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Il mercato M&A e la sfida dell'incertezza.

Il mercato M&A e la sfida dell’incertezza.

Il mercato M&A e la sfida dell’incertezza.

Come le aspettative di recessione impatteranno su fusioni e acquisizioni

Dopo mesi di forte crescita, assistiamo nel secondo semestre 2022 ad un rallentamento del mercato M&A. Un mondo sempre più complesso ed incerto rappresenta una grande sfida per investitori, per imprenditori e per gli stessi advisor che dovranno acquisire competenze sempre maggiori e sempre più diversificate. 

Lo scenario di lungo resta comunque favorevole all’ M&A, particolarmente nei numerosi settori interessati dall’innovazione tecnologica. Senza dimenticare le opportunità che purtroppo verranno offerte dalla crisi.

I motivi della crescita dell’M&A nel 2021 e nel primo semestre 2022

Questa crescita è stata generata da:

  • Forte tendenza al consolidamento di molti settori;
  • Innovazione ed open innovation;
  • Internazionalizzazione;
  • Passaggio generazionale (accelerazione post covid);
  • Abbondanza di fonti di capitale a basso costo grazie ai bassi tassi di interesse.

I motivi del rallentamento delle previsioni di crescita dell’M&A

Dopo un anno da record, la crescita dell’ M&A mostra segni di cedimento.

Proviamo ad individuare i principali motivi che rendono difficile per le imprese avere adeguata visibilità sul proprio business e/o sulla redditività delle loro aziende target:

  • Aumento dei tassi di interesse e quindi del costo del capitale;
  • Aumento dell’inflazione;
  • Criticità nella catena di approvvigionamento;
  • Incertezza geopolitica.

A questi si aggiunge la difficoltà per gli imprenditori/venditori ad adattare le proprie aspettative ai nuovi multipli di mercato (ridimensionati rispetto al periodo ante giugno 2022).

ESG come driver di valore.

È sempre più frequente effettuare nelle operazioni M&A due diligence in materia di ESG.

Gli stakeholder, gli investitori istituzionali e le autorità di regolamentazione sono sempre più consapevoli dell’importanza degli ESG nella sostenibilità del business.

Le stesse banche stanno iniziando a prendere decisioni di prestito basate sui profili ESG e questo porterà alcuni settori (non conformi) ad avere un aumento del costo del capitale.

Oltre a ESG, le aree che devono essere valutate in quanto driver di valore sono anche la conformità, la qualità normativa, la privacy dei dati e la sicurezza informatica.

La sfida della valutazione d’azienda

Le aspettative di una prossima recessione stanno portando a valutazioni più prudenti da parte degli investitori. Sicuramente assistiamo ad un approccio attendista da parte di molti operatori del mercato.

Tutto ciò detto, sebbene la volatilità riduca la spesa e l’attività di M&A, gli investitori e le aziende che sono disposti a rischiare riusciranno molto probabilmente nei prossimi mesi a cogliere le interessanti opportunità che un mercato cosi frastagliato offre. Soprattutto se parliamo di aziende tech. Perché lo scenario di lungo resta estremamente favorevole all’ M&A, particolarmente in Italia e nei numerosi settori  interessati dall’innovazione tecnologica. Senza dimenticare le opportunità che purtroppo verranno offerte dalla crisi.

Ricordiamo a questo proposito che, come evidenziato nelle “Linee guida per la valutazione di aziende in crisi“, il processo di valutazione riferito ad un contesto aziendale che versa in uno stato di disequilibrio economico ed in crisi reversibile si differenzia dal contesto valutativo liquidatorio perché, pur potendosi ragionevolmente presupporre la continuazione dell’attività aziendale, l’elemento fondamentale che caratterizza la valutazione può essere rinvenuto in una significativa discontinuità tra i valori economico-finanziari attuali e quelli che ci si attende che l’azienda otterrà dopo il superamento del disequilibrio economico.

Una sfida per gli investitori, per le imprese, per il mondo della valutazione d’azienda, per gli stessi advisor che dovranno acquisire sempre maggiori competenze e sempre più diversificate.