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Valutazione pre-money di una startup

Valutazione pre-money di una startup

Valutazione pre-money di una startup

Framework metodologico per la valutazione pre-money di una startup

La valutazione pre-money di una startup è uno degli elementi chiave nelle negoziazioni tra i fondatori della startup e gli investitori. Può determinare il successo o il fallimento delle trattative con business angels e venture capitalist, laddove le aspettative di questi ultimi differiscano fortemente da quelle degli startupper.

Startup innovativa

La startup innovativa è un’impresa giovane, ad alto contenuto tecnologico, con forti potenzialità di crescita e rappresenta per questo uno dei punti chiave della politica industriale italiana.

Nel 2012, il D.L. 179/2012 ha introdotto alcune misure specifiche a sostegno di tale tipologia di impresa per supportarle durante il loro ciclo di vita (nascita, crescita, maturità). Con questo pacchetto, oltre a sviluppare un ecosistema dell’innovazione dinamico e competitivo, creare nuove opportunità per fare impresa e incoraggiare l’occupazione, si vuole promuovere una strategia di crescita sostenibile.

Valutazione Startup

Esistono generalmente due tipi di valutazione: quella pre-money, che riguarda la fase precedente all’iniezione di nuovi capitali, e la valutazione post-money, che evidenzia il valore della start-up a seguito di un dato aumento di capitale. Tale valutazione è basata su diversi parametri tra cui:

  1. multipli di aziende comparabili nel mercato: ci si basa su indicatori che stimano il valore della società in base a quello di realtà simili;
  2. flussi di cassa storici e previsionali (difficilmente utilizzabili nel caso in cui l’impresa sia di nuova costituzione);
  3. competenze del team;
  4. dimensioni del mercato di riferimento;
  5. esclusività delle tecnologie utilizzate;
  6. scalabilità del business.

 

Principali metodi di valutazione

Tra i principali metodi di valutazione, segnaliamo:

  1. Metodo Scorecard
  2. Checklist
  3. DCF – con g-rate
  4. DCF – Multipli
  5. Metodo Venture Capital

I metodi tradizionali di valutazione aziendale patrimoniale, economico reddituale, finanziario (o DCF analysis), si basano su risultati economici e finanziari contabilmente rilevabili (Guatri, 1990). Per tale motivo, essi presentano significativi limiti di applicabilità alle aziende che attraversano la fase iniziale del proprio ciclo di vita (startup) e che sono caratterizzate da un elevato grado di innovazione del business.

Metodo Venture Capital

Il Venture Capital valuation method (Sahlman e Scherlis, 1987) è il più diffuso modello di valutazione di imprese altamente innovative, di recente costituzione, che presentano un track record di risultati minimo o assente e con aspettative di rendimento e di rischio molto elevate.

Il modello schematizzato nell’immagine qui di seguito presenta il valore aziendale determinato attraverso l’uso di un moltiplicatore. Il fattore economico può essere rappresentato a seconda del modello di business e dello stato di maturità dell’impresa oltre che dal classico ebida, dal valore dei ricavi (o dei ricavi ricorrenti), ecc.

Caratteristiche delle imprese innovative

Il riferimento non è esclusivamente alle aziende di cui al D.L. 179/2012, bensì ad una categoria più ampia, che comprende le società che presentano le seguenti caratteristiche o la maggior parte di esse:

  • svolgono attività ad elevato contenuto tecnologico e/o innovativo, declinato come sviluppo di nuove tecnologie o utilizzo innovativo (in nuovi campi o processi) di tecnologie avanzate già conosciute;
  • sono focalizzate sulla funzione di ricerca e sviluppo e richiedono significativi investimenti, non ultimi quelli in capitale umano, in tale area;
  • sono accomunate da limitati investimenti materiali, connaturandosi anzi spesso come imprese che si basano su assets immateriali;
  • sono fortemente orientate all’internazionalizzazione, sia in relazione ai mercati di riferimento dei propri prodotti o servizi, sia ai mercati di approvvigionamento dei fattori della produzione, tra cui le risorse umane;
  • sperimentano elevati tassi di crescita, grazie al modello di business scalabile che spesso le contraddistingue.

Criticità nella valutazione pre-money di una startup

Tali imprese presentano inevitabilmente una serie di specificità che complicano la determinazione del loro valore economico (Damodaran, 2002 e 2009):

  • Probabilità di fallimento: secondo i dati Eurostat, circa il 50% delle società appena nate muore entro i primi cinque anni di attività
  • Flussi di cassa negativi e lunga fase di accelerazione prima di raggiungere livelli “normali” di redditività a lungo termine
  • Limitata solidità e storicità dei risultati finanziari
  • Alto livello di incertezza relativo allo sviluppo del mercato futuro e alla sostenibilità nel tempo, guidati da innovazioni tecnologiche
  • elevate complessità tecnologiche e di processo, a cui è associato un rischio molto elevato in relazione al successo del business;
  • un alto tasso di obsolescenza del prodotto/servizio, a causa sia delle dinamiche tecnologiche, sia del rischio di imitazione, soprattutto se i prodotti o servizi non sono adeguatamente manutenuti ed innovati;
  • un ciclo di vita atipico, estremamente breve in rapporto alla durata delle attività di ricerca e allo sviluppo del prodotto/servizio;
  • la difficoltà di identificazione dei competitors e delle aziende comparabili, dato il grado di innovatività che caratterizza il prodotto/servizio offerto, rispetto agli eventuali operatori già presenti sul mercato;
  • la difficoltà nella valutazione della proprietà immateriale ed intellettuale, anche, ma non solo, in relazione alla sua protezione.

Per approfondire

Impresa Progetto – Electronic Journal of Management è una rivista scientifica on line, che propone due numeri ordinari all’anno ed eventuali uscite tematiche. Fondata nel 2004 è accreditata AIDEA- Accademia Italiana di Economia Aziendale dal 2010.

Un framework concettuale per la valutazione delle startup innovative