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la fine di un ciclo

La fine di un ciclo

La fine di un ciclo

Parlando ad imprenditori, ad investitori (ed un po’ anche a noi…)

La fine di un ciclo spaventa sempre un po’, ci lascia con meno certezze ad affrontare un futuro confuso. Spesso senza nemmeno avere gli strumenti adatti. La fine di un ciclo spesso ci porta a rifugiarci in due atteggiamenti entrambi pericolosi (ma consolatori):

  • il manierismo (mi rifugio nelle vecchie buone pratiche, che però purtroppo rischiano di essere inadeguate);
  • sviluppare rancore ed aggressività nei confronti di non si sa neanche bene chi o che cosa.

Eppure la fine di un ciclo è uno dei momenti più fecondi di idee (in alcuni casi, non sempre per andar fuor di retorica, anche di opportunità).

Perchè oggi siamo a fine ciclo

Oggi siamo a fine ciclo per diverse ragioni, alcune futili, altre più serie:

  • è settembre, che di per se è una sorta di inizio del nuovo anno;
  • è finita l’era del tasso zero o addirittura negativo;
  • è finita l’era dei capitali facili;
  • è finita l’età in cui non si sapeva cosa fosse l’inflazione;
  • è finita l’ovatta covid e post covid;
  • è finita l’esperienza Draghi;
  • forse è anche finita, con la contrapposizione dei blocchi e la guerra in Ucraina, la globalizzazione per come la conosciamo.

Tutto questo porta a nuove riflessioni sulla conoscenza, sulla formazione, sugli interlocutori…

Più in generale sulla struttura del business e sul posizionamento.

Un nuovo approccio più consapevole

Oggi credo sia il momento di puntare su:

  • il silenzio ( per bisogno di pulizia);
  • l’ascolto (e senza silenziare il rumore di fondo è più difficile sia ascoltare sia comprendere sia identificare le nuove voci da ascoltare);
  • la concretezza (un nuovo sentiero lo si costruisce con piccoli passi e poggiando su solide fondamenta).

La costante selezione delle fonti di informazione e la ricerca dell’attendibilità dei dati sono determinanti in un mondo incerto e soggiogato dallo storytelling

Nulla di male a rallentare se questo ci consentirà di correre più veloci in futuro. E’ una fase di attesa che non va sprecata.

Gli investitori nel mondo M&A del resto non fanno nulla di molto diverso. Rallentano, ridefiniscono le regole del gioco, esplorano, cercano di comprendere meglio.

Lo stesso baricentro del processo di valutazione si sposta sempre di più sull’analisi fondamentale. Ed è la verifica maniacale del modello, della base informativa e delle ipotesi alla base del piano (in caso di progetti già avanzati) la vera sfida per il team, per l’investitore e ovviamente anche per l’esperto valutatore.

Ed oggi non vediamo immobilismo ma operazioni più consapevoli e mirate. Chi è capace di agire secondo le nuove regole porta a casa un importante vantaggio competitivo e crea valore.

Silenziosamente, senza troppo clamore…