Riflessioni su editoria e giornalismo

Riflessioni su editoria e giornalismo

La mia prima copertina su ilSole24Ore on line e qualche riflessione sulla “macchina” che sta dietro al giornale.

Il fatto

Pochi giorni fa un mio breve articolo sul recente caso Volkswagen scritto per Econopoly è stato ripreso in homepage de ilSole24ore ed è stato molto apprezzato su Facebook e Twitter. I dati di lettura danno per il solo giorno di pubblicazione (pomeriggio) più di 8.500 visualizzazioni. Il post su facebook de ilSole24Ore ha ottenuto in un solo giorno più di 800 like e 500 condivisioni (più di 130 commenti). A questi ovviamente si devono aggiungere i dati derivanti dai miei profili social, anch’essi rilevanti (relativamente ad un profilo personale) sebbene ovviamente in misura ben minore.

Riflessioni

Tutto ciò mi ha suggerito qualche breve riflessione, sicuramente banali per molti, ma che vorrei condividere con voi e con me stesso ritrovando nel blog la funzione del quaderno degli appunti. Collaborando con diversi editori (e diventandolo in qualche modo io stesso)  sono ormai diventato un appassionato del tema:

  • Tempestività e attualità: conta e conta moltissimo scrivere sul tema del giorno.
  • La forza del brand: scrivo per diverse testate ma nessuna ha la forza de ilsole24ore, un marchio potentissimo.
  • Il mestiere fa la differenza: il responsabile del progetto Econopoly è un giornalista e questo fa la differenza. Gli articoli passano sotto la sua supervisione, discussi con l’autore e corretti. Ha il polso del giornale, valuta se l’argomento è già stato trattato ed in che modo. Le modifiche sono minime (quantità) ma fanno la differenza (qualità). Soprattutto è un meccanismo che responsabilizza molto l’autore nel postare contenuti di qualità: meno e meglio. Percepisci il valore della “macchina ” e ti ricorda che forma è sostanza.
  • L’importanza del titolo: è ilSole24ore che sceglie il titolo (come è prassi nei giornali). È stata una gradita sorpresa nonostante il timore iniziale di perdita di controllo sul contenuto. Non sempre i titolisti sono così rispettosi dell’autore. In particolare ho riflettuto molto su quanto i titoli di un blog siano schiavi dei motori di ricerca (parole chiave, ecc) cosa che invece non accade in realtà che soffrono meno di questi problemi.

L’editoria oggi ha una strategia che non fa altro che comunicare al lettore la mortificazione del giornalista:

  • gli editoriali spesso sono affidati a professori, economisti, ambasciatori, ecc;
  • molti giornali hanno una linea partigiana ed urlata che non li differenzia poi molto da un qualunque blog personale;
  • l’infinito numero di articoli pubblicati in un giornale salvo poi lamentarsi che mancano soldi per le inchieste ecc;
  • il sottovalutato lavoro di redazione che consente un costante “controllo di qualità “. Soprattutto quest’ultimo aspetto non lo nascondo lo sto scoprendo ultimamente e lo trovo straordinariamente sottovalutato. I miei articoli per ilSole24Ore, dopo un llimitato labor limae, acquistano una forza che altrimenti non avrebbero;

Modello di business

Fare giornalismo oggi significa muoversi in un business estremamente complicato ma ci si ostina a voler snaturare una bellissima professione quando probabilmente bisognerebbe tornare al vecchio “mestiere ” ricercando il fatturato non più solo nella pubblicità classica (oggi in parte distorta da internet e dalla rincorsa al click che non necessariamente significa conversione, il problema è anche di maturità di agenzie e inserzionisti) ma nell’organizzazione del contenuto ( banche dati? Google non fa poi questo di mestiere ? Ecc) e nella proposta di convegni (gestione, organizzazione e copertura stampa di eventi organizzati anche da terzi), formazione ecc.
Tutte cose che già oggi si fanno (ilSole24Ore in primis) ma non tutti e forse non in maniera così strutturata ed organica. Si tende ancora a pretendere che il fatturato venga esclusivamente dal giornale e non da attività collaterali che probabilmente diventeranno più redditizie. Il futuro sarà in community verticali molto profilate. Il giornale dovrà tornare alla qualità ed alla difesa del marchio.

Analoghe riflessioni si potrebbero fare per il mondo delle professioni economiche su cui, forse più avanti, occorrerà confrontarsi.

Iscriviti alla nostra Newsletter

Posizione finanziaria netta

Posizione finanziaria netta

Posizione finanziaria netta è un articolo pubblicato su Mysolution e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

Il recente documento sulla Posizione finanziaria netta della Fondazione Nazionale dei Commercialisti ci fornisce l’occasione per approfondire un tema complesso e spesso sottovalutato sia nella gestione che nella valutazione d’azienda. La posizione finanziaria netta è considerata nell’OIC 6 un indicatore alternativo di risultato. Né i principi contabili nazionali, né quelli internazionali IAS/IFRS, ne specificano la modalità di calcolo.

 

Il recente documento sulla Posizione finanziaria netta della Fondazione Nazionale dei Commercialisti ci fornisce l’occasione per approfondire un tema complesso e spesso sottovalutato sia nella gestione che nella valutazione d’azienda. La posizione finanziaria netta è considerata nell’OIC 6 un indicatore alternativo di risultato. Né i principi contabili nazionali, né quelli internazionali IAS/IFRS, ne specificano la modalità di calcolo.

La dottrina economico-aziendale ha fornito negli anni posizioni interpretative non del tutto collimanti tra loro che hanno condotto alla formulazione di differenti configurazioni di Posizione finanziaria netta.

In aiuto ci può venire in realtà l’ OIC 6 – ristrutturazione del debito ed informativa di bilancio che ci fornisce qualche indicazione maggiore. Nel dettaglio, lo standard OIC 6 precisa che “ La posizione finanziaria netta (o indebitamento finanziario netto) è calcolata come somma algebrica tra le seguenti grandezze:

  • la posizione finanziaria corrente netta (o indebitamento finanziario corrente netto), calcolata come sommatoria tra le disponibilità liquide, i crediti finanziari correnti e le altre attività finanziarie correnti al netto dei debiti bancari correnti, della parte corrente dell’indebitamento non corrente e degli altri debiti finanziari correnti;
  • la posizione finanziaria non corrente (o indebitamento finanziario non corrente), calcolata come sommatoria tra i debiti bancari non correnti, le obbligazioni emesse e gli altri debiti finanziari non correnti”.

Al fine di fare chiarezza in materia la Fondazione Nazionale Commercialisti ha prodotto un documento per evidenziare come il valore segnaletico del suddetto indicatore in aggiunta ad altri, possa costituire un importante elemento diagnostico sullo stato di salute dell’impresa, con particolare attenzione all’aspetto finanziario e patrimoniale.

La posizione finanziaria netta consente di valutare non solo il livello complessivo di indebitamento dell’impresa e la solidità della struttura patrimoniale, ma anche la capacità di restituzione del debito quando l’indicatore viene rapportato al fatturato.

L’analisi congiunta della posizione finanziaria netta e del rendiconto finanziario aziendale consentono sia analisi previsionali sia la valutazione di nuovi progetti di investimento e di sopportabilità del debito. Secondo quanto previsto dagli IAS, le informazioni così ottenute sono utili per accertare la capacità dell’impresa di produrre le disponibilità liquide ed i mezzi equivalenti necessari alla sopravvivenza dell’impresa, per determinare la necessità del loro impiego e per migliorare la confrontabilità dei risultati operativi tra imprese diverse, in quanto il documento elimina gli effetti dell’impiego di trattamenti contabili differenti riferiti ai medesimi fatti ed operazioni.

Da non sottovalutare inoltre la funzione della posizione finanziaria netta nella valutazione d’azienda (in particolar modo nei metodi dinamici e nei multipli).

Per approfondire

Scarica: La posizione finanziaria netta quale indicatore alternativo di performance

Scarica: L’iscrizione degli indicatori nella relazione sulla gestione – La posizione finanziaria netta

Scarica: OIC 6 – ristrutturazione del debito ed informativa di bilancio

Iscriviti alla nostra Newsletter

Quando i manager diventano imprenditori

Quando i manager diventano imprenditori

Oggi, pur in un periodo fiscalmente complesso, una bella notizia: un manager di un mio vecchio cliente che da diversi anni per vari motivi non seguo più ( scelte della vecchia proprietà da noi non condivise, nuovi consulenti, fallimento della holding e di molte controllate) mi ha chiamato per avvisarmi che alcuni manager hanno finalmente comprato le quote dell’azienda in cui lavorano.

E’, credo, l’unica controllata della holding ancora in bonis (un Gruppo, la classica multinazionale tascabile, con cui ho lavorato molto quando ero ancora praticante e neoabilitato e a cui devo molto professionalmente). Hanno fatto un percorso difficile e faticoso per risanare una situazione finanziaria complicata ma hanno festeggiato ieri il giro di boa.

Hanno superato ostacoli non banali come nome e soci legati ad un fallimento che ha avuto ampia eco nella zona ed in parte anche a livello nazionale (basti pensare alla fatica di doversi costantemente relazionare con il tribunale, di dover ricostruire i rapporti con le banche, con i clienti, ecc).

Hanno puntato tutto sulle loro capacità, sulle competenze accumulate in questi anni e sulla forza di saper lavorare a testa bassa.

Ha voluto dirmelo di persona e ringraziarmi per qualche modesto suggerimento dato in questi anni difficili, per festeggiare con loro la rinascita di una bella impresa. Io in realtà temo non di aver fatto granché ma sono particolarmente felice per diversi motivi motivi:

  1. è una bella realtà e quando si salvano le aziende e si conservano posti di lavoro è già di per se una bella cosa;
  2. in quel Gruppo ho lavorato molto e molto sono cresciuto professionalmente. Non è facile avere clienti che ti facciano crescere come è accaduto a me. Sono ancora grato a quella azienda per le straordinarie opportunità che mi ha offerto ed ancora ricordo sorridendo le notti ed i we passati sui fogli d’Excel di qualche operazione straordinaria (in particolare ricordo un 26 o 27 dicembre 2003 passato in autostrada per raggiungerli, davanti a passo d’uomo lo spazzaneve, a fianco unica altra auto quella di un mio collega per lavorare ad uno dei primi LBO post riforma….);
  3. ricordo soprattutto una grande professionalità ed attenzione del controller del gruppo per i suoi ragazzi. In una delle prime operazioni fatte con loro chiedemmo un supplemento di  informativa per terminare con urgenza una scissione. Per fornirci i dati fu costretto a stressare la struttura (e se stesso) per una decina di giorni con orari faticosissimi. Quando il venerdì definimmo il progetto, apportando qualche modifica di piccola entità, mi stupìi molto nel vederlo convocare tutto il team per il sabato mattina, il primo sabato, dopo credo più di un mese, che avrebbero potuto passare in famiglia e non in azienda. Intuendo il mio stupore mi rispose con un sorriso più o meno cosi:

Andrea i ragazzi hanno lavorato duramente per darvi dati precisi ed attendibili, è giusto rispettare il loro lavoro ed illustrare subito le correzioni, devono sempre avere chiara la percezione che i dati sono importanti e devono essere corretti e tempestivi. Meglio farlo subito.

 Per me fu un grande insegnamento che conservo ancora oggi.

Una bella storia di impresa, una sfida che si rinnova oggi sommando alla gestione la proprietà, con i manager che diventano imprenditori e stupiscono, contro tutto e contro tutti!

Quanto sa essere bella questa professione a volte. Quanto può ancora sorprendere questo Paese.

Iscriviti alla nostra Newsletter

PMI e startup innovative

PMI e startup innovative

Pareri e ultimi chiarimenti

Articolo PMI e startup innovative, pareri e ultimi chiarimenti pubblicato su Mysolution e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

Il Legislatore attraverso le agevolazioni riservate alle StartUp Innovative ed alle PMI Innovative intende promuovere la crescita sostenibile e la diffusione di una nuova cultura imprenditoriale più incline ad attingere dal mondo della ricerca e dell’università e ad aprirsi ai flussi internazionali di capitale umano e finanziario. Raccogliamo e segnaliamo una serie di pareri emessi dal Ministero per lo Sviluppo Economico di sicuro interesse per imprenditori, finanziatori e professionisti.

Le piccole e medie imprese rappresentano la spina dorsale del sistema economico e produttivo nazionale. Il Legislatore attraverso le agevolazioni riservate alle StartUp Innovative ed alle PMI Innovative intende promuovere la crescita sostenibile e la diffusione di una nuova cultura imprenditoriale più incline ad attingere dal mondo della ricerca e dell’università e ad aprirsi ai flussi internazionali di capitale umano e finanziario. Proponendosi di sostenere in modo ancora più massiccio e pervasivo la propagazione di innovazioni di tipo tecnologico all’interno del tessuto produttivo nazionale parte delle agevolazioni già previste già previste a beneficio delle startup innovative sono state ampliate ad una platea di imprese potenzialmente molto più vasta: le PMI innovative, vale a dire tutte le piccole e medie imprese che operano nel campo dell’innovazione tecnologica, a prescindere dalla data di costituzione, dall’oggetto sociale e dal livello di maturazione.

 Per rimanere informato iscriviti alla nostra NewsLetter

Raccogliamo e segnaliamo una serie di pareri emessi dal Ministero per lo Sviluppo Economico di sicuro interesse per imprenditori, finanziatori e professionisti.

PMI e startup innovative. Adempimenti informativi sui soci in caso di polverizzazione della compagine sociale (equity crowdfunding)

Il parere risponde a un quesito in merito al deposito del curriculum vitae dei soci per una società che effettua una campagna di equity crowdfunding e presenta quindi un azionariato diffuso. Chiarisce in merito agli obblighi informativi sui soci previsti rispettivamente dall’art. 4, comma 3, lett. h) del D.L 3 del 2015 “Investment Compact” e dall’art. 25, comma 12, lett. g), del D.L.179 del 2012, che essi si limitano ai cd. “soci rilevanti”.

Parere 2 settembre 2015 (pdf, 239 kb)

PMI e startup innovative. Adempimenti informativi sui soci in caso di quotazione su piattaforma multilaterale di negozazione

Il parere risponde a un quesito in merito agli obblighi informativi sui soci per una PMI innovativa quotata su una piattaforma multilaterale di negoziazione, chiarendo la disciplina dell’art. 4, comma 3, lett. h) del D.L 3 del 2015 “Investment Compact”.

Il principio di trasparenza viene temperato per i soci non rilevanti.

Si applica per similitudine anche alle startup innovative, tipicamente per quelle che effettuano campagne di equity crowdfunding.

Parere 2 settembre 2015 (pdf, 210 kb)

Startup innovativa. Affitto d’azienda o ramo d’azienda

Il parere risponde a un quesito in materia di startup di impresa, in particolare riguardo il caso di una società operante nell’ambito oggettivo della innovazione tecnologica, che non disporrebbe, tuttavia, del requisito soggettivo dettato dall’articolo 25, comma 2, lett. g) del D.L. 179 del 2012, che afferma «g) non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda », in quanto trattasi di s.r.l., già costituita, che si renderebbe affittuaria di un’azienda.

Parere 3 settembre 2015 (pdf, 224 kb)

PMI innovative. Cinque chiarimenti sulla certificazione del bilancio

Il parere risponde a cinque quesiti sulla certificazione del bilancio, requisito fondamentale per il riconoscimento delle PMI innovative.

Parere 3 settembre 2015 (pdf, 297 kb)

PMI e startup innovative. Requisito dei costi in attività di R&S, immobilizzazioni immateriali; poteri di verifica della Camera di commercio

Il parere chiarisce che le immobilizzazioni immateriali sono annoverabili tra le attività di ricerca e sviluppo ai fini del conseguimento del relativo requisito ai fini del riconoscimento di PMI innovative e, per similitudine, di startup innovative. Precisa inoltre il perimetro dei poteri di verifica sul possesso dei requisiti da parte delle camere di commercio.

Parere 3 settembre 2015 (pdf, 236 kb)

PMI e startup innovative. Requisiti soggettivi e oggettivi: nozione di collaboratore a qualsiasi titolo ed esclusione dei marchi

Il parere risponde a molteplici quesiti in merito ai requisiti soggettivi e oggettivi per l’iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese dedicata alle PMI innovative. Per similitudine, il parere, che chiarisce la nozione di collaboratore a qualsiasi titolo (requisito soggettivo) ed esclude i marchi dalle forme di tutela della proprietà intellettuale rilevanti ai fini del requisito oggettivo, si applica anche alle startup innovative.

Parere 4 settembre (pdf, 238 kb)

 

 Per rimanere informato iscriviti alla nostra Newsletter

 

Guida operativa all’ attività di vigilanza del Collegio Sindacale

Guida operativa all’ attività di vigilanza del Collegio Sindacale

Articolo Guida operativa all’ attività di vigilanza del Collegio Sindacale pubblicato su Mysolution e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.

La Commissione Collegio Sindacale dell’ODCEC di Roma ha elaborato la Guida operativa “Attività di vigilanza del Collegio sindacale delle società non quotate nell’ambito dei controlli sull’assetto organizzativo” al fine di fornire ai Sindaci un valido ausilio per lo svolgimento dei compiti di vigilanza loro affidati dalla legge

La Commissione Collegio Sindacale dell’ODCEC di Roma ha elaborato la Guida operativa “Attività di vigilanza del Collegio sindacale delle società non quotate nell’ambito dei controlli sull’assetto organizzativo” al fine di fornire ai Sindaci un valido ausilio per lo svolgimento dei compiti di vigilanza loro affidati dalla legge, individuando ed analizzando le verifiche che il Collegio Sindacale potrà e dovrà compiere per vigilare sull’adeguatezza e sul concreto funzionamento dell’assetto organizzativo.

Un assetto organizzativo è adeguato quando è in grado di garantire lo svolgimento delle funzioni aziendali. Si basa sulla separazione e contrapposizione di responsabilità nei compiti e nelle funzioni e sulla chiara definizione delle deleghe e dei poteri di ciascuna funzione.

Un assetto organizzativo adeguato presenta una struttura compatibile con le dimensioni e con la complessità della Società, nonché con la natura e le modalità di perseguimento dell’oggetto sociale.

Nel vigilare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, il Collegio Sindacale non potrà prescindere dall’appropriata verifica e dall’attenta analisi della tipologia e della natura dei controlli insiti nelle procedure operative aziendali, ponendo particolare attenzione alla loro esistenza ed efficacia (intesa quest’ultima come attitudine a rilevare ogni deviazione rispetto alle direttive fissate dagli organi di governo societario), tenuto anche conto delle dimensioni, della complessità e della struttura aziendale.

Ai fini della valutazione dell’adeguatezza dell’assetto organizzativo, il documento suggerisce al Collegio Sindacale di verificare, in particolare, se il sistema organizzativo adottato dalla Società sia in grado di:

  • individuare in maniera sufficientemente chiara e precisa le funzioni, i compiti e le linee di responsabilità;
  • garantire – mediante adeguate procedure e concrete modalità operative – che l’attività decisionale e direttiva della Società sia effettivamente esercitata dai soggetti ai quali sono attribuiti i relativi poteri;
  • prevedere e applicare procedure che assicurino la presenza di personale con adeguata competenza a svolgere le funzioni ad esso assegnate;
  • implementare le direttive e le procedure aziendali in modo da garantire un costante aggiornamento di queste ultime, nonché l’effettiva diffusione delle stesse tra il personale dipendente.

Particolare attenzione viene posta alle verifiche relative al sistema informatico aziendale che in questi ultimi decenni ha assunto un’importanza via via crescente per l’impresa. Saranno necessari un’attenta analisi e un efficace monitoraggio dell’assetto organizzativo della Società, un costante aggiornamento delle procedure e dei processi adottati dalla Società, nonché un tempestivo superamento dei punti di debolezza eventualmente riscontrati.

il Collegio Sindacale, dovrà sollecitare gli amministratori affinché provvedano ad adottare le opportune azioni correttive dell’assetto organizzativo e, in caso di inerzia, eserciterà, se ne ricorrono i presupposti, le iniziative previste dalla legge per la rimozione delle violazioni riscontrate.

Per approfondire

Consulta la Guida operativa all’ attività di vigilanza del Collegio Sindacale

School bonus

School bonus

Sconti fiscali per le donazioni

Articolo School bonus: sconti fiscali per le donazioni  pubblicato su Mysolution e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

Il legislatore prevedendo un bonus fiscale per le erogazioni liberali a favore degli istituti del sistema nazionale di istruzione ha voluto in qualche modo replicare quanto previsto per l’“art bonus” che, come è noto, riconosce un credito di imposta per favorire le erogazioni liberali, effettuate esclusivamente in denaro, a favore del turismo e della cultura.

La legge 107/2015 (“riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione”), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 15 luglio prevede tra le altre novità un bonus fiscale per le erogazioni liberali a favore degli istituti del sistema nazionale di istruzione.

Il legislatore ha voluto in qualche modo replicare quanto previsto per l’“art bonus” che, come è noto, riconosce un credito di imposta per favorire le erogazioni liberali, effettuate esclusivamente in denaro, a favore del turismo e della cultura.

L’articolo 1, comma 145, della legge 107/2015 (in vigore dal 16/07/2015), prevede:

“Per le erogazioni liberali in denaro destinate agli investimenti in favore di tutti gli istituti del sistema nazionale di istruzione, per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e per il sostegno a interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti, spetta un credito d’imposta pari al 65 per cento delle erogazioni effettuate in ciascuno dei due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014 e pari al 50 per cento di quelle effettuate nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016.”

Requisiti soggettivi

Il credito d’imposta è riconosciuto alle persone fisiche nonchè agli enti non commerciali e ai soggetti titolari di reddito d’impresa e non è cumulabile con altre agevolazioni previste per le medesime spese.

Tre quote annuali di pari importo

Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo. Ad esempio, il credito maturato nel 2015, di ammontare pari a 90, sarà utilizzabile nel 2016, nel 2017 e nel 2018, con il tetto massimo annuale di 30.

Importo massimo agevolabile

Le spese di cui al comma 145 sono ammesse al credito d’imposta nel limite dell’importo massimo di euro 100.000 per ciascun periodo d’imposta.

Credito utilizzabile in compensazione

Per i soggetti titolari di reddito d’impresa, il credito d’imposta, ferma restando la ripartizione in tre quote annuali di pari importo, è utilizzabile tramite compensazione tramite modello F24 ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Pubblicità

I soggetti beneficiari devono provvedere a dare pubblica comunicazione dell’ammontare delle erogazioni ricevute, nonchè della destinazione e dell’utilizzo delle erogazioni stesse tramite il proprio sito web istituzionale, nell’ambito di una pagina dedicata e facilmente individuabile, e nel portale telematico del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

 

Patent box

Patent box

Tassazione agevolata sui redditi derivanti dalle opere di ingegno (marchi e brevetti).

E’ in corso pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il decreto di attuazione del cosiddetto “Patent Box“, firmato dal Ministro per lo Sviluppo Economico Federica Guidi e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan.

Le norme sul Patent Box, introdotte nella legge di stabilità per il 2015, prevedono una tassazione agevolata sui redditi derivanti dalle opere di ingegno (marchi e brevetti).

La proprietà intellettuale oggetto del Patent Box è estremamente ampia:

  1. brevetti di tutti i tipi (invenzioni, modelli, nuove varietà vegetali , biotecnologie e topografie di prodotti a semiconduttori);
  2. software registrato con il copyright (e quindi non brevettato);
  3. marchi;
  4. disegni e modelli;
  5. know how.

L’agevolazione consiste in una deduzione pari al 30% nel 2015, al 40% nel 2016 e al 50% dal 2017 di tali redditi. Il decreto di attuazione stabilisce l’ambito di applicazione delle misure, i soggetti beneficiari, fissa i criteri per la determinazione del reddito agevolabile e le modalità per l’opzione del regime fiscale agevolato che dura cinque anni ed è rinnovabile.

E’ già in vigore, invece, il decreto che rende operativo il credito d’imposta sulle spese in ricerca e sviluppo (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 luglio 2015), che rientra anch’esso nella strategia di “Finanza per la crescita”.

Allegati