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Abuso del diritto e rilevanza delle valide ragioni extrafiscali nelle operazioni societarie straordinarie.

Abuso del diritto e rilevanza delle valide ragioni extrafiscali nelle operazioni societarie straordinarie.

Lo studio n. 56-2016/T del Notariato intende approfondire nell’ambito dell’abuso del diritto il tema della rilevanza delle valide ragioni extrafiscali nelle operazioni societarie straordinarie.

Si analizzano principalmente l’individuazione e l’esplicitazione delle ragioni sul piano pratico. Il lavoro “Abuso del diritto e rilevanza delle valide ragioni extrafiscali nelle operazioni societarie straordinarie”  si conclude con l’analisi degli effetti della contestazione dell’abuso del diritto.

Le ragioni extrafiscali

Le ragioni extrafiscali devono innanzitutto essere diverse da quelle fiscali, e per costituire un elemento di neutralizzazione dall’applicazione della norma anti-abusiva, avere alcuni connotati specifici. In particolare:

  1. essere di norma “oggettive” e se di carattere personale almeno supportate da prove documentali e/o dichiarazioni di terzi.
  2. essere effettive, nel senso di essere vere ragioni. La simulazione delle valide ragioni esporrebbe comunque al rischio di contestazione dell’abuso del diritto.
  3. essere “non marginali”, senza il raggiungimento delle quali, cioè, l’intera operazione non sarebbe stata eseguita.
  4.  “rispondere a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa”. Dunque non solo quelle ragioni che producono una redditività immediata, ma anche quelle che, pur non producendola da subito, rispondendo appunto a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa” (art. 10-bis comma 3) consentiranno di far continuare l’attività imprenditoriale meglio di come stava procedendo prima.

Opponibilità fiscale

Il documento vuole offrire un contributo in termini di possibile opponibilità sul piano fiscale di alcune specifiche operazioni di scissione, trasformazione e fusione, che in passato hanno attratto per opposti motivi l’attenzione degli operatori e del fisco, e ora rappresentano uno dei campi di applicazione più interessanti della nuova normativa.

Nello specifico sarà opportuno evidenziare, e se possibile documentare, le valide ragioni non solo direttamente nel corpo degli atti ma già nelle fasi iniziali delle singole operazioni al vaglio.

Per approfondire

Scarica lo studio n. 56-2016/T del Notariato  “Abuso del diritto e rilevanza delle valide ragioni extrafiscali nelle operazioni societarie straordinarie.”

Due diligence ed attestazioni scritte della Direzione

Due diligence ed attestazioni scritte della Direzione

Il documento di ricerca n.204, fornito da Assirevi, aggiorna il contenuto delle Attestazioni scritte rilasciate dalla Direzione sulla base del Principio di revisione ISA Italia n.580. Con la sottoscrizione della lettera di Attestazione la Direzione afferma di aver soddisfatto le proprie obbligazioni (riconosce le proprie responsabilità) in merito alla qualità ed all’esaustività dei documenti forniti (documenti necessari richiesti dall’incarico) al fine di limitare la responsabilità del revisore/perito verso l’impresa e gli stakeholders interessati.

Scopo delle lettere di attestazioni scritte

L’attestazione è un elemento probativo (necessario ma non sufficiente sugli aspetti cui si riferisce) utilizzato dal revisore/perito per giungere all’espressione del proprio giudizio. L’ISA Italia n.580 specifica che il revisore deve chiedere alla Direzione di fornire una attestazione scritta in merito alle proprie responsabilità con particolare riferimento ai seguenti aspetti:

  • che la Direzione ha adempiuto alle sue responsabilità relative alla redazione del bilancio in conformità al quadro normativo sull’informazione finanziaria applicabile, incluso, ove pertinente, la sua corretta rappresentazione;
  • che la Direzione ha fornito al revisore tutte le informazioni pertinenti e l’accesso come concordato nei termini dell’incarico di revisione e che tutte le informazioni sono state registrate e riflesse in bilancio;

Si chiarisce che tali attestazioni non sono rese condizionandole al meglio delle proprie conoscenze e convinzioni.

Il principio sottolinea che la Direzione debba avere una conoscenza sufficiente del processo seguito dall’impresa per la redazione del bilancio e delle relative asserzioni, in ragione delle sue responsabilità per la redazione del bilancio e per la gestione dell’attività dell’impresa.

Inoltre, le attestazioni della Direzione forniscono al revisore conferma, anche ai sensi e per gli effetti degli artt.1227 e 2049 c.c., della completezza, autenticità e attendibilità della documentazione messa a disposizione della società di revisione ai fini dell’espletamento della sua attività, e della correttezza ed esattezza delle informazioni ivi contenute e di quelle comunicate verbalmente e riepilogate nella lettera di attestazione.

Con la sottoscrizione della lettera di Attestazione la Direzione afferma di aver soddisfatto le proprie obbligazioni (riconosce le proprie responsabilità) in merito alla qualità ed all’esaustività dei documenti forniti (documenti necessari richiesti dall’incarico) al fine di limitare la responsabilità del revisore/perito verso l’impresa e gli stakeholders interessati.

Aggiornamento del format per le attestazioni scritte

Il documento di ricerca n.204, fornito da Assirevi, aggiorna il contenuto delle Attestazioni scritte rilasciate dalla Direzione sulla base del Principio di revisione ISA Italia n.580.

Tale aggiornamento è dovuto alle modifiche introdotte alla disciplina dei bilanci dal D.Lgs. 139/2015 e dall’approvazione definitiva (dicembre 2016) dei nuovi Principi contabili OIC.

Bisogna evidenziare che il nuovo format non modifica il giudizio che il revisore è chiamato ad esprimere in merito alla Relazione sulla gestione, il testo, infatti, fa riferimento :

  • al giudizio di coerenza delle informazioni in essa fornite con il bilancio d’esercizio (o consolidato);
  • al fatto che esso “non rappresenta un giudizio di conformità né di rappresentazione veritiera e corretta della relazione sulla gestione rispetto alle norme di legge che ne disciplinano il contenuto”.

Se ne deduce che la decorrenza delle modifiche introdotte dall’art.17 del D.Lgs. 135/2016 all’art.14 del D.Lgs. 39/2010, cioè l’indicazione nella relazione di revisione anche di una dichiarazione circa “l’eventuale identificazione di errori significativi nella relazione sulla gestione”, sia posticipata ai bilanci 2017.

In tal senso la norma transitoria ex art.27, co.9, D.Lgs.135/2016, che esonera da tale nuovo obbligo i bilanci degli esercizi sociali in corso alla data di entrata in vigore del decreto (agosto 2016). Tuttavia, secondo altri, essendo tale obbligo previsto dalla Direttiva 2013/34/UE e dalla Direttiva 2014/56/UE, esso sarebbe già in vigore per i bilanci 2016.

Considerando che tale controllo non sarebbe coperto da nessuna procedura, in quanto non è stato ancora pubblicato l’aggiornamento del principio di revisione SA Italia 720B, sembra ragionevole posticiparne la decorrenza ai bilanci 2017; in tal senso il CNDCEC nel documento “La relazione di revisione dei sindaci revisori per il bilancio del 2016”.

Per approfondire

Scarica il documento di ricerca Assirevi 204 “Le attestazioni della Direzione”.

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Determinazione del canone di affitto d’azienda

Determinazione del canone di affitto d’azienda

L’istituto dell’affitto d’azienda può essere considerato un’operazione di natura straordinaria mediante la quale un’impresa (locatore) attribuisce a un’altra (affittuario) il diritto alla gestione di un’azienda o ramo d’azienda dietro il pagamento di un corrispettivo. L’affitto può essere strutturato come operazione autonoma oppure finalizzata al compimento di successive operazioni quali ad esempio la cessione.

Il tema dell’affitto d’azienda nell’ambito delle procedure concorsuali è stato, negli ultimi anni, oggetto di numerose trattazioni e approfondimenti dottrinali a cui si aggiunge la recente nota informativa del CNDCEC.

Metodologie di determinazione

Con riferimento al canone di affitto d’azienda, la dottrina ha proposto varie metodologie:

  • il canone congruo potrebbe essere calcolato come prodotto tra il valore del capitale economico e un tasso di remunerazione del capitale investito nell’azienda locata. Il valore del capitale economico andrebbe determinato facendo ricorso a grandezze stock e non a grandezze flusso in quanto i flussi attesi rappresenterebbero l’incognita da determinare producendo problemi di circolarità. Per tale motivazione, sarebbe preferibile stimare il valore economico con metodi patrimoniali complessi ossia addizionando al patrimonio netto rettificato il valore dei beni immateriali non contabilizzati. Circa il tasso di remunerazione, esso andrebbe calcolato utilizzando il Capital Asset Pricing Model (C.A.P.M.) oppure la regola empirica di Stoccarda. In caso di fallimento, bisognerebbe sottrarre dal valore, l’ammontare di una correzione reddituale, quantificata attualizzando i differenziali tra redditi congrui e redditi normalizzati realizzabili nei successivi 3-5 esercizi;
  • il canone congruo, nel caso di un affitto deciso nell’ambito di una procedura fallimentare, potrebbe essere quantificato calcolando il prodotto tra il valore dell’azienda determinato secondo il metodo patrimoniale e una percentuale che dovrebbe essere inversamente proporzionale alla deperibilità delle componenti immateriali d’azienda e andrebbe determinata in un intervallo compreso tra zero e la redditività normale di settore;
  • il canone congruo dovrebbe essere determinato come prodotto tra il valore d’uso del patrimonio locato e un tasso di congrua remunerazione dell’investimento effettuato. Il valore d’uso andrebbe quantificato attualizzando i flussi attesi dal capitale dell’azienda oggetto del contratto di affitto. Circa il tasso di congrua remunerazione, esso dovrebbe essere determinato considerando innanzitutto il rischio di insolvenza del conduttore ossia l’alea legata alla possibilità che non sia in grado di fronteggiare gli impegni assunti con l’accordo. Il che dipende, da un lato, dalla situazione economico-finanziaria dell’affittuario, dall’altro, dalle garanzie che assistono il contratto. Inoltre, qualora le differenze inventariali che si manifestano dall’inizio alla fine del contratto non vengano determinate con riferimento alla variazione di capitale economico, ma solamente in relazione alle modifiche nelle consistenze patrimoniali, il locatore sopporta anche un rischio derivante dalla possibile riduzione del valore dell’avviamento. Anch’esso andrebbe considerato nel tasso impiegato per determinare il canone di locazione.

 Un appropriato tasso di rendimento

Le considerazioni formulate in ordine alla determinazione del canone di affitto d’azienda evidenziano impostazioni leggermente diverse, ma accomunate dal fatto che il corrispettivo da erogare al proprietario per l’utilizzazione del complesso dei beni necessari per l’esercizio dell’impresa deve essere quantificato come prodotto tra il valore dell’azienda e un appropriato tasso di rendimento.

Circa il saggio in questione, va evidenziato che esso andrebbe quantificato in relazione all’alea sopportata dal locatore che dipende da una pluralità di fattori quali il rischio operativo, il livello di solidità del conduttore, le garanzie prestate.

Pertanto, la grandezza oggetto di analisi può attestarsi a un livello non lontano dal free risk rate nel caso che il rischio operativo sia contenuto e, soprattutto, il conduttore abbia una notevole solidità patrimoniale. In tale situazione, il locatore matura crediti per canoni nei confronti dell’affittuario caratterizzati da un livello di rischio molto basso talché il tasso da utilizzare non può discostarsi in modo significativo dal saggio privo di rischio.

Al contrario, qualora il rischio operativo sia elevato e, soprattutto, il conduttore presenti alcune difficoltà da un punto di vista di solidità patrimoniale, aumenta in modo rilevante l’alea gravante sul locatore. In tale situazione, il locatore matura crediti per canoni verso l’affittuario contraddistinti da un grado di rischio elevato talché il tasso da utilizzare tende ad avvicinarsi al costo del capitale dell’azienda oggetto d’affitto.

Il canone di locazione non può essere determinato applicando un saggio maggiore del costo del capitale perché – in situazioni normali – supererebbe i redditi attesi dal conduttore e, quindi, non vi sarebbe nessuna convenienza a gestire l’azienda.

In sintesi, il tasso di rendimento impiegabile per quantificare il canone di locazione può oscillare in un intervallo nel quale l’estremo inferiore è il tasso privo di rischio, mentre l’estremo superiore è il costo del capitale che, per semplicità, può essere determinato sulla base di dati medi settoriali.

Approcci operativi

Approcci riscontrati nella prassi in alcune perizie di stima (Sintesi Knos – Prof. Bavagnoli):

  • approcci apodittici: il canone è ritenuto congruo in quanto c’è un risparmio di costi per la procedura e in più vengono incassati dei canoni
  • approcci di mercato: «è riscontrabile nel mercato una percentuale dell’1% del fatturato»
  • approccio costruzione per fattori: affitto dell’immobile, più affitto dei macchinari e impianti più affitto dell’avviamento (ottenuti applicando ai valori economici dei singoli elementi delle percentuali scelte senza supporto se non un generico rinvio al mercato)
  • approccio del rendimento dell’azienda: applicazione del costo del capitale (costof equityo WACC) al valore economico dell’azienda
  • approccio del rendimento dell’azienda, più rischio di obsolescenza dei cespiti e rischio di perdita dell’avviamento

Per approfondire

Scarica il documento “La determinazione del canone congruo di locazione d’azienda nelle procedure concorsuali

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Mini Master su Perizie di Stima

Mini Master su Perizie di Stima

I prossimi eventi formativi sulla valutazione d’azienda nelle operazioni straordinarie alla luce dei nuovi Principi Italiani di Valutazione

Mini Master su Perizie di Stima è la novità in cui ci cimenteremo e ci consentirà di approfondire tematiche tecniche e casi pratici con i colleghi che avranno la pazienza di partecipare.

Come di consueto sta prendendo forma il calendario dei prossimi eventi formativi (lezioni e convegni) di questo autunno/inverno.

Avranno come tema principale la Valutazione di Azienda, una delle specializzazioni che più caratterizza il nostro Studio, e da questo anno la novità sarà il Mini Master su Perizie di Stima di MySolution. Tre giornate dedicate ad una analisi più attenta delle tematiche specifiche della valutazione d’azienda nelle operazioni di finanza straordinaria anche alla luce dei nuovi PIV (Principi Italiani di Valutazione).

I principi italiani di valutazione (PIV) rappresentano da una parte una maggiore tutela per l’esperto che ci si uniformerà ma i professionisti meno preparati si esporranno a maggiori rischi di responsabilità personale.

Questo nuovo percorso formativo rappresenta anche l’occasione per tornare a lavorare al Manuale “Le Perizie di Stima” che si avvia quindi alla sua terza edizione.

Il 6 settembre, come ormai da qualche anno, avrò l’onore ed il piacere di aprire i corsi della Scuola di Alta Formazione (SAF-Bocconi) con una lezione su Politiche di Bilancio e politiche fiscali (Doppio Binario).

Sotto il calendario provvisorio. Gli incontri saranno un’ottima occasione di approfondimento e confronto con i colleghi che vi parteciperanno.

Sono state inserite in arancione le nuove date degli eventi formativi. Non solo perizie di stima e valutazione di azienda ma anche il corso sul passaggio generazionale per la Fondazione dei Dottori Commercialisti di Milano ed un evento su novità di bilancio e responsabilità amministratori.

Sotto il calendario aggiornato.

 

Data Ordine Tipologia Durata
04-ott-16 Como Evento singolo 14.30 – 18.30
       
06-ott-16 Novara 1 giornata – Mini Master 14.30 – 18.30
       
26-ott-16 Novara 2 giornata – Mini Master 14.30 – 18.30
       
28-ott-16 Bologna Meeting ACEF sull’evoluzione della professione 14.30 – 18.30
       
02-nov-16 Novara 3 giornata – Mini Master 14.30 – 18.30
       
09-nov-16 Vicenza 1 giornata – Mini Master 14.30 – 18.30
16-nov-16 Vicenza 2 giornata – Mini Master 14.30 – 18.30
       
23-nov-16 Vicenza 3 giornata – Mini Master 14.30 – 18.30
24-nov-16 Milano Passaggio generazionale (Scuola Alta Formazione) 14.30 – 18.30
28-nov-16 Cortemaggiore (Piacenza) Novità bilancio 2016 e responsabilità amministratori (Banca Mediolanum) 9.30 – 12.30
30-nov-16 Milano Gestione dei dati e creazione del valore aziendale (Assolombarda) 14.00 – 15.30

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Rivalutazione di terreni e partecipazioni entro il 30 giugno 2015

Rivalutazione di terreni e partecipazioni entro il 30 giugno 2015

La manovra 2015 riapre nuovamente i termini relativi alla rideterminazione del valore o del costo di acquisto di terreni e partecipazioni non quotate posseduti all’1.1.2015. Un’agevolazione per sua natura straordinaria, sta diventando praticamente strutturale essendo ormai costantemente riproposta da diversi anni.

L’imposta da corrispondere vede aliquote raddoppiate rispetto alle precedenti rivalutazioni e dovrà essere pari al 4% del valore risultante dalla perizia per le partecipazioni non qualificate e al 8% per le partecipazioni qualificate ed i terreni.

Gli adempimenti in sintesi

Gli elementi da considerare ai fini di quest’ultima legge di rivalutazione sono riportati in tabella:

01-gen-15 data di possesso del terreno o della partecipazione;
   
Aliquota imposta sostitutiva calcolata sul valore di perizia nelle seguenti misure (aliquote raddoppiate):
  4% per le partecipazioni non qualificate;
  8% per le partecipazioni qualificate;
  8% per i terreni agricoli e le aree edificabili;
   
30-giu-15 scadenza per la redazione e l’asseverazione della perizia, 
30-giu-15 scadenza per il versamento dell’imposta sostitutiva (o della prima delle tre rate in caso di rateizzazione).

La perizia giurata di stima

I contribuenti che detengono partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e terreni edificabili e con destinazione agricola, alla data del 1 gennaio 2015, possono rideterminare i valori di acquisto di tali partecipazioni a tale data.

Il nuovo valore è determinato sulla base di una perizia giurata di stima; in particolare, per le partecipazioni il valore è determinato in relazione alla frazione del patrimonio netto della società rappresentativa della partecipazione stessa.

La relazione di stima deve essere riferita al valore di mercato dell’intero patrimonio sociale e sottoposta a giuramento.

Il valore “rideterminato” è utilizzato ai fini della determinazione delle plusvalenze realizzate in occasione della cessione a titolo oneroso dei suddetti terreni e partecipazioni, in luogo del costo o valore di acquisto.

Copia originale della perizia, unitamente ai dati identificativi dell’esperto e al codice fiscale della società periziata (nonché unitamente alle ricevute di versamento dell’imposta sostitutiva) devono essere conservati dal contribuente ed esibiti o trasmessi su richiesta dell’Amministrazione finanziaria.

Per approfondire:

Si segnala il precedente articolo: La rivalutazione del costo delle partecipazioni 2014 pubblicato su FiscoPiù e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore Giuffrè

 

Principi di attestazione dei piani di risanamento

Principi di attestazione dei piani di risanamento

Articolo pubblicato su Mysolution e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

Principi di attestazione dei piani di risanamento, documento predisposto dall’Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, vuole identificare le best practice, formulare i principi e proporre modelli di comportamento condivisi ed accettati sull’attività dell’attestatore, sia in merito all’attività di due diligence contabile sia al giudizio di fattibilità del piano e della capacità dell’impresa di riacquisire l’equilibrio economico-finanziario.

Principale critica al documento pare essere il taglio prevalentemente dottrinario ed aziendalistico non sempre coerente con le migliori pratiche giuridico-legali.

Riferimenti normativi

  • R.D. 16 marzo 1942, n. 267, artt. 67 , 161 , 182-bis , 182-quinquies e 186-bis ;
  • Tribunale di Milano, 25 marzo 2010;
  • Tribunale di Milano, 11 febbraio 2010;
  • Tribunale di Bologna, 17 febbraio 2009.

Biblioteca professionale dell’esperto attestatore

Il documento aggiorna e completa la biblioteca professionale dell’esperto attestatore. Tra i principali contributi in materia segnaliamo:

  • “Protocollo piani di risanamento e ristrutturazione; relazioni del professionista: profili organizzativi e principi di comportamento nell’ambito delle procedure di concordato preventivo, accordi di ristrutturazione dei debiti, piano di risanamento attestato” predisposto dalla commissione “CNDC – Commissione procedure concorsuali gruppo di lavoro decreti e competitività”;
  • Osservazioni sul contenuto delle relazioni del professionista nella composizione negoziale della crisi d’impresa (CNDCEC – Commissione di studio crisi e risanamento di impresa);
  • Linee guida per il finanziamento alle imprese in crisi (Università di Firenze, CNDCEC, Assonime) recentemente sottoposto a revisione e aggiornamento;
  • Documento di ricerca n. 114 (Assirevi).

Cui si aggiungono:

  • Guida operativa per la redazione delle relazioni art. 161, comma 3 , L.F. e art. 160, comma 2 , L.F.;
  • Linee guida al concordato preventivo del Tribunale di Milano;
  • I principi contabili ISAE 3400 e OIC 6;
  • Guida al Piano industriale di Borsa Italiana.

Documenti che rappresentano dei principi di comportamento, pur se ancora non codificabili all’interno di un contesto normativo e giudiziario stabile.

Le indicazioni proposte e contenute nei testi citati permettono al professionista di redigere “un documento informativo in grado di avviare un proficuo avvicinamento strategico alla crisi della società e permettere quindi allo stesso ed alla proposta in esso contenuta, di acquisire l’opportuna stabilità e coerenza necessarie per veicolare sulla stessa il consenso consapevole ed informato del ceto creditorio e quindi permettere al Tribunale di attestare che la proposta concordataria assolve il ruolo di facilitare un corretto interscambio delle informazioni necessarie ad eliminare eventuali asimmetrie informative ed a consentire ai creditori – tramite il voto in adunanza – di esprimere con pienezza di informazioni la valutazione di convenienza che di fatto ad essi solo è rimessa” (Trib. Bologna, 17 febbraio 2009).

La relazione di attestazione nella legge fallimentare

Molteplici sono le tipologie di relazioni di attestazione previste dalla norma fallimentare che, pur presentando notevoli similitudini, qui vogliamo richiamare:

  • la relazione di attestazione sulla veridicità dei dati aziendali e sulla fattibilità dei piani di risanamento revista dal terzo comma, lett. d), dell’art. 67 L.F.;
  • la relazione di attestazione nella domanda di concordato preventivo di cui all’art. 161 L.F., che accerti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano medesimo;
  • la relazione sulla veridicità dei dati aziendali e sulla attendibilità dell’accordo di ristrutturazione dei debiti, di cui all’art. 182-bis L.F.;
  • la dichiarazione di idoneità della proposta di cui al sesto comma dell’art. 182-bis L.F.;
  • l’attestazione per accedere ai finanziamenti dell’impresa, prevista dal nuovo art. 182-quinquies L.F.;
  • l’attestazione per il pagamento dei creditori anteriori in pendenza del concordato prenotativo prima dell’omologa, prevista dal quarto comma dell’art. 182-quinquies L.F.;
  • l’attestazione richiesta per poter proporre il concordato preventivo con continuità, introdotto dall’art. 186-bis L.F.;
  • l’attestazione per la prosecuzione dei contratti pubblici e quella per la partecipazione alle gare di cui all’art. 186-bis, commi terzo e quarto, L.F. 

Scopo del piano di risanamento aziendale

Lo scopo del piano di risanamento aziendale è quello di consentire la salvaguardia del valore aziendale, al fine di non arrecare un maggiore pregiudizio per la collettività (in primis per i lavoratori occupati direttamente ed indirettamente) e per gli stessi creditori.

La prosecuzione delle attività dell’impresa, anche da parte di soggetti terzi, si giustifica e si rende opportuna ove sia riscontrabile la capacità di produrre reddito anche se l’impresa attualmente versa in una situazione di crisi per sua natura reversibile.

Laddove quindi l’organizzazione dei fattori produttivi e l’avviamento si traducono in valore, la cui perdita costituirebbe un pregiudizio per la collettività e per gli stessi creditori, si ritiene opportuno far proseguire l’attività di impresa. Tale soluzione, pur complessa, è finalizzata proprio a non disperdere ulteriore valore, determinando un irragionevole pregiudizio per i creditori.

Contenuto del piano di risanamento

Un piano di risanamento può ritenersi completo se risultano presenti le seguenti parti:

  • presentazione dell’azienda;
  • dati storici economici e finanziari (in assenza di uno o più bilanci approvati dall’assemblea è necessaria una situazione economico-patrimoniale, approvata e sottoscritta dall’organo amministrativo);
  • descrizione della situazione di crisi ed analisi del management circa le relative cause;
  • esplicitazione delle ipotesi e delle strategie di risanamento;
  • presentazione degli interventi da adottare (action plan);
  • evoluzioni attese ed impatti dello scenario competitivo;
  • presentazione delle ipotesi economico-finanziarie e del piano economico finanziario (situazione patrimoniale, economica e finanziaria prospettica).

Ove per qualche particolare motivo una delle parti dovesse essere omessa è opportuno che ne sia data giustificazione.

Veridicità dei dati

Il controllo sulla veridicità dei dati aziendali costituisce senza ombra di dubbio un passaggio imprescindibile, e per di più prodromico e strumentale, ai fini di una corretta valutazione in ordine alla ragionevolezza di tale documento, dovendo il professionista rispettare quelle norme deontologiche e quei canoni di comportamento richiesti per un riscontro sostanziale dei dati contabili di partenza in tema di concordato preventivo.

Secondo il Tribunale di Milano, 25 marzo 2010, “Il controllo sulla veridicità dei dati contabili a consuntivo è il presupposto logico e fattuale indefettibile della successiva valutazione di attuabilità/fattibilità, con la conseguente necessaria responsabilità dell’attestatore”.

Sempre il Tribunale di Milano, 11 febbraio 2010 chiarisce che: “L’attestazione di veridicità costituisce un presupposto logico indefettibile dell’attestazione dell’esperto ex art. 182-bis L.F., e dunque precisa ed ineludibile attività ricadente sotto la sua responsabilità”.

“Attestare la veridicità” non significa “certificare il bilancio”, pertanto i principi di revisione sono solo un riferimento di prassi, ma la loro totale applicazione non è necessaria.

Documenti da analizzare

Quale base informativa di partenza, l’attestatore deve verificare che il piano e l’ulteriore documentazione fornitagli consentano una chiara descrizione delle caratteristiche dell’azienda. In particolare l’attestatore può richiedere, a titolo esemplificativo, adeguate informazioni riguardanti:

  1. la forma giuridica dell’azienda ed eventuali trasformazioni verificatesi negli ultimi anni;
  2. la compagine societaria attuale e gli avvicendamenti più significativi avvenuti nel corso degli ultimi anni;
  3. la configurazione del gruppo al quale la società, eventualmente, appartiene ed i principali rapporti tra le società del gruppo;
  4. l’organizzazione attuale e quella più recente, qualora significativamente diversa, con particolare riferimento agli organi amministrativi e di controllo, al management, ecc.;
  5. le sedi in cui viene svolta l’attività;
  6. i fatti rilevanti che possono aver condizionato la vita dell’azienda, in particolare negli ultimi anni;
  7. i bilanci degli ultimi tre esercizi e, se esistenti, delle controllate e controllante.

Analisi della fattibilità del piano

L’esperto deve procedere a verificare l’esistenza dei mezzi e delle risorse necessari per l’esecuzione dell’accordo e il soddisfacimento dei creditori.  L’analisi del piano di ristrutturazione dell’accordo si concentra in particolare:

  • sulla validità delle ipotesi di base del piano;
  • sull’andamento dei flussi di cassa attesi;
  • sull’andamento economico e finanziario dell’impresa in generale.

Un’analisi esaustiva comprende anche l’esame di indicatori extracontabili, quali: l’andamento degli ordini di vendita, il know-how dell’impresa, l’indice di obsolescenza di macchinari e impianti, l’andamento del mercato di riferimento, ecc. In particolare:

  • i vincoli esterni all’azienda sono rappresentati:
    • dalle condizioni economiche e giuridiche dell’ambiente in cui l’azienda opera;
    • dal mercato di sbocco e dalla domanda del prodotto realizzato e/o commercializzato dall’impresa;
    • dai punti di forza e di debolezza dei concorrenti;
    • dalla situazione del mercato del lavoro, della tecnologia e degli altri fattori produttivi;
    • dalla situazione del mercato dei capitali;
  • i vincoli interni all’azienda sono i seguenti:
    • la disponibilità di personale dotato del necessario know how;
    • il possesso di adeguate risorse tecnologiche;
    • la reperibilità di fattori produttivi adeguati;
    • la disponibilità di risorse finanziarie adeguate;
    • la struttura organizzativa interna;
    • le relazioni umane tra i soggetti dell’impresa.

Verifiche specifiche in caso di piani di continuità

Soprattutto nel caso di piani di continuità, l’attestatore verifica che il piano e/o la documentazione esaminata contengano gli elementi in grado di fornire una descrizione del contesto in cui l’azienda opera. A titolo esemplificativo, è utile verificare la presenza di adeguate informazioni riguardanti:

  • l’attività svolta, ovvero i prodotti realizzati e/o i servizi erogati, con particolare riferimento a quelli protetti da marchi e altri diritti sulle opere di ingegno e invenzioni industriali;
  • il posizionamento sul mercato dei prodotti realizzati e/o servizi erogati e la fase alla quale è riconducibile il loro ciclo di vita (introduzione, crescita, maturità, declino);
  • il settore e il mercato in cui l’azienda opera, con particolare riguardo al posizionamento dei propri prodotti/servizi rispetto a quello dei concorrenti e agli elementi distintivi aziendali;
  • il modello di business adottato, la tecnologia impiegata nello svolgimento del processo produttivo, le barriere all’ingresso esistenti, la capacità produttiva attuale e quella utilizzata, le eventuali certificazioni di prodotto e sistemi di qualità aziendale;
  • i canali di approvvigionamento dei principali fornitori e le dinamiche di contrattazione e definizione del prezzo di acquisto con gli stessi;
  • i principali clienti, nonché la loro localizzazione.

Esempi di note da inserire nell’attestazione dei piani di risanamento

  • La redazione del piano, dei bilanci, dei business plan, le ipotesi su cui si basano e la relativa documentazione di supporto sono responsabilità esclusiva del Consiglio di amministrazione della società.
  • Abbiamo ricevuto dal Consiglio di amministrazione della Società una dichiarazione in cui si attesta che ci sono state fornite tutte le informazioni e la documentazione necessarie per valutare l’azienda oggetto della relazione.
  • I dati prospettici, essendo basati su ipotesi di eventi futuri, sono caratterizzati da connaturati elementi di soggettività ed incertezza ed in particolare dalla rischiosità che eventi preventivati ed azioni dai quali traggono origine possono non verificarsi ovvero possono verificarsi in misura e in tempi diversi da quelli prospettati, mentre potrebbero verificarsi eventi ed azioni non prevedibili al tempo della loro preparazione.
  • L’esercizio di una certa discrezionalità con riferimento alle modalità applicative dei metodi selezionati e alla stima dei relativi parametri è un elemento che ricorre ogniqualvolta venga svolto un processo valutativo e può condurre a risultati non coincidenti tra soggetti diversi che si apprestino a valutare la medesima società. Tale discrezionalità, laddove si è resa necessaria nel caso specifico, è stata peraltro opportunamente circoscritta ed esercitata nell’ambito di ragionevolezza e non arbitrarietà, identificando parametri riscontrabili sul mercato e mantenendo la coerenza delle scelte effettuate con le logiche e lo scenario valutativo descritto.

Per maggiori e più ampie analisi si rimanda al documento “Principi di attestazione dei piani di risanamento” qui più volte richiamato.