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Ho incontrato gli X-Men viaggiando su zoom

Ho incontrato gli X-Men viaggiando su zoom

Ho incontrato gli X-Men viaggiando su zoom

Appunti sparsi su giovani, sincerità, freni a mano e capacità di fare ponte

Ieri mi sono reso conto di quanto ormai i confini geografici si siano da una parte dilatati, dall’altra le barriere (generazionali o protezionistiche) vengano costantemente rafforzate.

Provo a buttar giù qualche riflessione come in un ideale zibaldone giusto per non perderle a lasciare al lettore l’onere di mettere ordine e dare un senso unendo i puntini a seconda della sua esperienza.

Viaggiando su zoom

Ieri dicevo, nell’ordine:

  • ho fatto lezione di inglese con una insegnante persiana (cresciuta a Toronto e poi trasferitasi in Italia);
  • sono stato intervistato da uno studente del Trinity College di Dublino per una tesi sul sistema dell’innovazione in Italia;
  • ho incontrato una giovane founder di Oslo con cui abbiamo discusso di giovani, startup e lavoro ( Thesis 4U);
  • mi sono confrontato con un partner di Boston sulle attività di una multinazionale giapponese in Calabria.
  • ho seguito un corso fortemente specializzato sulla corporate governance, in presenza, nella via a fianco del nostro Studio a Milano.

Che cosa mi ha colpito?

In un giorno solo così tante sollecitazioni mi hanno fatto riflettere:

  • I confini geografici sono ormai abbattuti anche per le piccole realtà che lavorano in settori tradizionali perchè le reti di relazione sono sempre più vaste e facilmente espandibili;
  • La politica economica del nostro Paese non si sta confrontando con l’estero e non affronta il tema della competitività perdendo una occasione storica di riportare valore e talenti nel nostro Paese o comunque inserendo l’Italia in una rete di valore da cui oggi rischia di restare esclusa;
  • La rete degli Espatriati e la loro voglia di sostenere e supportare il loro Paese ha potenzialità enormi che ci ostiniamo a non voler sfruttare;
  • I giovani hanno entusiasmo e risorse incredibili (anche come carica di simpatia nel caso di ieri) che in molti casi come Paese e come generazione abbiamo difficoltà ad incanalare;
  • I ragazzi oggi hanno davanti molte opportunità ma contemporaneamente si sentono smarriti. Non so perchè ma ieri mi hanno ricordato i supereroi della Marvel con grandi poteri ma in perenne crisi adolescenziale e bisogno di rassicurazioni;
  • I ragazzi hanno bisogno di sincerità (quante storie vengono raccontate su startup, ecc ad esclusivo vantaggio di consulenti e formatori?), di non essere blanditi ma accompagnati riscoprendo la figura del mentore (tipica della nostra professione ma troppo spesso dimenticata);

Nel pomeriggio nel corso di specializzazione a Milano ho trovato oltre sicuramente alla qualità dei contenuti:

  • una forte dose di politica (quote rosa, aziende pubbliche, ecc.) perchè in Italia abbiamo poco libero mercato ;
  • età media avanzata (è un corso avanzato che forma per ruoli di responsabilità, bisogna dirlo, ma alla fine sono riuscito a sentirmi giovane che è uno dei grandi meriti di vivere in Italia e contemporaneamente l’evidenza di un problema enorme);
  • una forte dose di autoreferenzialità;

Il corso in questo è ovviamente incolpevole, fotografa il Paese.

Morale della favola

In Italia abbiamo bisogno di favorire il confronto con l’estero e di più giovani (enorme problema demografico), di dare più opportunità e spazio ma contemporaneamente di essere più sinceri e pretendere di più da loro. E pretendere di più non significa spronarli su strade definite da noi ma di spingerli ad essere più ambiziosi nei sogni e più solidi nella preparazione.

Dobbiamo creare ponti tra competenze, città e generazioni. E siccome non è facile dobbiamo riscoprire il gusto dell’ironia e della battuta tanto caro a Stan Lee. Dobbiamo dimenticare qualche certezza e tornare a prenderci in giro un pò di più.

Post scriptum

L’immagine è quella degli X-men originali (o quasi). Tradisce la mia età ma difendo l’identità ;-).