Le stelle, una vetta ed un sogno

Le stelle, una vetta ed un sogno

Le stelle, una vetta ed un sogno

Grazie perchè non è stato mica facile

Credo che in fondo cambiare non lo sia mai. E non lo è per diversi motivi: è difficile capire la direzione, è complicato azzeccare i tempi (delle persone, del mercato, delle proprie vite), è faticoso riorientare tutta l’organizzazione.

Ormai quasi tre anni fa (in realtà forse un pò prima se pensiamo alle riflessioni nate grazie agli articoli per Econopoly de IlSole24Ore)  abbiamo iniziato un percorso per provare a ripensare il nostro studio professionale anche grazie alla partecipazione dello Studio a un corso di training in imprenditorialità all’interno di un progetto di ricerca ospitato da The Invernizzi Center for Research on Innovation, Organization, Strategy and Entrepreneurship dell’Università Bocconi

Il nostro Progetto 1849 ha coinvolto diversi professori universitari, imprenditori e consulenti di strategia aziendale che ci hanno aiutato a capire un pò di più attraverso interviste, incontri e numerose discussioni sui social.

In questo post proviamo a fare il bilancio di questi tre anni per poi raccontarvi a gennaio gli obiettivi del prossimo triennio.

Un bilancio per raccontarvi un pò di noi, dei nostri traguardi ed anche della fatica e di che cosa si sarebbe potuto fare meglio.

Restartup, il libro.

Tutto questo ha dato origine ad un libro “Restartup, le scelte imprenditoriali non più rimandabili” edito da Egea la casa editrice dell’Università Bocconi. Un libro scritto per aiutarmi a mettere ordine, sistemare gli appunti, verificare le ipotesi. Un libro scritto per le imprese ma incredibilmente autobiografico se tale può definirsi un libro di strategia aziendale.

In questo devo dire che probabilmente la direzione da prendere è ormai stata definita pur dovendo ancora ben affinare la nostra proposta e con la consapevolezza che l’estrema instabilità del mercato richiede flessibilità anche nella ridefinizione degli obiettivi.

L’Accademia dei Pugni

Quest’anno per la prima volta abbiamo organizzato un evento in collaborazione con il Sole24Ore dando vita a quello che mi piacerebbe diventasse un appuntamento quantomeno annuale: l’Accademia dei Pugni (che già vanta tentativi di imitazione da parte di un grande quotidiano nazionale).

A febbraio tema dell’incontro è stato il rapporto imprenditori e consulenti, perchè avevamo bisogno di capire meglio questo tema contenuto anche nel nostro libro Restartup.

Nel 2020 abbiamo bisogno di imparare ancora e stiamo preparando qualche nuova sorpresa di cui preferiamo scaramanticamente non parlare.

I tempi, il mercato, le mamme e la salute.

Se la direzione è definita sui tempi siamo andati lunghi, è giusto ammetterlo. Siamo andati lunghi perchè in questi tre anni non abbiamo difeso le milestone come avremmo dovuto (colpa mia), perchè in Studio abbiamo avuto due maternità (mamme e professioniste straordinarie, forse proprio a causa della prima di queste maternità è partito il desiderio di trasformarci un pò, prima o poi ne parleremo) ed un problema di salute importante fortunatamente risoltosi per il meglio ma che ha ulteriormente complicato questo 2019.

Anno straordinariamente complesso anche dal punto di vista fiscale tra fatturazione elettronica, nuovi adempimenti, nuovo calendario per i dichiarativi, ecc. Incredibile come tasse e burocrazia siano capaci di rallentare innovazione ed investimenti.

E poi perchè i tempi in una realtà tradizionale rischia di darli sempre il cliente ed il fatturato piuttosto che il progetto. Ed abbiamo avuto belle soddisfazioni sia per la qualità delle pratiche sia per la crescita dello Studio.

Rallentamenti in qualche modo positivi insomma anche perchè involontariamente hanno reso i tempi del progetto più coerenti con quelli del mercato.

Il team cresce in qualità

Si conferma la tradizione dei nostri praticanti, anche quest’anno esame passato al primo colpo!

Racconteremo di più con il primo post dell’anno, attendiamo l’ufficialità dell’iscrizione all’albo. Per ora posso solo dire che sono molto fiero della nuova professionista del nostro Studio.

L’ultimo pezzo del puzzle

Abbiamo capito la direzione da prendere, stiamo lavorando sui tempi ma anca ancora l’ultimo pezzo del puzzle. Quello più faticoso, la parte meno raccontabile ed appariscente. A quest’ultimo pezzo sarà dedicato il prossimi triennio. Ormai è chiaro che i piani triennali (rigorosamente e costantemente scompaginati) ci portano bene.

Lavoreremo di più su noi stessi e racconteremo meno del nostro percorso. Proveremo a lasciare parlare i fatti.

Negli ultimi tempi abbiamo avuto bisogno di raccontare il progetto per testarlo, per raccogliere opinioni, critiche e suggerimenti.

Oggi forse l’ultimo tassello è tailor made e risulterebbe poco interessante.

Chiederemo a pochi amici, quelli che ci conoscono meglio, di aiutarci.

Il 2020 sarà ancora laboratorio ma in cui ci sporcheremo le mani di grasso davanti a giudici severi.

Il bello di sentirsi corteggiati

Siamo uno Studio piccolo ma dinamico, siamo corteggiati da sempre ma mai come quest’anno sia per numero di proposte sia per la qualità delle stesse. Il tema dimensionale è sicuramente importante e stiamo assistendo a numerosi progetti di aggregazione professionale.

Il settore si sta concentrando. Inutile negarlo e ne abbiamo già parlato diffusamente in un precente articolo apparso su Econopoly.

Ad oggi stringere alleanze non è all’ordine del giorno nè si vedono progetti interessanti all’orizzonte ma vorremmo che il 2020 diventasse l’anno in cui lavorare profondamente su noi stessi per renderci pronti.

La quarta di copertina di Restartup recita (recependo l’insegnamento di un importante imprenditore intervistato):

“Prepara l’azienda come se dovessi venderla domani ma non cederla mai se non lo reputi necessario”.

Tutti sottovalutano la preparazione. Eppure basterebbe rileggersi la storia di Sergio Marchionne in FCA…

E’ tempo di dire grazie

Qualche giorno fa ho incontrato per la prima volta Stefano Mizio del Polihub. Mi ha colpito perchè la prima cosa che mi ha detto è stata:

“Stai studiando molto”.

Non sempre la cosa viene capita. Mi ha fatto molto piacere.

E’ giunto quindi il momento di dire grazie a tutti quelli che in questo percorso di crescita ci hanno supportato, ai nostri clienti, a tutti i professionisti del nostro Studio. Richiamo qui inoltre i ringraziamenti contenuti nel libro, non posso non menzionare: Alberto Annicchiarico, Stefano Mainetti, Ignazio Rocco di Torrepadula, Alessandro Donadio, Alfonso Fuggetta, Giorgio Roverato, Paolo Bellini, Achille Castiglioni, Fabio Massimo Micaludi, Ernest Henry Shackleton, Bruno Munari, Enrico Verga, Beniamino Andrea Piccone, Maria Chiara Visentin, Barbara Franchini, Filippo Berto, Alberto Falck, Stan Lee, Luigi Emanueli, Marco Cantamessa, Marco Berini, Claudio Berretti, Renato Cifarelli, Alberto Staccione, Francesco Venier, Paolo Gubitta, Alberto Baban, Luca Foresti, Corrado d’Elia, Giorgio Gaber, Paolo Fresu, Giulia Maria Picchi, Silvia Pavone, Elena Villa, Pier Giorgio Panato, Federico Visconti, Edoardo Arrigo Panato, Fabio Francesco Franco, Alessandro Magno, Luca Baiguini, Leonardo Bellini, Ivan Ortenzi, Marco Berini, Luca Tremolada, Pierfrancesco Gelmetti, Vincenzo Renne, Giacomo Biraghi, Enrico Ladogana, Andrea Cocchi, Andrea Elestici, Giampietro Vecchiato, Angelo Bongio, Fabio e Mirko Lalli, Fabrizio Patti, Daniele Lago, Gianluca Mollura, Maurizio Goetz, Romano Perissinotto, Alessia Uslenghi, Danilo Mazzara, Stefano Micelli, Vincenzo Berretta, Emil Abirascid, Mauro Lupi, Mattia Corbetta, Luca Barbieri, Ida D’Alessio e molti altri…

Senza dimenticare i ragazzi del Living

Senza dimenticare i ragazzi del Living, locale che ha ospitato, con lo splendido sfondo dell’Arco della Pace, alcune delle interviste più interessanti contenute in questo libro. Perché..

se non gridi ed ascolti, se sei curioso e non giudichi, i social ti permettono di bere bene in compagnia di persone che hanno tanta storia.

E poi gli auguri

Tutti i nostri migliori auguri a voi ed ai vostri cari di un felice Natale ed uno strepitoso anno nuovo.

Le stelle, una vetta ed un sogno (crediti)

La foto di copertina è di Simon Trnka, un fotografo slovacco per passione che con la sua ragazza ha deciso di passare in pratica ogni weekend sulle montagne, dormendo in una tenda ad altezze impressionanti. Vette e sogni: ci è sembrato riassumere bene questa prima parte del nostro percorso di Studio.