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Archivio per categoria: Lezioni e convegni

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Lezioni e convegni

Ricreare il patto di fiducia tra giovani laureati e PMI e Studi

28 Aprile 2026/in commercialista, Lezioni e convegni, Riflessioni, vita da consulente/da Riflessioni

Ricreare il patto di fiducia tra giovani laureati e PMI e Studi

Un framework operativo emerso dal confronto in aula

Riporto alcune riflessioni emerse a margine di una lezione tenuta all’Università degli Studi di Milano. Il confronto è partito, come spesso accade, da una contrapposizione apparentemente semplice: da un lato l’idea che i giovani non abbiano più voglia di lavorare; dall’altro la percezione che molte imprese non offrano retribuzioni adeguate né rispettino un corretto equilibrio tra vita professionale e vita personale.

Superata questa prima lettura, inevitabilmente parziale, sono emerse considerazioni più interessanti. I ragazzi non sembrano rifiutare il lavoro, né tantomeno l’impegno. Chiedono, piuttosto, che l’ingresso in azienda sia parte di uno scambio chiaro, credibile e coerente. In questo senso, le loro osservazioni possono essere lette come un piccolo vademecum per le PMI che vogliono attrarre giovani laureati preparati.

Ricreare il patto di fiducia tra giovani laureati e PMI e Studi. Un framework operativo emerso dal confronto in aula Share on X

1. La PMI deve rendere leggibile il proprio potenziale

Il primo tema riguarda il posizionamento dell’impresa. Una PMI non deve necessariamente competere con una multinazionale sul piano della dimensione, ma deve riuscire a spiegare perché può rappresentare un contesto interessante di crescita.

Per un giovane laureato, infatti, non conta solo “quanto è grande” l’impresa, ma soprattutto quale traiettoria sta seguendo. Vuole capire che cosa fa, come genera valore, se è inserita in un ecosistema qualificato, se dialoga con l’innovazione e se possiede un modello di business capace di sostenere crescita, produttività e marginalità.

Questo punto è decisivo anche per le imprese. Per poter attrarre persone valide, una PMI deve prima svolgere un esercizio di chiarezza su sé stessa: deve interrogarsi sul proprio modello di business, sulla qualità dei propri clienti, sui partner con cui lavora, sulla propria capacità di innovare e sulla sostenibilità economica della crescita. Solo un’impresa che cresce, migliora la produttività e protegge i margini può permettersi di offrire percorsi professionali e retribuzioni coerenti con le aspettative dei giovani più preparati.

In altri termini, non basta essere una buona impresa. Occorre rendere comprensibile perché lavorare in quella impresa possa generare apprendimento, responsabilità e prospettive.


2. Il percorso formativo deve essere concreto e dichiarato

Il secondo tema riguarda la formazione. Dopo anni di studio universitario, molti ragazzi desiderano misurarsi con la pratica. Non rifiutano l’apprendimento, ma sono comprensibilmente diffidenti verso percorsi che appaiono come ulteriore teoria, soprattutto quando non è chiaro il collegamento con attività concrete.

Questo aspetto è particolarmente rilevante nel caso di stage, tirocini e primi inserimenti. Se un giovane mette a disposizione il proprio tempo, si aspetta in cambio un percorso chiaro: quali attività svolgerà, quali competenze acquisirà, da chi sarà seguito, quali risultati potrà ragionevolmente attendersi al termine dell’esperienza.

È una richiesta corretta e spesso sottovalutata. Le imprese tendono talvolta a considerare lo stage come una fase indistinta di osservazione o supporto operativo. Per i giovani, invece, rappresenta un investimento. E come ogni investimento richiede obiettivi, metodo e ritorni attesi.

Una PMI che voglia essere attrattiva dovrebbe quindi costruire percorsi semplici ma leggibili: affiancamento, responsabilità progressive, momenti di feedback, esempi concreti di progetti su cui il giovane potrà lavorare. La formazione non deve essere promessa in modo generico, ma tradotta in esperienza professionale misurabile.


3. La fiducia è il vero nodo competitivo

Il terzo tema è forse il più delicato: la fiducia. Le grandi imprese offrono ai giovani una forma di protezione reputazionale. Anche quando l’esperienza non è pienamente soddisfacente, il nome dell’azienda rimane sul curriculum e può comunque avere valore nel mercato del lavoro.

Con una PMI il rischio percepito è diverso. Se l’esperienza non funziona, il giovane teme di aver perso tempo; e, in più, di non poter compensare quell’esperienza con un marchio riconosciuto sul CV. Il rischio, quindi, è doppio: rischio formativo e rischio reputazionale.

Per questo motivo la PMI deve costruire fiducia prima ancora dell’ingresso in azienda. Deve essere chiara sul ruolo, sulle aspettative, sulle possibilità di crescita e sui limiti del percorso. Deve mostrare serietà, coerenza e capacità di mantenere ciò che promette.

La fiducia non nasce da una comunicazione enfatica, ma dalla riduzione dell’incertezza. Dire con precisione che cosa un giovane farà, che cosa potrà imparare e quali prospettive potrà avere è molto più efficace di qualsiasi dichiarazione generica sulla centralità delle persone.


4. Una sintesi operativa per le PMI

Le richieste emerse dal confronto possono apparire sfidanti. In alcuni casi possono persino risultare irritanti per imprenditori e professionisti abituati a percorsi di ingresso molto diversi. Tuttavia, sarebbe un errore liquidarle come pretese eccessive.

Letta con attenzione, la posizione dei giovani è razionale: chiedono di comprendere il valore dell’impresa, il valore del percorso e il valore dello scambio. Questo obbliga le PMI a diventare più chiare, più strutturate e più consapevoli del proprio posizionamento.

Tema Domanda implicita dei giovani Implicazione per la PMI
Modello di business L’impresa ha una traiettoria interessante? Rendere chiaro come l’azienda genera valore, cresce e innova.
Ecosistema L’impresa è collegata a clienti, partner e competenze qualificanti? Comunicare il contesto in cui opera e le opportunità che può offrire.
Formazione Che cosa imparerò concretamente? Definire percorsi pratici, tutoraggio, responsabilità progressive e feedback.
Retribuzione Lo scambio tra tempo, impegno e compenso è equo? Collegare crescita, produttività e marginalità alla capacità di remunerare correttamente.
Fiducia Posso assumermi il rischio di scegliere una PMI? Ridurre l’incertezza con chiarezza, coerenza e promesse verificabili.

Conclusione

Ricreare il patto di fiducia tra giovani laureati e imprese non significa assecondare ogni richiesta, né rinunciare alla cultura dell’impegno. Significa piuttosto riconoscere che il mercato del lavoro qualificato è cambiato e che anche le PMI devono imparare a raccontare meglio il proprio valore.

La questione centrale non è convincere i giovani che devono lavorare di più. È dimostrare che scegliere una PMI può essere una decisione razionale, utile e professionalmente qualificante.

Le imprese che sapranno farlo non solo attrarranno persone migliori, ma saranno costrette a porsi domande sane sul proprio modello di business, sulla propria capacità di crescita e sulla qualità della propria organizzazione. Ed è proprio per questo che quelle richieste, per quanto talvolta scomode, possono fare bene alle nostre imprese e ai nostri studi.

Corporate governance e trasferibilità del valore

16 Aprile 2026/in Lezioni e convegni, Perizie di Stima, Restartup, Valutazione di azienda, vita da consulente/da Perizie di Stima

Corporate governance e trasferibilità del valore

Perché il valore di un’impresa non è determinato solo dai numeri

Appunti per una prossima lezione alla facoltà di economia all’Università Statale di Milano

Quando si parla di valore d’impresa, molti pensano immediatamente ai numeri: fatturato, EBITDA, utile netto, patrimonio. Sono certamente elementi importanti, ma non sufficienti.

Un investitore, una banca, un potenziale acquirente o anche un successore familiare non si limita a osservare quanto l’impresa ha guadagnato in passato. La domanda vera è un’altra:

l’azienda sarà in grado di continuare a produrre risultati anche in futuro, indipendentemente dalla presenza dell’imprenditore?

Da questa domanda nasce il tema della trasferibilità del valore.

Un’impresa genera valore trasferibile quando il suo funzionamento, le sue relazioni, i suoi processi decisionali e la sua capacità di produrre risultati possono essere compresi, governati e trasmessi a un altro soggetto: un investitore, un manager, un erede o un acquirente.

In questo senso, la corporate governance non è un tema burocratico o riservato alle grandi società quotate. È uno degli elementi che più incidono sulla possibilità di rendere il valore leggibile, difendibile e trasferibile.

Corporate governance e trasferibilità del valore Perché il valore di un’impresa non è determinato solo dai numeri Share on X

Che cos’è la corporate governance

Per corporate governance si intende l’insieme delle regole, dei processi, dei ruoli e dei meccanismi attraverso i quali un’impresa viene guidata e controllata.

In concreto, la corporate governance riguarda:

  1. chi prende le decisioni;
  2. come vengono prese;
  3. quali informazioni vengono utilizzate;
  4. come vengono gestiti i conflitti di interesse;
  5. come si controlla che l’impresa stia perseguendo i propri obiettivi.

La governance non coincide soltanto con il consiglio di amministrazione o con il collegio sindacale. È molto di più. Riguarda la qualità dell’organizzazione e la capacità dell’impresa di funzionare in modo ordinato e prevedibile.

Un’impresa può avere risultati economici eccellenti ma una governance molto debole. È il caso, frequente nelle PMI, di aziende in cui:

  • tutte le decisioni dipendono dall’imprenditore;
  • non esistono deleghe formalizzate;
  • i dati economici sono incompleti o arrivano in ritardo;
  • i rapporti con clienti e fornitori sono personali;
  • non esiste un piano strategico;
  • non vi sono procedure per gestire rischi e conflitti.

In queste situazioni, il valore dell’impresa esiste, ma è fortemente legato alla persona del fondatore. Per questo motivo è difficile trasferirlo.

Un’impresa può avere risultati economici eccellenti ma una governance molto debole. In questo caso, il valore dell’impresa esiste, ma è difficilmente trasferibile perchè è fortemente legato alla persona del fondatore. Share on X

Il concetto di trasferibilità del valore

La trasferibilità del valore è la capacità dell’impresa di mantenere il proprio valore anche quando cambia il soggetto che la controlla o la gestisce.

Si tratta di un concetto centrale nelle operazioni di:

  • cessione d’azienda;
  • ingresso di investitori;
  • passaggio generazionale;
  • quotazione;
  • managerializzazione;
  • apertura del capitale.

Molte imprese sono profittevoli ma poco trasferibili. Altre, invece, riescono ad attrarre investitori e acquirenti anche con dimensioni ridotte, perché hanno costruito un’organizzazione capace di funzionare oltre la figura dell’imprenditore. La differenza dipende spesso dalla governance.

Molte imprese sono profittevoli ma poco trasferibili. Altre, invece, riescono ad attrarre investitori e acquirenti anche con dimensioni ridotte, perché hanno costruito un’organizzazione capace di funzionare oltre la figura dell’imprenditore. Share on X

Un esempio semplice

Immaginiamo due imprese identiche per fatturato, margini e settore.

Caratteristica Impresa A Impresa B
Tutte le decisioni dipendono dal fondatore Sì No
Deleghe e ruoli formalizzati No Sì
Sistema di reporting mensile No Sì
Rapporti con i clienti concentrati sull’imprenditore Sì No
Piano industriale e budget Assenti Presenti
Consiglio di amministrazione attivo No Sì

Le due imprese possono apparire simili guardando il conto economico. Tuttavia, un investitore attribuirà normalmente un valore più elevato all’Impresa B.

La ragione è semplice: il rischio percepito è inferiore.

L’investitore sa che l’Impresa B continuerà probabilmente a funzionare anche in assenza del fondatore. L’Impresa A, invece, rischia di perdere rapidamente clienti, competenze e capacità decisionale se il fondatore esce di scena.

In altri termini:

La corporate governance non crea direttamente valore, ma riduce il rischio che quel valore venga perso.


Perché gli investitori pagano la governance

Nelle operazioni di M&A o di investimento, la corporate governance incide sul valore in almeno quattro modi.

1. Riduce il rischio percepito

Il valore di un’impresa dipende dai flussi di cassa futuri attesi e dal rischio associato a tali flussi.

Se l’investitore percepisce che l’impresa è troppo dipendente da una sola persona, da pochi clienti o da procedure non formalizzate, applicherà uno sconto al valore.

Viceversa, una governance robusta rende più prevedibili i risultati futuri.

2. Accelera la due diligence

Le imprese con una buona governance hanno documenti ordinati, dati affidabili, ruoli chiari e processi tracciabili.

Questo riduce:

  • i tempi della due diligence;
  • i costi dell’operazione;
  • il rischio di contestazioni;
  • la probabilità che l’acquirente richieda garanzie aggiuntive.

Molte trattative non falliscono perché l’impresa non vale, ma perché il valore non è dimostrabile.

3. Migliora la negoziazione

Un’impresa ben governata ha maggiore forza negoziale.

Quando l’acquirente percepisce un rischio elevato, tende a chiedere:

  • una riduzione del prezzo;
  • earn-out;
  • pagamenti differiti;
  • clausole di garanzia;
  • permanenza obbligatoria dell’imprenditore.

Una buona governance riduce la necessità di questi strumenti e consente all’imprenditore di negoziare da una posizione di maggiore forza.

4. Aumenta la libertà strategica

L’impresa che ha costruito una governance adeguata non è obbligata a vendere.

Può scegliere tra diverse alternative:

  • continuare a crescere autonomamente;
  • aprire il capitale a un investitore;
  • cedere una quota;
  • realizzare un passaggio generazionale;
  • quotarsi.

La vera forza della governance è proprio questa: aumentare le opzioni disponibili.


I principali elementi di governance che rendono il valore trasferibile

Non esiste una governance perfetta valida per tutte le imprese. Esistono però alcuni elementi che, quasi sempre, aumentano la trasferibilità del valore.

Elemento Perché è importante
Ruoli e deleghe formalizzati Riduce la dipendenza dall’imprenditore
Reporting periodico Permette decisioni rapide e basate sui dati
Piano strategico e budget Rende leggibile la direzione futura dell’impresa
Consiglio di amministrazione attivo Introduce confronto, controllo e visione
Procedure e processi scritti Facilita la continuità operativa
Controllo dei rischi Riduce imprevisti e vulnerabilità
Gestione dei conflitti di interesse Migliora la fiducia degli investitori
Succession planning Consente continuità nel tempo

Particolarmente importante è il tema della separazione tra impresa e imprenditore.

Molte PMI italiane sono costruite intorno alla figura del fondatore. Questo è spesso un punto di forza nella fase iniziale, perché consente rapidità, intuizione e capacità di adattamento. Tuttavia, nel tempo può trasformarsi in un limite.

Un’impresa troppo dipendente dall’imprenditore è difficile da valutare, difficile da finanziare e difficile da trasferire.


Corporate governance e passaggio generazionale

Uno dei momenti in cui il tema della trasferibilità del valore diventa più evidente è il passaggio generazionale.

Molti imprenditori pensano che trasferire l’azienda significhi semplicemente trasferire le quote ai figli. In realtà, il vero problema non è il trasferimento della proprietà, ma il trasferimento della capacità di governare l’impresa.

Se tutta la conoscenza, tutte le relazioni e tutte le decisioni sono concentrate nel fondatore, il rischio è che il valore dell’impresa si riduca proprio nel momento del passaggio.

Una governance adeguata consente invece di:

  • rendere i ruoli più chiari;
  • introdurre gradualmente i successori;
  • formalizzare procedure e responsabilità;
  • creare organi di confronto tra famiglia e impresa;
  • ridurre conflitti e incomprensioni.

Per questo motivo, il passaggio generazionale dovrebbe iniziare molti anni prima del trasferimento delle quote.

Gestire l’azienda come se potesse essere ceduta in qualsiasi momento, anche se non si ha alcuna intenzione di farlo, è spesso il modo migliore per proteggerne il valore.


Un errore frequente: intervenire troppo tardi

Molte imprese si occupano di corporate governance soltanto quando si presenta un evento straordinario:

  • una vendita;
  • l’ingresso di un fondo;
  • una crisi;
  • il passaggio generazionale;
  • una richiesta della banca.

Spesso, però, a quel punto è troppo tardi.

La governance non si costruisce in poche settimane. È il risultato di un percorso.

Per esempio, non è sufficiente nominare un consiglio di amministrazione pochi mesi prima di una cessione se, negli anni precedenti, tutte le decisioni sono sempre state prese informalmente dall’imprenditore.

Allo stesso modo, non basta predisporre un business plan per convincere un investitore se non esiste una storia credibile di monitoraggio, reporting e disciplina gestionale.

La governance è credibile quando fa parte della normale gestione dell’impresa.


Conclusioni

La corporate governance viene spesso percepita come un costo, un insieme di regole o un adempimento.

In realtà, rappresenta uno dei principali strumenti per rendere l’impresa più forte, più leggibile e più trasferibile.

Per gli studenti universitari è importante comprendere che il valore di un’impresa non dipende soltanto dai risultati economici, ma anche dalla qualità del sistema che li rende possibili.

Due imprese possono avere lo stesso EBITDA, ma non lo stesso valore.

L’impresa che vale di più è quasi sempre quella che:

  1. dipende meno da una sola persona;
  2. ha processi decisionali chiari;
  3. produce informazioni affidabili;
  4. sa governare i rischi;
  5. è in grado di continuare a funzionare nel tempo.

In sintesi, la corporate governance rende il valore meno fragile.

Ed è proprio questa minore fragilità che gli investitori, i successori e il mercato sono disposti a pagare.

Master RIAC con Ca’ Foscari Challenge School

8 Febbraio 2024/in Lezioni e convegni, Riflessioni, vita da consulente/da Riflessioni

Rinnovata Collaborazione con Ca’ Foscari Challenge School

Andrea Arrigo Panato tra i Docenti del Master RIAC (Master in Risk Management, Internal Audit & Cybersecurity)

 

Con grande entusiasmo, PANATO | Dottori Commercialisti annuncia la rinnovata collaborazione con Ca’ Foscari Challenge School attraverso la partecipazione del Dott. Andrea Arrigo Panato nel ruolo di docente nel Master in Risk Management, Internal Audit & Cybersecurity (RIAC). Questo programma di studio avanzato si prefigge l’obiettivo di formare professionisti altamente qualificati, capaci di navigare le complesse dinamiche normative e di mercato attuali, con un focus particolare sui sistemi di controllo interno e la gestione dei rischi aziendali.

In un’epoca caratterizzata da un incremento esponenziale dei rischi, dovuto a rapidi cambiamenti tecnologici, evoluzioni legislative, e sfide senza precedenti come pandemie e conflitti geopolitici, la necessità di un efficace risk management si fa sempre più pressante. Il Master RIAC mira a dotare i partecipanti della capacità di implementare strategie di gestione dei rischi innovative ed efficaci, con un’attenzione particolare verso i rischi cyber, che rappresentano una delle minacce più significative per l’integrità dei sistemi informativi aziendali.

Rinnovata collaborazione con Ca' Foscari Challenge School. Porteremo la nostra esperienza professionale nel Master in Risk Management, Internal Audit & Cybersecurity (RIAC). Share on X

PANATO | Dottori Commercialisti è orgoglioso di contribuire alla formazione di professionisti che saranno capaci di affrontare e gestire le sfide del futuro.

“Il we del 22 marzo avrò lezione in Ca’ Foscari Challenge School.
Ormai è diventata una piacevole tradizione che oltre a farmi rivedere Venezia mi porta ad interrogarmi sull’evoluzione dell’impresa e sulla qualità della nostra consulenza.
Risistemando le slide mi rendo conto di quanto sia cambiato lo scenario in questi ultimi anni.
La gestione dei rischi (plurale) non solo è sempre più centrale ma lo sarà sempre di più con l’introduzione dell’ AI nelle nostre aziende e nei nostri studi portandoci ad investire maggiormente nel controllo interno (attribuendogli funzioni sempre più ampie). Spostando risorse dal fare al controllare.
Appare inoltre in qualche modo superata (accettate la provocazione) la tematica del piano di impresa per come l’abbiamo affrontata in questi anni portandoci ad interrogarci sugli adeguati assetti che acquisiscono una valenza molto più profonda.
La governance diventa da una parte cartina di tornasole delle qualità imprenditoriali e manageriali e dall’altra si arricchisce di nuovi strumenti ed altrettante responsabilità (strategiche oltre che legali). Tra cui l’M&A, il passaggio generazionale senza dimenticare l’implementazione dei valori ESG che creano valore solo se diventano strategia sostenibile nel tempo. Illuminante una recente lezione del prof Bini sul tema.

Tutto questo richiede di essere affrontato con urgenza, sincerità e sostanza (inseguire la forma è uno dei rischi di cui parlavo poco sopra).

Proveremo a portare la nostra esperienza professionale (e le nostre domande) nel Master in Risk Management, Internal Audit & Cybersecurity (RIAC) diretto dal Prof. Marco Fasan”

Andrea Arrigo Panato

Il Master RIAC non si rivolge solo a professionisti che operano in imprese multinazionali o nel settore bancario, ma è anche particolarmente rilevante per le PMI. In un contesto in cui le normative e le dinamiche di mercato evolvono rapidamente, diventa cruciale per le aziende di ogni dimensione adottare un cambiamento culturale che ponga al centro l’analisi dei rischi e l’implementazione di sistemi di controllo interno robusti. Questo non solo per minimizzare i rischi legali e operativi ma anche per facilitare l’accesso ai mercati dei capitali e supportare operazioni straordinarie quali fusioni, acquisizioni, e cessioni.

Per maggiori informazioni sul Master RIAC

Per maggiori informazioni sul Master RIAC, si invita a visitare il sito web della Ca’ Foscari Challenge School.

La valutazione al centro

17 Gennaio 2022/in Articoli, Lezioni e convegni, Riflessioni, Valutazione di azienda/da Perizie di Stima

La valutazione al centro

Lezioni, tavole rotonde e giornate di studio nel mese di gennaio

Nei prossimi giorni parteciperò ad una serie di eventi formativi a cui tengo molto. Purtroppo non ho il tempo di dedicare un post ad ogni singola lezione. Tutte hanno in comune il tema: la valutazione d’azienda, seppur analizzata sotto differenti angolature.

Data Incontro Ente
20-gen I PIV e gli errori più frequenti nelle valutazioni d’azienda OIV e Centro Studi
24-gen La valutazione d’azienda e la creazione del valore Family Business Unit
26-gen Investire in imprese innovative – l’ecosistema internazionale NextLab
28-gen Master RIAF – inizio lezioni Ca Foscari Challenge School
Lezioni, tavole rotonde e giornate di studio sulla valutazione d'azienda Share on X

I PIV e gli errori più frequenti nelle valutazioni d’azienda

il Centro Studi ODCEC di Milano insieme all’Organismo Italiano di Valutazione (OIV), hanno organizzato un Percorso sulla valutazione d’azienda suddiviso in due sessioni.

La prima sessione prevede due giornate di studio, rispettivamente il 18 e 20 gennaio 2022, sul tema “I PIV e gli errori più frequenti nelle valutazioni” (locandina qui disponibile).

La seconda sessione, sempre suddivisa su due giornate di studio nei giorni 14 e 18 febbraio 2022, avrà come argomento “La valutazione delle imprese in crisi” (locandina qui disponibile).

Si tratta di due temi importanti nell’ambito applicativo delle metodiche valutative che sempre più frequentemente interessano i commercialisti.

Un particolare e sentito ringraziamento va al Prof. Dott. Mauro Bini, Presidente del Consiglio di Gestione dell’OIV, che ha pianificato questo percorso di aggiornamento professionale che mi vede tra i relatori.

I PIV e gli errori più frequenti nelle valutazioni d'azienda Share on X

FBU: Quanto vale la tua impresa?

Valutazione di azienda nel mondo delle PMI e delle imprese di famiglia sarà il tema della lunga chiacchierata che faremo con Luca Marcolin affrontando le criticità del passaggio generazionale e gli strumenti più utili per affrontarlo.

A volte capita quando sei stanco e vuole lasciare, altre volte quando hai raggiunto nuovi traguardi e sei euforico. Ma la domanda è sempre quella, quanto vale la mia impresa?

In una stagione come questa, con grandi liquidità ma anche grandi incertezze, non è per nulla facile definire il valore di una impresa.
Cercheremo di capire come vengono valutate le imprese, ma ci faremo anche qualche domanda sul perché la vogliamo valutare, e come creare le condizioni per ottimizzare la loro valutazione.

The Family Business Unit è una realtà internazionale di coach e di consulenti esperti di Imprese di Famiglia, che nasce grazie alla ideazione e alla volontà di Stuart Farleigh e Luca Marcolin. Esperti di azienda, di leadership e di gestione delle relazioni, i coach di Family Business Unit facilitano il processo di sviluppo dell’Impresa di Famiglia supportando il lavoro dei membri della famiglia, dei manager interni ma anche dei consulenti che spesso trovano resistenze nell’attivare gli strumenti e le modalità che permetterebbero all’azienda di svilupparsi e di prosperare. Le esperienze maturate negli anni hanno permesso di sviluppare un modello di intervento che integra formazione, coaching e consulenza.

Questo il link: https://familybusinessunit.com/

Family business: quanto vale la tua impresa? Share on X

Investire in imprese innovative – l’ecosistema internazionale

Tavola rotonda sul perché investire in imprese innovative, sulla necessità di connettere l’Italia all’ecosistema internazionale dell’innovazione aprendosi ai capitali ma soprattutto ai mercati esteri.

  • Perché investire in startup
  • La consapevolezza di essere un Hub di secondo livello
  • Fare ponte: collegare l’Italia ai principali hub dell’innovazione
  • Benchmark a livello internazionale
  • Il “give back” di chi ce l’ha fatta
  • Una startup in partenza per Israele


INTERVENGONO
Andrea Arrigo Panato,
Dottore Commercialista – Docente Ca’ Foscari Challenge School – Componente comitato scientifico Fondazione Centro Studi
Andrea Ridi,  Fondatore di Accelerate Italy
Un ponte con Boston
Livio Garavaldi, Avvocato, Membro del CdA Bluenext e Business partner di E-Venture Business Solutions
Un ponte con il Medioriente
Jonathan Pacifici, General Partner di Sixth Millennium e Wadi Ventures, Presidente del Jewish Economic Forum
Un ponte con Israele
Andrea Elestici, Co-fondatore e CMO di Garanteasy
Una startup in partenza per Israele

La partecipazione al webinar è gratuita previa iscrizione a questo link:
https://attendee.gotowebinar.com/register/6261652070433376528

Investire in #startup ed imprese innovative - l'ecosistema internazionale Share on X

Master RIAF – inizio lezioni

A gennaio 2021 ho tenuto la mia prima lezione al Master RIAF in qualità di docente a contratto in Ca’ Foscari Challenge School, incarico confermato anche per il 2022.

Oggetto del mio intervento è la gestione del rischio come strumento di creazione di valore e come garanzia della continuità d’impresa, anche alla luce delle recenti riforme e della migliore dottrina.

Link per approfondire: https://www.studiopanato.it/riflessioni/articoli/a-gennaio-in-ca-foscari-challenge-school/

Master RIAF - inizio lezioni in Ca Foscari Challenge School Share on X

Restartup ospite di Manifatture Aperte

22 Novembre 2019/in Lezioni e convegni, Riflessioni/da Riflessioni

Restartup ospite di Manifatture Aperte

Dopo il successo della prima edizione, torna Manifatture Aperte: l’iniziativa del Comune di Milano dedicata ai protagonisti della manifattura, dell’artigianato e della fabbricazione digitale a Milano e dintorni.

Venerdì 29 e sabato 30 novembre 2019, i luoghi della manifattura milanese aprono le porte alla città con un programma di visite, incontri e laboratori. Un viaggio nella cultura del fare tra innovazione 4.0 e tradizione artigiana.

Come finanziare la nuova manifattura

Venerdì 29 novembre alle ore 17.00 – 18.00 sarò ospite di Manifatture Aperte a Base Milano ed avrò il piacere di partecipare alla tavola rotonda:

Come finanziare la nuova manifattura

Strumenti per sostenere la crescita e l’innovazione delle pmi manifatturiere

Partecipano:
Raffaele Zingone | Responsabile Direzione Centrale Affari Gruppo Banca IFIS
Denise Di Dio | Responsabile programma Inclusive Growth – Camera di Commercio di Milano
Andrea Arrigo Panato | Commercialista Studio Panato – Autore del libro Restartup, le scelte imprenditoriali non più raccomandabili (edizioni Egea)
Coordina:
Matteo Scarabelli | Nema – Cariplo Factory

Restartup ospite di Manifatture Aperte

Il mio intervento mi consentirà di riprendere alcuni dei temi trattati nel libro Restartup  ed in particolare descrivere le scelte imprenditoriali non più rimandabili e gli ostacoli ad afforntare il cambiamento e l’innovazione da parte delle PMI.

E provare a spiegare, provocando un pò, come le agevolazioni fiscali previste dal MISE in qualche modo possano servire anche da scheda di autovalutazione sulla strategia aziendale e sul suo percorso verso l’innovazione.

Il tutto sempre con un approccio orientato alla crescita dimensionale ed all’importanza della filiera produttiva.

Per approfondire

Per approfondire l’iniziativa e per iscriversi agli incontri o per prenotare le visite alle aziende che hanno aderito all’iniziativa

https://www.manifattureaperte.it/

 

CONVEGNO OIV: New Challenges in Business Valuation

30 Ottobre 2019/in Lezioni e convegni, Operazioni straordinarie, Perizie di Stima, Valutazione di azienda/da Riflessioni

CONVEGNO OIV: New Challenges in Business Valuation

Il prossimo 4 Novembre 2019, ore 9.00 – 17.00 presso l’Aula Magna dell’ Università Bocconi in Via Gobbi 5 si terrà il VIII Convegno Internazionale OIV sulla Valutazione d’Azienda: “New Challenges in Business Valuation”.

Saranno presenti relatori di interesse internazionale

Ormai i convegni dell’OIV sono sempre più una occasione per incontrare amici e confrontarsi sulle tematiche della valutazione d’azienda e delle operazioni straordinarie. Stiamo lavorando molto sui temi che saranno affrontati e  anche questa volta parteciperò con molto interesse.

Per approfondire

SCARICA PROGRAMMA.

Si segnala inoltre che è previsto il rilascio di 8 crediti formativi agli iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (validi anche per i revisori legali iscritti ad un ODCEC).

 

La valutazione delle PMI nelle operazioni di M&A.

29 Ottobre 2019/in Acquisizione e cessione di azienda, Articoli, Lezioni e convegni, Restartup, Riflessioni/da Riflessioni

La valutazione delle PMI nelle operazioni di M&A.

Lunedì 11 novembre ospiti dell’ Odcec di Milano Sala Convegni Via Pattari 6 affrontiamo con alcuni amici il tema: “La valutazione delle PMI nelle operazioni di M&A”.

La valutazione di aziende di ridotte dimensioni

Le operazioni di acquisizione e di fusione rappresentano, in particolare per le PMI, un evento rilevante che può apportare significativi benefici. Le ridotte dimensioni aziendali e l’informalità con la quale vengono condotte talune parti della negoziazione non devono determinare, però, una riduzione del rigore e dell’ampiezza delle due diligence e delle valutazioni da adottare prima di pervenire alla definizione degli accordi finali, due fattori centrali se si desidera che nelle operazioni di M&A vengano mitigati i rischi di insuccesso e quelli di perdita di risorse ed intangibles.

La creazione di valore come bussola del cambiamento

Il mio intervento si concentrerà sulla necessaria preparazione delle PMI per affrontare un processo di M&A avendo come bussola la creazione del valore. Un taglio un po’ diverso dal solito sempre in ottica di Restartup.

Sarà una bella occasione di confronto tra professionisti che affrontano un mercato non sempre facile e con caratteristiche molto particolari senza rinunciare al rigore ed alle best practice nazionali ed internazionali.

A partire dai PIV Principi italiani di valutazione predisposti dalla Fondazione OIV di cui molti relatori fanno parte.

 

Per approfondire

Scarica la locandina

 

L’impresa smarrita, l’imprenditore sopito e neanche il commercialista si sente troppo bene.

14 Ottobre 2019/in commercialista, Fallimentare, Lezioni e convegni, Riflessioni/da Andrea Arrigo Panato

L’impresa smarrita, l’imprenditore sopito e neanche il commercialista si sente troppo bene.

Sintesi del mio intervento alla tavola rotonda finale del Convegno Nazionale UNGDCEC – Chieti, 3-4-5 Ottobre 2019: “ll Dottore Commercialista tra continuità aziendale e risoluzione della crisi: nuove opportunità alla luce della Riforma“.

Alcuni colleghi me le hanno richieste e mi fa piacere renderle pubbliche. Purtroppo temo che il lettore non presente alla relazione ne possa trarre uno spunto limitato. Sintetizzo in breve qualche riflessione:

  1. Qualche critica sulla riforma della Crisi d’impresa ( diplomaticamente mi limito a riportare quanto già affermato da Banca d’Italia, Assonime, Studi legali internazionali oltre a qualche mia breve osservazione su nomina dell’organo di controllo ecc.).
  2. La crisi la si previene intervenendo sulle cause che spesso sono rappresentate dalle dimensioni ridotte delle nostre PMI e dalla scarsa produttività.
  3. Pongo un tema della scarsa produttività non solo delle PMI ma anche dei servizi (servizi professionali compresi). Fonte ISTAT. I nostri studi devono crescere ed oggi mancano strumenti chiari per farlo.
  4. Provo ad individuare quello che secondo me dovrebbe essere il ruolo sociale del commercialista (sicuramente rappresenta il nostro progetto di Studio per i prossimi anni). Ovviamente è una proposta che ha come scopo principale quello di aprire il dibattito.
  5. Sintetizzo quelli che secondo me potrebbero essere i vantaggi da costruire e le opportunità da cogliere dai nuovi obblighi sul controllo dell’impresa. Per non subirli passivamente.

Devo ringraziare gli organizzatori, in particolare Daniele Virgillito (Presidente nazionale) e Raffaella Messina (Presidente Centro Studi), per l’invito. Le mie tesi solitamente non trovano facile consenso nella categoria. A Chieti ho trovato colleghi (molti, davvero tanti, quasi 1.600 persone) preparati e curiosi. Soprattutto aperti al confronto ed al dibattito. Uno spirito che mi ha molto colpito. Un laboratorio.

PS alcuni spunti sono ripresi da Restartup, le scelte imprenditoriali non più rimandabili che contiene un’analisi sia della situazione imprenditoriale del nostro Paese sia del settore della consulenza che spesso vive criticità simili o comunque speculari.

GESTIRE LA CRISI: NON SOLO ALGORITMI | UNIONEGIOVANI from Andrea Arrigo Panato

Master di specializzazione in Perizie di Stima

4 Aprile 2018/in Lezioni e convegni, Perizie di Stima/da Perizie di Stima

Master di specializzazione in Perizie di Stima

Torna anche quest’ anno il nostro Master di Specializzazione in Perizie di Stima proposto in collaborazione con Euroconference: LE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE

Il percorso è indirizzato a quanti vogliono approfondire l’applicazione della valutazione d’azienda nelle principali operazioni di finanza straordinaria.

I Principi Italiani di Valutazione hanno contribuito da una parte a rafforzare i confini di una specializzazione sempre più caratterizzante la nostra professione, dall’altra ad aumentare i rischi e le responsabilità per l’esperto.

Per questo è necessaria una maggiore preparazione professionale come più volte sottolineato anche dal CNDCEC. Durante il corso si farà frequente riferimento a casi pratici e a tecnicalità utilizzabili anche nell’assistenza ordinaria all’impresa.

Il mercato M&A in Italia

Secondo una recente ricerca KPMG nel 2017 il mercato italiano delle fusioni e acquisizioni ha registrato 733 operazioni (-1% rispetto alle 740 del 2016) per un controvalore complessivo pari a circa 41 miliardi di euro (-28% rispetto ai 56 miliardi del 2016).

Se il dato può sembrare ad una prima impressione negativo in realtà è evidente l’aumento delle piccole operazioni di M&A nel nostro Paese cosa che rende decisamente interessante questo mercato per i professionisti.

Si conferma inoltre l’interesse degli investitori esteri verso le aziende italiane.

Sedi e date del Master

Sede Lezione Date
Milano 1 23/03/2018
2 12/04/2018
3 18/04/2018
Roma 1 21/03/2018
2 10/04/2018
3 20/04/2018

Per approfondire

LE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE

Startup, seminario di specializzazione

1 Ottobre 2017/in Lezioni e convegni, Startup/da Andrea Arrigo Panato

Startup, seminario di specializzazione

Studio Panato presenta in collaborazione con il Gruppo Euroconference un seminario di specializzazione sulle startup innovative.

L’impresa startup innovativa è una società di capitali, costituita anche in forma di società cooperativa, prevista da una recente disposizione normativa al fine di incentivare lo sviluppo, la produzione e commercializzazione di prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

Presentazione del Seminario

Nell’attuale contesto economico il successo imprenditoriale è strettamente correlato all’innovazione. Il corso vuole fornire gli elementi principali di inquadramento teorico/pratico per consentire al professionista di acquisire quelle competenze tecniche che gli consentano di affiancare l’imprenditore nella fase di start up e lo mettano in grado di:

  • valutare la fattibilità del progetto innovativo concepito dall’imprenditore;
  • illustrare le varie agevolazioni di natura fiscale previste dal Legislatore;
  • proporre la più opportuna forma giuridica per la società e, in chiave prospettica, fornire suggerimenti sulla governance anche alla luce dell’ingresso di futuri soci nella compagine;
  • assistere l’imprenditore nella presentazione della Start Up a potenziali finanziatori predisponendo sia un business plan (definendo le risorse finanziarie necessarie) sia una valutazione di azienda che consenta di determinare le quote spettanti agli investitori. La valutazione di un’azienda non basata su dati storici è molto complessa e richiede competenze specifiche.

Durante il corso si farà frequente riferimento a casi pratici e a tecnicalità utilizzabili anche nell’assistenza ordinaria all’impresa.
Si vuole inoltre fornire un’ampia bibliografia per facilitare l’approfondimento individuale grazie ad una raccolta ragionata di materiale immediatamente scaricabile.

Programma

Ruolo del professionista e evoluzione del mercato

Definizione di Start Up innovativa e requisiti qualificanti

La costituzione

  • Scelta del tipo sociale, capitale e costi
  • Statuto e patti parasociali
    • oggetto sociale
    • modello uniforme
    • clausole per spin off universitari
  • Nuova modalità di costituzione digitale e gratuita

Capitale di rischio ed investitori

  • Il Business Plan e analisi del fabbisogno finanziario
  • La valutazione della Start Up
  • Gli incentivi fiscali all’investimento nel capitale di rischio delle Start Up innovative
  • “Start Up Sponsor”: cessione delle perdite di nuove imprese a società quotate
  • Il rapporto tra imprenditore ed investitore
    • venture capitalist
    • business angel
    • equity crowfunding

Tra Stock Option e Work For Equity

  • La disciplina del lavoro “tagliata su misura”
  • La facoltà di remunerare il personale in modo flessibile
  • La remunerazione attraverso strumenti di partecipazione al capitale

Altre misure di agevolazione per le Start Up

  • L’esonero da diritti camerali e imposte di bollo
  • Le deroghe alla disciplina societaria ordinaria
  • La proroga del termine per la copertura delle perdite
  • La deroga alla disciplina sulle società di comodo e in perdita sistematica
  • L’esonero dall’obbligo di apposizione del visto di conformità per compensazione dei crediti IVA
  • L’intervento semplificato al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese
  • L’Agenzia ICE: servizi ad hoc per l’internazionalizzazione delle Start Up

Ulteriori agevolazioni a favore dell’innovazione

  • Smart&Start Italia
  • Italia Startup Visa
  • Italia Startup Hub
  • Contamination Lab
  • Credito d’imposta R&S
  • Patent box

Regime di pubblicità e monitoraggio

  • L’iscrizione nel Registro delle Imprese
  • L’aggiornamento delle informazioni iscritte nel Registro delle Imprese
  • L’attestazione del mantenimento del possesso dei requisiti previsti per l’iscrizione
  • La cancellazione dalla sezione speciale del Registro delle Imprese

Bilancio

  • Le criticità di bilancio
  • Le spese di ricerca e sviluppo e l’obbligo di indicazione in nota integrativa

Trasformazione in PMI innovativa

Fail fast

 

Calendario e sedi

Seminario Startup
Città Data
Bologna 09/11/17
Verona 10/11/17
Venezia 14/11/17
Milano 15/11/17

Per approfondimenti ed iscrizioni

Per scaricare il programma e per le iscrizioni:  Seminario Startup

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