Assegnazione agevolata di beni ai soci

Assegnazione agevolata di beni ai soci

La legge 208/2015, ai commi da 115 a 120 dell’art.1 (Legge di Stabilità 2016), ripresenta la norma sull’assegnazione/cessione agevolata dei beni ai soci, ampliandone i confini. La nuova disposizione, infatti, non si rivolge alle sole società non operative (c.d. di comodo).

L’articolo che segue è pubblicato su Mysolution|Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.

Le società in nome collettivo, in accomandita semplice, a responsabilità limitata, per azioni e in accomandita per azioni che, entro il 30 settembre 2016, assegnano o cedono ai soci beni immobili, diversi da quelli indicati nell’articolo 43, comma 2 del TUIR o beni mobili iscritti in pubblici registri non utilizzati come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa, possono applicare le disposizioni agevolate a condizione che tutti i soci risultino iscritti nel libro dei soci, ove prescritto, alla data del 30 settembre 2015, ovvero che vengano iscritti entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, in forza di titolo di trasferimento avente data certa anteriore al 1° ottobre 2015.
Le medesime disposizioni si applicano alle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei predetti beni e che entro il 30 settembre 2016 si trasformano in società semplici.
Sulla differenza tra il valore normale dei beni assegnati o, in caso di trasformazione, quello dei beni posseduti all’atto della trasformazione, e il loro costo fiscalmente riconosciuto, si applica un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive nella misura dell’8 per cento ovvero del 10,5 per cento per le società considerate non operative in almeno due dei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al momento della assegnazione, cessione o trasformazione.
Le riserve in sospensione d’imposta annullate per effetto dell’assegnazione dei beni ai soci e quelle delle società che si trasformano sono assoggettate ad imposta sostitutiva nella misura del 13 per cento.

SOCIETA’INTERESSATE

La nuova disposizione di legge si rivolge a:

  • Società in nome collettivo;
  • Società in accomandita semplice;
  • Società a responsabilità limitata;
  • Società per azioni;
  • Società in accomandita per azioni;

Non sono incluse:

  • Le cooperative;
  • I consorzi e le società consortili;
  • Gli enti commerciali e non;

SOCI E CLAUSOLA ANTIELUSIVA

Tutti i soci devono essere iscritti nel libro soci al 30/09/2015; oppure, devono essere iscritti entro il 30/01/2016, in base ad atto di trasferimento avente data certa anteriore all’01/10/2015.

BENI OGGETTO DELL’AGEVOLAZIONE

La disposizione si rivolge unicamente a:

  • Beni immobili, diversi da quelli strumentali per destinazione, ex art.47,c.2 TUIR; vale a dire non utilizzati (al momento dell’assegnazione/cessione) come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa;
  • Beni mobili, iscritti nei pubblici registri, non utilizzati quali beni strumentali nell’esercizio dell’impresa.

Attenzione: Ai fini delle imposte sui redditi si considerano strumentali gli immobili utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’arte o professione o dell’impresa commerciale da parte del possessore (strumentali per destinazione ex art. 43, c. 2, 1° p. Tuir). Quindi, rientrano nell’agevolazione:

  • gli immobili patrimoniali (categoria catastale A);
  • gli immobili-merce;
  • gli immobili strumentali per natura (categorie B, C, D, E e A/10), sempre che non siano utilizzati direttamente per l’attività, compresi anche gli immobili concessi in locazione dalle società di gestione immobiliare (non considerati strumentali per destinazione).

TRASFORMAZIONE IN SOCIETA’ SEMPLICE

La norma è, inoltre, applicabile anche alle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei predetti beni e che entro il 30 settembre 2016 si trasformano in società semplici.

AGEVOLAZIONI ED ADEMPIMENTI

Secondo le disposizioni ordinarie del TUIR, l’assegnazione di un bene dell’impresa ad un socio evidenzia in capo alla società un ricavo/plusvalenza, ed in capo al socio assegnatario un reddito tassato (distribuzione di utili in natura).

La norma consente, invece, alla società di far fuoriuscire i beni oggetto dell’agevolazione, pagando un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap pari a:

  • l’8%;
  • il 10,5% se la società risulta non operativa in almeno due dei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al momento dell’assegnazione.

La base imponibile sulla quale applicare l’imposta sostitutiva è calcolata come differenza tra il valore normale o catastale dei beni assegnati ed il costo fiscalmente riconosciuto.

In caso di cessione a titolo oneroso ai soci, il corrispettivo della cessione, se inferiore al valore normale o a quello catastale del bene, è computato in misura non inferiore ad uno dei due valori; inoltre, è possibile adottare un valore intermedio tra i due.

Le riserve in sospensione d’imposta annullate per effetto dell’assegnazione dei beni ai soci e quelle delle società che si trasformano sono, inoltre, assoggettate ad imposta sostitutiva nella misura del 13%, (sono esonerate le società di persone in contabilità semplificata).

IVA

Si applicano le regole ordinarie con un’unica deroga: se l’Iva non è stata detratta “a monte”, l’operazione “a valle” è da considerarsi “fuori campo”.

IMPOSTE INDIRETTE

Per le assegnazioni o cessioni soggette ad imposta di registro proporzionale le aliquote dell’imposta sono ridotte alla metà, e le imposte ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa.

Pertanto, per gli immobili a destinazione abitativa l’aliquota passa al 4,5% o all’1%, nel caso di immobile  acquisito come “prima casa” dal beneficiario; (per i beni acquistati senza scontare Iva a monte, l’imposta di registro passa al 4,5% senza distinzione tra abitativi e strumentali).

Per i beni strumentali si applica un’imposta di registro fissa pari a 200€ ed imposte ipotecarie e catastali fisse pari a 200€ (in deroga alla disciplina ordinaria che prevede l’applicazione di tali imposte nella misura complessiva del 4%).

Per i terreni agricoli l’aliquota dell’imposta di registro è dimezzata al 7.5%, o determinata in misura fissa pari a 200€ se l’avente causa è un coltivatore diretto o IAP (imprenditore agricolo professionale); le imposte ipotecarie e catastali trovano applicazione in misura fissa pari a 50€, ovvero, rispettivamente 200€ e l’1% se l’avente causa è un coltivatore diretto o IAP.

SCADENZE E VERSAMENTI

Il termine entro il quale perfezionare gli atti di assegnazione o cessione, o la trasformazione agevolata è il 30/09/2016. L’imposta sostitutiva deve essere, invece, versata ( utilizzando il modello F24):

  • il 60% entro il 30 novembre 2016;
  • il rimanente 40% entro il 16 giugno 2017.

EFFETTI

Per il socio assegnatario è prevista la tassazione degli utili in natura eccedenti la somma assoggettata a imposta sostitutiva dalla società. Tuttavia, il valore normale dei beni ricevuti, al netto dei debiti accollati, riduce il costo fiscalmente riconosciuto delle azioni o quote possedute.

In più, non opera la presunzione di prioritaria distribuzione di riserve di utili: la società è libera fiscalmente di scegliere quale posta patrimoniale utilizzare in contropartita al bene assegnato. Bisogna, tuttavia, considerare le disposizioni del Codice Civile e dei principi contabili che impongono limiti e vincoli all’utilizzo delle riserve, in funzione della loro natura.

Con riferimento alla cessione agevolata, per il socio non si genera alcun utile in natura, né si modifica il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione.

PER APPROFONDIRE

Segnaliamo l’articolo di Federnotizie su Assegnazione agevolata di beni ai soci


Iscriviti alla nostra newsletter

Ammortamento al 140% per favorire gli investimenti in automobili nuove

Ammortamento al 140% per favorire gli investimenti in automobili nuove

 L’articolo che segue è pubblicato su Mysolution|Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.

 

Tra le misure adottate dal Governo per favorire gli investimenti privati troviamo il c.d. “superammortamento”, contenuto nella Legge di stabilità 2016 (L.208/2015), che consiste in una maggiorazione del 40% del costo fiscalmente riconosciuto per l’acquisizione, effettuata dal 15/10/2015 al 31/12/2016, di nuovi beni strumentali.

Il superammortamento può essere applicato anche all’acquisto di automobili ed autoveicoli determinando, così, un’agevolazione fiscale derivante dalla possibilità di ammortizzare fiscalmente detti beni al 140% al posto del 100%.

Il super ammortamento al 140% produce effetti fiscali, economici e finanziari diversi a seconda che si tratti di auto a deducibilità integrale, auto concesse in benefit ai dipendenti, auto non assegnate o auto acquistate in leasing. Inoltre in base a quanto disposto dal c.92 « fermo restando quanto disposto al comma 91 e solo per gli investimenti effettuati nello stesso periodo ivi previsto, sono altresì maggiorati del 40 per cento i limiti rilevanti per la deduzione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria dei beni di cui all’articolo 164, comma 1, lettera b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917».

Auto a deducibilità integrale

Fiscalmente, un auto si considera a deducibilità integrale se impiegata come strumentale nell’attività dell’impresa o è adibita ad uso pubblico (noleggiatori, tassisti, autoscuole). Nel caso delle auto a deducibilità integrale il super ammortamento produce effetti identici a quelli prodotti su ogni altro tipo di cespite: l’agevolazione fiscale sarà pari al 140% del costo, da ripartire all’interno della durata fiscale prevista per l’ammortamento.

Auto concesse in benefit ai dipendenti

Il super ammortamento è sempre pari al 140% del costo dell’auto, ma la deduzione fiscale è limitata al 70% del costo stesso (restando invariata la percentuale di deducibilità già prevista dal TUIR).

Auto non esclusivamente strumentali

La norma prevede la maggiorazione del 40% anche per i limiti di spesa su cui calcolare le quote di ammortamento e i canoni di leasing dei mezzi di trasporto a motore che non vengono utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa, limiti attualmente individuati dall’art. 164, comma 1, lettera b), TUIR.

A titolo di esempio ll limite del costo fiscale delle auto (18.076 euro) deve essere aumentato del 40% e risulta quindi incrementato fino ad 25.306 euro.

Attenzione: l’incremento del limite non riguarda le auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti. Il richiamo della norma è solo alla lettera b dell’art. 164 e non alla lettera b-bis.

La deducibilità del costo resta invariata nella misura del 20% relativamente a autovetture, autocaravan, ciclomotori e motocicli che non siano utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa.

 

AutovetturaDeducibilitàAmmortamento agevolato
Strumentale100%140% del costo dell’autovettura.
Uso promiscuo a dipendenti70%140% del costo dell’autovettura.
Utilizzo nell’attività di impresa o lavoro autonomo20%140% del minore tra il costo dell’autovettura e il nuovo limite fiscalmente deducibile (Euro 25.306,39).

Auto acquistate in leasing

Per le auto in leasing, la maggiorazione del 40% si ripartisce in funzione del periodo massimo di deduzione dei canoni. Per le auto a deducibilità integrale e per quelle date in benefit ai dipendenti, il super ammortamento permette di accelerare il recupero dell’agevolazione fiscale in 24 mesi (la metà del periodo di ammortamento).

 


Iscriviti alla nostra newsletter

Superammortamento al 140% per favorire gli investimenti.

Superammortamento al 140% per favorire gli investimenti in nuovi beni strumentali.

L’articolo che segue è pubblicato su Mysolution|Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.

Tra le misure adottate dal Governo per favorire gli investimenti privati troviamo il c.d. “super ammortamento”, contenuto nella Legge di stabilità 2016 (L.208/2015).

Il super ammortamento consiste in una maggiorazione del 40% del costo fiscalmente riconosciuto per l’acquisizione, dal 15/10/2015 al 31/12/2016, di nuovi beni strumentali.

Si determina, così, un’agevolazione fiscale derivante dalla possibilità di ammortizzare fiscalmente detti beni al 140% al posto del 100%.

L’art.1, c.91 L. n.208/2015 prevede: « Ai fini delle imposte sui redditi, per i soggetti titolari di reddito d’impresa e per gli esercenti arti e professioni che effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, il costo di acquisizione e’ maggiorato del 40 per cento».

Soggetti beneficiari

I soggetti beneficiari di questa disposizione sono:

  • I titolari di reddito d’impresa;
  • I titolari di reddito da lavoro autonomo ( ad esclusione dei contribuenti in regime forfettario).

Ambito temporale

Beneficiano dell’agevolazione gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016.

Ambito applicativo ed esclusioni

La maggiorazione del 40% degli ammortamenti è possibile in caso di acquisto, anche tramite contratti di locazione finanziaria, esclusivamente di beni strumentali nuovi. Tali beni, infatti, devono essere caratterizzati dal requisito di novità, vale a dire non essere mai stati utilizzati da altri soggetti.

In virtù del c.93 della suddetta Legge « La disposizione di cui al comma 91 non si applica agli investimenti in beni materiali strumentali per i quali il decreto del Ministro delle finanze 31 dicembre 1988, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 1989, stabilisce coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5 per cento, agli investimenti in fabbricati e costruzioni, nonché agli investimenti in beni di cui all’allegato n. 3 annesso alla presente legge».

Sono esclusi, per apposita previsione di Legge:

  • I fabbricati e le costruzioni;
  • I beni con un coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%;
  • Le condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali, dagli stabilimenti balneari e termali e per la produzione e distribuzione di gas naturale;
  • Il materiale rotabile, ferroviario e tranviario;
  • Gli aerei completi di equipaggiamento.

Sono agevolabili gli acquisti in beni nuovi strumentali, destinati ad essere utilizzati in modo durevole dall’impresa ed iscritti in bilancio tra le immobilizzazioni materiali.

Attenzione: l’agevolazione non si applica all’acquisto dei c.d. beni merce e dei materiali di consumo).

I beni mantengono il requisito di strumentalità sia se utilizzati direttamente dall’impresa, sia se concessi a terzi in locazione, a fronte del pagamento di un corrispettivo. L’incentivo spetta anche per beni che l’impresa acquirente concede a terzi in comodato, purché essi siano utilizzati dal comodatario nell’ambito di un’attività strettamente funzionale all’esigenza di produzione del comodante (Circolare 90/E/2001). 

Sembrerebbero poter beneficiare del bonus sugli ammortamenti anche i beni di costo inferiore a € 516,46, con ammortamento del 140% interamente nell’anno d’acquisto.

Per quanto riguarda l’acquisto di beni strumentali in leasing, la maggiorazione del 40% sull’ammortamento riguarda la sola quota capitale del canone di leasing (oltre al prezzo di riscatto finale), cosicché la deduzione del 140% sia applicata sul costo sostenuto dal concedente.

In pratica, l’ammortamento al 140% consente di ammortizzare il cespite acquistato secondo le aliquote ordinarie, mentre dal punto di vista fiscale viene effettuata una variazione in diminuzione della base imponibile su cui poi verranno calcolate le imposte.

Acconti

In base al c.94 « Le disposizioni dei commi 91 e 92 non producono effetti sulla determinazione dell’acconto dovuto per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2015. La determinazione dell’acconto dovuto per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2016 è effettuata considerando, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata in assenza delle disposizioni dei citati commi 91 e 92». Da ciò, si desume che l’acconto non debba essere ricalcolato per tener conto degli eventuali effetti del super ammortamento. Per la determinazione dell’acconto dovuto per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2016, si deve procedere considerando, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata in assenza delle nuove disposizioni. Di conseguenza, per il 2016, si dovrà effettuare il ricalcolo degli acconti al fine di sterilizzare l’importo dall’eventuale effetto positivo delle nuove disposizioni.

Studi di settore

Il c.97 stabilisce che « le disposizioni di cui ai commi 91 e 92 non producono effetti sui valori attualmente stabiliti per l’elaborazione e il calcolo degli studi di settore previsti dall’articolo 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, e successive modificazioni». Ne deriva che, ai fini del calcolo degli studi di settore, gli ammortamenti andranno valorizzati con le regole ordinarie.


Iscriviti alla nostra newsletter

Guida al regime forfettario 2016

Guida al regime forfettario 2016

Check list regime forfettario

La legge di Stabilità per il 2016 (legge 28/12/2015 n.208 ) ha nuovamente modificato il regime agevolato rivolto alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arte o professioni in forma individuale. In sintesi, il regime (naturale per chi possiede i requisiti di ingresso) si sostanzia nella determinazione forfetaria del reddito, che viene poi tassato con un’imposta del 15% o del 5% (in presenza di determinati requisiti), sostitutiva dell’Irpef, delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap. Vantaggi sono previsti anche sul versante adempimenti, che sono fortemente semplificati, nonché per il regime contributivo. In attesa di una circolare che ne chiarisca meglio i contorni normativi, anche in rapporto con il regime dei minimi, forniamo una breve e non esaustiva scheda di sintesi.

L’articolo che segue è pubblicato su Mysolution|Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.

Requisiti d’accesso e permanenza (art.1 c.54 L. 109/2014):

Possono aderire al nuovo regime le persone fisiche esercenti attività d’impresa o arti o professione che nell’anno solare precedente:

  • Abbiano conseguito ricavi/compensi non superiori a determinate soglie, indicate nell’allegato della legge di stabilità 2016, variabili a seconda del codice ATECO di riferimento dell’attività esercitata;
  • Abbiano sostenuto spese per il personale non superiori a 5.000 € lordi;
  • Il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, di beni mobili strumentali non superiore a 20.000 € al 31/12 (i beni promiscui si considerano nella misura del 50%). Su tale limite non vanno considerati:
    • I beni immobili comunque acquisiti ed utilizzati;
    • I beni di costo unitario non superiore a €516,46;
    • Per i beni in locazione finanziaria rileva il costo sostenuto dal concedente. Per i beni in locazione o in comodato si considera il valore normale.

I soggetti che iniziano l’attività possono adottare l’aliquota agevolata al 5% per i primi 5 anni, a condizione che:

  • non abbiano esercitato nei 3 anni precedenti attività di impresa, arte o professione;
  • l’attività non sia la mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta, a meno che non rientri nella pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • qualora l’attività sia il proseguimento di un’attività esercitata da un altro soggetto, l’ammontare dei ricavi / compensi del periodo d’imposta precedente non sia superiore ai limiti di ricavi / compensi previsti per il regime forfetario.

Per aderire al regime è irrilevante l’età e non è previsto alcun limite di durata.

Esclusioni (art.1, c.57 L. 109/2014):

Il regime forfettario non può essere adottato dai soggetti:

  • che si avvalgono di regimi speciali ai fini Iva o di regimi forfettari ai fini della determinazione del reddito (cessione di generi di monopolio, agriturismo, ecc…). L’esercizio di tali attività è incompatibile con il regime agevolato soltanto in vigenza del regime stesso: in sostanza, l’aver esercitato una delle predette attività nell’anno precedente all’ingresso del regime, consente invece l’adozione del regime forfetario;
  • non residenti ( applicabile dai soggetti residenti in uno Stato UE o aderente allo SEE (Norvegia, Islanda, Liechtenstein), che assicuri un adeguato scambio di informazioni, e che producano almeno il 75% del loro reddito in Italia;);
  • che, in via esclusiva o prevalente, effettuano cessioni di fabbricati/porzioni di fabbricato, di terreni edificabili ex art. 10, comma 1, n. 8, DPR n. 633/72 ovvero di mezzi di trasporto nuovi nei confronti di soggetti UE;
  • che, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, partecipano a società di persone o associazioni professionali o Srl trasparenti;
  • che abbiano conseguito, nell’anno antecedente a quello in cui intendono avvalersi del regime agevolato, redditi di lavoro dipendente o assimilato ex artt. 49 e 50 TUIR (compreso il reddito da pensione), eccedenti la soglia di €30.000 (il rispetto di tale limite non rileva se il rapporto di lavoro risulta cessato).

Semplificazioni (art.1, c.58-60 L.109/2014):

Semplificazioni ai fini Iva:

  • sono esonerati, in generale, dal versamento dell’Iva;
  • sono esonerati dall’obbligo della:
    • registrazione di fatture emesse/corrispettivi;
    • registrazione degli acquisti;
    • tenuta e conservazione dei registri e dei documenti, ad eccezione delle fatture di acquisto e le bollette doganali;
    • dichiarazione e comunicazione annuale Iva;
    • comunicazione spesometro;
    • comunicazione black-list;
    • comunicazione delle dichiarazioni d’intento ricevute;
  • sono obbligati:
    • a presentare gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie;
    • a versare l’Iva in relazione agli acquisti di beni intra UE di importo annuo superiore a 10.000€ e ai servizi ricevuti da non residenti con applicazione del reverse change;

Semplificazioni ai fini delle imposte sui redditi:

  • sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili;
  • determinano il reddito in maniera semplificata, applicando ai ricavi/compensi percepiti un coefficiente di redditività (determinato dal decreto ministeriale), e scomputando da tale ammontare i contributi previdenziali obbligatori versati; il reddito, quindi, non viene più calcolato come differenza tra componenti positive e negative;
  • sono obbligati alla conservazione dei documenti ricevuti ed emessi;
  • sono esonerati dalla presentazione degli studi di settore;

Determinazione del reddito ed aliquote (art.1, c.64-65 L.109/2014):

Il reddito imponibile viene determinato applicando ai ricavi/compensi un coefficiente di redditività, differenziato in base al codice ATECO  dell’attività esercitata,  senza tener conto delle spese sostenute nell’anno. Una volta determinato il reddito imponibile, vengono dedotti i contributi previdenziali versati in base alla legge.  Il reddito così determinato è soggetto ad un’imposta pari al 15%, sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali, nonché dell’IRAP.

Codice attività ATECO 2007SettoreLimiti compensiCoeff. redditività
VecchiNuovi
(10 – 11)Industrie alimentari e delle bevande35.00045.00040%
45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9Commercio all’ingrosso e al

dettaglio

40.00050.00040%
47.81Commercio ambulante e di

prodotti alimentari e bevande

30.00040.00040%
47.82 – 47.89Commercio ambulante di altri

prodotti

20.00030.00054%
(41 – 42 – 43) – (68)Costruzioni e attività immobiliari15.00025.00086%
46.1Intermediari del commercio15.00025.00062%
(55 – 56)Attività dei servizi di alloggio e di

ristorazione

40.00050.00040%
(64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88)Attività professionali, scientifiche,

tecniche, sanitarie, di istruzione,

servizi finanziari ed assicurativi

15.00030.00078%
(01 – 02 – 03) – (05 – 06 – 07 – 08 – 09) – (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27 – 28 – 29 – 30 – 31 –32 – 33) – (35) – (36 – 37 – 38 – 39) – (49 – 50 – 51 – 52 – 53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63) – (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84) – (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) – (97 – 98) – (99)Altre attività economiche20.00030.00067%

Definiti requisiti d’accesso, regole di determinazione del reddito, esclusioni e semplificazioni, il regime forfettario ipotizza due diversi livelli impositivi:

  • uno ordinario, che prevede un’imposta sostitutiva del 15%;
  • uno agevolato per chi inizia l’attività, con un’imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni, a condizione che:
    • il contribuente non abbia esercitato nei 3 anni precedenti attività di impresa, arte o professione;
    • l’attività non sia la mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta, a meno che non rientri nella pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
    • qualora l’attività sia il proseguimento di un’attività esercitata da un altro soggetto, l’ammontare dei ricavi / compensi del periodo d’imposta precedente non sia superiore ai limiti di ricavi / compensi previsti per il regime forfetario.

Regime previdenziale (art.1, c76-84 L.109/2014):

Il regime forfettario prevede che i contributi INPS siano calcolati sul reddito determinato a forfait in base ai criteri fiscali:

  • Per le ditte individuali è stata prevista una riduzione del 35% sui contributi minimi dovuti dagli iscritti alla gestione INPS artigiani e commercianti; l’aliquota prevista per il 2016 per gli artigiani è del 23,10%(se di età superiore a 21 anni, altrimenti è del 20,10%), mentre l’aliquota per i commercianti è del 23,19% (se di età inferiore a 21 anni è del 20,19%);
  • Per i lavoratori autonomi non iscritti ad alcun albo professionale e titolari di partita IVA iscritti alla gestione separata INPS l’aliquota contributiva rimane del 27,72%;
  • Per i soggetti titolari di pensione o già assicurati presso altre forme di previdenza obbligatoria l’aliquota contributiva passa al 24%.

Check list regime forfettario

Strumento operativo di controllo a supporto dell’attività svolta dai collaboratori negli studi professionali, predisposto dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti liberamente scaricabile: Check list regime forfettario


Iscriviti per restare informato

PMI e startup innovative

PMI e startup innovative

Pareri e ultimi chiarimenti

Articolo PMI e startup innovative, pareri e ultimi chiarimenti pubblicato su Mysolution e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

Il Legislatore attraverso le agevolazioni riservate alle StartUp Innovative ed alle PMI Innovative intende promuovere la crescita sostenibile e la diffusione di una nuova cultura imprenditoriale più incline ad attingere dal mondo della ricerca e dell’università e ad aprirsi ai flussi internazionali di capitale umano e finanziario. Raccogliamo e segnaliamo una serie di pareri emessi dal Ministero per lo Sviluppo Economico di sicuro interesse per imprenditori, finanziatori e professionisti.

Le piccole e medie imprese rappresentano la spina dorsale del sistema economico e produttivo nazionale. Il Legislatore attraverso le agevolazioni riservate alle StartUp Innovative ed alle PMI Innovative intende promuovere la crescita sostenibile e la diffusione di una nuova cultura imprenditoriale più incline ad attingere dal mondo della ricerca e dell’università e ad aprirsi ai flussi internazionali di capitale umano e finanziario. Proponendosi di sostenere in modo ancora più massiccio e pervasivo la propagazione di innovazioni di tipo tecnologico all’interno del tessuto produttivo nazionale parte delle agevolazioni già previste già previste a beneficio delle startup innovative sono state ampliate ad una platea di imprese potenzialmente molto più vasta: le PMI innovative, vale a dire tutte le piccole e medie imprese che operano nel campo dell’innovazione tecnologica, a prescindere dalla data di costituzione, dall’oggetto sociale e dal livello di maturazione.

 Per rimanere informato iscriviti alla nostra NewsLetter

Raccogliamo e segnaliamo una serie di pareri emessi dal Ministero per lo Sviluppo Economico di sicuro interesse per imprenditori, finanziatori e professionisti.

PMI e startup innovative. Adempimenti informativi sui soci in caso di polverizzazione della compagine sociale (equity crowdfunding)

Il parere risponde a un quesito in merito al deposito del curriculum vitae dei soci per una società che effettua una campagna di equity crowdfunding e presenta quindi un azionariato diffuso. Chiarisce in merito agli obblighi informativi sui soci previsti rispettivamente dall’art. 4, comma 3, lett. h) del D.L 3 del 2015 “Investment Compact” e dall’art. 25, comma 12, lett. g), del D.L.179 del 2012, che essi si limitano ai cd. “soci rilevanti”.

Parere 2 settembre 2015 (pdf, 239 kb)

PMI e startup innovative. Adempimenti informativi sui soci in caso di quotazione su piattaforma multilaterale di negozazione

Il parere risponde a un quesito in merito agli obblighi informativi sui soci per una PMI innovativa quotata su una piattaforma multilaterale di negoziazione, chiarendo la disciplina dell’art. 4, comma 3, lett. h) del D.L 3 del 2015 “Investment Compact”.

Il principio di trasparenza viene temperato per i soci non rilevanti.

Si applica per similitudine anche alle startup innovative, tipicamente per quelle che effettuano campagne di equity crowdfunding.

Parere 2 settembre 2015 (pdf, 210 kb)

Startup innovativa. Affitto d’azienda o ramo d’azienda

Il parere risponde a un quesito in materia di startup di impresa, in particolare riguardo il caso di una società operante nell’ambito oggettivo della innovazione tecnologica, che non disporrebbe, tuttavia, del requisito soggettivo dettato dall’articolo 25, comma 2, lett. g) del D.L. 179 del 2012, che afferma «g) non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda », in quanto trattasi di s.r.l., già costituita, che si renderebbe affittuaria di un’azienda.

Parere 3 settembre 2015 (pdf, 224 kb)

PMI innovative. Cinque chiarimenti sulla certificazione del bilancio

Il parere risponde a cinque quesiti sulla certificazione del bilancio, requisito fondamentale per il riconoscimento delle PMI innovative.

Parere 3 settembre 2015 (pdf, 297 kb)

PMI e startup innovative. Requisito dei costi in attività di R&S, immobilizzazioni immateriali; poteri di verifica della Camera di commercio

Il parere chiarisce che le immobilizzazioni immateriali sono annoverabili tra le attività di ricerca e sviluppo ai fini del conseguimento del relativo requisito ai fini del riconoscimento di PMI innovative e, per similitudine, di startup innovative. Precisa inoltre il perimetro dei poteri di verifica sul possesso dei requisiti da parte delle camere di commercio.

Parere 3 settembre 2015 (pdf, 236 kb)

PMI e startup innovative. Requisiti soggettivi e oggettivi: nozione di collaboratore a qualsiasi titolo ed esclusione dei marchi

Il parere risponde a molteplici quesiti in merito ai requisiti soggettivi e oggettivi per l’iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese dedicata alle PMI innovative. Per similitudine, il parere, che chiarisce la nozione di collaboratore a qualsiasi titolo (requisito soggettivo) ed esclude i marchi dalle forme di tutela della proprietà intellettuale rilevanti ai fini del requisito oggettivo, si applica anche alle startup innovative.

Parere 4 settembre (pdf, 238 kb)

 

 Per rimanere informato iscriviti alla nostra Newsletter

 

School bonus

School bonus

Sconti fiscali per le donazioni

Articolo School bonus: sconti fiscali per le donazioni  pubblicato su Mysolution e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

Il legislatore prevedendo un bonus fiscale per le erogazioni liberali a favore degli istituti del sistema nazionale di istruzione ha voluto in qualche modo replicare quanto previsto per l’“art bonus” che, come è noto, riconosce un credito di imposta per favorire le erogazioni liberali, effettuate esclusivamente in denaro, a favore del turismo e della cultura.

La legge 107/2015 (“riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione”), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 15 luglio prevede tra le altre novità un bonus fiscale per le erogazioni liberali a favore degli istituti del sistema nazionale di istruzione.

Il legislatore ha voluto in qualche modo replicare quanto previsto per l’“art bonus” che, come è noto, riconosce un credito di imposta per favorire le erogazioni liberali, effettuate esclusivamente in denaro, a favore del turismo e della cultura.

L’articolo 1, comma 145, della legge 107/2015 (in vigore dal 16/07/2015), prevede:

“Per le erogazioni liberali in denaro destinate agli investimenti in favore di tutti gli istituti del sistema nazionale di istruzione, per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e per il sostegno a interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti, spetta un credito d’imposta pari al 65 per cento delle erogazioni effettuate in ciascuno dei due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014 e pari al 50 per cento di quelle effettuate nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016.”

Requisiti soggettivi

Il credito d’imposta è riconosciuto alle persone fisiche nonchè agli enti non commerciali e ai soggetti titolari di reddito d’impresa e non è cumulabile con altre agevolazioni previste per le medesime spese.

Tre quote annuali di pari importo

Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo. Ad esempio, il credito maturato nel 2015, di ammontare pari a 90, sarà utilizzabile nel 2016, nel 2017 e nel 2018, con il tetto massimo annuale di 30.

Importo massimo agevolabile

Le spese di cui al comma 145 sono ammesse al credito d’imposta nel limite dell’importo massimo di euro 100.000 per ciascun periodo d’imposta.

Credito utilizzabile in compensazione

Per i soggetti titolari di reddito d’impresa, il credito d’imposta, ferma restando la ripartizione in tre quote annuali di pari importo, è utilizzabile tramite compensazione tramite modello F24 ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Pubblicità

I soggetti beneficiari devono provvedere a dare pubblica comunicazione dell’ammontare delle erogazioni ricevute, nonchè della destinazione e dell’utilizzo delle erogazioni stesse tramite il proprio sito web istituzionale, nell’ambito di una pagina dedicata e facilmente individuabile, e nel portale telematico del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

 

Patent box

Patent box

Tassazione agevolata sui redditi derivanti dalle opere di ingegno (marchi e brevetti).

E’ in corso pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il decreto di attuazione del cosiddetto “Patent Box“, firmato dal Ministro per lo Sviluppo Economico Federica Guidi e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan.

Le norme sul Patent Box, introdotte nella legge di stabilità per il 2015, prevedono una tassazione agevolata sui redditi derivanti dalle opere di ingegno (marchi e brevetti).

La proprietà intellettuale oggetto del Patent Box è estremamente ampia:

  1. brevetti di tutti i tipi (invenzioni, modelli, nuove varietà vegetali , biotecnologie e topografie di prodotti a semiconduttori);
  2. software registrato con il copyright (e quindi non brevettato);
  3. marchi;
  4. disegni e modelli;
  5. know how.

L’agevolazione consiste in una deduzione pari al 30% nel 2015, al 40% nel 2016 e al 50% dal 2017 di tali redditi. Il decreto di attuazione stabilisce l’ambito di applicazione delle misure, i soggetti beneficiari, fissa i criteri per la determinazione del reddito agevolabile e le modalità per l’opzione del regime fiscale agevolato che dura cinque anni ed è rinnovabile.

E’ già in vigore, invece, il decreto che rende operativo il credito d’imposta sulle spese in ricerca e sviluppo (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 luglio 2015), che rientra anch’esso nella strategia di “Finanza per la crescita”.

Allegati

Credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo

Credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo

Riportiamo, grazie alla disponibilità dell’autore, un breve articolo di Mattia Corbetta (@CorbettaMattia), membro della segreteria del MISE.

 

È online sul sito della Gazzetta Ufficiale il testo del decreto attuativo sul nuovo regime del credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo:

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/…/2015/07/29/15A05898/sg

La Legge di Stabilità 2015 (art. 1, comma 35 ) ha riscritto la disciplina del credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo introdotto dal Decreto “Destinazione Italia”, differendo la sua operatività al 2015 ma contemporaneamente dilatandone il periodo di fruizione fino al 2019.

Il credito d’imposta è riconosciuto a favore delle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo, fino ad un importo massimo annuale di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario.

Il credito è nella misura del 25% degli incrementi annuali di spesa nelle attività di ricerca e sviluppo rispetto alla media delle spese maturate nei 3 periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015, sempre che in ciascuno dei periodi d’imposta siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo pari ad almeno 30.000 euro.

Il beneficio fiscale raggiunge il 50% per gli investimenti in ricerca e sviluppo relativi a:

  • assunzione di personale altamente qualificato; oppure
  • costi della ricerca “extra muros”, cioè svolta in collaborazione con università ed enti o organismi di ricerca e con altre imprese, come le startup innovative.

Attenzione: maggiorazione al 50% per l’attività di R&S affidata a società terza in outsourcing. Quella società terza potrebbe essere una startup innovativa cui un’azienda tradizionale si rivolge per fare innovazione nella propria filiera

Il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, di cui al link sopra, ha adottato le disposizioni attuative necessarie.

Scarica il documento: nuovo regime del Credito d’Imposta R&S

 

 

Guida alle StartUp Innovative

Guida alle StartUp Innovative,

dalle agevolazioni fiscali all’uso del work for equity

Articolo pubblicato su Mysolution e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

 

Il Legislatore, mediante il Decreto 179 sulle Startup innovative, ha inteso agevolare “la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico, la nuova imprenditorialità e l’occupazione, in particolare giovanile, creando le condizioni sistemiche favorevoli alle imprese capaci di introdurre beni, servizi e modalità produttive innovativi ad alto valore tecnologico”.

Coerentemente ad un cosi ambizioso obiettivo, sono state introdotte una vasta schiera di misure di sostegno a favore di startup innovative e incubatori certificati, ivi incluse le semplificazioni degli adempimenti amministrativi, l’intervento gratuito e prioritario del Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese sui prestiti bancari ed il riconoscimento di benefici fiscali e contributivi per la remunerazione di dipendenti e prestatori di servizi esterni – aspetto, quest’ultimo, su cui si è concentrata la recente Guida all’uso dei piani azionari e del work for equity.

Le principali agevolazioni per le startup innovative

Il regime di vantaggio adottato ha rivoluzionato profondamente il regime normativo entro cui operano questo particolare tipo di imprese. Riepiloghiamo senza pretesa alcuna di esaustività le principali agevolazioni previste per le start up agevolative:

  1. Esonero da diritti camerali e imposte di bollo;
  2. Gestione societaria flessibile soprattutto in tema di diritti e partecipazioni;
  3. Facilitazioni nel ripianamento delle perdite;
  4. Disciplina del lavoro ad hoc;
  5. Facoltà di remunerazione flessibile;
  6. Remunerazione di collaboratori e fornitori di servizi attraverso strumenti di partecipazione al capitale, regime fiscale di vantaggio;
  7. Credito d’imposta per l’assunzione di personale altamente qualificato;
  8. Introduzione di incentivi fiscali per investimenti in startup provenienti da persone fisiche (detrazioni Irpef del 19%) e giuridiche (deduzioni dell’imponibile Ires del 20%);
  9. Introduzione dell’equity crowdfunding;
  10. Accesso semplificato, gratuito e diretto per le startup al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese;
  11. Sostegno ad hoc nel processo di internazionalizzazione delle startup da parte dell’Agenzia ICE;
  12. Fail-fast: ovvero non assoggettabilità delle start up innovative alla disciplina del fallimento.

Per un maggiore approfondimento si rimanda alla Scheda di sintesi della policy a sostegno delle startup innovative  (aggiornata a marzo 2015)

Guida alle agevolazioni fiscali in favore delle startup innovative

Il regime fiscale delle StartUp Innovative è stato ampiamente analizzato nella circolare 16/E della Agenzia delle Entrate “Agevolazioni fiscali in favore delle start-up innovative e degli incubatori certificatiche fornisce i primi chiarimenti interpretativi e, ripercorrendo le norme, offre un quadro organico delle agevolazioni che riguardano le Startup innovative. Come già illustrato in un mio precedente articolo, la trasposizione della stessa in lingua inglese mira ad informare un pubblico più vasto sull’ambito di applicazione degli sconti fiscali introdotti dal decreto legge 179/2012, volti a favorire la nascita e crescita di nuove imprese innovative, mediante investimenti agevolati nel capitale, ad aumentare l’impiego di personale altamente qualificato e attrarre capitali esteri in Italia.

Guida all’uso dei piani azionari e del work for equity.

La recente Guida all’uso dei piani azionari e del work for equity del Ministero per lo Sviluppo Economico ha l’obiettivo di illustrare sinteticamente le opportunità offerte dal Decreto-Legge 179 del 18 ottobre 20121 in materia di remunerazione ed incentivazione dei dipendenti e prestatori di servizi esterni alle società che si qualificano come startup innovative e incubatori certificati.

L’obiettivo dei suddetti benefici è rinvenibile nella volontà di consentire alle startup innovative e agli incubatori certificati di dotarsi di efficienti strumenti di fidelizzazione e incentivazione del management, in un settore in cui il capitale umano risulta di particolare importanza, nonché di accedere a prestazioni professionali qualificate che, in ragione della loro onerosità, non potrebbero essere altrimenti fruite dalle startup innovative, specie in una fase iniziale dell’attività d’impresa – com’è, per definizione, quella in cui esse operano – in cui sovente si registra una carenza di liquidità.

Per approfondire

Iscriviti alla nostra Newsletter