Arrivederci

Archivio, con la lettera che trovate riportata qui sotto ed indirizzata agli autori, quasi quattro anni da coordinatore scientifico di MySolutionPost e credo quasi il doppio come autore di Cesi (L’editore).

Un bel progetto che vede la fine almeno per come l’avevo concepito.

Lettera scritta per gli autori, ormai amici direi, ma che credo possa essere indirizzata anche ai molti lettori che mi hanno seguito con suggerimenti e partecipazione in questa bellissima avventura. Perché il lettore è sempre stato protagonista con i suoi suggerimenti, con la partecipazione ai corsi ed ai convegni, con il costante confronto sui social. Bellissimo il ricordo dei primi mesi, letteralmente tempestato da suggerimenti su come migliorare l’usabilità del sito, su quali autori coinvolgere, su quale stile comunicativo usare.

 

Cari amici,

credo sia giusto comunicarvi che da ieri è terminata la mia avventura con MySolution|Post e che non ne sono più il coordinatore scientifico. 

In questi anni ho sempre collaborato con piacere con Cesi perché mi sentivo a casa e perché per lungo tempo ho avuto la libertà di portare avanti progetti che si sono credo rivelati utili sia all’azienda sia a me personalmente. Da qualche tempo però la spinta innovativa si era interrotta e si è persa la comune la visone di progetto (succede). Ringrazio in particolare alcuni di voi per la pazienza dimostrata in questi ultimi mesi.

Mi porto a casa una bella esperienza, l’aver creato una piccola startup editoriale che ha riunito professori di Harvard, di Castellanza, di Trieste, del Politecnico e della Bocconi, che ha raccolto i contributi in materia di lavoro di ADAPT dell’università di Bologna, che ha avuto tra i suoi autori funzionari del Ministero dell’economia e delle finanze, giornalisti del Corriere della Sera e di Repubblica, che ha stretto più forti rapporti con l’Unione Giovani e con molti ordini locali arricchendosi di interviste e legittimandosi (e legittimando Cesi) davanti al pubblico dei commercialisti e non solo. 

Abbiamo affrontato temi non così consoni al mondo delle professioni economico-giuridiche come strategia, marketing, comunicazione. Senza dimenticare temi etici ed importanti riflessioni di storia economica. Soprattutto siamo tornati a parlare di impresa.

Da MySolution|Post è nato un gruppo di studio che ha fornito importanti momenti di confronto ai partecipanti e credo anche all’editore.

Purtroppo non si sono voluti avvisare per tempo gli autori ed i lettori nei tempi e nei modi che avrei ritenuto opportuni.

Ed i modi per me contano, così come le persone.

Poco male, lo faccio ora e lo farò meglio in un post in cui analizzerò quello che per me resta un caso aziendale ed una interessante esperienza professionale.

È stato un grande piacere collaborare con voi e sono certo che questo è solo un arrivederci, seppur su altri lidi.

 

Ora non resta, come scrivo ormai da tempo, che tornare a fare cose difficili. Scrivendo meno e meglio.

In un prossimo post vi illustrerò una nuova collaborazione che partirà a breve ma che sarebbe poco elegante oltre che ingeneroso anticipare qui.

Arrivederci!

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Linee guida per la valutazione di aziende in crisi

Linee guida per la valutazione di aziende in crisi

Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (CNDCEC) ha licenziato insieme alla Società Italiana dei Docenti di Ragioneria e di Economia Aziendale (SIDREA) il documento “Linee guida per la valutazione di aziende in crisi”.

Il contributo è volto a supportare l’attività del professionista nell’espletamento degli incarichi di valutazione delle aziende in crisi, qualora questa sia reversibile o irreversibile. In questa prospettiva, il contributo rappresenta uno strumento di agevole consultazione laddove sia, per esempio, richiesta una valutazione d’azienda per supportare decisioni in merito all’opportunità di proseguire l’attività anziché di liquidare oppure per gestire la crisi e le relative procedure concorsuali.

In prospettiva credo sarà auspicabile un maggior coordinamento con l’Organismo Italiano di Valutazione per evitare un sovrapporsi di documenti emanati dal CNDCEC in tema di valutazione di azienda.

Articolo pubblicato su Mysolution| Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

L’attendibilità della base informativa

Come più volte scritto su questa rubrica uno dei momenti più delicati per il professionista è rappresentato dalla valutazione dell’attendibilità della base informativa. Criticità evidenziata anche dai Principi Italiani di Valutaizone (PIV).

L’apprezzamento dell’attendibilità della base informativa è fase propedeutica all’esecuzione dell’incarico di valutazione, mirata a evitare che l’utilizzo di dati e informazioni rilevanti che presentino evidenti sintomi d’inattendibilità possano distorcere la stima, conducendo il professionista a una valutazione non corretta e gravemente inattendibile. Un dato o un’informazione inattendibile sono rilevanti quando il loro effetto sulla valutazione è idoneo ad alterare, anche solo potenzialmente, le decisioni degli utilizzatori della stima.

In presenza di rilevanti sintomi d’inattendibilità della base informativa, pertanto, il professionista deve riconoscere una limitazione che preclude lo svolgimento dell’incarico. Ove tale limitazione non sia rimossa mediante adeguamento della base informativa a cura del committente o tramite rettifiche effettuabili dal professionista, quest’ultimo deve rinunciare all’esecuzione dell’incarico.

Discontinuità tra i valori economico-finanziari

Il processo di valutazione riferito ad un contesto aziendale che versa in uno stato di disequilibrio economico ed in crisi reversibile si differenzia dal contesto valutativo liquidatorio perché, pur potendosi ragionevolmente presupporre la continuazione dell’attività aziendale, l’elemento fondamentale che caratterizza la valutazione può essere rinvenuto in una significativa discontinuità tra i valori economico-finanziari attuali e quelli che ci si attende che l’azienda otterrà dopo il superamento del disequilibrio economico.

Tempi di ripristino delle condizioni di equilibrio economico

Il professionista dovrà, innanzitutto, disporre di dati prospettici il più possibile analitici ed articolati sotto il profilo temporale in modo da poter identificare chiaramente il momento e le modalità con cui si ritiene che le condizioni di equilibrio economico (ma anche finanziario e patrimoniale) verranno ripristinate. Tali elementi dovranno, inoltre, consentire al professionista di verificare l’effettiva attendibilità delle stime, nonché il grado di realizzabilità degli effetti economico-finanziari attesi dall’operazione di risanamento avviata o in corso.

La verifica di ragionevolezza delle ipotesi e dei dati previsionali

Nella valutazione delle aziende in crisi reversibile o dei relativi rami di azienda e, comunque, per tutte le entità oggetto di valutazione che provengono da aziende in crisi per le quali si presuppone la prosecuzione dell’attività in base ai dati contenuti nel piano di risanamento, la maggior difficoltà che il professionista può rinvenire nell’espletamento del suo incarico attiene alla necessità di dovere basare la sua valutazione su dati previsionali che, quanto più l’operazione di risanamento è incisiva, presentano delle discontinuità, a volte anche profonde, con i dati consuntivi.

La vera criticità della valutazione dell’azienda in crisi

La vera criticità della valutazione dell’azienda in crisi è spesso rappresentata dall’impossibilità di disporre del tempo adeguato a massimizzare il valore di realizzo. In questo caso, il professionista deve applicare normalmente un significativo sconto per mancanza di liquidità del titolo.

Per approfondire

Scarica il documento “Linee guida per la valutazione di aziende in crisi

 

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