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Aspettando il ritorno del Re

Un Paese che si destreggia tra la timidezza del Ministro e l’abuso dei comunicati stampa.

Articolo pubblicato in estratto sul mensile Strade

L’invocazione al ritorno del Re nel nostro caso, nonostante le più che legittime nostalgie visto il livello di questa Repubblica, in realtà non è altro che l’auspicio del ritorno della Politica a svolgere un ruolo di guida nel Paese.

In Italia assistiamo da una parte ad una ingerenza abnorme dello Stato nella vita dei cittadini, dall’altra paradossalmente ad una drammatica perdita di ruolo della classe politica.

Dopo aver passato anni ad invocare l’arrivo dei tecnici abbiamo evidentemente convinto l’alta burocrazia di questo Paese di poter svolgere un ruolo che in una moderna democrazia liberale non dovrebbe né potrebbe spettarle mai.

Assistiamo impotenti agli effetti devastanti di un equivoco a cui purtroppo rischiamo di assuefarci.

La burocrazia è la tassa più odiosa

Qualche giorno fa, in una intervista rilasciata a IlSole24ore, Mark Weinberger, global chairman e ceo di Ernst Young dichiara:

“Qual è la peggiore tassa che grava sulle imprese estere che vogliono investire e fare business in Italia? La burocrazia. I tempi lunghi della burocrazia. Le stratificazioni della burocrazia. Gli imprenditori mirano a fare affari, non vogliono passare il tempo a sbrogliare pratiche.”

 

Alluvione: sanzioni si, sanzioni no, sanzioni forse…

Negli stessi giorni viene pubblicato il seguente comunicato stampa da parte dell’Agenzia delle Entrate a parziale rettifica del precedente Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze:

 

Alluvione: no sanzioni a sostituti d’imposta se impossibilitati a versare le ritenute nei tempi dovuti

L’Agenzia delle Entrate potrà decidere di non applicare sanzioni nei confronti dei sostituti di imposta che operano nelle zone colpite dall’alluvione verificatasi tra il 10 e il 14 ottobre 2014 e che hanno versato in ritardo le ritenute. Il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 20 ottobre 2014, come è noto, ha previsto la sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari nelle zone colpite dall’alluvione dello scorso mese che ha interessato i territori delle Regioni Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Veneto e Friuli Venezia Giulia, escludendo dalla suddetta sospensione le ritenute che devono essere operate e versate dai sostituti d’imposta. In caso di impossibilità dei sostituti ad effettuare i versamenti delle ritenute alla scadenza prevista per il mese di ottobre, a causa dei disagi procurati dal maltempo a stretto ridosso della medesima scadenza, l’Agenzia delle Entrate valuterà la possibilità di non applicare le sanzioni ai sostituti suddetti, in applicazione di quanto previsto dall’art. 6, comma 5, del decreto legislativo n. 472 del 1997. Tale norma dispone la non punibilità delle violazioni tributarie se esse sono state commesse per forza maggiore.

In sintesi, pur con un intervento a favore del contribuente, l’Agenzia corregge la posizione ufficiale del Ministero e si riserva di non applicare sanzioni. Creando nel cittadino quanto meno una gran confusione a livello di gerarchia delle fonti del diritto. Tutto questo mediante l’utilizzo del nobile strumento del comunicato stampa.

Il regime dei controlli nelle Srl: le inspiegabili timidezze del Ministro

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, sempre in questi giorni, in riposta a una interrogazione del deputato Giulio Cesare Sottanelli in merito alla portata applicativa dell’articolo 2477 del Codice civile così come modificato dall’articolo 35, comma 2, Dl 5/2012 (legge 35/2012) ha recentemente dichiarato che

“l’interpretazione delle norme non rientra nelle attribuzioni del ministro della Giustizia che è titolare di meri poteri di vigilanza sull’esercizio della professione notarile che non si estendono al sindacato inerente l’applicazione e l’interpretazione delle norme di legge”

Forse è opportuno fornire qualche spiegazione ai meno addetti ai lavori.

La riforma del sistema dei controlli nelle società di capitali appare oggi mal coordinata ed ha dato origine a due diverse linee interpretative entrambe supportate da autorevole dottrina e giurisprudenza.

In sintesi il controllo sulle srl dovrebbe essere sia di legalità sulla gestione sia contabile, secondo una delle due interpretazioni sarebbe possibile limitarlo, attraverso la nomina del solo revisore, a quello contabile. Sposando questa tesi la norma consentirebbe la sostanziale elusione del controllo di gestione delle Srl.

Il lettore può ben comprendere l’importanza di un chiarimento in merito, chiarimento che non comporta per lo Stato alcun effetto sulle entrate fiscali. Certo un intervento potrebbe andar ad infastidire la lobby confindustriale e quella dei professionisti (commercialisti ed avvocati in primis).

Detto questo (e dichiarato il mio conflitto di interesse rientrando nella categoria dei commercialisti) ricordo anche che Ministri e Ministeri fin troppo frequentemente utilizzano lo strumento del Decreto e che spesso ci troviamo ad utilizzare norme che non sono altro che interpretazioni autentiche di norme precedenti.

Senza volermi addentrare in tecnicismi che non mi appartengono, da un Ministro mi sarei aspettato una dichiarazione più o meno di questo tenore:

  1. Comprendo la gravità e l’incertezza della situazione;
  2. Le imprese hanno bisogno di operare in un sistema semplice e chiaro;
  3. Il Ministero ed il Governo (finanche Casa Savoia se occorresse ) si faranno carico nel prossimo futuro di predisporre un provvedimento, nella forma e con gli strumenti legislativi ritenuti più opportuni, atto a chiarire quanto richiesto.

 

Nulla di tutto questo è stato fatto, anzi secondo quanto riportato in un articolo sempre de IlSole24Ore il Ministro avrebbe ribadito che:

«l’avallo dell’una o dell’altra (tesi) non è compito che rientra nelle attribuzioni del ministro della Giustizia» che non può fare «interpretazione delle norme di legge» .

Ora in queste condizioni voi capite bene che se una legge non è chiara non resterà che attendere il giudizio della Magistratura (per ora equamente divisa a sostegno delle due tesi contrapposte) o la prassi dei Registri delle Imprese chiamati, in sede di iscrizione, a pronunciarsi sulla validità delle delibere societarie.

Inutile dire che il ritorno ad una corretta distinzione e definizione dei ruoli e dei poteri è quanto mai urgente per le imprese, per gli investitori e per i cittadini.

Il ruolo di supplenza svolto dall’alta burocrazia e dalla magistratura, più volte denunciato da numerosi opinionisti, difficilmente giungerà a soluzione se continuamo a destreggiarci tra comunicati stampa e la timidezza dei Ministri.