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Recesso del socio e valutazione partecipazioni

Recesso del socio e valutazione partecipazioni

Riflessioni a margine del seminario della Scuola di Alta Formazione

Articolo pubblicato su Mysolution e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

  Propongo qualche riflessione a margine del recente seminario su “Recesso del socio: aspetti societari, aziendali e tributari” che mi ha visto tra i relatori. La professione si sta sempre più specializzando, la futura approvazione dei PIV fornirà all’esperto importanti linee guida a cui rifarsi nella valutazione d’azienda e di partecipazioni sociali. I principi italiani di valutazione (Piv) infatti rappresenteranno da una parte una maggiore tutela per l’esperto che ci si uniformerà, ma i professionisti meno preparati si esporranno a maggiori rischi di responsabilità personale. La sfida non è banale e spingerà verso una maggiore specializzazione dei professionisti, Dottori commercialisti ed Esperti contabili in primis. Importante, vista la derivazione dai principi internazionali, sarà verificarne l’applicabilità effettiva sulla valutazione delle Pmi, principale oggetto di analisi dei professionisti italiani. Per quanto la specializzazione sia una tendenza ineludibile è fondamentale comunque non perdere mai di vista la visione d’insieme dell’operazione. Importante quindi analizzare con attenzione sia la normativa civilistica sia quella fiscale. In particolare troppo spesso si sottovalutano le clausole “fiscali” nella contrattualistica, spesso invece assumono importanza notevole.

La valutazione d’azienda

La stima è un processo complesso che coinvolge gli aspetti più disparati non solo contabili, fiscali e legali, ma anche ambientali e di mercato. Aspetto fondamentale per il perito è quindi la scelta del criterio adottabile necessariamente correlata alle finalità della stima stessa ed alle caratteristiche dell’azienda e del mercato in cui opera.

Discrezionalità tecnica

Il dettato normativo, coerentemente con la miglior dottrina, pur lasciando all’esperto ampia libertà sui metodi valutativi, obbliga a determinare il valore della partecipazione in base a due criteri fondamentali:

  • Criterio proporzionale (escludendo quindi sconti di minoranza/illiquidità o premi di maggioranza);
  • Valore di mercato (Difficoltà a reperire informazioni pubbliche su valore di mercato partecipazioni o aziende PMI.)

Unità di valutazione, sconti e premi

L’unità di valutazione di riferimento nel caso di valutazioni a fini di recesso è rappresentata dall’azienda nel suo complesso. Il valore della singola azione è calcolato pro-quota.

  • Non paiono applicabili né premi di maggioranza, né sconti di minoranza.
  • Sono invece da considerare quegli sconti che si applicano all’impresa nel suo complesso :
    • gli sconti per la dipendenza da persone chiave;
    • nei casi di business che assorbono cassa e richiedono futuri finanziamenti, gli sconti per mancanza di liquidabilità.

Decreto Tribunale Padova 23/05/2014

In caso di recesso del socio dalla società non si applicano premi di maggioranza o sconti di minoranza.  Premi di maggioranza o sconti di minoranza rilevano solo nell’ambito della negoziazione, della partecipazione tra sogetti che fanno valere le loro posizioni di interesse soggettivo e forza contrattuale.

Il valore in atto e non il valore potenziale

Il valore intrinseco deve esprimere il valore in atto e non il valore potenziale dell’azienda. Il valore deve riferirsi all’impresa “as is” e non deve riflettere i benefici attesi dalle decisioni che hanno fatto scattare il recesso. Il valore intrinseco deve esprimere la realtà operativa dell’impresa come è, con i propri punti di forza e di debolezza e come è gestita al momento in cui scatta il presupposto del recesso.

 

 

Guida alla valutazione della partecipazione del socio recedente

Aggiornamento 30/04/2015: segnalo uno studio della Fondazione Nazionale dei Commercialisti che propone un’analisi dei criteri legali di determinazione del valore della partecipazione nell’ipotesi di recesso del socio, distinguendo le ipotesi di recesso a seconda che si tratti di socio di società a responsabilità limitata, socio di s.p.a. non quotate o di s.p.a quotate. Viene inoltre presa in considerazione l’ipotesi in cui, in mancanza di un accordo sul valore della partecipazione, sia nelle s.r.l che nelle s.p.a., la valutazione della medesima sia compiuta tramite la relazione giurata di un esperto nominato dal tribunale su istanza della parte più diligente.

Per approfondire: Documento – La valutazione della partecipazione del socio recedente

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