Requisiti startup e bilancio ultrannuale

Requisiti startup e bilancio ultrannuale

Bilancio ultrannuale e dichiarazione di  mantenimento requisiti startup innovativa

Con il parere di cui alla nota PROT. 17070 del 25 gennaio 2016 il Mise ha fornito un interessante chiarimento in merito a bilancio ultrannuale e dichiarazione di  mantenimento requisiti startup innovativa.

Bilancio ultrannuale e requisiti startup

“Con nota mail del 19 novembre 2015, codesto studio poneva un quesito in materia di startup innovative e in particolare sulla possibilità di esercizio pluriennale. Nel quesito si domandava quanto segue:

«Con riferimento al parere di cui alla nota PROT. 161868 del 11/09/2015, si richiede parere in merito alla ulteriore questione: mantenimento requisiti startup innovativa per società con esercizio cd. “lungo”. Posto che in determinati casi quando una società di capitali viene costituita sul finire dell’anno solare, è possibile optare per il primo esercizio cosiddetto “lungo” (es. società costituita il 01/11/2015 ha la possibilità di optare per la chiusura esercizio al 31/12/2016 e non al 31/12/2015), considerato il legame esistente tra il mantenimento dei requisiti di startup innovativa e l’approvazione del bilancio di esercizio, si richiede se in un caso simile di società costituita nel 2015 con esercizio che si chiude al 31/12/2016 sia necessario inviare pratica mantenimento requisiti startup innovativa considerando i termini derivanti dall’esercizio “classico” (31/12/2015, quindi nel corso del 2016 e comunque entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio quindi entro 30/06/2016) o è possibile considerare il termine dell’anno 2017 ovvero del 30/06/2017».

Esercizio con durata massima di 15 mesi

La vicenda sopra rappresentata travalica la disciplina della startup e coinvolge l’intera normativa societaria. La giurisprudenza ammette l’esercizio ultrannuale (Trib. Bologna 24.1.2002 per tutte), mentre la dottrina appare più restrittiva.

La prassi ritiene, con la giurisprudenza, derogabile l’annualità ma solo in occasione del primo esercizio e per una durata massima di 15 mesi (per cui solo una società costituita dal 1° ottobre in poi potrebbe giovarsi di questa deroga, ammettendo un esercizio “classico” 1 gennaio – 31 dicembre).

La ratio risiede nel fatto che ove venga costituita una società il 1° dicembre ad esempio, al 31 dicembre non sono presenti gli elementi per redigere un bilancio.

Duplice limite

La tesi più ampia sembra preferibile e, venendo al quesito posto, sottoposta ad un duplice limite:

  1. L’ultrannualità dell’esercizio è consentita solo in fase di costituzione e non anche successivamente, proprio per ovviare al problema sopra evidenziato;
  2. La durata massima dell’esercizio ultrannuale consentita per le startup è di quindici mesi per evitare effetti elusivi della disciplina recata dal comma 14 dell’art. 25 del Dl 179/2012.

Obbligo di conferma dei requisiti

Ne consegue definitivamente, con riferimento al quesito proposto, che alle condizioni sopra evidenziate, l’obbligo di conferma dei requisiti, in capo alla società, scatta alla chiusura del primo esercizio di durata ultrannuale.

Per approfondire

Parere MISE del 25 gennaio 2016 (prot. 17070) su Start-up innovative. Bilancio ultrannuale e dichiarazione di mantenimento requisiti startup innovativa.

Scarica il Parere (pdf, 230 kb)

Guida al super bonus 110%

Guida al superbonus 110%

La guida dell’Agenzia delle Entrate che spiega attraverso una ricca carrellata di casi pratici, tutto quello che c’è da sapere sull’agevolazione introdotta dal Dl Rilancio. L’incentivo consiste in una detrazione del 110% delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per gli interventi che aumentano l’efficienza energetica degli edifici e per quelli antisismici. La guida fornisce, inoltre, indicazioni sulla possibilità introdotta dal Dl Rilancio di cedere la detrazione o di richiedere al fornitore uno sconto immediato con la possibilità per quest’ultimo di cederlo ulteriormente.

Per quali immobili si può ottenere

Il Superbonus è riconosciuto nella misura del 110% delle spese, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo. Può essere chiesto per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali, sulle unità immobiliari indipendenti e sulle singole unità immobiliari (fino ad un massimo di due). Non può essere fruito, invece, per interventi effettuati su unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli).

Gli interventi ammessi

Il Superbonus del 110% spetta prima di tutto per gli interventi volti a incrementare l’efficienza energetica degli edifici e le misure antisismiche. A queste tipologie di spese, dette “trainanti”, si aggiungono altri interventi, a condizione però che siano eseguiti congiuntamente (“trainati”) ad almeno un intervento trainante: rientrano in questa categoria, per esempio, l’installazione di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica sugli edifici e di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

I beneficiari

Per quanto riguarda i beneficiari, possono accedere al Superbonus le persone fisiche che possiedono o detengono l’immobile (per esempio proprietari, nudi proprietari, usufruttuari, affittuari e loro familiari), i condomini, gli Istituti autonomi case popolari (IACP), le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, le Onlus e le associazioni e società sportive dilettantistiche registrate, per i soli lavori dedicati agli spogliatoi. La guida chiarisce che i soggetti Ires (e, in generale i titolari di reddito d’impresa o professionale) possono accedere al Superbonus solo per la partecipazione alle spese per interventi trainanti, effettuati sulle parti comuni di edifici.

Alternativa tra detrazione, cessione e sconto

Il Dl Rilancio ha anche introdotto la possibilità per i contribuenti di scegliere, in alternativa alla fruizione diretta della detrazione prevista, di ottenere uno sconto dai fornitori dei beni o servizi (cd. sconto in fattura) o di cedere il credito corrispondente alla detrazione spettante. Questa possibilità riguarda le spese sostenute nel 2020 e nel 2021 per gli interventi ai quali si applica il Superbonus ma anche per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti (cd. bonus facciate) e per l’installazione di impianti solari fotovoltaici e di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici e prevede la possibilità di successive cessioni da parte del cessionario. Verrà pubblicato il provvedimento ed il relativo modello per effettuare la cessione attraverso la piattaforma telematica dell’Agenzia delle Entrate a seguito dell’emanazione dei relativi DM.

Per approfondire

Scarica la guida dell’Agenzia delle Entrate sul superbonus 110%

Crediti di imposta per le spese di sanificazione

Crediti di imposta per le spese di sanificazione

Crediti di imposta per le spese di sanificazione, acquisto di dispositivi e adeguamento degli ambienti di lavoro

Disponibili, in un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, i modelli e le istruzioni per usufruire dei crediti d’imposta introdotti dal Dl Rilancio per le spese di sanificazione e acquisto dei dispositivi di protezione individuale, e per le spese di adeguamento degli ambienti di lavoro. Pubblicata anche la Circolare 20/E con la quale l’Agenzia fornisce i primi chiarimenti interpretativi e gli indirizzi operativi sui due crediti d’imposta.

Modelli e le istruzioni per usufruire dei crediti d’imposta

Sono disponibili, in un provvedimento firmato il 10 luglio dal Direttore dell’Agenzia delle entrate i modelli e le istruzioni per usufruire dei crediti d’imposta introdotti dal Dl Rilancio per le spese di sanificazione e acquisto dei dispositivi di protezione individuale, e per le spese di adeguamento degli ambienti di lavoro.

Pubblicata sul sito delle entrate anche la Circolare 20/E – pdf con la quale l’Agenzia fornisce i primi chiarimenti interpretativi e gli indirizzi operativi sui due crediti d’imposta.

Un elenco delle spese agevolabili

La Circolare 20/E – pdf contiene un elenco esemplificativo di spese agevolabili prevalentemente riferibili a due principali categorie:

  1. quelle sostenute per la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale o per la sanificazione degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
  2. quelle sostenute per l’acquisto di:
    • dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea (comma 2, lettera a));
    • prodotti detergenti e disinfettanti (comma 2, lettera b));
    • dispositivi di sicurezza diversi da quelli precedenti, quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione (comma 2, lettera d));
    • dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione (comma 2, lettera e)).

Un modello per comunicare l’ammontare delle spese ammissibili, le Entrate rispondono entro cinque giorni

Il modello per comunicare le spese ammissibili al credito di imposta dovrà essere inviato esclusivamente con l’apposito servizio web presente nell’area riservata del sito internet o tramite i canali telematici dell’Agenzia, e riceverà risposta entro cinque giorni. Il provvedimento, definisce anche le modalità con cui i soggetti beneficiari possono comunicare all’Agenzia di optare, invece che per l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta, per la cessione, anche parziale, dei crediti stessi ad altri soggetti, inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

In una circolare i primi chiarimenti per la fruibilità dei crediti

Vasta la platea dei beneficiari dei crediti d’imposta per adeguamento Covid e sanificazione. A riguardo, la circolare precisa che tra i possibili beneficiari del beneficio rientrano gli operatori con attività aperte al pubblico, tipicamente bar, ristoranti, alberghi, teatri e cinema. Inclusi anche i forfetari, gli imprenditori e le imprese agricole, sia che determinino per regime naturale il reddito su base catastale, sia quelle che producono reddito d’impresa, nonché le associazioni, fondazioni e altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore possono fruire dei crediti. Per questi ultimi, la circolare ritiene applicabile l’estensione del beneficio anche se non esercitano, in via prevalente o esclusiva, un’attività d’impresa. Chiarimenti inoltre anche nel caso in cui le attività di sanificazione non siano effettuate da operatori professionisti, risultando ammissibili anche le spese di sanificazione degli ambienti collegate alle attività svolte in economia dal soggetto beneficiario, avvalendosi di propri dipendenti o collaboratori. Tra gli altri chiarimenti, vengono inoltre fornite istruzioni sulle modalità, termini e opzioni di utilizzo dei crediti d’imposta.

Per approfondire

Provvedimento del 10 luglio 2020

Circolare n. 20 – pdf

Comunicato stampa

Dl Rilancio e rivalutazione delle partecipazioni

DL Rilancio e rivalutazione delle partecipazioni

La rideterminazione del costo o valore di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni detenuti al di fuori del regime d’impresa sarà possibile anche per i beni posseduti al 1° luglio.

Chi decide di avvalersi dell’opportunità prevista dall’articolo 137 del Dl n. 34/2020, cioè di procedere alla rivalutazione per poter utilizzare il valore rideterminato invece che il costo storico, deve porre in essere, fondamentalmente, due adempimenti entro il 30 settembre 2020:

  • far redigere e asseverare, presso la cancelleria del tribunale o gli uffici dei giudici di pace e i notai, una perizia di stima della partecipazione o del terreno da un professionista abilitato (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e revisori legali dei conti, per le partecipazioni; ingegneri, architetti, geometri, dottori agronomi, agrotecnici, periti agrari e periti industriali edili, per i terreni; periti iscritti alle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, per entrambe le tipologie di beni), che ne attesti il valore al 1° luglio 2020
  • effettuare in autoliquidazione il versamento dell’imposta sostitutiva dell’11%, calcolata sull’intero ammontare del valore di perizia, ovvero, in caso opti per il pagamento rateizzato, della prima di tre quote annuali di pari importo. Le successive andranno versate, rispettivamente, il 30 settembre 2021 e il 30 settembre 2022, con la maggiorazione degli interessi del 3% annuo, decorrenti dal 30 settembre 2020 e da corrispondere contestualmente a ciascuna rata. Nel modello F24 devono essere indicati i codici tributo “8055”, per le partecipazioni, e “8056”, per i terreni.

La rivalutazione della legge di bilancio 2020

La nuova finestra per rivalutare partecipazioni e terreni posseduti al 1° luglio 2020, decretata dal Dl “Rilancio”, si pone in perfetta continuità con quella prevista dall’ultima legge di bilancio, che riguarda, invece, i beni detenuti alla data del 1° gennaio 2020.
In quest’ultimo caso, i necessari adempimenti – redazione e asseverazione della perizia nonché versamento dell’intera imposta sostitutiva dell’11% ovvero della sola prima rata – dovranno essere portati a termine entro il prossimo 30 giugno.
Potrebbe avvalersene, ad esempio, chi, avendo in animo di cedere la partecipazione o il terreno nel corrente mese di giugno, non può utilizzare la proroga concessa dal decreto legge n. 34/2020, in quanto mancherebbe il requisito del possesso del bene al 1° luglio 2020.

Quando conviene

Relativamente alle partecipazioni non quotate, bisogna mettere a confronto l’imposta sostitutiva sul valore di perizia (11%) con quella da capital gain, al 26%, ordinariamente prevista per le plusvalenze di natura finanziaria. In altre parole, affinché la rivalutazione risulti vantaggiosa, occorre che l’imposta dell’11% applicata sul valore della partecipazione sia inferiore al 26% della plusvalenza realizzata.

Per approfondire

Dl “Rilancio” – Nuova chance per le rivalutazioni

Le guide alle agevolazioni Covid

Le guide alle agevolazioni Covid

Le guide alle agevolazioni Covid tra contributo a fondo perduto e credito di imposta locazioni per le imprese colpite dall’emergenza Covid.

1. Contributo a fondo perduto

L’Agenzia delle Entrate, con un provvedimento e una guida operativa, indica le modalità per richiedere il contributo a fondo perduto destinato a imprese e partite Iva colpite dalle conseguenze economiche dell’emergenza Covid-19. La domanda va presentata dal 15 giugno al 24 agosto.

La guida dedicata delle Entrate spiega nel dettaglio quali sono le condizioni per ottenere il contributo. In sintesi, il contributo a fondo perduto spetta qualora siano soddisfatti due requisiti. Il primo consiste nell’aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro. Il secondo requisito da soddisfare per ottenere l’erogazione del contributo a fondo perduto è che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’analogo ammontare del mese di aprile 2019. Ma ci sono due eccezioni a questo caso generale: il primo in cui il soggetto interessato abbia avviato la propria attività a partire dal 1° gennaio 2019 (il contributo spetta allora a prescindere dal calo del fatturato). Lo stesso per i soggetti con domicilio fiscale o sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale), ancora in emergenza al 31 gennaio 2020 (dichiarazione dello stato di emergenza da Coronavirus).

Calcolare l’ammontare del contributo non è difficile.  Alla differenza fra il fatturato e i corrispettivi del mese di aprile 2020 e il valore corrispondente del mese di aprile 2019 si applica una specifica percentuale in relazione all’ammontare di ricavi e compensi:

  • 20% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 400mila euro
  • 15%  se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 1 milione di euro
  • 10%  se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 5 milioni di euro

Il contributo è comunque riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Il contributo a fondo perduto è escluso da tassazione sia per quanto riguarda le imposte sui redditi sia per l’Irap e non incide sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, compresi gli interessi passivi.

Per approfondire la guida al contributo a fondo perduto

2. Credito d’imposta locazioni

Con la circolare n. 14 l’Agenzia delle Entrate  fornisce i primi chiarimenti di carattere interpretativo e di indirizzo operativo  per la fruizione del credito d’imposta  relativo ai  i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda. Istituto, con la risoluzione n.  32, anche il codice tributo per  la compensazione.

Il credito d’imposta è pari al 60 per cento del canone locazione degli immobili ad uso non abitativo e al 30 per cento del canone nei casi contratti di affitto d’azienda. L’importo da prendere a riferimento è quello versato nel periodo d’imposta 2020 per ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio. È comunque necessario che il canone sia stato corrisposto. In caso di mancato pagamento la possibilità di utilizzare il credito d’imposta resta sospesa fino al momento del versamento.

Beneficia del credito d’imposta per canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda chi svolge attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto Rilancio.

Il credito d’imposta spetta a condizione che i soggetti esercenti attività economica abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi in ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio di almeno il cinquanta per cento rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente. Il calo del fatturato o dei corrispettivi deve essere verificato mese per mese. Quindi può verificarsi il caso, ad esempio, che spetti il credito d’imposta solo per uno dei tre mesi. La condizione del calo del fatturato si applica esclusivamente ai locatari esercenti attività economica.

Per approfondire la guida al credito d’imposta locazioni

Circolare n. 14 – pdf

Risoluzione n. 32 – pdf

Comunicato stampa

 

Le misure a sostegno della liquidità

Le misure a sostegno della liquidità

In questi giorni sono stati pubblicati diversi documenti interessanti prodotti sia dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti (FNC) sia dall’Agenzia delle Entrate al fine di guidare guidare imprenditori e professionisti nelle numerose (e mal scritte) norme che il Legislatore ha emesso per favorire il finanziamento ed il reperimento di liquidità da parte delle imprese, società e professionisti.

Suggeriamo alla vostra attenzione i quattro interessanti documenti che abbiamo selezionato al fine di aiutare il lettore ad avere una prima informativa sulle agevolazioni di legge da approfondire come sempre con i professionisti del nostro Studio.

Tabelle sulle misure a sostegno della liquidità

Il documento di ricerca della Fondazione Nazionale dei Commercialisti (FNC) intitolato “Le misure a sostegno della liquidità e delle attività produttive” passa in rassegna le misure urgenti a sostegno della liquidità e a favore delle imprese e dell’economia adottate dal Governo per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, contenute nel Decreto “Cura Italia” n. 18/2020 (convertito con modificazioni nella legge n. 27/2020), nel Decreto “Liquidità” n. 23/2020 attualmente in corso di conversione e nel Decreto “Rilancio” n. 34/2020.

Particolarmente utile la sintesi delle principali misure a sostegno della liquidità mediante apposite tabelle.

Il documento vuole rappresentare un quadro sinottico delle principali novità contenute nei decreti emergenziali che hanno toccato turismo, cultura, editoria, infrastrutture e trasporti, sport, innovazione tecnologica, coesione territoriale e Mezzogiorno

Le disposizioni in materia di società, enti e giustizia

Il documento di ricerca della Fondazione Nazionale dei Commercialisti (FNC) intitolato ” Le disposizioni in materia di società, enti e giustizia” esamina le misure urgenti in materia di società ed enti nonché di giustizia civile, penale, tributaria, amministrativa e contabile adottate dal Governo per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, contenute nel Decreto “Cura Italia” n. 18/2020 (convertito con modificazioni nella legge n. 27), nel Decreto “Liquidità” n. 23/2020 e nel Decreto “Rilancio” n. 34/2020. Ulteriori modifiche sono state, inoltre, apportate dal Decreto “Giustizia” n. 28/2020.

Le misure fiscali dei decreti sull’emergenza da Covid-19

Il documento di ricerca della Fondazione Nazionale dei Commercialisti (FNC) esamina le misure fiscali urgenti adottate dal Governo per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, contenute nel Decreto “Cura Italia” n. 18/2020 (convertito con modificazioni nella legge n. 27/2020), nel Decreto “Liquidità” n. 23/2020 e nel più recente Decreto “Rilancio” n. 34/2020. Si tratta di una serie di disposizioni inerenti la sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari e previdenziali e di misure a sostegno della liquidità di famiglie, imprese e lavoratori autonomi che introducono contributi, crediti d’imposta e cessione dei relativi crediti, detrazioni fiscali, premi e incentivi.

Vademecum agevolazioni fiscali

A seguito del Decreto Rilancio, l’Agenzia delle Entrate ha realizzato un Vademecum che illustra, spiega e approfondisce alla platea dei destinatati delle misure, i benefici fiscali previsti dal decreto, e le modalità di funzionamento. Il provvedimento normativo, estremamente corposo, e di difficile lettura, viene sintetizzato in più agevoli schede riepilogative.

Per approfondire

Il rilancio delle Startup o quasi

Il rilancio delle Startup o quasi

Il rilancio delle Startup o quasi, la grande occasione persa di parlare di innovazione

Con l’obiettivo di sostenere le 11 mila startup innovative, è stato previsto nel decreto Rilancio un quadro di incentivi e interventi finanziari per garantire la liquidità, la ricapitalizzazione e le attività di ricerca dell’ecosistema innovativo del Paese.

Alcuni di questi interventi sono interessanti ed assolutamente necessari (incremento delle agevolazioni agli investitori, periodo di permanenza nel registro speciale più ampio, ecc).

Peccato a mio parere aver perso un’occasione unica di ragionare in termini di innovazione e di impresa piuttosto che per categorie e tribù.

Le Startup sono (o dovrebbero essere) agili e sicuramente sono fragili (finanziariamente). Le PMI oggi si riscoprono fragili e devono urgentemente diventare agili.

Oggi dovremmo avere il coraggio da una parte di estendere la normativa di vantaggio delle startup alle PMI (penso agli aumenti di capitale sotto soglia ad esempio) e dall’altra di favorire l’M&A e l’open innovation. Come era nelle intenzioni di chi scrisse lo Startup Act del resto.

Mai come oggi le PMI hanno bisogno delle startup per rinnovare il loro modello di business, della loro energia e capacità di guardare oltre l’orizzonte. Mai come oggi le Startup hanno bisogno delle PMI per focalizzarsi sul mercato ed essere sostenute finanziariamente.

Abbiamo davanti una occasione straordinaria per far dialogare queste due realtà così diverse in apparenza ma con molti punti in comune (per approfondire vi rimando al mio libro Restartup). Numerosi sono gli imprenditori che in questi giorni mi stanno chiedendo di fare scouting tra le startup per aiutarli ad innovare la loro impresa.

Speriamo che questa occasione non venga sprecata, speriamo in un nuovo decreto più coraggioso.

So che questo mio approccio sarà criticato da molti (i soliti puristi della tribù o candidati a divenirne i sindacalisti) ma io credo realmente, in tutta sincerità, che se non facciamo crescere le PMI questo incontro con le startup non si farà mai. E purtroppo in Italia di grandi imprese non ne abbiamo più.

Verrà il giorno in cui si tornerà a parlare solo di innovazione.

Analisi delle misure previste nel Decreto Rilancio per le Startup.

Riportiamo qui di seguito una breve sintesi delle principali novità per investitori e startup.

Purtroppo molti interventi sono subordinati ad ulteriori decreti attuativi. Nei prossimi giorni approfondiremo con maggiore dettaglio i singoli provvedimenti.

Incentivi fiscali per gli investimenti in startup e PMI innovative

Sono stati introdotti incentivi in «de minimis» all’investimento in startup innovative e PMI innovative tramite cui le persone fisiche, per investimenti fino ad un massimo di 100mila euro per ciascun periodo di imposta nel capitale sociale di una o più startup innovative o PMI innovative, possono beneficiare di una detrazione IRPEF al 50% sull’ammontare dell’investimento, mantenendo tale investimento per un minimo di 3 anni.

Prorogato di 12 mesi il termine di permanenza nella sezione speciale del registro delle imprese delle startup innovative

È stato prorogato di 12 mesi il termine di permanenza nella sezione speciale del registro delle imprese delle startup innovative. La proroga della permanenza nella sezione speciale non rileva ai fini delle agevolazioni fiscali e contributive in vigore.

Contributi a fondo perduto finalizzate all’acquisizione di servizi prestati da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels

Alle startup innovative sono stati destinati 10 milioni di euro per la concessione di agevolazioni sotto forma di contributi a fondo perduto finalizzate all’acquisizione di servizi prestati da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative.

Credito di imposta Ricerca e Sviluppo

Sono state ricomprese le startup innovative tra i soggetti ammissibili a stipulare contratti di ricerca extra muros, così come università e istituti di ricerca, ai fini dell’erogazione del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo nei confronti dei soggetti che commissionano tali attività alle startup innovative.

Fondo di sostegno al venture capital

Sono state assegnate risorse aggiuntive pari a 200 milioni per l’anno 2020 al Fondo di sostegno al venture capital finalizzate a sostenere investimenti nel capitale, anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, nonché mediante l’erogazione di finanziamenti agevolati, la sottoscrizione di obblighi convertibili, o altri strumenti finanziari di debito che prevedano la possibilità dell’apporto effettuato a beneficio esclusivo delle startup innovative e delle PMI innovative.

Fondo Centrale di Garanzia

E’ stata riservata una quota pari a 200 milioni di euro a valere sulle risorse già assegnate al Fondo Centrale di Garanzia per le PMI specificatamente dedicata all’erogazione di garanzie in favore di startup innovative e PMI innovative.

Investor Visa for Italy

Sono state dimezzate le soglie minime per investimenti da parte di investitori esteri in imprese e startup innovative riferite al programma Investor Visa for Italy:

  • per investimenti in strumenti rappresentativi di società di capitali operanti in Italia e mantenute per almeno due anni, la soglia minima di investimento è passata da 1 milione di euro a 500 mila euro;
  • per investimenti in startup innovative iscritte alla sezione speciale del registro imprese di cui all’art. 25, comma 8, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.179, la soglia minima di investimento è passata da 500 mila a 250 mila euro.

Smart & Start Italia, ampliate le agevolazioni per le imprese localizzate in zone colpite da eventi sismici.

Le agevolazioni di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 24 settembre 2014 (Smart & Start Italia) riferite startup innovative localizzate nel territorio del cratere sismico aquilano sono state estese alle startup innovative localizzate nel territorio dei comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017.

Per approfondire

Decreto Rilancio – Online le schede riassuntive sulle agevolazioni aggiornate per le startup innovative (pdf)

Patent Box e Covid 19

Patent Box e Covid 19

Il Patent Box è un regime opzionale di tassazione per i redditi d’impresa introdotto già con la Legge di Bilancio per il 2015. Si tratta di una misura agevolativa che consente alle imprese di avere una parziale esclusione dei redditi derivanti dall’utilizzo di alcuni beni immateriali dalla base imponibile. Ciò consente di attrarre nel nostro Paese beni immateriali come software protetti da diritto d’autore, brevetti industriali, disegni e modelli e di evitare la collocazione degli stessi all’estero tutelando la base imponibile italiana e, al contempo, favorendo l’investimento in attività di ricerca e sviluppo.

L’agevolazione

Il Patent Box prevede l’esclusione dal reddito complessivamente determinato ai fini Irpef/Ires e Irap del 50% della quota di reddito agevolabile derivante dallo sfruttamento commerciale di alcuni beni immateriali o delle plusvalenze da cessione degli stessi beni a condizione che il 90% del corrispettivo derivante dalla cessione sia reinvestito in attività di manutenzione o sviluppo di altri beni immateriali entro il secondo periodo d’imposta successivo alla cessione.

L’opzione è esercitabile con riferimento a quei redditi derivanti dall’utilizzo diretto dei beni immateriali o dalla concessione in uso dei diritti all’utilizzo dei beni immateriali. Come già specificato, sono agevolabili anche le plusvalenze da cessione. L’art. 6 del Decreto 28 novembre 2017 definisce le categorie di beni immateriali oggetto dell’agevolazione, ossia: software protetto da copyright; brevetti industriali; disegni e modelli, giuridicamente tutelabili; processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili. Sono esclusi perciò dal 2017 i redditi derivanti dall’utilizzo di marchi.

I beneficiari

Possono accedere a tale regime opzionale tutti i soggetti che percepiscono redditi d’impresa indipendentemente dal loro titolo giuridico, dalle loro dimensioni o dal regime contabile di riferimento e che siano residenti in Italia. La misura è estesa anche alle stabili organizzazioni italiane di soggetti non residenti purché per sia in vigore fra lo Stato italiano e lo Stato di residenza un accordo contro la doppia imposizione e lo scambio di informazioni sia effettivo. Sono escluse le società assoggettate alle procedure di fallimento, di liquidazione coatta amministrativa e di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi. Condizione necessaria per poter accedere al Patent Box è lo svolgimento di attività di ricerca e sviluppo che abbiano l’obiettivo di sviluppare, mantenere o accrescere il valore dei beni immateriali oggetto dell’agevolazione.

Durata ed esercizio dell’opzione

L’opzione per il Patent Box ha durata pari a 5 periodi d’imposta a decorrere dall’esercizio in cui viene esercitata l’opzione. Questo avviene tramite indicazione in dichiarazione dei redditi dell’esercizio dell’opzione Patent Box: l’opzione decorre perciò a partire dall’anno cui si riferisce la dichiarazione presentata. L’esercizio dell’opzione Patent Box è vincolante per tutta la durata ed è rinnovabile per i periodi di imposta successivi.

Ruling

Come si evince dal Decreto 28 novembre 2017, i titolari di reddito d’impresa che utilizzano direttamente il bene immateriale sono obbligati ad attivare una procedura di accordo preventivo con l’Amministrazione finanziaria per definire in contraddittorio il contributo economico derivante dall’utilizzo diretto di tali beni (c.d. “ruling obbligatorio”). In questo caso l’opzione avrà efficacia a partire dal periodo d’imposta in cui è presentata la richiesta di ruling.

In caso di utilizzo indiretto del bene immateriale, chi intende beneficiare dell’agevolazione può attivare la procedura se l’utilizzo è realizzato nell’ambito di operazioni con società che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa (“ruling facoltativo”).

Il Decreto Crescita n. 34 del 2019, però, ha introdotto una modalità alternativa al ruling obbligatorio che prevede la possibilità per i contribuenti di determinare direttamente il reddito agevolabile e autoliquidarlo in dichiarazione rimandando il confronto con l’Amministrazione finanziaria a una successiva fase di controllo. Tale scelta deve essere comunicata in dichiarazione, ha validità annuale e irrevocabile, ma può essere rinnovata. L’accesso a questa procedura più snella è subordinato, però, alla tenuta da parte del contribuente di “idonea documentazione”, ossia un set informativo costruito secondo le sezioni e le indicazioni del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 Luglio 2019. Il contribuente deve dare comunicazione all’Agenzia di essere in possesso di idonea documentazione in dichiarazione. È, quindi, una condizione d’accesso a differenza di quanto avviene per l’autoliquidazione dei redditi da uso indiretto per cui l’idonea documentazione è solamente un requisito che, se verificato come tale dall’Agenzia in sede di controllo, consente di esimersi dalle sanzioni.

Sospensione termini Covid-19

La sospensione dei termini nell’ambito delle attività degli enti impositori dovuta al Covid-19 ha portato l’Agenzia delle Entrate ad emanare una circolare con riferimento alla presentazione di istanze di ruling per Patent Box nel periodo di sospensione. In particolare, fino al 31 maggio 2020 sarà possibile presentare istanza di ruling solo in modalità telematica e i termini per la notifica delle risposte da parte dell’Agenzia torneranno a decorrere dal 1° giugno 2020. La sospensione dal 8 marzo al 31 maggio 2020 riguarda, inoltre, i termini di 120 giorni dalla presentazione dell’istanza di ruling per l’inoltro di documentazione integrativa.

 

Per approfondimenti:

Nuova Sabatini

Nuova Sabatini

La misura Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese.

La misura sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

Le agevolazioni consistono nella concessione da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti all’Addendum alla convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A., di finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese per sostenere gli investimenti previsti dalla misura, nonché di un contributo da parte del Ministero dello sviluppo economico rapportato agli interessi sui predetti finanziamenti.

Il finanziamento, che può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, deve essere:

  • di durata non superiore a 5 anni;
  • di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro
  • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili

AMBITO SOGGETTIVO

Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:

  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca;
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea;
  • non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà;
  • hanno sede in uno Stato Membro purché provvedano all’apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento.

Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione dei seguenti:

  • attività finanziarie e assicurative
  • attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione

LA MISURA

Il finanziamento bancario (o leasing) può coprire interamente l’investimento, mentre il contributo del Ministero dello sviluppo economico è un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al:

  • 2,75% per gli investimenti ordinari (rientrano tutti i beni strumentali per la propria attività esclusi i beni 4.0);
  • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in beni strumentali tecnologici definiti beni di “industria 4.0”, sia materiali che immateriali, come macchine utensili operanti con laser o software – consultabili nell’allegato 6/A della Circolare 15 febbraio 2017 n. 14036, e nell’allegato E della Circolare 3 agosto 2018 n. 269210).

Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, relative a beni usati o rigenerati, nonché riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti”.

PROCEDURA

La PMI presenta alla banca o all’intermediario finanziario, unitamente alla richiesta di finanziamento, la domanda di accesso al contributo ministeriale, attestando il possesso dei requisiti e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge.

Dal 2019 è previsto un iter semplificativo che consente di richiedere l’erogazione dell’agevolazione per le PMI beneficiarie, attraverso la Piattaforma Informatica (disponibile al seguente indirizzo https://benistrumentali.dgiai.gov.it).

DECADENZA DELL’AGEVOLAZIONE

Le imprese sono tenute a completare l’investimento entro il periodo massimo di dodici mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento, pena la revoca dell’agevolazione.

A tale fine è presa in considerazione la data dell’ultimo titolo di spesa riferito all’investimento o, nel caso di operazione di leasing finanziario, la data dell’ultimo verbale di consegna dei beni.

NOVITA’

In seguito al recepimento del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (decreto Crescita) vengono introdotte due novità:

  • per le domande di agevolazione che presentano un finanziamento deliberato di importo non superiore a 100 mila euro, il contributo è erogato dal Ministero alla PMI beneficiaria in un’unica soluzione, con le modalità e nei termini previsti dalla vigente disciplina della misura agevolativa per l’erogazione della prima quota;
  • viene innalzato da 2 a 4 milioni di euro l’importo dei finanziamenti concedibili a ciascuna impresa agevolabili.

EMERGENZA COVID-19

Con il Decreto-Legge 18/20 viene riconosciuta la sospensione dei pagamenti, da parte delle imprese, delle rate dei finanziamenti con conseguente proroga del termine per la conclusione degli investimenti e per gli adempimenti successivi alla concessione.

Tale proroga è riconosciuta d’ufficio dal Ministero, senza la necessità di trasmettere alcuna specifica richiesta da parte dell’impresa beneficiaria, a condizione che il periodo di 12 mesi stabilito per la realizzazione degli investimenti (decorrente dalla data di stipula del contratto di finanziamento) includa almeno un giorno del periodo di sospensione dei termini (compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 15 maggio 2020).

Per approfondire:

Credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali

Credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali

Il 2020 ha segnato l’avvio dei nuovi crediti d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, che hanno sostituito il super e l’iperammortamento, con l’intento di supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

Ambito soggettivo

Possono fruirne tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Per gli esercenti arti e professioni è accessibile il credito d’imposta solo per gli investimenti in beni materiali nuovi, non 4.0, ossia il credito d’imposta del 6%.

Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale e le imprese destinatarie di sanzioni interdittive.

Vantaggi

  1. Per gli investimenti in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati (come macchine utensili operanti con laser o impianti per la  realizzazione  di  prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime, dotati di sistemi di controllo computerizzati – consultabili nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232) è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del:
    • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
    • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.
  1. Per gli investimenti in beni strumentali immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0 (come software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni con la condizione che siano connessi a investimenti in beni materiali “Industria 4.0” – consultabili nell’allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232) è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del:
    • 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 700.000.
  1. Per investimenti aventi ad oggetto beni materiali strumentali nuovi “ordinari” – non Industria 4.0 (rientrano tutti i beni strumentali per la propria attività esclusi dagli allegati precedenti) è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del:
    • 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano, a oggetto, i medesimi costi nei limiti massimi del raggiungimento del costo sostenuto.

Come si accede

Il credito si applica agli investimenti effettuati a decorrere dal 1 gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021, a condizione che entro il 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Le imprese che intendono fruire dell’agevolazione sono tenute ad effettuare una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico.

 Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione in cinque quote annuali, di pari importo, ridotte a tre per gli investimenti in beni immateriali.

La fruizione può avvenire a decorrere:

  • dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni, per gli investimenti in beni diversi da quelli “Industria 4.0”;
  • dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, per gli investimenti in beni “Industria 4.0”.

Cosa accade se i beni oggetto della misura sono ceduti?

Se sono ceduti, entro i 2 anni da quando si è usufruito dell’agevolazione e la cessione ha avuto l’effetto di spostare i beni al di fuori del territorio nazionale, allora il soggetto che ha usufruito dell’agevolazione deve riversare il credito utilizzato nel momento del saldo di fine anno dell’IRES o IRAP (art. 193 Legge di Bilancio 2020).

Perizia tecnica

Per i beni tecnologicamente avanzati e immateriali, le imprese sono tenute a produrre una perizia tecnica semplice, rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale, iscritti nei rispettivi albi professionali, o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.

Per approfondire: