E voi, perchè mi avete creduto?

E voi, perchè mi avete creduto?

Il 25 aprile è da sempre una data difficile in Italia. Fatta di opposte manifestazioni: da una parte i nostalgici della dittatura, dall’altra i “sinceri democratici” figli di chi inneggiava la dittatura del proletariato e rifiuta di sfilare con la brigata ebraica. In mezzo, spesso silenziosi, quelli che, seppur di differenti orientamenti, realmente si opposero (quando il fascismo era sostenuto da ampio favore popolare) mettendo a rischio ciò che avevano, la propria libertà, la propria posizione sociale, la vita dei loro cari.
Eppure dovrebbe essere una occasione per riflettere in silenzio sul fascismo che è dentro di noi, sui pericoli di ricaderci.
Provando a fare i conti con quella domanda che Don Benedetto ci butta in faccia come fosse un guanto di sfida e a cui ogni buon liberale dovrebbe provare a dar risposta: “E voi, perchè mi avete creduto?“.
In questi ultimi anni gli italiani hanno creduto troppo a troppi. Perchè il fascismo non è solo il saluto romano ma è fatto dei piccoli compromessi di ogni giorno. Del voto in cambio di qualche vantaggio a discapito del proprio Paese, dell’articolo di giornale partigiano, del sostegno in cambio dell’ avanzamento di carriera. L’anti fascismo deve essere un esercizio soprattutto individuale. Essere liberali è tremendamente faticoso.
“Anche a me di rado sale dal petto un impeto contro di lui al pensiero della rovina a cui ha portato l’Italia e della corrutela profonda che lascia nella vita pubblica (…)
Ma pure rifletto talvolta che ben potrà darsi il caso che i miei colleghi in istoriografia… fors’anche lo esalteranno.
Perciò mentalmente m’indirizzo a loro, colà, in quel futuro mondo che sarà il loro, per avvertirli che lascino stare, che resistano alla seduzione delle tesi paradossali e ingegnose e ‘brillanti’, perchè l’uomo, nella sua realtà, era di corta intelligenza, correlativa alla sua radicale deficienza di sensibilità morale, ignorante, di quella ignoranza sostanziale che è nel non intendere e non conoscere gli elementari rapporti della vita umana e civile, incapace di autocritica al pari che di scrupoli di coscienza, vanitosissimo, privo di ogni gusto in ogni sua parola e gesto, sempre tra il pacchiano e l’arrogante.
Chiamato a rispondere del danno e dell’onta in cui ha gettato l’Italia, con le sue parole e la sua azione e con tutte le sue arti di sopraffazione e di corruzione, potrebbe rispondere agli italiani come quello sciagurato capopolo di Firenze, di cui ci parla Giovanni Villani, rispose ai suoi compagni di esilio che gli rinfacciavano di averli condotti al disastro di Montaperti: “E voi, perchè mi avete creduto?”
Benedetto Croce, Diari, 2 dicembre 1943

Erano solo difficoltà da superare

Erano solo difficoltà da superare

Si corre, si corre, si corre… il periodo è dei più intensi e faticosi. Eppure è sempre così, sotto pressione, quando tutto appare in salita, accadono piccole cose che riportano il sorriso e che in qualche modo mettono ordine.

Un amico che ti propone una nuova avventura professionale da fare insieme. Ed un altro ancora da incontrare a breve….

L’ipotesi appena accennata ma subito raccolta di un nuovo progetto di ricerca per il Centro Studi (bellissimo, vedrete! Sulle difficoltà incontrate durante la perizia e sulla tutela legale dell’ esperto valutatore).

Le caselle delle partnership di Studio Panato che si stanno ormai riempiendo (di amici) dando sempre più forma al progetto 1849.

E questa mattina scoprire quasi per caso di essere stato citato da un amico straordinario nel libro in cui riassume il suo percorso imprenditoriale e la storia della sua famiglia. E commuoversi un pò rivedendosi anni fa in Brera sotto casa nostra mentre espone nel fuori salone e ci racconta che lui e la moglie aspettano un figlio.

E l’incursione inaspettata di poco fa. Il dono di un libro:

“Erano solo difficoltà da superare, ho letto il titolo ed ho subito pensato a te”.

Un oggetto strano edito dai Fratelli Bonvini: dodici scatti tratti dal menabò che lo storico Paolo Colombo e l’artista Michele Tranquillini hanno creato per raccogliere i momenti salienti dell’avventura dell’esploratore britannico di origine irlandese Sir Ernest Henry Shackleton. L’eroe che sconfisse l’Antartide…  e che trovate citato nella home del nostro sito.

Il pensiero di un amico che ha la capacità di farmi sorridere anche quando il mare è agitato (perchè quelli bravi sono cosi).

Sogni, progetti, storie, libri e teatro. Perché in fondo ognuno ha tanta storia.

Insomma la colonna sonora di questi giorni potrebbe scriverla Baldan Bembo (Cit. per intenditori un po’ datati ;-).

Quella disperata ricerca del tutto, facile e subito

Quella disperata ricerca del tutto, facile e subito

Sarà che è un periodo di grande lavoro, sarà che stiamo affrontando un importante cambiamento nel nostro modello di business ma sento più forte che mai il bisogno di imparare, di studiare, di ascoltare chi ne sa di più di me. E’ davvero molto stimolante (ma altrettanto faticoso, non mi stancherò mai di ribadirlo, nulla viene regalato) il percorso che stiamo facendo. Abbiamo trovato compagni di viaggio straordinari ma in questi ultimi mesi ho come l’impressione che quel mondo che credevo aperto si stia chiudendo sempre di più. Sono sempre meno le persone disposte a confrontarsi e a mettersi in gioco. Oppure più semplicemente a causa dell’aggressività cosi diffusa sui social è solo diventato più complicato trovarle, rifugiatesi ormai nelle loro ristrette cerchie di amici.

Tutto questo porta dei rischi rilevanti per il sistema economico che cercherò di illustrare il seguito.

Un po’ per insegnare, un po’ per imparare

Ormai mi capita sempre più spesso. Vengo invitato come relatore ad una conferenza e mi ritrovo (molto più che in passato) a confrontarmi, ad ascoltare, ad imparare.

La mia è una professione tecnica. I nostri convegni sono fatti di slide, ruoli e spazi ben definiti. Il protagonista è il relatore ed il pubblico viene ad apprendere più o meno passivamente. Poi certo i momenti di confronto sono ampi e non è infrequente che i miei corsi si allunghino anche di un’ora o più per le domande di rito.

Da diverso tempo però vedo questo modello incrinarsi. Da una parte la richiesta (ancora limitata nei numeri ma temo significativa di un clima ) sempre più forte di semplificare, di banalizzare l’argomento trattato in una sorta di disperata ricerca del “tutto, facile e subito”.

Dall’altra la ricerca sempre più esplicita tra i relatori (e non di rado fortunatamente di non pochi partecipanti) di confrontarsi, di scambiarsi libri e articoli di approfondimento, di contaminarsi. Tanto che non è infrequente che io, che vado per insegnare, finisca per tornare dalla conferenza con una notevole mole di documenti da approfondire o persone da incontrare.

Nulla sfugge alla drammatica polarizzazione che sta interessando il Paese.

La straordinaria generosità di quelli bravi

Su internet e sui social il fenomeno è ormai fuori controllo. Devo molto alla rete ed oggi mi ritrovo come smarrito.

Sto scrivendo un libro, ho fatto molte interviste. Molti degli intervistati (conosciuti on line) mi hanno chiesto di non limitarci ad uno scambio di domande/risposte ma di incontrarci, di prenderci tempi lunghi (un pomeriggio, un sabato mattina…) per affrontare il tema. Sono tutte persone con ruoli molto importanti in azienda o in università.

Mi ha stupito la loro generosità e gliene sono infinitamente grato. Per me una occasione straordinaria. Quasi un piccolo master personale sul futuro dell’impresa italiana fatto non in aula ma con straordinarie lezioni private.

Per contrasto sui social sempre di più è difficile far crescere una conversazione. C’è sempre qualcuno che alza i toni, che aggredisce, che cerca popolarità o cerca di zittire l’interlocutore. Interlocutore spesso infinitamente più qualificato di lui.

Accademia dei Pugni

Tutto questo sta allontanando le persone migliori da internet ed è un vero peccato. Ci si rifugia in chat riservate, in luoghi fisici di incontro.

In parte è per questo che è nata l’ Accademia dei Pugni. Per tornare a riflettere in un luogo protetto dal rumore di fondo. Mi ha davvero colpito durante e dopo il primo incontro la voglia di partecipare, di confrontarsi e se volete di raccontarsi dei partecipanti.

30-30-30, un Manifesto per chiedere maggiore responsabilità

Qualche giorno fa sono stato invitato a partecipare alla tavola rotonda di presentazione del Manifesto 30-30-30 alla Rome Startup Week (per chi volesse sapere qualcosa di più dell’iniziativa segnalo il mio recente articolo per Econopoly del Sole24ore).

Non è stato facile per me essere presente, per un commercialista è un periodo ricco di assemblee ed impegni di lavoro, ma l’iniziativa rappresenta un invito alla responsabilizzazione di tutti i player del mondo startup e ritengo meriti la dovuta attenzione.

Attenzione che credo ci sia tutta (forse superando le aspettative) da parte dei BIG (grandi imprese, banche, ecc.) temo meno da parte delle startup che ne dovrebbero essere in fin dei conti le principali beneficiarie. Tutti in attesa dei nuovi miliardi promessi dal Governo.

Eppure questo manifesto è una grande, grandissima occasione per far crescere ed aiutare il settore a diventare più maturo.

Una grandissima occasione per tutte le imprese e per il sistema Italia in generale.

Senza studio e confronto non c’è crescita

Stiamo perdendo una occasione straordinaria di confronto e di studio. Stiamo usando in maniera sbagliata internet, uno strumento dalle grandi potenzialità. I più giovani, chi fa impresa, chi sta affrontando una discontinuità nella propria strategia devono tornare ad ascoltare e a studiare senza arroganza, senza invidia. In rete ci sono persone straordinarie e generose che devono essere ripagate con attenzione e rispetto.

Non ci stiamo rendendo conto che rischiamo sempre di più di polarizzare le imprese in due macro insiemi: uno che raccoglie le filiere ricche e l’altro che raccoglie le filiere povere. Senza dialogo e confronto questi due mondi saranno sempre più divisi dove il primo conquisterà ampi margini a discapito del secondo. A sua volta però il gran numero di imprese in difficoltà non potrà che rappresentare una diseconomia per tutto il sistema Italia.

Per chi avrà voglia di credere nella necessità di tornare a fare le cose difficili sono convinto che il premio sarà enorme.

Senza studio e confronto non c’è crescita.

 

Circolare omnibus sulla legge di bilancio per il 2019

Circolare omnibus sulla legge di bilancio per il 2019

Oggetto della corposa circolare n. 8/2019 del 10 aprile 2019 ( circolare omnibus sulla legge di bilancio per il 2019) sono le disposizioni di carattere fiscale dell’ultima legge di bilancio (n. 145/2018). In essa l’Agenzia delle entrate convoglia anche le risposte a quesiti fornite in occasione di recenti eventi in videoconferenza con la stampa specializzata.

Principali argomenti trattati

Principali argomenti trattati:

  • disciplina dell’iper ammortamento;
  • riporto delle perdite per i soggetti Irpef;
  • bonus ricerca e sviluppo.

Sono presenti anche commenti ad alcune misure contenute nel Dl 119/2018 (“collegato fiscale”), come l’estensione dell’istituto del Gruppo Iva ai gruppi bancari cooperativi, la modifica della soglia di accesso all’interpello sui nuovi investimenti, l’estensione del regime di “adempimento collaborativo” nel caso di società partecipanti al Gruppo Iva.

Per approfondire

Scarica la circolare n. 8/2019

Ulteriori interpretazioni e soluzioni a questioni applicative saranno fornite in successivi documenti tematici.

Le agevolazioni del Decreto Crescita

Le agevolazioni del Decreto Crescita

Le agevolazioni del Decreto Crescita: gli incentivi per le operazioni di aggregazione aziendale ed altre agevolazioni fiscali

Nel decreto legge (in attesa della versione definitiva) recante “Misure urgenti per la crescita economica” sono presenti diverse disposizioni in materia di sgravi e incentivi fiscali, rilancio degli investimenti privati e tutela del made in Italy nonché ulteriori misure per la crescita.

Agevolazioni fiscali

In particolare, per quanto riguarda l’ambito fiscale, si segnalano, tra le altre:

  • reintroduzione, a favore dei titolari di reddito d’impresa e degli esercenti arti e professioni, del super ammortamento per i beni strumentali nuovi
  • revisione della mini-Ires
  • maggiore deducibilità dell’Imu dal reddito d’impresa e di lavoro autonomo
  • semplificazione delle procedure di accesso al regime di patent box
  • nuova disciplina del credito d’imposta per ricerca e sviluppo
  • rafforzamento delle misure agevolative per gli impatriati e per il rientro dei cervelli
  • introduzione dell’obbligo, per i contribuenti in regime forfetario, di effettuare le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati
  • tassazione di favore per i trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare
  • rivisitazione del “sisma bonus”, con estensione alle zone 2 e 3 di rischio sismico dell’agevolazione oggi prevista solo per gli edifici in zona 1
  • per gli interventi di efficienza energetica e per quelli antisismici, possibilità di optare, in luogo delle detrazioni fiscali, per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato da chi ha eseguito i lavori
  • incentivi per le operazioni di aggregazione aziendale
  • nuova disciplina per la vendita di beni tramite piattaforme digitali
  • nuovo regime fiscale per gli strumenti finanziari convertibili
  • possibilità per gli enti territoriali di introdurre la definizione agevolata, con esclusione dal pagamento delle sanzioni, per le proprie entrate, anche tributarie, non riscosse a seguito di ingiunzione notificata negli anni 2000-2017.

Per approfondire

Scarica la Bozza del provvedimento (in attesa della versione definitiva)

 

Bonus aggregazioni

Bonus aggregazioni

L’obiettivo del nuovo bonus aggregazioni introdotto dal decreto Crescita è quello di favorire la crescita dimensionale delle imprese attraverso operazioni di aggregazione, aumentandone così la competitività anche a livello internazionale. La versione definitiva del decreto non è ancora pubblica e quindi potrebbe subire importanti modifiche. Riteniamo comunque utile iniziare ad anticiparvi questa possibile agevolazione che potrebbe avere un qualche interesse per le imprese in procinto di effettuare operazioni di M&A.

Incentivo alla crescita dimensionale

Al fine di incentivare la realizzazione di operazioni di aggregazione aziendale per consentire alle imprese di incrementare le loro dimensioni e affrontare in modo più agevole l’attuale periodo di recessione, risultando più competitive anche in un contesto di mercato più ampio di quello nazionale, viene riproposto il cosiddetto bonus aggregazione già inserito nel decreto legge 10 febbraio 2009.

Operazioni interessate

Il bonus aggregazione dispone a ricorrere di particolari condizioni e limitatamente alle operazioni effettuate dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino al 31 dicembre 2022 il riconoscimento fiscale gratuito del disavanzo da con cambio che emerge da operazioni di fusione e di scissione nonché del maggior valore iscritto dalla società conferitaria in ipotesi di conferimento di azienda effettuato ai sensi dell’articolo 176 del Tuir.

Deroga al principio di neutralità fiscale

In particolare la norma reintroducendo la deroga al principio di neutralità fiscale tipico dell’operazione straordinaria dispone il riconoscimento fiscale gratuito del maggior valore attribuito all’avviamento nonché ai beni strumentali materiali e di materiali per effetto dell’imputazione su tali poste di bilancio del disavanzo da con cambio che emerge in sede di dette operazioni aggregazione aziendale.

Bonus aggregazioni

Ciò si traduce nel diritto la deduzione fiscale di maggiori ammortamenti e effetto sulla quantificazione delle eventuali plusvalenze o minusvalenze realizzate successivamente al decorso del termine di quattro periodo di imposta.

Per approfondire

Scarica la Bozza decreto crescita

Osservatorio su Innovazione e Imprenditorialità in Piemonte

Osservatorio su Innovazione e Imprenditorialità in Piemonte

Il Piemonte è una regione ricca di eccellenze industriali che purtroppo sta perdendo di competitività non riuscendo a ridisegnare con forza il post FIAT. E’ una regione a cui devo molto e che credo abbia tutte le potenzialità per tornare a correre. Segnalo questa ricerca sia per l’importanza dell’analisi economica a livello regionale (per chi fa valutazione è fondamentale) sia per gli interessanti spunti in tema di casi virtuosi e strategie competitive anche in settori tradizionali.

L’economia del Piemonte è reduce da un prolungato periodo di difficoltà per la quasi totalità dei settori che la compongono. I dati disponibili mostrano come gli effetti sul numero di posti di lavoro e di imprese siano stati accompagnati da una generalizzata perdita di produttività, nonostante i ripetuti interventi sui costi operati dalle imprese.

In questi anni difficili per l’economia del Piemonte, le strategie basate esclusivamente sul contenimento dei costi non sempre sono state in grado di preservare la competitività delle imprese della regione, soprattutto nei settori tradizionali. 

Risultati più soddisfacenti sono invece derivati da scelte strategiche di riposizionamento e di trasformazione degli ambiti di attività, spesso guidate dalla capacità degli stessi imprenditori di cogliere nuove opportunità, accompagnate da investimenti su tecnologie e capitale umano, con un forte sviluppo e rinnovamento delle competenze, partendo da quelle già presenti sul territorio.

Sintesi della ricerca

Nella consapevolezza dell’impossibilità di generalizzare i risultati di un’analisi basata su un campione limitato di casi, ma anche nella convinzione della necessità di fornire alla discussione spunti stimolanti e di attualità, si possono indicare alcuni aspetti di interesse che emergono da questo primo Rapporto:

  • gli imprenditori e le imprese piemontesi continuano a mantenere livelli di eccellenza per modalità di produzione e qualità dei prodotti; tuttavia i mutati equilibri di mercato e la crescente distanza dai clienti finali (geografica e di concezione del prodotto) ne hanno ridotto la capacità di catturare il valore creato, con impatti negativi sui valori aggiunti prodotti;
  • strategie basate esclusivamente su scelte di aumento dell’efficienza e riduzioni dei costi/prezzi non sempre sono in grado garantire la sostenibilità dei vantaggi competitivi, soprattutto nei settori tradizionali. Scelte strategiche più complesse di riposizionamento e/o di trasformazione degli ambiti di attività, accompagnate da investimenti su asset e competenze in grado di ridurre le possibilità di imitazione da parte dei concorrenti, hanno dato risultati più soddisfacenti sul lungo periodo;
  • la formulazione di tali strategie ha sovente tratto origine dalla capacità degli imprenditori di identificare e cogliere nuove opportunità cambiando modelli di business e modalità di creazione del valore per i clienti. Nel fare ciò essi hanno saputo sviluppare e utilizzare in ambiti nuovi le competenze presenti nel territorio (con importanti spillover da imprese in crisi) integrandole con quelle richieste dalla trasformazione delle tecnologie;
  • un aspetto comune a tali strategie è la scelta di potenziare il numero di competenze posseduto dalle imprese (con un generale upskilling dei dipendenti), in modo da spostare la competizione su nuovi prodotti e nuove capacità di rispondere a bisogni dei clienti emergenti e di crescente complessità;
  • le dinamiche di innovazione sottostanti a tali scelte strategiche e ai conseguenti cambiamenti organizzativi sono da considerare come un fenomeno continuativo e da adattare alle esigenze e competenze della singola impresa;
  • rimangono numerose incognite per il futuro, relative sia alla capacità di sostenere con continuità le dinamiche di innovazione (soprattutto quelle relative ai processi di digitalizzazione di produzione e prodotti), sia alla capacità di catturare maggiori quote di valore creato all’interno delle filiere di appartenenza.

Per approfondire

Scarica il programma dell’incontro e i materiali del Rapporto (Executive Summary e testo integrale)

Portale dei Finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione

Portale dei Finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione

SACE SIMEST, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, lancia il nuovo Portale dei Finanziamenti Agevolati“sacesimest.it”, uno strumento digitale a supporto delle imprese – soprattutto PMI – che vogliono crescere nel mondo.

Grazie a sacesimest.it, l’accesso alle risorse a tasso agevolato (0,087% annuo ad aprile) che SIMEST gestisce per conto del Ministero dello Sviluppo Economico è da oggi ancora più facile, veloce e completamente online.

Attraverso un’area riservata le imprese potranno seguire un percorso guidato ed essere sempre costantemente aggiornate – grazie a un sistema di alert – sull’avanzamento dello stato della loro richiesta di finanziamento. La massima semplificazione della modulistica e la compilazione automatica riducono sensibilmente –  rispetto al passato –  la documentazione e le informazioni da inserire. Inoltre, sono attivi un videotutorial, una chat e un numero verde per garantire assistenza, passo dopo passo, nell’ottenimento del finanziamento. Tutte innovazioni che dimezzeranno i tempi di ottenimento delle risorse da parte delle aziende.

Finanziamenti agevolati

Cinque le tipologie di finanziamenti disponibili nel Portale. Anzitutto i prodotti dedicati esclusivamente alle PMI, come i finanziamenti per coprire le spese per la partecipazione a fiere, mostre e missioni di sistema finalizzate a far conoscere i propri prodotti nei Paesi extra-UE e i finanziamenti a medio-lungo termine per rafforzare la capacità di export delle aziende. Inoltre, per tutte le imprese, sarà possibile ottenere finanziamenti per effettuare studi di fattibilità, per aprire le prime strutture commerciali (un ufficio, uno showroom, un negozio o corner) e per la formazione del personale in Paesi extra-UE.

Oltre ai Finanziamenti Agevolati SIMEST, il Portale offre all’impresa l’intero ventaglio dei prodotti digitali del Polo SACE SIMEST per crescere sui mercati internazionali, gestendo i rischi connessi:

  • Valutazione azienda”: un servizio digitale ideato per le imprese che vogliono conoscere i potenziali clienti italiani o esteri attraverso una valutazione sulla loro affidabilità e sul massimo credito concedibile.
  • Export Up”: una soluzione innovativa che permette alle aziende di assicurare i propri crediti, conoscendo in anticipo il costo della polizza e bloccando il prezzo per tre mesi.
  • Factoring”: un servizio per gestire i rischi connessi all’incasso, ottenendo liquidità immediata attraverso lo smobilizzo dei crediti vantati nei confronti di società italiane o estere, pubbliche e private.
  • Recupero crediti”: un’assistenza completa durante tutte le fasi dell’attività stragiudiziale e giudiziale per il recupero crediti di qualsiasi entità e durata. Sul portale le aziende possono ottenere un preventivo gratuito per il servizio, il cui pagamento avverrà solo se il credito viene effettivamente recuperato.

Per approfondire

Vai al portale: www.sacesimest.it

Linee guida per la nomina di esperti in valutazione da parte del Tribunale

Linee guida per la nomina di esperti in valutazione da parte del Tribunale

Le linee guida raccolgono gli orientamenti della Sezione su questioni ricorrenti e sono state predisposte a seguito di riunioni dei magistrati della Sezione con il Conservatore del registro delle imprese di Milano e con rappresentanti designati dal Consiglio notarile di Milano, dall’Ordine degli avvocati di Milano e dall’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Milano.

Nomina di esperti per la redazione di relazioni concernenti operazioni sociali

La nomina da parte del tribunale di esperti per la redazione di relazioni aventi ad oggetto i presupposti di talune operazioni sociali (artt. 2343 primo comma, 2343bis secondo comma, 2500ter secondo comma, 2501sexies terzo e quarto comma, 2501bis quarto comma, 2506ter terzo comma, 2545undecies secondo comma, cc) trova la sua ratio nella necessità di individuare soggetti dotati dei requisiti di professionalità e indipendenza, requisiti presupposti dalla natura dell’incarico, di oggettiva verifica tecnica nell’interesse dei soci e dei terzi 5 il ricorso dovrà quindi essere strutturato in modo da fornire al tribunale tutti gli elementi necessari per tale individuazione e dunque contenere:

  • una descrizione sufficientemente dettagliata della operazione che richiede la redazione della relazione da parte dell’esperto ovvero il richiamo alle specifiche delibere relative a tale operazione;
  • l’indicazione dei professionisti e/o delle società di revisione che ricoprono l’incarico di sindaco e di revisore nonché di quelli operanti quali consulenti o fornitori di servizi alla società e/o alle società correlate, onde evitare che la scelta del tribunale cada su costoro, di per sé da considerare privi del requisito di indipendenza come si è già visto sub B, i relativi procedimenti sono da considerare coinvolgenti una sola parte e quindi non richiedono la instaurazione di alcun contraddittorio nel decreto la nomina dell’esperto viene sottoposta alla condizione di efficacia rappresentata dal rilascio da parte dell’esperto nominato di dichiarazione di indipendenza

Il decreto di nomina deve essere comunicato dalla parte ricorrente all’esperto nominato, al quale non sarà quindi inviata alcuna comunicazione dalla cancelleria a seguito del decreto di nomina tra la società ricorrente e l’esperto si instaura un rapporto negoziale,
al cui ambito va ricondotta la determinazione della misura del compenso dell’esperto: in caso di mancato accordo tra le parti la relativa controversia sarà oggetto di procedimento contenzioso.

Nomina di esperti ex art. 2501 sexies c. c.

Per la redazione della relazione di cui al secondo comma dell’art.2501sexies cc il terzo comma della stessa norma prevede che:

“L’esperto o gli esperti sono scelti tra i soggetti di cui al primo comma dell’art.2409bis e, se la società incorporante o la società risultante dalla fusione è una società per azioni o in accomandita per azioni, sono designati dal tribunale del luogo in cui ha sede la società. Se la società è quotata in mercati regolamentati, l’esperto è scelto tra le società di revisione sottoposte alla vigilanza della CONSOB.”

La designazione dell’esperto da parte del tribunale è quindi necessaria solo nel caso di spa o di sapa ed è vincolata, quanto ai requisiti di professionalità dell’esperto, alle indicazioni normative. In via generale la scelta deve cadere su di un revisore legale dei conti o su di una società di revisione legale dei conti di cui all’ art.2409 bis c. c.

Nomina di esperti per la valutazione della partecipazione del socio receduto od escluso

La nomina di esperto per la determinazione del valore della partecipazione del socio receduto ed escluso ai sensi degli artt. 2437ter ultimo comma, 2473 terzo comma, 2473bis cc è provvedimento destinato ad incidere sugli interessi di due parti:

  • il socio receduto od escluso, richiedente la nomina a fronte di una determinazione del valore da parte della società ritenuto non congruo,
  • la società tenuta alla liquidazione della partecipazione,

e come tale richiede l’instaurazione del contraddittorio. Secondo gli orientamenti del Tribunale di Milano il procedimento è esperibile anche nel caso nel quale la società abbia omesso ogni determinazione nel termine di legge e laddove la società, nel caso di recesso, abbia svolto eccezione circa la insussistenza dei presupposti per l’esercizio del recesso ritenuta dal tribunale infondata nell’ambito di una valutazione incidenter tantum.

Per approfondire

Scarica: Linee guida per i procedimenti di volontaria giurisdizione in materia societaria

Cerchiamo persone su cui investire

Cerchiamo persone su cui investire

Il nostro Studio sta crescendo ed abbiamo deciso di potenziare sia l’area di consulenza tributaria e societaria sia di inserire un/a giovane laureato/a nel nostro progetto restartup ( un nuovo servizio di advisory nato da un progetto di ricerca ospitato da The Invernizzi Center for Research on Innovation, Organization, Strategy and Entrepreneurship dell’ Università Bocconi) che sta crescendo più del previsto.

Le persone selezionate potranno contribuire alla costruzione di una nuova startup tra professionisti ed affrontare con noi questa sfida entusiasmante.

Posizioni aperte

Siamo alla ricerca di persone di talento e motivate su cui investire professionalmente. Noi crediamo nel rispetto dei valori e nelle conoscenze acquisite attraverso la formazione costante e l’interazione con i nostri clienti.

Lavorare con noi significa entrare a far parte di un contesto aperto al cambiamento, nel quale acquisire nuove competenze e trovare nuove soluzioni. Offriamo un contesto lavorativo impegnativo e appagante, dove mettersi alla prova e crescere professionalmente in base al merito e ai risultati effettivamente raggiunti.

E’ fondamentale avere curiosità, passione, capacità di adattamento, spirito di iniziativa ed essere sempre disponibili a condividere conoscenze, esperienze, dubbi. Attualmente abbiamo due posizioni aperte.

Praticante Dottore Commercialista

Sede: Milano

Posizione aperta: 1 praticante

Area di attività: consulenza tributaria e societaria, perizie e valutazioni.

Descrizione: Ricerchiamo 1 neolaureato in materie economiche o giovane professionista interessato ad intraprendere un percorso formativo orientato alla carriera professionale di Dottore Commercialista. La risorsa si occuperà di consulenza ordinaria e straordinaria, in materia fiscale, societaria con riferimento principalmente alla valutazione di azienda ed alle operazioni straordinarie nelle società di capitali.

Riferimenti: inviare CV con lettera di accompagnamento all’indirizzo: job@studiopanato.it


Stage curriculare

Sede: Milano

Posizione aperta: 1 stagista (stage curriculare)

Area di attività: consulenza contabile, tributaria e societaria.

Descrizione: ricerchiamo 1 Laureato triennale e/o laureando magistrale interessato ad intraprendere il percorso di stage/pratica professionale già negli ultimi mesi dell’università. La risorsa supporterà un nostro professionista senior e sarà coinvolta nell’attività di assistenza e consulenza contabile, tributaria e societaria;

Riferimenti: inviare CV con lettera di accompagnamento all’indirizzo: job@studiopanato.it


Requisiti comuni

Completano il profilo spirito di iniziativa, autonomia e forte motivazione verso la professione.

La conoscenza della lingua inglese e l’attitudine allo studio finalizzata anche alla redazione di pubblicazioni giuridiche verranno valutate positivamente.

Il presente annuncio è rivolto ad entrambi i sessi, ai sensi delle leggi 903/77 e 125/91, e a persone di tutte le età e tutte le nazionalità, ai sensi dei decreti legislativi 215/03 e 216/03

I candidati con l’invio del loro curriculum autorizzano Studio Panato | Dottori Commercialisti al trattamento dei dati ai sensi del D.lgs. 196/03.

Scuola di Alta Formazione

Il praticantato presso il nostro Studio è retribuito in base al merito ed alle capacità professionali sviluppate.

Dopo il primo anno lo Studio offre:

  • l’iscrizione biennale alla Scuola di Alta Formazione presso una delle tre Università milanesi;
  • il corso intensivo di preparazione all’Esame di Stato presso una delle associazioni di categoria.

Breve descrizione del nostro Studio

Studio Panato | Dottori Commercialisti ha maturato una particolare esperienza in valutazione di azienda ed operazioni straordinarie. Affianca PMI e Startup nella crescita affrontando i momenti di discontinuità strategica (Business plan, M&A, nuovo business model, incentivi all’ innovazione, ecc) e familiare (passaggio generazionale). Link: www.studiopanato.it

Riferimenti

Per maggiori informazioni: lavora con noi

Se interessati, vi chiediamo di inviare la vostra candidatura allegando lettera di motivazione e CV aggiornato all’indirizzo: job (at) studiopanato.it