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Perché difendo il notariato, meno alcuni notai

Perché difendo il notariato,

un po’ meno alcuni notai

Articolo pubblicato in estratto sul mensile Strade

Il DDl concorrenza ha scatenato su twitter l’intervento di numerosi notai che hanno deciso di far sentire la propria voce contro quello che reputano un attacco alle loro prerogative.

Dico subito che trovo l’intervento del Governo poco coraggioso e mal coordinato. Pare si voglia timidamente riformare il sistema senza avere il coraggio di indicare una direzione chiara e coerente.

Inutile dire che le successive correzioni e l’incongruenza tra comunicato stampa e testo del decreto non aiutano a ben sperare.

Dico subito, inoltre, che il notariato va difeso nel suo ruolo di garante, ma va anche riformato (meglio sarebbe autoriformato ma le professioni tutte paiono allergiche al cambiamento) sicuramente all’interno di un ripensamento più ampio di tutto il sistema dei controlli e delle pubblicità degli atti a partire da una profonda riforma di catasto, registri e camere di commercio.

Il ruolo del notaio si è evoluto profondamente in questi ultimi anni, soprattutto nelle grandi città dove la concorrenza si è fatta più forte ed ha portato risultati decisamente positivi (meno in realtà di provincia dove i cambiamenti son più lenti ad arrivare).

Su Milano (porto ovviamente la mia esperienza, con tutti i limiti del caso) operano professionisti eccellenti con cui confrontarsi è sempre un piacere.

Nella mia attività professionale (principalmente operazioni straordinarie, risanamento d’imprese, tutela del patrimonio familiare) il ruolo del notaio è importantissimo ed il confronto costante con il mio notaio di fiducia è estremamente prezioso. Certo il notaio bisogna saperlo scegliere, saperne utilizzare la professionalità,  sfruttarne le conoscenze.

Esistono notai che chiedono ai commercialisti di preparare l’atto e poi si limitano meccanicamente a controllare e firmare? Certo! Come in tutte le categorie ci sono ottimi professionisti ed altri che sfruttano la rendita di posizione.

Già oggi però il cliente può scegliere, deve scegliere di confrontarsi con professionisti di qualità.

La concorrenza nasce soprattutto da un cliente consapevole ed esigente.

Per esperienza i soldi risparmiati usando il notaio “più a buon mercato” non si sono mai rivelati un buon affare. Perché, e qui il limite è culturale, bisogna ricordare che i notai (come in tutte le professioni, ed in tutti i lavori) non sono tutti uguali.

Mi trovo spesso a difendere il ruolo del notaio coi miei clienti che sono sorpresi dal fatto che per la cessione quote io ritenga ancora utile affidarmi ad un professionista esterno allo studio.

Non tutti gli atti sono standard e spesso abbiamo trovato soluzioni utili ad entrambi i contraenti proprio grazie all’intervento di un notaio preparato che ha portato valore e non solo una firma.

La stessa stesura di uno statuto merita spesso (non sempre) di passare al doppio vaglio commercialista/notaio.

Diverso invece il discorso relativo alla liquidazione della Srl senza l’intervento del Notaio, novità che ha spesso reso più snella e meno onerosa la procedura.

Per questo se vogliamo riformare il settore dobbiamo partire da alcuni capisaldi:

  • Il cittadino è giusto che chieda maggior concorrenza ma in primis deve esso stesso iniziare a contribuire scegliendo il notaio più preparato;
  • La bussola di ogni riforma deve essere la tutela non solo dei diritti ma soprattutto del Diritto inteso come sistema coerente a tutela del cittadino.

Detto questo molte critiche poste da alcuni notai a tutela del loro ruolo le trovo assurde, qui ne riassumo qualcuna:

  • Siamo gente che lavora 12 ore al giorno (non siete i soli);
  • Facciamo servizio di tesoreria per lo Stato senza esser pagati (i vantaggi credo compensino gli svantaggi);
  • Gli avvocati non sono in grado di vendere box (diamogli fiducia…);
  • Affidare alcuni atti ad altri professionisti creerebbe rischi di riciclaggio e favorirebbe la criminalità (che ad oggi peraltro non pare debellata);
  • Pubblici ufficiali, fedeli servitori della Repubblica (qui nessuno sta in trincea sul Piave, né commercialisti, né notai);
  • Ecc..

Difficile sostenere che il notaio sia sottopagato e diciamo che ci sono fedeli servitori della Repubblica che fanno una vita più dura.

Per questo trovo che molti motivi a difesa del ruolo del Notaio siano stati usati a sproposito aprendo il lato a facili critiche.

Qui da difendere non sono posizioni di privilegio ma, lo ribadisco, il Diritto in quanto sistema coordinato e coerente a tutela del cittadino.

Qualche competenza, oggi prerogativa dei notai, potrebbe essere estesa ad altre categorie professionali? Probabilmente si, ma all’interno di una riforma strutturata e coerente capace di indicare in maniera chiara il ruolo dell’istituzione notarile valorizzandola, senza creare doppi binari e differenti tutele per il cittadino.

Le tariffe notarili sono alte? Forse su alcuni atti standard, certamente se utilizzi il notaio come un timbrificio (ma qui la colpa è soprattutto del cliente che si accontenta), se invece studi con lui la pratica, se analizzi pro e contro dell’atto e possibili ipotesi alternative… se in sintesi usi il notaio per quello che dovrebbe essere, ed in molti casi è, probabilmente son soldi ben spesi. Forse aumentare il numero dei Notai potrebbe essere un primo passo verso una maggiore concorrenza ed in attesa di una riforma ampia e coerente del settore.

Per questo difendo il Notariato, un po’ meno alcuni notai.

PS Stesse considerazioni ovviamente possono essere estese a tutte le libere professioni (commercialisti in primis) che, pur incapaci di autoregolamentarsi, restano un valore per tutto il sistema economico. A condizione ovviamente che le professioni… restino libere e libere resteranno solo se capaci di rinunciare ad alcuni privilegi per tornare a svolgere pienamente il loro ruolo a tutela del cittadino.