Principi italiani di valutazione, osservazioni e criticità.

Principi italiani di valutazione, osservazioni e criticità.

Articolo pubblicato su Mysolution e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

Finalmente è stata pubblicata la versione definitiva dei Principi italiani di valutazione. Alcune critiche a suo tempo avanzate sono state parzialmente recepite (così quanto meno appare ad una prima e superficiale lettura) e bisogna dire che il testo riassume ed integra alcune delle migliori pratiche di settore, riunendo in un unico volume un insieme organico e ben strutturato di principi che lo faranno diventare una guida preziosa per l’esperto valutatore.

 

Finalmente è stata pubblicata la versione definitiva dei Principi italiani di valutazione. Sono il frutto del lavoro di tre anni da parte dell’ Organismo italiano di valutazione, due consultazioni pubbliche e il coinvolgimento di 15 referee tra cui: ASSIREVI , Aiaf, Andaf, Bocconi, Ordine dei Dottori Commercialisti e Borsa Italiana.

Le prime bozze, già qualche mese fa, sono passate di mano in mano tra i professionisti interessati con un misto di curiosità e scetticismo. Oggi che è disponibile, il testo definitivo per molti di noi rappresenterà uno dei libri da portare in vacanza per presentarsi preparati ai prossimi incontri di settembre.

Alcune critiche a suo tempo avanzate sono state parzialmente recepite (così quanto meno appare ad una prima e superficiale lettura) e bisogna dire che il testo riassume ed integra alcune delle migliore pratiche di settore, riunendo in un unico volume un insieme organico e ben strutturato di principi che lo faranno diventare una guida preziosa per l’esperto valutatore.

Osservazioni e criticità

Analogamente a quanto previsto per “L’applicazione dei principi di revisione internazionali alle imprese di dimensioni minori “si auspica l’individuazione di procedure snelle, pur coerenti con i PIV e IVS che rimangono il riferimento tecnico non sostituibile, e più facilmente applicabili nell’ambito della valutazione delle piccole e medie imprese.

Base informativa

Particolarmente delicato a mio parere il paragrafo relativo alla base informativa. Appare come un passo avanti e un primo recepimento di alcune critiche a suo tempo formulate l’inserimento dell’avverbio “ragionevolmente” che, senza nulla togliere all’importanza della base dati consente una certa discrezionalità all’esperto valutatore. 

PIV – bozza

La valutazione deve esprimere un giudizio informato. L’esperto deve dunque precisare la base informativa di cui ha fatto uso e le eventuali limitazioni rilevate.

La base informativa è costituita da dati (di natura privata o pubblica) e da ipotesi.

Un giudizio informato presuppone che l’esperto svolga un’analisi della base informativa a disposizione con il necessario spirito critico.

Un giudizio informato presuppone altresì che l’esperto non accetti incarichi per i quali sia prevista una remunerazione incompatibile con i costi necessari a garantire la necessaria completezza di base informativa.

 

PIV – versione definitiva

La valutazione deve esprimere un giudizio informato. L’esperto deve dunque precisare la base informativa di cui ha fatto uso e le eventuali limitazioni rilevate.

La base informativa deve risultare ragionevolmente obiettiva e completa.

Un giudizio informato presuppone che l’esperto svolga un’analisi della base informativa a disposizione con il necessario spirito critico (professional skepticism).

Un giudizio informato presuppone altresì che l’esperto non accetti incarichi per i quali sia prevista una remunerazione incompatibile con i costi necessari a garantire la necessaria completezza di base informativa.

Premi e sconti

Pur considerando corretto l’atteggiamento prudenziale suggerito dai PIV nell’uso di premi e sconti si ritiene opportuno sottolineare la maggior applicabilità degli stessi in caso di valutazione di imprese di piccole o medie dimensioni.

Valutazioni “speciali”

Si ritiene sia opportuno posporre l’emanazione di principi in tema di operazioni “speciali” cosi come si sarebbero dovute separatamente analizzate le operazioni straordinarie (oggi all’interno dei PIV), correttamente identificate nella sostanza.

Conclusioni

I Principi italiani di valutazione sono un testo di sicuro riferimento per il professionista interessato ad intraprendere una specializzazione che si trasformerà sempre più in una vera e propria nuova professione.

Scontano il fatto di esser stati predisposti da soggetti fin troppo legati al mondo delle grandi imprese e ci si augura che troveranno in futuro una declinazione più facilmente applicabile alle PMI.


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