con risorse finanziarie ed operative ovvero con l’adesione ai sacrifici richiesti, in termini di rinuncia a crediti o accettazione di dilazioni, perdita di posti di lavoro, riconfigurazione dei processi di approvvigionamento/vendita, rivisitazione del business model, ecc.

Il Piano rappresenta anche una guida per l’azione futura, sia per il management, sia per gli interlocutori coinvolti (creditori, clienti, dipendenti, ecc.). Il Piano deve consentire a tutti i soggetti interessati di confrontare gli esiti attesi con i risultati consuntivi, onde permettere o richiedere rimodulazioni delle azioni ancora da intraprendere o cambiamenti nel Piano stesso.

Linee guida e standards professionali

Il Consiglio nazionale dei commercialisti aveva approvato nel 2014 il documento “Principi di attestazione dei piani di risanamento”, redatto insieme ad altre importati associazioni come AIDEA, ANDAF, APRI e OCRI. Già allora l’obiettivo era quello di creare delle linee guida, standards professionali che potessero formare un benchmark di riferimento per i commercialisti incaricati di svolgere l’attività di attestazione, ma anche, più in generale, per tutti i professionisti coinvolti nelle procedure di soluzione concordata della crisi che avevano così a disposizione uno strumento utile per il corretto svolgimento delle analisi richieste sui piani di risanamento.

In un’ottica di continuativa costruzione di framework di riferimento di generale accettazione, il Consiglio Nazionale ha ritenuto opportuno proseguire il lavoro svolto da ANDAF, AIDEA, APRI ed OCRI e collaborare, con un proprio gruppo di lavoro, alla stesura definitiva dei “Principi per la redazione dei piani di risanamento”.

Per approfondire

Scarica gratuitamente i Principi per la redazione dei piani di risanamento

Master su Perizie di stima e valutazione di azienda

Master su Perizie di stima e valutazione di azienda

Dopo una prima edizione che ci ha regalato importanti soddisfazioni, riproponiamo il nostro Master su Perizie di stima e valutazione di azienda in collaborazione con il Gruppo Euroconference. Tre giornate piene per analizzare una tra le più interessanti specializzazioni della professione di Dottore Commercialista, quella che più caratterizza il nostro Studio.

Presentazione

Il percorso è indirizzato a quanti vogliono approfondire l’applicazione della valutazione d’azienda nelle principali operazioni di finanza straordinaria. I Principi Italiani di Valutazione hanno contribuito da una parte a rafforzare i confini di una specializzazione sempre più caratterizzante la nostra professione, dall’altra ad aumentare i rischi e le responsabilità per l’esperto. Per questo è necessaria una maggiore preparazione professionale come più volte sottolineato anche dal CNDCEC. Durante il corso si farà frequente riferimento a casi pratici e a tecnicalità utilizzabili anche nell’assistenza ordinaria all’impresa.

Programma

Il programma del Master su valutazione di azienda ed operazioni straordinarie organizzato insieme ad Euroconference.

I Incontro

  • Il nuovo scenario economico e normativo in cui opera il professionista, le operazioni di M&A e la creazione di valore per il cliente
  • L’ impatto dei PIV sulla valutazione di azienda, sulla figura del perito ed i maggiori rischi professionali
  • La predisposizione dell’incarico professionale tra limitazione della responsabilità e doveri di trasparenza nei confronti del cliente
  • La valutazione sull’attendibilità della base informativa e l’attività di due diligence

II Incontro

  • Individuazione e definizione del perimetro delle aziende/rami da valutare
  • La scelta del metodo di valutazione
  • Analisi dei principali metodi di valutazione di azienda
  • Principali criticità valutative
  • La valutazione delle partecipazioni sociali
  • Analisi e commento di una perizia di stima (Caso pratico)

III Incontro

  • La valutazione di azienda nelle principali operazioni straordinarie, analisi della normativa civilistica
  • La valutazione nel recesso del socio
  • La valutazione di aziende in crisi ed analisi delle linee guida
  • La redazione e verifica delle ipotesi alla base di un piano aziendale di risanamento (Caso pratico)
  • Cenni sulla responsabilità dell’esperto

Città e date

CITTÀ NOTE DATE
Firenze 1 giornata 25/10/2017
2 giornata 21/11/2017
3 giornata 01/12/2017
Milano 1 giornata 27/10/2017
2 giornata 24/11/2017
3 giornata 04/12/2017
Venezia 1 giornata 26/10/2017
2 giornata 20/11/2017
3 giornata 30/11/2017

Programma completo

PER VISIONARE IL PROGRAMMA COMPLETO SCARICA LA BROCHURE

Lezioni alla SAF della Università Bocconi

Lezioni alla SAF della Università Bocconi

Operazioni straordinarie di impresa e adempimenti civilistici e fiscali

Anche quest’anno come tradizione mi hanno affidato la lezione di presentazione della Scuola Prof. Felice Martinelli presso l’Università Bocconi. E’ un appuntamento a cui tengo molto e che affronto con grande senso di responsabilità ma anche con grande orgoglio.

E’ una scuola che ho frequentato come studente prima di diventarne docente e successivamente delegato all’interno del CdA della Fondazione dei Dottori Commercialisti di Milano.

Scuola Prof. Felice Martinelli.  Docente
07/09/2017 La valutazione di azienda da parte del professionista: fattispecie e principali metodologie applicabili. A. A. Panato
12/09/2017 Analisi di un caso di valutazione di azienda. A. A. Panato

Le lezioni alla SAF della Università Bocconi fanno parte della Scuola per la preparazione all’Esame di Stato di Dottore Commercialista ed Esperto Contabile.

Le materie sono quelle mie classiche. Un rientro subito impegnativo a rinnovare l’ importante impegno formativo di questo nostro 2017.

Una bella operazione e quel bisogno di tornare a studiare

Una bella operazione e quel bisogno di tornare a studiare

Abbiamo appena chiuso una bella operazione, un po’ faticosa in realtà, ma lo Studio si è comportato bene tenendo il fronte e guadagnando la posizione nonostante, come si sarebbe detto un tempo, le soverchianti forze del nemico.

Questo, se da una parte ci regala qualche certezza in più, dall’altra ci spinge a consolidare quanto fatto fino ad oggi, con l’ambizione di imparare a vederci un po’ più grandi. In sostanza come periodicamente ci accade sentiamo un po’ di fare il punto, di riordinare i pensieri, formalizzare meglio il lavoro fatto attraverso un aggiornamento delle procedure ed approfondendo meglio alcuni aspetti giuridici nella pratica spesso solo sfiorati. Insomma ci è venuta voglia di tornare a studiare e perché no, forse anche a scrivere, magari un nuovo libro o magari qualcosa di più snello ma altrettanto utile a formalizzare e fare il punto sulla nostra esperienza professionale.

Stiamo diventando un po’ più grandi

Siamo sempre più partner di PMI ed imprenditori in operazioni di riorganizzazione aziendale e di M&A (compra/vendita di aziende o partecipazioni) e probabilmente anche la nostra organizzazione interna dovrà prenderne atto. Intanto festeggiamo l’ingresso di un nuovo Dottore Commercialista nel nostro Studio.

La valutazione d’azienda per CFO

Ieri ho partecipato, in qualità di ispettore dell’Ordine, ad un bel seminario sulla valutazione d’azienda per CFO. E’ stato importante non tanto (o meglio non solo) per qualche conferma sulla parte tecnica, quanto per acquisire maggiormente il punto di vista dell’impresa in questo tipo di operazioni e sulle possibili evoluzioni dei servizi di consulenza professionale.

Riflessioni sul futuro

A margine del corso ci siamo fermati con un paio di colleghi a ragionare sullo scenario economico, sul futuro delle PMI, sull’importanza del concetto di filiera e sui rischi presenti e futuri. Perché la valutazione è tutto questo prima di essere una sintesi numerica.

Soprattutto ci siamo confrontati sul futuro della professione, su nuove strutture organizzative, sulla dimensione minima di Studio. Ci siamo lasciati promettendoci di tornare a studiare insieme, magari organizzando un bel corso di specializzazione per i colleghi ma aperto anche ad altre voci.

Insegnare è prima di tutto studiare

Abbiamo appena terminato le lezioni al corso di valutazione in Bicocca (magistrale) che già dobbiamo preparare le lezioni alla Scuola di Alta Formazione della Bocconi per settembre. L’intensa attività di docenza della seconda metà dell’anno ci costringerà a razionalizzare, semplificare, approfondire meglio la valutazione d’azienda nelle operazioni straordinarie. Riordinare intuizioni e spunti. Ed ha fatto emergere forte il bisogno di tornare a studiare, magari superando l’ottica del commercialista, confrontandoci maggiormente con i bisogni delle imprese, le esigenze e le aspettative dei fondi di investimento (con cui ormai, direttamente o indirettamente, è sempre più facile venire a contatto).

L’obiettivo su cui lavorare

L’obiettivo deve essere sempre di più rendere semplice e facile a clienti e, perché no, alle controparti, lavorare con noi.

 

Linee guida per la valutazione di aziende in crisi

Linee guida per la valutazione di aziende in crisi

Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (CNDCEC) ha licenziato insieme alla Società Italiana dei Docenti di Ragioneria e di Economia Aziendale (SIDREA) il documento “Linee guida per la valutazione di aziende in crisi”.

Il contributo è volto a supportare l’attività del professionista nell’espletamento degli incarichi di valutazione delle aziende in crisi, qualora questa sia reversibile o irreversibile. In questa prospettiva, il contributo rappresenta uno strumento di agevole consultazione laddove sia, per esempio, richiesta una valutazione d’azienda per supportare decisioni in merito all’opportunità di proseguire l’attività anziché di liquidare oppure per gestire la crisi e le relative procedure concorsuali.

In prospettiva credo sarà auspicabile un maggior coordinamento con l’Organismo Italiano di Valutazione per evitare un sovrapporsi di documenti emanati dal CNDCEC in tema di valutazione di azienda.

Articolo pubblicato su Mysolution| Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

L’attendibilità della base informativa

Come più volte scritto su questa rubrica uno dei momenti più delicati per il professionista è rappresentato dalla valutazione dell’attendibilità della base informativa. Criticità evidenziata anche dai Principi Italiani di Valutaizone (PIV).

L’apprezzamento dell’attendibilità della base informativa è fase propedeutica all’esecuzione dell’incarico di valutazione, mirata a evitare che l’utilizzo di dati e informazioni rilevanti che presentino evidenti sintomi d’inattendibilità possano distorcere la stima, conducendo il professionista a una valutazione non corretta e gravemente inattendibile. Un dato o un’informazione inattendibile sono rilevanti quando il loro effetto sulla valutazione è idoneo ad alterare, anche solo potenzialmente, le decisioni degli utilizzatori della stima.

In presenza di rilevanti sintomi d’inattendibilità della base informativa, pertanto, il professionista deve riconoscere una limitazione che preclude lo svolgimento dell’incarico. Ove tale limitazione non sia rimossa mediante adeguamento della base informativa a cura del committente o tramite rettifiche effettuabili dal professionista, quest’ultimo deve rinunciare all’esecuzione dell’incarico.

Discontinuità tra i valori economico-finanziari

Il processo di valutazione riferito ad un contesto aziendale che versa in uno stato di disequilibrio economico ed in crisi reversibile si differenzia dal contesto valutativo liquidatorio perché, pur potendosi ragionevolmente presupporre la continuazione dell’attività aziendale, l’elemento fondamentale che caratterizza la valutazione può essere rinvenuto in una significativa discontinuità tra i valori economico-finanziari attuali e quelli che ci si attende che l’azienda otterrà dopo il superamento del disequilibrio economico.

Tempi di ripristino delle condizioni di equilibrio economico

Il professionista dovrà, innanzitutto, disporre di dati prospettici il più possibile analitici ed articolati sotto il profilo temporale in modo da poter identificare chiaramente il momento e le modalità con cui si ritiene che le condizioni di equilibrio economico (ma anche finanziario e patrimoniale) verranno ripristinate. Tali elementi dovranno, inoltre, consentire al professionista di verificare l’effettiva attendibilità delle stime, nonché il grado di realizzabilità degli effetti economico-finanziari attesi dall’operazione di risanamento avviata o in corso.

La verifica di ragionevolezza delle ipotesi e dei dati previsionali

Nella valutazione delle aziende in crisi reversibile o dei relativi rami di azienda e, comunque, per tutte le entità oggetto di valutazione che provengono da aziende in crisi per le quali si presuppone la prosecuzione dell’attività in base ai dati contenuti nel piano di risanamento, la maggior difficoltà che il professionista può rinvenire nell’espletamento del suo incarico attiene alla necessità di dovere basare la sua valutazione su dati previsionali che, quanto più l’operazione di risanamento è incisiva, presentano delle discontinuità, a volte anche profonde, con i dati consuntivi.

La vera criticità della valutazione dell’azienda in crisi

La vera criticità della valutazione dell’azienda in crisi è spesso rappresentata dall’impossibilità di disporre del tempo adeguato a massimizzare il valore di realizzo. In questo caso, il professionista deve applicare normalmente un significativo sconto per mancanza di liquidità del titolo.

Per approfondire

Scarica il documento “Linee guida per la valutazione di aziende in crisi

 

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Passaggio generazionale ed il rischio della matrioska

Passaggio generazionale ed il rischio della matrioska

Negli ultimi anni abbiamo più volte affrontato il tema della successione d’impresa, del passaggio generazionale, dei rischi e delle opportunità ed in particolare due casi mi sono rimasti impressi e considero esemplari. Due realtà differenti, due modalità di affrontare questa grande sfida. Articolo pubblicato su Mysolution|Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.

 

La battaglia vinta con il padre

La prima virtuosa di due fratelli che hanno vinto la battaglia con il padre riuscendo ad acquisisrne la fiducia ed il sostegno. Oggi gestiscono l’azienda in autonomia, con perfetta suddivisione dei compiti, innovandola e facendola crescere.

Parlando con loro la parola più ricorrente è stata: curiosità.

Nuovi consulenti spesso affiancati ai vecchi, nuovi percorsi, nuove strade da analizzare anche se non necessariamente da seguire. Lavorare in due inoltre li ha messi al riparo dalla, tipica in questo periodo di scelte spesso difficili, solitudine dell’imprenditore.

 

Il rischio di creare una impresa nell’impresa.

L’altro caso invece si è rivelato più complesso ed ha presentato uno dei rischi più frequenti in un passaggio generazionale tra padre e figlio.

Al figlio spesso per farsi le ossa viene affidato un progetto, altre volte è esso stesso a proporlo al padre e a dedicarci tempo ed energie vivendolo come occasione di affrancarsi dalla tutela paterna.

Il rischio è che i confini temporali del progetto non siano ben definiti e che il figlio assaporando l’autonomia, finisca non per innovare l’azienda ma per creare una impresa nell’impresa. Capite bene il rischio di una situazione simile.

Al posto di contribuire ad apportare novità ed entusiasmo in una realtà più complessa, più faticosa ma con grandi potenzialità, il figlio preferisce gestirsi un suo piccolo angolo di autonomia dove conquistare più facili, veloci ma effimeri successi agli occhi propri e del padre.

Ci si trova cosi difronte ad una azienda guidata con due vision differenti, rallentata da uno strabismo che disorienta i consulenti e fa perdere speranze e fiducia ai collaboratori.

E’ un rischio a cui si è facilmente soggetti, spesso agevolati da consulenti che han solo voglia di prendere un nuovo cliente, magari entrando alla corte del figlio e contribuendo cosi ad una frattura che è invece interesse vitale dell’azienda sanare.

Il mio ruolo è spesso scomodo, tra un padre troppo severo ed un figlio troppo poco coraggioso.

Sono situazioni normali, corrette e fisiologiche se limitate nel tempo. Patologiche se si incancreniscono.

Il passaggio generazionale è una bella sfida, lo è per tutti gli attori in gioco, ma bisogna ricordarsi che l’unico valore da tutelare è l’azienda.

Anche perchè, vi assicuro, è molto più facile gestire il passaggio generazionale di una impresa che cresce, che può permettersi di sperimentare e sbagliare, che crescendo può inserire figure nuove senza dover sostituire le vecchie e quindi generare battaglie interne tra generazioni. Solo cosi il gioco diventa a somma maggiore di zero.

 

Le regole del passaggio generazionale

Per garantire la competitività dell’impresa è necessario pianificare per tempo e in modo strategico il passaggio di consegne tra l’imprenditore e l’erede, valutandone con attenzione i principali rischi e le potenziali opportunità. Vogliamo qui riproporre le regole del passaggio generazionale così come individuate dalla principale dottrina e dalla nostra esperienza professionale.

OBIETTIVI DEL PASSAGGIO GENERAZIONALE

  • Tutelare integrità e continuità dell’impresa;
  • evitare conflitti tra gli eredi.

PRINCIPALI FATTORI DA CONSIDERARE

  • Caratteristiche peculiari dell’ impresa (dimensione, mercato, tecnologie impiegate, ecc);
  • tipologia di società adottata;
  • entità del patrimonio personale del fondatore e sua capacità di soddisfare gli eredi coinvolti e non coinvolti in azienda;
  • familiari coinvolti nell’attività dell’impresa (ruolo, capacità, esperienze maturate, aspettative personali);
  • esistenza di conflittualità tra eredi (anche solo potenziali e/o non legate all’impresa);
  • disponibilità di competenze manageriali;
  • implicazioni di natura fiscale e giuridica.

STRUMENTI UTILIZZABILI

Diversi strumenti possono essere utilizzati per agevolare il passaggio generazionale:

  • affidare la gestione dell’azienda a manager esterni che affianchino l’erede fino alla sua piena maturità;
  • costituire patrimoni destinati, team di progetto o società ad hoc per consentire all’erede di prepararsi a sfide future più impegnative;
  • adottare un adeguato modello di “corporate governance”;
  • concludere apposite pattuizioni contrattuali (regolamenti di famiglia, accordi parasociali, etc.)

 

Ci vuole tempo

Il Passaggio generazionale è un processo pluriennale in cui entrano in gioco numerosi fattori: fiscali, amministrativi, giuridici. Non andranno poi sottovalutati i rapporti psicologici tra le persone coinvolte che vedranno sovrapporsi la realtà familiare con quella aziendale.

 

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