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Patent Box e Covid 19

Patent Box e Covid 19

Il Patent Box è un regime opzionale di tassazione per i redditi d’impresa introdotto già con la Legge di Bilancio per il 2015. Si tratta di una misura agevolativa che consente alle imprese di avere una parziale esclusione dei redditi derivanti dall’utilizzo di alcuni beni immateriali dalla base imponibile. Ciò consente di attrarre nel nostro Paese beni immateriali come software protetti da diritto d’autore, brevetti industriali, disegni e modelli e di evitare la collocazione degli stessi all’estero tutelando la base imponibile italiana e, al contempo, favorendo l’investimento in attività di ricerca e sviluppo.

L’agevolazione

Il Patent Box prevede l’esclusione dal reddito complessivamente determinato ai fini Irpef/Ires e Irap del 50% della quota di reddito agevolabile derivante dallo sfruttamento commerciale di alcuni beni immateriali o delle plusvalenze da cessione degli stessi beni a condizione che il 90% del corrispettivo derivante dalla cessione sia reinvestito in attività di manutenzione o sviluppo di altri beni immateriali entro il secondo periodo d’imposta successivo alla cessione.

L’opzione è esercitabile con riferimento a quei redditi derivanti dall’utilizzo diretto dei beni immateriali o dalla concessione in uso dei diritti all’utilizzo dei beni immateriali. Come già specificato, sono agevolabili anche le plusvalenze da cessione. L’art. 6 del Decreto 28 novembre 2017 definisce le categorie di beni immateriali oggetto dell’agevolazione, ossia: software protetto da copyright; brevetti industriali; disegni e modelli, giuridicamente tutelabili; processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili. Sono esclusi perciò dal 2017 i redditi derivanti dall’utilizzo di marchi.

I beneficiari

Possono accedere a tale regime opzionale tutti i soggetti che percepiscono redditi d’impresa indipendentemente dal loro titolo giuridico, dalle loro dimensioni o dal regime contabile di riferimento e che siano residenti in Italia. La misura è estesa anche alle stabili organizzazioni italiane di soggetti non residenti purché per sia in vigore fra lo Stato italiano e lo Stato di residenza un accordo contro la doppia imposizione e lo scambio di informazioni sia effettivo. Sono escluse le società assoggettate alle procedure di fallimento, di liquidazione coatta amministrativa e di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi. Condizione necessaria per poter accedere al Patent Box è lo svolgimento di attività di ricerca e sviluppo che abbiano l’obiettivo di sviluppare, mantenere o accrescere il valore dei beni immateriali oggetto dell’agevolazione.

Durata ed esercizio dell’opzione

L’opzione per il Patent Box ha durata pari a 5 periodi d’imposta a decorrere dall’esercizio in cui viene esercitata l’opzione. Questo avviene tramite indicazione in dichiarazione dei redditi dell’esercizio dell’opzione Patent Box: l’opzione decorre perciò a partire dall’anno cui si riferisce la dichiarazione presentata. L’esercizio dell’opzione Patent Box è vincolante per tutta la durata ed è rinnovabile per i periodi di imposta successivi.

Ruling

Come si evince dal Decreto 28 novembre 2017, i titolari di reddito d’impresa che utilizzano direttamente il bene immateriale sono obbligati ad attivare una procedura di accordo preventivo con l’Amministrazione finanziaria per definire in contraddittorio il contributo economico derivante dall’utilizzo diretto di tali beni (c.d. “ruling obbligatorio”). In questo caso l’opzione avrà efficacia a partire dal periodo d’imposta in cui è presentata la richiesta di ruling.

In caso di utilizzo indiretto del bene immateriale, chi intende beneficiare dell’agevolazione può attivare la procedura se l’utilizzo è realizzato nell’ambito di operazioni con società che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa (“ruling facoltativo”).

Il Decreto Crescita n. 34 del 2019, però, ha introdotto una modalità alternativa al ruling obbligatorio che prevede la possibilità per i contribuenti di determinare direttamente il reddito agevolabile e autoliquidarlo in dichiarazione rimandando il confronto con l’Amministrazione finanziaria a una successiva fase di controllo. Tale scelta deve essere comunicata in dichiarazione, ha validità annuale e irrevocabile, ma può essere rinnovata. L’accesso a questa procedura più snella è subordinato, però, alla tenuta da parte del contribuente di “idonea documentazione”, ossia un set informativo costruito secondo le sezioni e le indicazioni del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 Luglio 2019. Il contribuente deve dare comunicazione all’Agenzia di essere in possesso di idonea documentazione in dichiarazione. È, quindi, una condizione d’accesso a differenza di quanto avviene per l’autoliquidazione dei redditi da uso indiretto per cui l’idonea documentazione è solamente un requisito che, se verificato come tale dall’Agenzia in sede di controllo, consente di esimersi dalle sanzioni.

Sospensione termini Covid-19

La sospensione dei termini nell’ambito delle attività degli enti impositori dovuta al Covid-19 ha portato l’Agenzia delle Entrate ad emanare una circolare con riferimento alla presentazione di istanze di ruling per Patent Box nel periodo di sospensione. In particolare, fino al 31 maggio 2020 sarà possibile presentare istanza di ruling solo in modalità telematica e i termini per la notifica delle risposte da parte dell’Agenzia torneranno a decorrere dal 1° giugno 2020. La sospensione dal 8 marzo al 31 maggio 2020 riguarda, inoltre, i termini di 120 giorni dalla presentazione dell’istanza di ruling per l’inoltro di documentazione integrativa.

 

Per approfondimenti: