Pianificazione fiscale 2014-2015

Pianificazione fiscale 2014-2015

Un breve memorandum ad uso di professionisti ed imprenditori

 Articolo pubblicato su Mysolution e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

L’ avvicinarsi della fine dell’anno ci spinge ad analizzare le recenti novità legislative per ottimizzare la pianificazione fiscale. In un quadro che troppo spesso appare opaco e confuso è però possibile scorgere qualche segnale positivo. Tra le scelte da effettuare a fine anno ne segnaliamo alcune da monitorare, in attesa dei testi definitivi e della relativa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Se l’attuazione e la definizione dei vari decreti di riforma del sistema tributario appaiono ancora particolarmente confusi, è utile fare il punto ed individuare alcune modifiche favorevoli al contribuente. Sarà necessario monitorare costantemente l’evoluzione delle norme per comprenderne appieno l’efficacia ma riteniamo importante dopo aver analizzatoLa manovra di stabilità in dieci punti” e “Il decreto semplificazioni fiscali in 10 punti fornire un breve memorandum ad uso di professionisti ed imprenditori.

Regime dei minimi: aprire la Partita IVA nel 2014

Il 2015 vedrà riformata in maniera radicale la tassazione dei regimi fiscali agevolati delle nuove partite iva con fatturati ridotti. Sulla riforma del regime dei minimi rimando all’ottimo articoloNuovo regime dei minimi al 15%di Cristina Arena.

In attesa di conoscere il testo definitivo della norma (pare siano allo studio ulteriori modifiche), sembra che chi è intenzionato ad intraprendere una nuova attività abbia tutto l’interessa a valutare di aprire la partita Iva entro il 2014 in quanto potrà scegliere di continuare ad essere sottoposto all’attuale (e più favorevole) regime dei minimi.

Professionisti: rimborsi spese non rientrano più tra i compensi.

Finalmente con la definitiva approvazione del D.Lgs. Semplificazioni fiscali è stata confermata la tanto attesa norma che modifica l’art. 54, co. 5, del Tuir ed esclude dalla determinazione del reddito professionale le spese di vitto e alloggio sostenute dal committente.

Le cosidette spese “prepagate” dal committente non saranno quindi sottoposte ai limiti di deducibilità previsti dall’art. 54 Tuir per le spese di vitto ed alloggio sostenute dal professionista (attualmente il 75% dell’ammontare delle spese, per un importo comunque non superiore al 2% dei compensi).

È stato finalmente riconosciuto che dette spese sostenute dal committente e necessarie per lo svolgimento dell’incarico da questi affidato al professionista, non possono avere funzione remunerativa della prestazione resa ma rappresentano esclusivamente “le spese occorrenti al conseguimento dell’opera”.

La nuova disposizione dovrebbe applicarsi dal 2015 ma consente fin da ora alle aziende di aggiornare le proprie procedure che verranno notevolmente semplificate rispetto alle precedenti estremamente complesse razionalizzando i rapporti con i propri consulenti.

Omaggi: uniformati limiti IVA e dirette a 50 euro

Sempre il decreto legislativo ‘Semplificazioni fiscali’ approvato nel CDM del 30.10.2014 prevede l’aumento da euro 25,82 a euro 50,00 la soglia per la detraibilità degli omaggi di beni non rientranti nell’attività d’impresa. Con tale adeguamento normativo verranno finalmente uniformate la soglia IVA e quella prevista dalle imposte dirette che prevede che i costi sostenuti per l’acquisto di beni destinati a omaggio sono deducibili integralmente se di valore unitario non superiore a € 50 ( IVA indetraibile compresa).
Si resta in attesa della pubblicazione in Gazzetta ufficiale del provvedimento per comprenderne la data di efficacia.

 

Rivalutazione fiscale partecipazioni anche per il 2015

La manovra 2015 riapre nuovamente i termini relativi alla rideterminazione del valore o del costo di acquisto di terreni e partecipazioni non quotate posseduti all’1.1.2015.

Fissata al 30 giugno 2015 la scadenza per la redazione e l’asseverazione della perizia, nonchè per il versamento dell’imposta sostitutiva (o della prima delle tre rate in caso di rateizzazione).

L’imposta da corrispondere dovrà essere pari al 2% del valore risultante dalla perizia per le partecipazioni non qualificate e al 4% per le partecipazioni qualificate.

Tale opportunità può risultare interessante anche per coloro che, già in passato, si sono avvalsi della rivalutazione in base alle previgenti disposizioni, qualora il valore della partecipazione o del terreno sia ulteriormente incrementato rispetto a quanto già precedentemente rivalutato.

 

Agevolazioni per chi compra ed affitta casa: deduzione 20% in 8 anni

Per l’acquisto, effettuato dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, di unità immobiliari a destinazione residenziale, di nuova costruzione od oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia, cedute da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie o da quelle che hanno effettuato i predetti interventi è riconosciuta all’acquirente, persona fisica non esercente attività commerciale, una deduzione dal reddito complessivo pari al 20 per cento del prezzo di acquisto dell’immobile risultante dall’atto di compravendita nel limite massimo complessivo di spesa di 300.000 euro.

La deduzione spetta, nella medesima misura e nel medesimo limite massimo complessivo, anche per le spese sostenute dal contribuente persona fisica non esercente attività commerciale per prestazioni di servizi, dipendenti da contratti d’appalto, per la costruzione di un’unità immobiliare a destinazione residenziale su aree edificabili già possedute dal contribuente stesso prima dell’inizio dei lavori o sulle quali sono già riconosciuti diritti edificatori. Ai fini della deduzione le predette spese di costruzione sono attestate dall’impresa che esegue i lavori.

Fermo restando il limite massimo complessivo di 300.000 euro, la deduzione spetta anche per l’acquisto o realizzazione di ulteriori unità immobiliari da destinare alla locazione.

Approfondimenti nelle prossime lettere informative

Nei prossimi giorni cercheremo di approfondire le principali novità fiscali  inviando ai Clienti di Studio Panato | Dottori Commercialisti in Milano lettere informative più dettagliate accompagnate da strumenti operativi (Check List, formulari, interpretazioni operative).

Startup, un corso gratuito dall’Università di Stanford

Startup, un corso gratuito dall’Università di Stanford

L’Università di Stanford, in collaborazione con Y-Combinator, ha lanciato quest’anno un corso dal titolo “How to Start a Startup”. Un mix di lezioni dal vivo, letture da fare a casa e discussioni online per chiunque voglia avviare una startup o l’ha già fatto. 

Il tema Startup è di gran moda ma spesso ci si dimentica che le logiche e i processi tipici delle startup si stanno dimostrando efficaci ad accelerare lo sviluppo di realtà aziendali già esistenti, attraverso l’introduzione di tecnologie disruptive, con l’introduzione di modelli di business che guardano a nuovi mercati o di nuovi prodotti che cambiano profondamente il posizionamento dell’ impresa stessa.

Il corso che vi segnaliamo può essere quindi di interesse sia per il neo imprenditore, sia per chi sta ridisegnando la propria impresa a seguito di un passaggio generazionale o per riposizionarsi sul mercato.

L’ Università di Stanford offre gratuitamente un corso on line la cui particolarità è che le lezioni sono tenute da imprenditori di successo. 

Il corso ha un sito ufficiale nel quale è possibile vedere l’elenco delle lezioni e i topic coperti. Io però vi consiglio di affiancargli il sito non ufficiale che forse è organizzato un po’ meglio.

Per le discussioni e l’invio dei propri progetti è stato creato sia un gruppo facebook che un canale reddit ad-hoc.

Per approfondire: Dall’università di Stanford un corso per lanciare una startup

 

 

Legge di stabilità 2015: opportunità e criticità della manovra

Prima lettura della manovra Renzi in 10 punti e qualche riflessione.

Articolo pubblicato su FiscoPiù e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore Giuffrè

Le pur apprezzabili intenzioni di proporre una legge di stabilità espansiva volta ad incrementare occupazione e consumi nascondono numerosi incrementi di imposta tanto da far pensare ad una manovra tesa più a redistribuire che non a ridurre la tassazione.

Il rischio, già contemplato nelle clausole di salvaguardia, è che il maggior debito si tramuti in nuove tasse nel breve periodo ed in aspettative negative che mal si conciliano con un aumento dei consumi e degli investimenti.

 

Le difficoltà economiche in cui versa l’Italia e buona parte dell’Europa hanno portato all’elaborazione di un progetto di bilancio, di cui ad oggi non è stato reso pubblico il testo, mirato principalmente a favorire le imprese e i consumi e, ci si augura, la crescita del Paese.

Le intenzioni dichiarate sono il sostegno ai consumi privati ed un forte incentivo a favorire le nuove assunzioni mediante una consistente riduzione del costo del lavoro.

Particolarmente apprezzabile, quanto meno sul piano teorico, la volontà di voler dedurre la componente lavoro (pur con importanti limitazioni) dalla base imponibile IRAP.

Purtroppo la manovra contiene in più punti provvedimenti volti ad incrementare l’imposizione.

La manovra di stabilità (che fa sue in qualche modo numerose proposte già formulate da Tremonti nel 2011), per quanto ad oggi ci è dato sapere, appare quindi sì una manovra espansiva nelle intenzioni, ma soprattutto una manovra tesa più a redistribuire che non a ridurre la tassazione.

Resta del tutto aperto il tema coperture e tagli di spesa, soprattutto dopo le dimissioni del commissario Cottarelli.

Il rischio, già contemplato nelle clausole di salvaguardia, è che il maggior debito si tramuti in nuove tasse nel breve periodo ed in aspettative negative che mal si conciliano con un aumento dei consumi e degli investimenti.

Di seguito si illustrano sinteticamente alcune delle principali novità previste nella legge di stabilità 2014.

 

1. IRAP, aumenta l’aliquota, ma si riduce la base imponibile.

La bozza della legge di Stabilità prevede il ritorno alla aliquota Irap del 3,9%, retroattivamente, già a partire dal primo gennaio 2014. Nessuna sanzione è prevista per chi ha versato minori acconti previsionali in base all’aliquota del 3,5% prevista dal decreto legge 66/14.

È prevista invece la deducibilità integrale a partire dal 2015 del costo del lavoro dalla base imponibile ai fini IRAP.

La riduzione del carico fiscale Irap sarà però dovuta per i soli contratti di lavoro a tempo indeterminato.

La riforma, anche a causa dell’ incremento retroattivo dell’aliquota IRAP che torna al 3,9%, andrà quindi a penalizzare le imprese caratterizzate da:

  • collaborazioni a progetto;
  • dipendenti a tempo determinato;
  • elevati oneri finanziari.

 

2. Decontribuzione neo assunti

Sono previste importanti agevolazioni: l’esenzione per 3 anni dei contributi per le nuove assunzioni a tempo indeterminato con il nuovo sistema di tutele crescenti, effettuate a partire da gennaio 2015.

I datori di lavoro del settore privato che nel 2015 effettueranno assunzioni a tempo indeterminato potranno quindi contare, per tre anni, su un esonero della contribuzione complessiva a loro carico, entro il limite di una franchigia pari a 8.060 euro annui (in precedenza era fissato a 6.200 )

  

3. Gli 80 euro: Bonus IRPEF e Bonus bebè

Prevista la stabilizzazione del bonus IRPEF per i lavoratori dipendenti e assimilati con reddito annuo lordo fino a 26 mila euro. Se quindi il bonus da 80 euro diventa strutturale, la platea dei beneficiari non si estende a pensionati e partite IVA.

La manovra prevede inoltre un bonus di 80 euro al mese per i primi tre anni di vita per tutti i bambini, sia italiani che stranieri. Non è chiaro se spetterà di fatto a tutte le famiglie (se la soglia Isee sarà a 90mila euro), oppure a quelle con Isee inferiore a una soglia più bassa ( alcune fonti parlano di una soglia di 30mila euro).

 

4. Regime dei minimi sostituito dal nuovo regime forfetario

Il regime dei minimi subirà importanti modifiche volte ad un generale riordino della normativa. Si presentano le principali novità del regime agevolato che per molti contribuenti diverrà meno attraente:

  • aumento dell’imposta sostitutiva dal 5% al 15% dal 2015;
  • regime agevolato senza limiti di tempo (ferme restando tutte le altre condizioni);
  • soglie di ricavo diversificate in base al tipo di attività svolta (classificazione in base ai codici Ateco 2007) con forte penalizzazione per le attività professionali;
  • possibilità di versare i contributi INPS in proporzione al reddito dichiarato (e non più sui minimali);
  • ulteriori agevolazioni per le nuove attività.

 

5. Ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico.

Vengono mantenute le principali agevolazioni su ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico. In particolare è prevista una proroga a tutto il 2015 per:

  • Detrazione Irpef del 50% in 10 anni sulle ristrutturazioni edilizie, sui mobili e sui grandi elettrodomestici;
  • Detrazione Irpef e Ires del 65% sui lavori per il risparmio energetico qualificato.

Ad oggi pare aumentare invece dal 4 all’8% la ritenuta sui bonifici per i pagamenti delle spese di ristrutturazione.

 

6. TFR, erogazione anticipata facoltativa.

Prevista per i lavoratori dipendenti del solo settore privato la possibilità di richiedere l’erogazione anticipata dell’accantonamento a Tfr in busta paga dal 2015 al 2018.

Chi opta per il Tfr in busta paga subirà la tassazione ordinaria Irpef sulla retribuzione maggiorata, nonostante inizialmente sembrasse previsto il mantenimento della tassazione separata. Se la misura verrà confermata particolarmente svantaggiati saranno, in base alle prime simulazioni, i lavoratori con un reddito superiore ai 15mila euro.

Ancora da chiarire gli effetti dell’erogazione del TFR sul diritto al “bonus 80 euro” e sul reddito ISEE.

Chi deciderà di continuare ad accantonare il TFR subirà un ulteriore incremento dell’imposta sostitutiva sui redditi derivanti dalle rivalutazioni dei fondi per il Tfr. L’aliquota passerà dall’11 al 17%.

Per bilanciare gli effetti finanziari dell’erogazione del TFR sulle PMI la manovra dovrebbe prevedere l’anticipo delle risorse necessarie da parte degli istituti di credito che si vedrebbero garantire dall’INPS i rischi di eventuali insolvenze.

 

7. Tassazione più elevata per previdenza integrativa e polizze vita

La legge di stabilità torna ancora una volta a modificare la tassazione sulle rendite finanziarie. La manovra prevede inoltre un incremento della tassazione per: fondazioni bancarie, fondi di previdenza complementare, polizze vita, casse di previdenza delle professioni.

L’imposta sostitutiva sul risultato di gestione dei fondi pensione passa dall’11,5% al 20%, con effetto dal periodo d’imposta 2014.

Penalizzati inoltre i professionisti con cassa di previdenza (commercialisti, avvocati, architetti, ecc). Appare particolarmente discutibile infatti dover apprendere che una delle fonti di reperimento di risorse della manovra economica 2015 è l’inasprimento della tassazione sulle rendite finanziarie delle casse dei professionisti, con passaggio dell’aliquota dal 20% al 26%.

Aumento inoltre della tassazione, che passerà al 26%, anche per le plusvalenze delle polizze Vita incassate dagli eredi dell’assicurato. Le polizze, pur restando formalmente esenti da tasse di successione, vedranno proprio al momento della successione un incremento della tassazione di fatto in capo agli eredi.

 

8. Credito di imposta per ricerca e sviluppo

Si prevede il riconoscimento di un credito d’imposta per gli investimenti in ricerca da parte delle imprese fino ad un importo massimo annuale di 5 milioni di euro per beneficiario nella misura del 25 per cento (elevata al 50% se spese contrattualizzate con università e centri di ricerca) delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.

 

9. Rivalutazione di terreni e partecipazioni

La manovra 2015 riapre nuovamente i termini relativi alla rideterminazione del valore o del costo di acquisto di terreni e partecipazioni non quotate posseduti all’1.1.2015.

Un’agevolazione per sua natura straordinaria, sta diventando praticamente strutturale essendo ormai costantemente riproposta da diversi anni.

Fissata al 30 giugno 2015 la scadenza per la redazione e l’asseverazione della perizia, nonchè per il versamento dell’imposta sostitutiva (o della prima delle tre rate in caso di rateizzazione).

L’imposta da corrispondere dovrà essere pari al 2% del valore risultante dalla perizia per le partecipazioni non qualificate e al 4% per le partecipazioni qualificate.

 

10. Clausole di garanzia ed aumento IVA dal 2016

Nel provvedimento, al fine di fornire all’ Europa una ulteriore tutela sul rispetto dei patti, sono state inserite diverse clausole di garanzia. In particolare si evidenzia la possibilità di un aumento dell’attuale aliquota IVA del 10% di 2 punti nel 2016 e di un altro punto nel 2017 (13%). Ulteriore aumento si potrebbe avere per l’attuale aliquota del 22% che passerebbe al 24% nel 2016, al 25% nel 2017 e al 25,5% (ovvero oltre la soglia europea) nel 2018.

Clausola di salvaguardia
Possibili incrementi aliquote IVA
2014201620172018
10%12%13%13%
22%24%25%25,50%

Ipotizzati inoltre nuovi incrementi per le accise sui carburanti: 700 milioni dal 2018.

 

Conclusioni

La manovra pur lodevole nelle intenzioni presenta, se manterrà l’impostazione attuale, diverse criticità sia di metodo sia di contenuto.

Se da un lato appare infatti complicato ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadino ed Amministrazione finanziaria, continuando a derogare allo Statuto del contribuente con norme di imposizione retroattiva, dall’altro l’assenza di un testo definitivo rende complicato fornire una analisi corretta delle novità.

Il tentativo di tassare il risparmio (sotto tutte le sue forme compreso in particolar modo quello previdenziale e la casa) per favorire una ripresa di consumi ed investimenti rappresenta inoltre una forte ingerenza nelle scelte di allocazione del reddito del contribuente.

Appare inoltre abbastanza probabile un incremento della tassazione a livello locale in assenza di dati certi sui tagli di spesa pubblica.

 

Per approfondire:

La modica quantità del gabelliere migliorista di Mario Seminerio

Non avete più alibi? Ve ne forniamo noi di Mario Seminerio

TFR in busta paga? Prof. Paolo Manasse

Che fare del Tfr? LaVoce.info

Ma i bebè non sono tutti uguali LaVoce.info

 

Guida alla costituzione di una SRL

Guida alla costituzione di una SRL

La guida alla costituzione di una SRL è divenuta necessaria per fare il punto delle recenti novità normative, spesso contrastanti tra loro.

La dottrina è concorde nell’identificare la nuova società a responsabilità limitata come modello autonomo rispetto alla società per azioni, con caratteri di “accentuata duttilità e fortemente imperniato sull’elemento personale”, dotato di un proprio sistema di norme omogeneo per quanto riguarda la costituzione, l’organizzazione ed il funzionamento dell’ente societario, che era peraltro “l’obiettivo di fondo” della riforma del 2003, ossia “di accentuare il distacco della srl dalla s.p.a. e di farne un modello societario particolarmente elastico, che consenta di valorizzare i profili di carattere personale presenti soprattutto nelle piccole e medie imprese”.

In breve, di realizzare l’idea di srl come tipo di società di capitali che si presta meglio della società per azioni per l’organizzazione di imprese di modeste dimensioni, a base familiare e comunque con compagine societaria ristretta ed attiva.

Numerosi e recenti interventi normativi suggeriscono di fare il punto sulle novità per sfruttare al meglio i nuovi strumenti che il legislatore ha voluto fornire all’ impresa.

Segnaliamo la nuova guida dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Roma: LE VARIE FORME DI COSTITUZIONE DELLE SRL che affronta in particolare:

  • la riforma della SRL
  • SRL unipersonale
  • SRL semplificata
  • SRL a capitale ridotto (abolita)
  • SRL tra professionisti (Stp)

 Leggi il documento: LE VARIE FORME DI COSTITUZIONE DELLE SRL

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Le nuove guide dell’Agenzia: dalla successione alle sanzioni penali.

Le nuove guide dell’Agenzia delle Entrate

Articolo pubblicato su Mysolution e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

Il sito dell’ Agenzia delle Entrate si rinnova, in un’unica pagina, l’accesso a tutti gli opuscoli realizzati dalle Entrate, che saranno, questa almeno la promessa, aggiornati costantemente. Riportiamo una breve sintesi dei numerosi vademecum pubblicati nel mese di agosto con gli aggiornamenti alle ultime modifiche normative.


Disponibili pochi giorni le nuove guide realizzate dall’ Agenzia delle Entrate nel mese di agosto dedicate ai controlli, alle successioni e donazioni, al ravvedimento, alle sanzioni e agli istituti previsti dalla legge per evitare le liti con il fisco. Questi vademecum vanno ad arricchire la nuova sezione del sito web, “L’Agenzia informa”, pensata per garantire ai contribuenti un accesso semplice e intuitivo alle informazioni fiscali. Continua a leggere

Startup innovativa

Breve guida alla Startup innovativa

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 16/E dell’11 giugno 2014, fornisce i primi chiarimenti interpretativi e, ripercorrendo le norme, offre un quadro organico delle agevolazioni che riguardano le Startup innovative. La trasposizione della stessa in lingua inglese è volta ad informare un pubblico più vasto sull’ambito di applicazione degli sconti fiscali introdotti dal decreto legge 179/2012, volti a favorire la nascita e crescita di nuove imprese innovative, mediante investimenti agevolati nel capitale, ad aumentare l’impiego di personale altamente qualificato e attrarre capitali esteri in Italia.

Il 31 gennaio 2014, dopo aver ricevuto il via libera europeo, il decreto interministeriale MISE-MEF recante la disciplina di dettaglio sugli incentivi fiscali per gli investimenti in startup innovative effettuati da aziende e privati, è stato firmato dai ministri competenti, Fabrizio Saccomanni e Flavio Zanonato.

Chi può godere delle agevolazioni

Investitori privati e società che investono in startup innovative possono beneficiare delle agevolazioni fiscali in esame. Ovviamente per via indiretta i preincipali beneficiari saranno proprio le startup che troveranno più semplice rivolgersi al mercato per cercare nuovi capitali.

Definizione di Startup innovativa

Le start-up innovative possono essere società per azioni, a responsabilità limitata, in accomandita per azioni, cooperative, societas europaea residenti in Italia, ovvero società non residenti in possesso degli stessi requisiti di quelle residenti, a condizione che le stesse siano residenti in Stati membri dell’Unione europea o aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo ed esercitino in Italia un’attività di impresa mediante una stabile organizzazione.

Periodi agevolati

Godono delle agevolazioni fiscali per gli investimenti in startup innovative effettuati da aziende e privati negli anni fiscali 2013, 2014, 2015 e – a seguito dell’estensione compiuta con la L. 99/2013 di conversione del DL Lavoro – 2016

Agevolati gli investimenti sia diretti sia indiretti

Gli incentivi a sostegno delle startup innovative (ex art. 29 della L. 221/2012 di conversione del Decreto Crescita 2.0) prevedono i seguenti casi:

  • investimenti diretti effettuati dal soggetto sia esso persona fisica o impresa in startup innovative;
  • investimenti indiretti effettuati dal soggetto sia esso persona fisica o impresa in organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società di capitali che investono prevalentemente in startup.

La misura delle agevolazioni

Ai sensi della norma, le persone fisiche e giuridiche che investono in startup innovative possono beneficiare delle seguenti agevolazioni fiscali:

  • Investitori privati (e altri soggetti IRPEF): i soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) possono detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 19% dei conferimenti in denaro, per importo non superiore a euro 500.000, effettuati in ciascun periodo d’imposta;
  • Società di capitali: i soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (Ires) possono dedurre dal proprio reddito un importo pari al 20% dei conferimenti in denaro, per importo non superiore a euro 1.800.000, effettuati in ciascun periodo d’imposta.

Incentivi più interessanti per startup sociali ed energy green

Maggiori gli incentivi previsti per gli investimenti in due particolari tipologie di startup:

  • startup a vocazione sociale
  • startup che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico

Il decreto interministeriale prevede infatti le seguenti maggiorazioni:

  • soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle persone fisiche: una detrazione pari al 25% della somma investita;
  • soggetti passivi sul reddito delle società: una deduzione pari al 27% della somma investita.

Vincoli all’investimento

L’investimento per il quale si è fruito dell’agevolazione deve essere mantenuto per almeno due anni, pena la decadenza del beneficio fiscale.

Per approfondire le guide in italiano ed inglese

La circolare 16/E dell’11 giugno fornisce i primi chiarimenti interpretativi e, ripercorrendo le norme, offre un quadro organico dell’agevolazione.

È on line inoltre la versione per un pubblico internazionale della circolare n. 16/E dell’11 giugno scorso, con la trasposizione in lingua inglese di quanto chiarito sull’ambito di applicazione degli sconti fiscali introdotti dal decreto legge 179/2012, volti a favorire la nascita e crescita di nuove imprese innovative, mediante investimenti agevolati nel capitale, ad aumentare l’impiego di personale altamente qualificato e attrarre capitali esteri in Italia.

 

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