Piccole riflessioni su un mondo che cambia

Piccole riflessioni su un mondo che cambia

Panatino, lego, Halloween, teatro ed altre riflessioni in ordine sparso

Il fine settimana è il momento in cui pensieri e riflessioni trovano il tempo di decantare. In questi giorni ho avuto diverse cose su cui riflettere, piccole cose sia chiaro, ma che non voglio perdere e come di consueto proverò a fissare qui più per me che per il lettore e di questo me ne scuso. Mi rendo conto che è un post lungo, apparentemente disorganico ma credo che ritroverà unità e chiarezza nelle conclusioni.

Halloween

In Italia tutto è divisione, tutto contribuisce a formare schieramenti. Vedo molti amici criticare una festa americana, imposta, soppiantare le feste cattoliche. Mio figlio potrà giocare a dolcetto scherzetto ma in questo fine settimana è andato a visitare la tomba del nonno per la prima volta accompagnato da mia madre e mio fratello. E come tradizione porterà un fiore al bisnonno ed altri parenti sepolti al Monumentale, ascoltandone la storia e passeggiando in silenzio tra tombe di soldati ed eroi. Ancora forse non comprende tutto ma non vi nascondo la mia commozione che si rinnova ogni volta. Forse basta questo, regalare tempo ed emozioni.

Per noi in famiglia non c’è mai stata l’attesa dei dolci ( salvo un laico pane dei morti preso dal panettiere) o dei regali. È sempre stato un momento di forte legame coi valori familiari, di orgoglio di appartenenza, di ricordi di chi non c’è più e di consapevolezza di una storia di cui facciamo parte. Forse è sempre stata una cosa da uomini, anche nelle confessioni più private che avevano luogo in questi giorni. Momenti di fragilità e di forza preziosissimi nella mia educazione.

Lego, amore e fantasia

Non amo ricevere regali e così quando arriva il momento del compleanno chiedo sempre al panatino , desideroso di stupire il papà, di comprarmi un gioco. Questa volta ho chiesto dei lego ma quelli classici, lo scatolone coi mattoncini. Tutti mi hanno guardato strano ma le attuali scatole dei lego sono troppo complicate e ti costringono a costruire astronavi, ecc armato di potenti istruzioni. Nei miei ricordi di bambino, nonostante la passione per tutta la collezione della base spaziale che ancora conservo, i lego sono sempre stati legati alla fantasia, alla libertà di costruire, smontare e ricostruire. Senza vincoli. Ed è molto più divertente giocare così con panatino.

Troppo spesso oggi rinunciamo alla libertà di sognare per inseguire progetti complicati imposti o auto imposti.

La vanità rischia a volte di compromettere la libertà. E non parlo solo di giochi.

Il rischio inaspettato di un grande successo d’immagine

Sono molto felice per il grande successo teatrale del Cirano di Corrado d’Elia al Teatro Litta. So quanto gli attori abbiano lavorato per questo e vedere il costante aggiungersi di repliche straordinarie è davvero una grande emozione. Quando mi riferisco al “successo inaspettato” non è certo quello dello spettacolo che da anni macina trionfi su trionfi. Ma al successo dell’uso dell’immagine.

Vi suggerisco di vedere questo breve video. Il Teatro è per me una grande ed inaspettata fonte di ispirazione.

a. Disciplina

Un attore/regista che ha il coraggio di rimproverare il pubblico (p minuscola) per rispettare il Pubblico (P maiuscola). Perché come dissi tempo fa “ci vuole disciplina per viver di poesia”. Proprio nella parola disciplina sta il primo insegnamento: più ci discostiamo dalle strade battute, più innoviamo, più ci vuole disciplina, più dobbiamo essere bravi.

b. Immagine

La seconda riflessione è nel ruolo che la “fotografia” ha nel teatro di Corrado. Un ruolo potente, evocativo, quasi cinematografico, tanto da spingere gli spettatori (contro ogni regola e buona educazione) a fotografare gli attori disturbando lo spettacolo. In questo caso sono vittima del loro successo. Del loro esser stati tremendamente bravi nel lavorare sull’immagine (non a caso a teatro prima dello spettacolo è possibile visitare una bellissima mostra fotografica sui 20 anni di rappresentazioni). Bisognerà rifletterci.

c. Concentrazione

La terza riflessione è sulla difficoltà che abbiamo per colpa di internet di mantenere la nostra concentrazione. Il Teatro è agli antipodi e ne sconta il prezzo. Forse però ciò che è un limite può diventare un punto di forza straordinario su cui costruire. Tornando alla fantasia, ai tempi lunghi, al lego classico.

 

Senza polemiche, rimboccandosi le maniche

Nel dramma del terremoto vi propongo questo articolo che mi ha colpito molto per l’atteggiamento propositivo:

“La terra è materia viva, non può stare ferma. Norcia fu distrutta dal terremoto del 1702. La ricostruiremo come fecero i nostri antenati. E poi trovo straordinario che sia rimasta in piedi la facciata, col il suo rosone e le statue di Benedetto e di sua sorella, Santa Scolastica. Dopo questa catastrofe, anche la regola benedettina ritroverà nuovo slancio”.

Morale della favola

Piccole riflessioni su un mondo che cambia ma che mi insegnano a ripartire dai fondamentali: a ripartire dalla regola Benedettina per ricostruire la basilica, a riscoprire i tempi lunghi, la fantasia, la libertà di non seguire le istruzioni. Il coraggio di chiedere rispetto per il proprio lavoro e preservarlo anche dalla propria vanità e dal proprio successo. La consapevolezza di dover tornare a fare le cose difficili.

 

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Le sinergie nella valutazione d’azienda

Le sinergie nella valutazione d’azienda

Uno degli elementi caratterizzanti la Valutazione d’azienda è la presenza di un Piano che assume il realizzarsi di un significativo cambiamento nell’assetto strategico e industriale della società oggetto dell’acquisizione. Il management della società acquirente prevede spesso di poter realizzare sinergie, sia sul fronte dei costi, sia su quello dei ricavi. Purtroppo l’esperto deve tener conto che altrettanto spesso le sinergie delineate nel piano iniziale appaiono sovrastimate. Articolo pubblicato su Mysolution| Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.

Strategia realizzata ed intenzionale

Uno degli elementi caratterizzanti la Valutazione è la presenza di un Piano che assume il realizzarsi di un significativo cambiamento nell’assetto strategico e industriale delle società oggetto di compravendita. Si può quindi parlare di due diverse strategie:

  • la strategia realizzata o operante, che caratterizza le due società al momento dell’operazione di acquisizione;
  • la strategia intenzionale – come presentata nel Business Plan – basata sulla realizzazione di un significativo cambiamento dell’assetto strategico e rivolta ad ottenere risultati economici e finanziari superiori a quelli consentiti dalla strategia operante.

Analisi del Piano: elementi da analizzare (PIV)

  • l’attività svolta, ovvero i prodotti realizzati e/o i servizi erogati, con particolare riferimento a quelli protetti da marchi e altri diritti sulle opere di ingegno e invenzioni industriali;
  • il posizionamento sul mercato dei prodotti realizzati e/o dei servizi erogati e la fase alla quale è riconducibile il loro ciclo di vita (introduzione, crescita, maturità, declino);
  • il settore e il mercato in cui l’impresa opera, con particolare riguardo al posizionamento dei propri prodotti/servizi rispetto a quello dei concorrenti e agli elementi distintivi aziendali;
  • il modello di business adottato, la tecnologia impiegata nello svolgimento del processo produttivo, le barriere di ingresso esistenti, la capacità produttiva attuale e quella utilizzata, le eventuali certificazioni di prodotto e di sistemi di qualità aziendale;
  • i canali di approvvigionamento dei principali fornitori, le dinamiche di contrattazione e di definizione del prezzo di acquisto con gli stessi;     
  • i principali clienti, nonché la loro localizzazione.

Sinergie

Il management della società acquirente prevede spesso di poter realizzare, a valle dell’integrazione delle società acquisite, talune sinergie, sia sul fronte dei costi, sia su quello dei ricavi. Purtroppo l’esperto deve tener conto che altrettanto spesso “[..]le sinergie delineate nel piano iniziale e valutate nella loro interezza [..]appaiono leggermente sovrastimate in termini di valore generato e sfidanti in termini di tempistica”.

Valutazione d’azienda in caso di sinergie

  • il valore attuale delle sinergie deve essere aggiunto al valore delle società nel caso quest’ultimo sia stato ottenuto mediante metodi che tradizionalmente conducono a valori on a stand alone basis:
    • quali ad esempio il metodo basato sulla attualizzazione dei flussi di risultato attesi dalle società o
    • il metodo basato sulla considerazione di multipli desunti da società quotate comparabili
  • mentre non deve essere considerato, per evitare errori di duplicazione, nel caso di valori ottenuti con metodi che implicitamente già riconoscono e valorizzano l’esistenza di un certo ammontare di sinergie derivanti da operazioni di acquisizione, come nel caso dei valori ottenuti con il metodo dei multipli desunti da operazioni di acquisizione comparabili.

Criticità: evoluzione della strategia

  • Esistenza di un significativo divario tra le performance connesse alla strategia operante e quelle attese dalla strategia intenzionale prevista a Piano.

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RAVVEDIMENTO OPEROSO

RAVVEDIMENTO OPEROSO

Ravvedimento operoso e regolarizzazione delle dichiarazioni con errori o presentate in ritardo.

 

Con la circolare del 12 ottobre 2016, n. 42/E, l’Agenzia delle Entrate fornisce ulteriori chiarimenti in merito all’istituto del ravvedimento operoso, disciplinato dall’art.13 del D.lgs. n.472/1997 e profondamente modificato dalla c.d. legge di Stabilità 2015 (L. n.190/2014). Articolo pubblicato su Mysolution| Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.

Il ravvedimento operoso è un istituto che permette ai contribuenti di sanare la propria posizione con il fisco attraverso la regolarizzazione dei versamenti di imposte omessi o insufficienti e di altre irregolarità fiscali, beneficiando della riduzione delle sanzioni. Si tratta, quindi, di un istituto che mira a favorire la collaborazione tra fisco e contribuenti e contemporaneamente combattere l’evasione fiscale.

Il ravvedimento operoso è consentito a tutti i contribuenti, purché, ai sensi dell’art.13, co.1, D.lgs. n.472/97:

  • La violazione non sia stata già constatata;
  • Non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati abbiano avuto formale conoscenza.

Tale preclusione non opera per i tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate, salva la notifica degli atti di liquidazione e di accertamento (comprese le comunicazioni da controllo automatizzato e formale delle dichiarazioni).

Il comma 1-quarter precisa, inoltre, che il pagamento e la regolarizzazione non precludono l’inizio o la prosecuzione di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo e accertamento.

Il ravvedimento operoso si perfeziona ( anche parzialmente) solo all’esito di un procedimento complesso:

  • Regolarizzazione del comportamento (versamento del tributo);
  • Versamento degli interessi, calcolati al tasso legale annuo, dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito;
  • Versamento delle sanzioni.

Non è necessario che ciò avvenga in un unico momento, potendo il versamento della sanzione ridotta essere successivo a quello del versamento del tributo e/o interessi.

Ai fini della determinazione della riduzione rileva il momento in cui la sanzione è effettivamente regolarizzata

I contribuenti che decidono di avvalersi del ravvedimento beneficiano di una riduzione della sanzione normalmente applicabile, che varia a seconda della tipologia di violazione commessa e del momento in cui si regolarizza la propria situazione.

Per prima cosa, bisogna effettuare una divisione temporale entro la quale l’istituto del ravvedimento operoso trova applicazione: si distingue tra violazioni dichiarative configurabili nei primi novanta giorni e quelle configurabili decorsi novanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione.

Violazioni dichiarative configurabili nei primi novanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione

L’introduzione della lettera a)-bis al co.1 del D.lgs.472/97 attribuisce nuovo valore alla distinzione concettuale tra dichiarazione integrativa e dichiarazione tardiva, attribuendo uno specifico valore all’errore connesso al contenuto della dichiarazione originaria, distinguendolo dall’errore inerente al ritardo nella sua presentazione.

La circolare 42/E precisa che la dichiarazione integrativa presentata entro novanta giorni rimane comunque idonea a sostituire quella presentata nei termini ordinari, nonostante venga sanzionata come irregolare.

L’Agenzia delle entrate opera una successiva distinzione delle sanzioni applicabili a seconda che si tratti di errori rilevabili ovvero non rilevabili in sede di controllo automatizzato o formale.

Dichiarazione integrativa per correggere errori non rilevabili in sede di controllo automatizzato o formale.

In questi casi, non si applica la sanzione prevista per la tardività, ex art.1, co.1 del Dlgs. 471/97, ma quella prevista al successivo art.8, in base alla quale: “fuori dai casi di infedeltà dichiarativa (…) si applica la sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000”. Rimane ferma la necessità di regolarizzare anche l’eventuale omesso versamento.

Se l’omissione o l’incompletezza riguardano i dividendi o le plusvalenze relativi a partecipazioni detenute da imprese o enti esteri localizzati in Stati o territori a fiscalità privilegiata, la sanzione è pari al 10% dei dividendi e delle plusvalenze conseguiti dal soggetto residente e non indicati, con un minimo di euro 1.000 (art.8, co.3-ter).

Dichiarazione integrativa per correggere errori rilevabili in sede di controllo automatizzato o formale.

In questi casi la sola sanzione applicabile è quella per omesso versamento ex art.13 D.lgs. n.471/97,pari al 30% di ogni importo non versato.

Rimane ferma la possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso applicando le sanzioni previste in base al momento in cui interviene il versamento.

Dichiarazione tardiva

La dichiarazione tardiva presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine ordinario è soggetta ad una sanzione fissa pari a 250€, fatta salva la sanzione per omesso versamento nel caso in cui vi sia anche un carente o tardivo versamento del tributo emergente dalla dichiarazione stessa.

La sanzione fissa per la tardività (250 €) può essere ridotta a 1/10 in sede di ravvedimento operoso (art.13, co.1, lettera c, D.lgs.472/97).

Violazioni dichiarative configurabili decorsi novanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione.

Dichiarazione integrativa per correggere errori non rilevabili in sede di controllo automatizzato o formale.

Le violazioni consistenti in errori non rilevabili mediante controlli automatizzati o formali, decorsi novanta giorni, si configurano come violazioni di infedele dichiarazione, per le quali dal 01/01/2016 è prevista una sanzione compresa tra il 90% e il 180% della maggiore imposta dovuta o della differenza del credito utilizzato.

Rimane ferma la possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso applicando le sanzioni previste in base al momento in cui interviene il versamento.

Tali disposizioni si applicano esclusivamente alle violazioni costituenti sin dall’origine infedeltà dichiarativa; mentre per la violazione configurabile come mera irregolarità dichiarativa, trova applicazione la sanzione prevista dal citato art.8.

Inoltre, in sede di ravvedimento, sono dovute in modo autonomo le sanzioni ridotte per le c.d. violazioni prodromiche (ad esempio l’omessa fatturazione), non essendo applicabile il principio del cumulo giuridico ex art.12 del D.lgs. n. 472/97.

Trattamento dell’acconto omesso o carente

La fattispecie dell’insufficiente o omesso versamento dell’acconto si perfeziona solo nel momento in cui questo non viene versato entro i termini di scadenza previsti, essendo estranea alla dichiarazione che semplicemente ne determina l’ammontare.

Quindi, se l’importo versato per gli acconti è commisurato a quello determinato nella dichiarazione vigente al momento del versamento, il contribuente non potrà essere sanzionato per carente versamento.

Dichiarazione integrativa per correggere errori rilevabili in sede di controllo automatizzato o formale

In questa situazione si applica la sanzione per omesso versamento ex art.13 D.lgs.471/97, pari al 30% di ogni importo non versato.

Rimane ferma la possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso applicando le sanzioni previste in base al momento in cui interviene il versamento.

Dichiarazione omessa

  • La mancata presentazione della dichiarazione entro novanta giorni dalla scadenza del termine ordinario comporta l’applicazione della sanzione prevista per l’omessa presentazione della dichiarazione, compresa tra il 120% e il 240% dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di €250.

Se non sono dovute imposte, si applica la sanzione da €250 a €1.000.

  • Se l’omessa dichiarazione è presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, e prima dell’inizio di qualsiasi attività amministrativa di accertamento di cui abbia avuto formale conoscenza, si applica la sanzione dal 60% al 120% dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di €200.

Se non sono dovute imposte, si applica la sanzione da €150 a €500.

In ogni caso, la dichiarazione presentata oltre novanta giorni dalla scadenza del termine ordinario si considera omessa, e di conseguenza le sanzioni non possono essere regolarizzate spontaneamente facendo ricorso al ravvedimento operoso.

Omesso versamento iva

Riprendendo le parole dell’Agenzia delle entrate nella circolare n.42/E:

“L’omesso versamento dell’IVA a debito risultante dalla liquidazione periodica rappresenta una violazione ravvedibile entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno di commissione della violazione”.

La sanzione è ridotta ad 1/10 del minimo di quella prevista per l’omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di IVA, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni (art.13, co.1, lettera c del D.lgs.472/97),

L’omesso versamento IVA può, inoltre, essere regolarizzato mediante compensazione con il credito IVA emergente nelle liquidazioni periodiche successive; a condizione che:

  • Il suddetto credito sia rimborsabile, ex art.30 e 38-bis del D.P.R. n.633/1972;
  • Preventivamente destinato alla compensazione, mediante presentazione del modello IVA TR.

L’agenzia sottolinea che, trattandosi di compensazione orizzontale o esterna, la stessa dovrà essere evidenziata nel modello F24 e subordinata al rispetto dei limiti di 5.000€ annui ex art.17, co.1 D.lgs. n.241/97 e di 700.000€ annui art.34, co.1 legge n.388/2000.

 

Correzione entro novanta giorni della dichiarazione annuale

Dichiarazione integrativaDichiarazione tardiva
 

Presentare la dichiarazione corretta entro novanta giorni dalla scadenza del termine

(29 dicembre per i solari)

 

Presentare la dichiarazione entro novanta gg dalla scadenza del termine

(29 dicembre per i solari)

 

Versare la maggiore imposta, se dovuta, e gli interessi con decorrenza dalla scadenza del versamento

 

Versare l’imposta, se dovuta, e gli interessi con decorrenza dalla scadenza del versamento

 

Versare le relative sanzioni

 

Versare le relative sanzioni

Errori non rilevabili mediante controlli automatizzati e formali

▪ euro 250 (art. 8, comma 1*), ridotta ad 1/9, ai sensi della lettera a-bis) = euro 27,78

+

▪ sanzione per omesso versamento, se

dovuto, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 del D.lgs. n. 472 del 1997, a seconda di quando interviene il ravvedimento.

 

* Salvo che ricorra una diversa e più specifica irregolarità dichiarativa disciplinata dall’articolo 8.

Errori rilevabili mediante controlli automatizzati e formali

▪ sanzione per omesso versamento, se dovuto, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 del D.lgs. n. 472 del 1997, a seconda di quando interviene il ravvedimento.

▪ euro 250* (articolo 1, comma 1), ridotta a 1/10, ai sensi della lettera c) = euro 25

+

▪ sanzione per omesso versamento, se dovuto, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 del D.lgs. n. 472 del 1997, a seconda di quando interviene il ravvedimento.

 

Correzione oltre novanta giorni della dichiarazione annuale

Dichiarazione integrativa

Dichiarazione Omessa

Presentare la dichiarazione corretta
Versare la maggiore imposta, se dovuta, e gli interessi con decorrenza dalla scadenza del versamento
Versare le relative sanzioni
Errori non rilevabili mediante controlli automatizzati e formali

▪sanzione pari al novanta per cento della maggiore imposta dovuta o della differenza del credito utilizzato, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 del D.lgs. 472 del 1997, a seconda di quando interviene il ravvedimento

 

Oppure

Se non sono dovute imposte o non ricorre infedeltà della dichiarazione ma irregolarità della stessa, applicazione della sanzione prevista dall’articolo 8 del D.Lgs. n. 471 del 1997, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 del D.lgs. n. 472 del 1997, a seconda di quando interviene il ravvedimento.

Errori rilevabili mediante controlli automatizzati e formali

▪ sanzione per omesso versamento, se dovuto, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 del D.lgs. n. 472 del 1997, a seconda di quando interviene il ravvedimento

Il ravvedimento della dichiarazione omessa dopo novanta giorni non è possibile.

Per approfondire

Scarica i chiarimenti contenuti nella circolare 42/E dell’Agenzia delle Entrate sulla regolarizzazione delle dichiarazioni con errori o presentate in ritardo e ravvedimento operoso.

 

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Di padre in figlio, come sostenere la continuità dell’impresa.

Di padre in figlio, come sostenere la continuità dell’impresa.

Aspetti psicologici, gestionali, civilistici, finanziari e fiscali

Il tema del passaggio generazionale rappresenta uno dei principali elementi di criticità nella vita delle imprese, siano esse di piccole o di grandi dimensioni, siano attività di produzione o di servizi. E’ un tema che negli ultimi anni, per la crisi economica, è divenuto ancor più problematico.

La Fondazione dei Dottori Commercialisti di Milano propone una serie di incontri (che mi vedrà tra i relatori) sui diversi aspetti del problema: se l’impresa è piccola, sarà necessario partire dalla valutazione dell’adeguatezza della stessa forma societaria; se è grande, si pone il problema della sostituzione e dell’avvicendamento del management, nonché dell’adeguatezza della formula imprenditoriale. Alla base c’è sempre il rapporto padre figlio, come si sviluppa e come possa favorire o non meno la continuità dell’azienda.

Per approfondire

Di padre in figlio: come sostenere la continuità dell’impresa. Aspetti psicologici, gestionali, civilistici, finanziari e fiscali

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Recesso del socio senza intervento del notaio

Recesso del socio senza intervento del notaio

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la Nota del 13 febbraio 2012, Prot. 0030197, ha affrontato la problematica del rimborso della partecipazione al socio recedente o escluso (ex artt. 2473 e 2473-bis c.c. ) mediante l’utilizzo di riserve disponibili, fornendo istruzioni sugli adempimenti amministrativi necessari a darne pubblicità al Registro delle imprese. Articolo pubblicato su Mysolution| Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.

 

Premessa

Il recesso del socio è tema particolarmente complesso e delicato nella vita di una società. La dichiarazione di recesso ha natura di atto unilaterale recettizio, risolutivamente condizionato ex lege alla revoca della delibera legittimante il recesso o alla messa in liquidazione volontaria della società, pertanto produce effetti dalla data del suo ricevimento. A partire da tale data, come confermato dalla massima I.H.5 dei notai del triveneto, i diritti sociali connessi alla partecipazione per la quale è stato esercitato il recesso sono sospesi, conservando il socio recedente esclusivamente la titolarità formale della partecipazione finalizzata alla liquidazione della stessa.

La dichiarazione di recesso è irrevocabile una volta pervenuta alla società. Il valore della partecipazione da liquidare deve essere determinato con riferimento a detta data.

 

La valutazione della quota (cenni)

Il dettato normativo, coerentemente con la miglior dottrina, pur lasciando all’esperto ampia libertà sui metodi valutativi, obbliga a determinare il valore della partecipazione in base a due criteri fondamentali:

  • criterio proporzionale (escludendo quindi sconti di minoranza/illiquidità o premi di maggioranza);
  • valore di mercato (da non sottovalutare la difficoltà a reperire informazioni pubbliche su valore di mercato partecipazioni o aziende Pmi).

Segnaliamo in particolare precedenti articoli dove abbiamo approfondito il diritto di recesso e la valutazione della partecipazione anche alla luce dei nuovi principi italiani di valutazione e con l’ausilio delle massime del Notariato.

 

La nota del MISE

L’iscrizione delle variazioni intervenute nella compagine sociale della società a responsabilità limitata a seguito della liquidazione della quota al socio receduto o escluso, mediante l’utilizzo delle riserve disponibili e il conseguente «accrescrimento» delle partecipazioni non rappresenta secondo gli esperti del MISE:

“un vero e proprio acquisto da parte dei soci superstiti, atteso che la partecipazione è propriamente “rimborsata” dalla società mediante l’utilizzo di riserve e non già acquistata dagli altri soci verso il pagamento di un corrispettivo, sicchè non ricorrono, a stretto rigore, gli estremi per l’applicazione dell’art. 2470 del codice civile. Si configurerebbe, pertanto, un’ipotesi atipica di modifica dell’assetto societario per il quale la legge non ha espressamente previsto la modalità di comunicazione al registro delle imprese. Secondo questo oriendamento, ai fini dell’iscrizione delle variazioni intervenute nella compagine sociale, occorre procedere alla presentazione di apposita domanda, sottoscritta da un amministratore, corredata dalla copia semplice (scansione ottica) della delibera della società che dispone della liquidazione della quota al socio receduto o escluso, mediante l’utilizzo delle riserve disponibili e il conseguente accrescimento delle partecipazioni dei soci rimasti”

 

Iscrizione al Registro Imprese senza l’intervento del Notaio.

L’iscrizione al Registro Imprese può quindi essere effettuata da un amministratore, utilizzando i modelli S2 (quadro note) e Intercalare S, e allegando la copia semplice (scansione ottica) della delibera della società (redatta senza intervento del notaio).

Per approfondire

Scarica la Nota del 13 febbraio 2012, Prot. 0030197 con cui il Ministero dello Sviluppo Economico ha affrontato la problematica dei trasferimenti di quote di Srl derivanti da recesso o esclusione di socio (ex artt. 2473 e 2473-bis) fornendo istruzioni sugli adempimenti amministrativi necessari a darne pubblicità al Registro delle imprese.

 

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Quando i clienti ti accolgono coi pasticcini

Quando i clienti ti accolgono coi pasticcini

Stiamo crescendo e facciamo di tutto perché questa crescita sia sostenibile. Non sono sempre tutte rose e fiori, la nostra è una professione difficile e spesso il commercialista fa un po’ da parafulmine per le norme confuse e l’elevata tassazione. Fortunatamente però ogni tanto si svela anche un lato piacevole e credo sia anche giusto raccontarlo. Complice un po’ di influenza quindi rubo un minuto al lavoro per raccontarvi un paio di novità e qualche piccola soddisfazione.

Convegni, un modo per incontrare gli amici

Gli ultimi eventi formativi sono stati un momento di incontro con molti colleghi che sono tornati a seguire le nostre lezioni o con cui si è stretto un bel rapporto on line, spesso di confronto professionale. La parte più piacevole di essere relatore ad eventi formativi in giro per l’Italia è l’occasione di incontrare amici che altrimenti rimarrebbero solo virtuali.

I social network sono spesso criticati ma è l’uso che se ne fa che conta. A noi continuano a dare grosse soddisfazioni e la stagione dei convegni è appena iniziata (per chi fosse interessato qui il calendario degli eventi formativi aggiornato).

Le novità di MySolution|Post

Il quotidiano di cui sono ideatore e coordinatore scientifico, MySolution|Post vedrà a breve molte novità. La più importante, anche se forse la meno visibile al lettore, è il ritorno in squadra di una persona che ha collaborato alla nascita del progetto e che ci investe davvero molta passione. Ci sono persone con cui è bello poter collaborare, Chiara è una di queste.

Nel giro di pochi mesi cambierà molto con un forte ritorno allo spirito originario del progetto, ma è ancora presto per dire di più.

I pasticcini erano per noi ma i complimenti vanno a loro

L’altro giorno una splendida accoglienza da un cliente ci ha fatto davvero molto piacere. E’ una bella azienda che seguiamo da pochi anni, un passaggio generazionale di successo tra il padre, che ha ceduto le quote, e la figlia che insieme ad altri due soci le ha rilevate.

Il passaggio generazionale non è mai una operazione facile (neanche tecnicamente: valutazione della azienda, cessione, operazioni straordinarie, ecc.) ma quando il risultato è maggiore della somma delle energie investite vuol dire che si è iniziato un percorso virtuoso. Le mille paure iniziali hanno lasciato spazio a tre soci con caratteristiche e compiti ben distinti. Ognuno con le proprie competenze ma capaci di sintesi e focalizzazione sugli obiettivi.

Quello che doveva essere un breve incontro di analisi del bilancio infrannuale e dell’andamento dell’azienda si è prolungato per tutta la mattinata finendo per parlare di nuovi obiettivi, nuovi mercati e strategie di crescita.

I pasticcini erano per noi ma i complimenti vanno a loro perché è bello lavorare con clienti così.

PS la foto è quello che sono riuscito a recuperare on line. Quelli veri erano molti di più appoggiati su un più professionale tavolo da riunioni ;-)

 

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Un nuovo piano di rateazione dall’Agenzia delle entrate

Un nuovo piano di rateazione dall’Agenzia delle entrate

Decadenza dalla rateazione di somme chieste in pagamento dall’Agenzia delle entrate a seguito di accertamenti – Possibilità di rateizzare i residui importi dovuti mediante un nuovo piano di rateazione. Articolo pubblicato su Mysolution| Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.

L’art. 13-bis, comma 3, del decreto legge 24 giugno 2016, n. 11, inserito dalla legge di conversione del 7 agosto 2016, n. 160, ha previsto la possibilità di ottenere un nuovo piano di rateazione per i contribuenti decaduti – tra il 16 ottobre 2015 e il 1° luglio 2016 – dalla rateazione delle somme dovute a seguito di definizione dell’avviso di accertamento per adesione o per acquiescenza, purché la relativa richiesta venga presentata all’Ufficio dell’Agenzia delle entrate entro sessanta giorni dal 21 agosto 2016 (data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto1). Il suddetto nuovo piano di rateazione può essere accordato anche qualora all’atto della presentazione della richiesta le rate scadute non risultino saldate.

La circolare 41/E del 2016 contiene le istruzioni per chi vuole accedere nuovamente al beneficio del pagamento rateale delle somme dovute a seguito di definizione per acquiescenza all’avviso di accertamento oppure di adesione all’avviso di accertamento, al processo verbale di constatazione o all’invito a comparire, pur essendo decaduto dalla originaria rateazione.

Se la decadenza è avvenuta tra il 16 ottobre 2015 e il 1 luglio 2016 è possibile essere riammessi alla rateazione presentando un’istanza all’Ufficio delle Entrate entro il 20 ottobre 2016. Il primo pagamento va effettuato entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione con cui l’Agenzia dà l’ok alla rateazione e indica l’importo della rata iniziale del nuovo piano rateale.

La platea dei contribuenti interessati

I contribuenti interessati sono coloro che, a seguito di un controllo, hanno scelto di avvalersi di uno degli istituti di definizione previsti dal Dlgs n. 218/1997 (acquiescenza, adesione all’avviso di accertamento, al processo verbale di constatazione, all’invito a comparire) e hanno optato per il pagamento in forma rateale, dal quale, tuttavia, sono decaduti, in quanto, dopo aver effettuato il pagamento della prima rata, non hanno rispettato le scadenze successive. Per usufruire del beneficio è necessario che la decadenza dalla precedente rateazione si sia verificata nell’arco temporale compreso tra il 16 ottobre 2015 e il 1 luglio 2016.

Non possono, invece, sfruttare questa possibilità i contribuenti decaduti da una rateazione generata da altri istituti deflattivi del contenzioso disciplinati dal Dlgs n. 546/1992 (conciliazione e accordi di mediazione).

Come ottenere un nuovo piano di rateazione

L’istanza deve essere presentata dal contribuente entro il 20 ottobre 2016, vale a dire entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del Dl n. 113/2016.

Una volta verificato il possesso dei requisiti, l’Agenzia delle Entrate informa il contribuente sull’accoglimento dell’istanza con una comunicazione nella quale viene indicato l’importo della rata iniziale del nuovo piano rateale. Il pagamento deve avvenire nei 60 giorni successivi alla ricezione della comunicazione, utilizzando il modello F24 con gli stessi codici tributo impiegati per i versamenti delle rate del precedente piano di rateazione. Nei dieci giorni successivi al versamento, il contribuente deve trasmettere all’Ufficio competente una copia della relativa quietanza di pagamento a seguito della quale l’Ufficio predispone il piano di rateazione definitivo con la corretta indicazione delle scadenze trimestrali delle rate successive determinate sulla base della data di versamento della rata iniziale.

Il mancato pagamento di una rata successiva comporta la decadenza dal nuovo piano di ammortamento del debito.

Per approfondire

Decadenza dalla rateazione di somme chieste in pagamento dall’Agenzia delle entrate a seguito di accertamenti – Possibilità di rateizzare i residui importi dovuti mediante un nuovo piano di rateazione – Art. 13-bis, comma 3, decreto legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160 – pdf

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Passaggio generazionale con trust per Brunello Cucinelli

Passaggio generazionale con trust per Brunello Cucinelli

La notizia non è certo di attualità ma dovendo preparare un intervento come relatore ad un importante evento formativo sul passaggio generazionale mi piace riproporla sia per la modalità tecnica (trust) sia per la coerenza nel perseguire gli obiettivi. Articolo pubblicato su Mysolution| Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.

L’imprenditore infatti ha voluto pianificare il passaggio generazionale in maniera più ampia rispetto a quanto avviene di solito e gli spunti offerti da questo caso aziendale sono parecchi. Il passaggio generazionale è stato studiato attraverso due interventi ugualmente significativi:

  • Un patto tra generazioni per consentire alla società di rinnovare per tempo i suoi manager più importanti e restare così competitiva sul mercato;
  • Un progetto di custodia garantire anche in futuro, attraverso la costituzione di un trust, l’unitarietà della gestione della partecipazione nella Brunello Cucinelli SpA

Obiettivi dell’imprenditore

«Dopo il piacevolissimo patto tra “generazioni” che dovrebbe garantire all’Industria Brunello Cucinelli SpA giovinezza, continuità e contemporaneità, a completamento del progetto di “custodia”, mia moglie ed io abbiamo fortemente voluto la costituzione di un “trust” a beneficio delle nostre figlie Camilla e Carolina. Lo scopo dello stesso è:

  • garantire l’unitarietà della gestione della partecipazione nella Brunello Cucinelli SpA;
  • garantire l’unitarietà del patrimonio immobiliare del Borgo di Solomeo;
  • garantire il sostentamento alla Fondazione Brunello Cucinelli per la realizzazione di quelle opere che noi definiamo “abbellimento dell’umanità”».

Brunello Cucinelli, Presidente e Amministratore Delegato della Società

Patto tra generazioni

Da un estratto del RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI DI BRUNELLO CUCINELLI S.P.A.:

“Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 13 dicembre 2013 ha approvato le linee guida di un programma, denominato “Passaggio Generazionale”, volto a facilitare l’avvicendamento nelle posizioni di responsabilità dei più importanti uffici e dipartimenti in cui si articola la struttura organizzativa della Società, attraverso la selezione, l’inserimento e la formazione di una nuova generazione di manager.

Il programma si prefigge l’obiettivo di formare dipendenti giovani, preparati e altamente motivati, realizzando altresì le finalità di conservazione delle conoscenze aziendali e di continuità nella gestione della Società.

Il programma prevede che ciascun dipendente della Società che sia responsabile di un ufficio partecipi ad iniziative formative e a programmi di tutoring a favore dei lavoratori del proprio ufficio, tra cui poter selezionare colei o colui (per comodità il “secondo responsabile”) che, per formazione, capacità, abilità tecniche, ecc., potrà essere investito della titolarità dell’ufficio. Si potrà diventare secondo responsabile solo dopo un periodo di prova di tre anni, nel corso del quale il secondo responsabile dovrà dimostrare le sue capacità e attitudini ad assumere il ruolo di responsabilità che gli si intende affidare in futuro quando l’avvicendamento con il responsabile dell’ufficio sarà operativo. La designazione del giovane dipendente come secondo responsabile non garantisce peraltro la futura nomina come responsabile. Il programma prevede che l’avvicendamento alla guida di un ufficio avvenga allorché il responsabile raggiunga l’età di 60 anni.

I meccanismi di scelta del secondo responsabile si applicano altresì per la selezione dei candidati alle posizioni di CEO (Chief Executive Officer), CFO (Chief Financial Officer) e COO (Chief Operating Officer).

In particolare, ferme le competenze del Consiglio di Amministrazione circa la delega delle proprie attribuzioni, il candidato alla carica di CEO dovrà essere selezionato nell’ambito del management della Società al termine di un periodo di prova durante il quale possano essere adeguatamente testate l’attitudine e le capacità del candidato per un ruolo di così alta responsabilità.

Diversamente che per gli altri incarichi, per quello di CEO non viene previsto l’obbligatorio passaggio di consegne al compimento del 60° anno da parte del CEO in carica della Società. “

Progetto di custodia

Brunello Cucinelli ha istituito nel giugno 2014 un trust irrevocabile, trasferendo a Esperia Trust Company S.r.l. (Gruppo Banca Esperia), in qualità di trustee, l’intera partecipazione (pari al 100% del capitale sociale)da lui detenuta in Fedone S.r.l.. Fedone S.r.l. è titolare del pacchetto di controllo della Brunello Cucinelli S.p.A..

Il trust è stato istituito per assicurare che, nel quadro di un passaggio generazionale, le iniziative imprenditoriali avviate da Brunello Cucinelli siano trasferite in futuro ai propri discendenti con l’ausilio di un trustee che si dia carico di attuare gli intendimenti del disponente Cucinelli, in piena continuità con l’attività sinora svolta e garantendo l’unità e la coesione della gestione della Società. Beneficiari del trust sono le figlie e Carolina Cucinelli.

L’atto di trust prevede la nomina di un comitato di saggi, composto da cinque membri (fra cui le due figlie del Cav. Cucinelli), che affianchi il trustee, con funzioni prevalentemente consultive. Il trust così istituito non modifica le regole di governo societario né le attribuzioni di poteri e competenze all’interno della Brunello Cucinelli S.p.A..

Per approfondire

RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI DI BRUNELLO CUCINELLI S.P.A. AI SENSI DELL’ART. 123-BIS DEL D. LGS. N. 58/1998 RELATIVA ALL’ESERCIZIO 2013. APPROVATA DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA SOCIETÀ NELLA SEDUTA DEL 10 MARZO 2014.

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Caprotti, una storia di famiglia

Caprotti, una storia di famiglia

Incredibile come un imprenditore “divisivo” come Bernardo Caprotti sia comunque considerato (almeno a Milano) uno di famiglia. Il cordoglio di amici ed avversari in queste ore è sincero […..]

È da qualche settimana che avrei voluto scrivere un articolo sul caso aziendale, sulla mancata successione in azienda del figlio Giuseppe ma ogni volta il pudore mi ha impedito di affrontare una questione che più l’approfondivo più rivelava la prevalenza del lato umano su quello economico.

E che come tutte le questioni personali o le si conoscono molto bene oppure il silenzio è il modo migliore di affrontare la complessità. Forse questo però posso dirlo: uno giganteggia come imprenditore l’altro emerge come uomo. E forse il litigio è comunque un modo di cercarsi.

Ed è proprio alla parola famiglia che nel bene e nel male associo Caprotti, anche nel paradosso delle lotte interne alla famiglia stessa, nella mancata quotazione in Borsa perché Esselunga «è un’azienda familiare e resterà tale».

Leggi l’articolo completo pubblicato su ilSole24Ore