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Un’azienda ha successo perché è progettata per avere successo.

Un’azienda ha successo perché è progettata per avere successo.

Il grande problema delle PMI italiane è relativo alla loro scarsa produttività per addetto.

Incrementare la produttività significa investire in proprietà intellettuale (marchi, brevetti, ecc), know-how, tecnologia e gestione dei talenti.

Un’azienda ha successo perché è progettata per avere successo. Un’azienda di successo consiste in un insieme di asset che sono stati sviluppati usati in modo efficiente: un insieme di proprietà intellettuali, capitale, cultura aziendale, talenti, leadership e innovazione.

Un’azienda ha bisogno di un insieme di asset che funzionino tutti a un livello eccellente perché generare il massimo valore. Tutto deve tendere ad un continuo miglioramento dei risultati.

Probabilmente sarà anche necessario alzare l’asticella un po’ più in là ed iniziare a ragionare non più solo in termini di impresa ma anche di ecosistema in cui l’azienda dovrà imparare a crescere e a collaborare. Di questo però parleremo in un prossimo articolo più diffusamente.

Quella pericolosa mentalità da conto economico

Uno dei principali errori delle PMI è quello di concentrarsi sull’incremento di fatturato e sulla riduzione dei costi in ottica di breve termine. Assumendo una mentalità da conto economico, prendendo in considerazione soltanto le entrate e le uscite senza pianificare a sufficienza e senza provare a ragionare in termini di creazione duratura di valore.

Difficilmente si mette in discussione l’attualità del progetto aziendale, si analizza il settore ed i suoi cambiamenti (opportunità e minacce). Soprattutto non ci si domanda se abbiamo gli asset giusti per competere.

Per questo la consulenza fornita da Studio Panato si concentra, a differenza di altre, sul valore dell’impresa. Non a caso gli strumenti che utilizziamo sono mutuati dalla valutazione di azienda, nostra competenza distintiva. Per chi fosse interessato trovate una sintesi del nostro approccio nel libro Restartup, le scelte imprenditoriali non più rimandabili. Libro recentemente pubblicato da EGEA, casa editrice dell’Università Bocconi di Milano.

Definizione di asset aziendale

Asset aziendale è qualunque cosa renda unica l’ azienda e sia capace di continuare a generare valore anche in assenza di una particolare persona. Un software o un ebook ad esempio sono un asset, si possono usare online, trasferire come un file e il costo per la loro riproduzione una volta che sono stati creati è irrisoria.

Differenza tra asset e strumenti

Gli strumenti da soli non faranno crescere le vostre aziende.

Gli asset aziendali devono essere unici ed esclusivi. Gli strumenti invece sono a disposizione di tutti. Un’azienda con asset importanti avrà successo anche utilizzando strumenti basici. Impossibile il contrario.

L’ossessione per gli strumenti.

Il principale rischio delle aziende in difficoltà è di essere ossessionate dagli strumenti.

Compito dell’imprenditore è quello di creare asset e solo dopo nel cercare degli strumenti per valorizzarli e comunicarli.

Pianificare per affrontare le sfide dei prossimi mesi

I prossimi mesi ci vedranno impegnati ad affrontare sfide difficili.

È necessario pianificare fin da subito ed implementare nuove strategie per ridisegnare e mettere in sicurezza l’impresa. Il dialogo tra l’imprenditore ed i suoi consulenti in questa fase sarà determinante.

La centralità del business plan

Il presupposto per intercettare con efficacia e tempestività la crisi è privilegiare le prospettive aziendali e pertanto la disponibilità di dati prognostici: disporre di un piano è il primo requisito della diligente conduzione dell’impresa poiché:

  • solo dal piano emerge in modo inequivocabile la continuità aziendale;
  • è solo il piano che permette di individuare con ragionevole certezza la sostenibilità del debito;
  • è il piano che fornisce all’organo amministrativo le informazioni che consentono ex ante di misurare il fabbisogno finanziario e le risorse disponibili per la sua copertura;
  • è solo il piano che consente di individuare le azioni da adottare per correggere tempestivamente la rotta.

Il piano costituisce insomma il più efficace assetto organizzativo di governo finanziario dell’impresa e di tempestiva rilevazione del rischio di crisi aziendale. Di modo che è opportuna l’introduzione di un controllo di gestione atto a consentire un ordinato ed efficace processo di redazione del piano per il monitoraggio dell’andamento aziendale e dei flussi finanziari; mentre per il monitoraggio degli aspetti finanziari (rendiconto) e dei flussi di cassa di breve periodo è utile l’impiego di budget con orizzonte temporale annuale e piani di tesoreria.

Monitorare le agevolazioni

L’imprenditore dovrebbe costantemente monitorare le agevolazioni previste dalla normativa su startup, innovazione e industry 4.0. A questo proposito ricordo che è stato recentemente pubblicato il decreto di riapertura dei bandi nazionali dedicati alla valorizzazione dei titoli di proprietà industriale, “Brevetti+”, “Marchi+”, “Disegni+”.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha stanziato 43 milioni a favore delle PMI, utilizzabili non solo per i costi vivi di registrazione e brevettazione, ma anche per il pagamento dell’assistenza legale necessaria.

Per un confronto

Sono sempre disponibile per confrontarmi con chi fa impresa. Puoi seguirmi su twitter @commercialista oppure contattarmi su LinkedIn