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L'Effetto Lego nel Mondo della Consulenza, ovvero la necessità di ridefinire ed esplicitare le regole di ingaggio  

L’Effetto Lego nel Mondo della Consulenza

L’Effetto Lego nel Mondo della Consulenza

La necessità di ridefinire ed esplicitare le regole di ingaggio  

 

Ultimamente, mi capita sempre più spesso di coinvolgere professionisti esperti nelle nostre operazioni, sia per integrare competenze, sia per rispondere rapidamente alle esigenze delle imprese. Del resto la qualità del network è sempre stata una delle caratteristiche del nostro Studio. Oggi ci troviamo sempre più interconnessi con professionisti di grande esperienza. Tutto ciò è estremamente utile, ma richiede un’attenzione particolare alla definizione e alla comunicazione delle regole di ingaggio. Soprattutto in uno scenario in continuo mutamento.

Le regole di ingaggio sono fondamentali. Dobbiamo scriverle insieme e condividerle chiaramente. La chiarezza non solo facilita la collaborazione, ma è anche sempre apprezzata dai nostri partner. Quando tutti sanno cosa aspettarsi e come muoversi, il lavoro diventa più fluido e i risultati migliori.

Torno ad insistere su un concetto a me molto caro (l’effetto lego) ma mi ritrovo ad affrontarlo con una maggiore consapevolezza.

La necessità di ridefinire ed esplicitare le regole di ingaggio nel mondo della consulenza Share on X

L’effetto lego e la necessità di ridefinire ed esplicitare le regole di ingaggio  

In un mondo che cambia rapidamente, l’evoluzione degli studi professionali è sempre più legata all’ecosistema in cui decidono di costruire la loro proposta di valore. Tuttavia, c’è un aspetto che spesso sottovalutiamo: l’effetto Lego. Cosa significa? In parole semplici, si tratta della necessità di rendere facile collaborare con noi.

Immaginate di costruire una torre con i Lego. Se ogni pezzo si incastra perfettamente con l’altro, il processo è fluido e il risultato solido. Lo stesso principio vale nel nostro settore. Dobbiamo portare ordine e metodo nelle realtà con cui collaboriamo, definendo chiaramente il “controllo di qualità” del servizio. Questo non solo facilita il lavoro, ma garantisce anche un output di alto livello professionale.

Decidere in quale ecosistema posizionarsi (co-costruendolo)

Ma cosa significa scegliere l’ecosistema giusto? L’evoluzione degli studi professionali è sempre più legata all’ecosistema in cui decidono di costruire la loro proposta di valore. In pratica, questo significa che il successo di uno studio di consulenza non dipende solo dalle competenze interne, ma anche dalla capacità di interagire efficacemente con l’ambiente circostante. Collaborare con università, centri di ricerca, startup innovative e altre imprese permette di arricchire l’offerta, integrando nuove idee e tecnologie.

L’ecosistema diventa quindi un elemento fondamentale: un network dinamico e interconnesso che supporta la crescita, l’innovazione e la capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato.

In altre parole, per costruire una proposta di valore competitiva, gli studi professionali devono saper navigare e contribuire attivamente a un ecosistema fertile e collaborativo.

Il Settore della Consulenza: un gioco in evoluzione

Oggi il settore della consulenza sta cambiando notevolmente. Non solo si sta ibridando con settori contigui, ma in molti casi (come nel nostro) cambia anche la categoria in cui stiamo giocando. Mi perdonerete il paragone azzardato, è come passare dalla serie B alla serie A nel calcio: le regole del gioco diventano più rigorose e la competizione più intensa.

Questo doppio cambiamento, orizzontale (di settore) e verticale (di categoria) finisce per impattare, più o meno consapevolmente, per tutti i soggetti coinvolti nell’ecosistema che potrebbero non aver subito chiara la necessità e le modalità di allinearsi.

E proprio come in uno sport, è fondamentale rendere esplicite le regole del gioco quando si cambia campionato. Le regole devono essere chiare per tutto il sistema, dai professionisti con cui collaboriamo ai clienti. Se non c’è chiarezza, rischiamo di creare confusione e inefficienza, compromettendo il successo delle nostre operazioni.

La Tecnologia come Agente di Cambiamento

A rendere più complicato lo scenario interviene anche la tecnologia che sta rivoluzionando il settore della consulenza, diventando un vero e proprio agente di cambiamento.

Molte società di consulenza stanno ripensando i loro servizi (e la relativa proposta di valore) per sfruttare appieno le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. Non solo stanno integrando strumenti digitali per migliorare l’efficienza e l’accuratezza delle loro analisi, ma stanno anche investendo direttamente in startup tecnologiche. Questi investimenti permettono di assicurarsi soluzioni proprietarie innovative, creando un vantaggio competitivo significativo.

Questo trend ha un impatto anche sugli altri attori dell’ecosistema. Collaborare con realtà che possiedono tecnologie avanzate (o quantomeno con professionisti che posseggono la visione e le competenze per utilizzarle) può essere estremamente vantaggioso, offrendo accesso a strumenti e competenze che altrimenti sarebbero fuori portata. Inoltre, le soluzioni tecnologiche proprietarie possono fungere da catalizzatore, aggregando competenze diverse e facilitando l’innovazione. In definitiva, la tecnologia non solo migliora il servizio, ma rende anche più attraente e fruttuosa la collaborazione tra diverse realtà nel mondo della consulenza.

Conclusione

In sintesi, il nostro settore è in continua evoluzione e, per navigare con successo questo cambiamento, dobbiamo rendere semplice lavorare con noi portando valore, tecnologia, visione e metodo.

Se riusciamo a implementare questi principi, saremo in grado di affrontare con successo le sfide del futuro, costruendo torri sempre più alte e solide nel mondo della consulenza.

Note a margine

M&A, persone, cultura e numeri

Mentre scrivo queste brevi riflessioni mi rendo conto di quanto siano parimenti valide per preparare una azienda ad un percorso (si perché è un percorso) di valorizzazione in vista dell’ M&A. Perché in fondo le operazioni straordinarie non sono poi cosi straordinarie.