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Bonus aggregazioni

Bonus aggregazioni

L’obiettivo del nuovo bonus aggregazioni introdotto dal decreto Crescita è quello di favorire la crescita dimensionale delle imprese attraverso operazioni di aggregazione, aumentandone così la competitività anche a livello internazionale. La versione definitiva del decreto non è ancora pubblica e quindi potrebbe subire importanti modifiche. Riteniamo comunque utile iniziare ad anticiparvi questa possibile agevolazione che potrebbe avere un qualche interesse per le imprese in procinto di effettuare operazioni di M&A.

Incentivo alla crescita dimensionale

Al fine di incentivare la realizzazione di operazioni di aggregazione aziendale per consentire alle imprese di incrementare le loro dimensioni e affrontare in modo più agevole l’attuale periodo di recessione, risultando più competitive anche in un contesto di mercato più ampio di quello nazionale, viene riproposto il cosiddetto bonus aggregazione già inserito nel decreto legge 10 febbraio 2009.

Operazioni interessate

Il bonus aggregazione dispone a ricorrere di particolari condizioni e limitatamente alle operazioni effettuate dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino al 31 dicembre 2022 il riconoscimento fiscale gratuito del disavanzo da con cambio che emerge da operazioni di fusione e di scissione nonché del maggior valore iscritto dalla società conferitaria in ipotesi di conferimento di azienda effettuato ai sensi dell’articolo 176 del Tuir.

Deroga al principio di neutralità fiscale

In particolare la norma reintroducendo la deroga al principio di neutralità fiscale tipico dell’operazione straordinaria dispone il riconoscimento fiscale gratuito del maggior valore attribuito all’avviamento nonché ai beni strumentali materiali e di materiali per effetto dell’imputazione su tali poste di bilancio del disavanzo da con cambio che emerge in sede di dette operazioni aggregazione aziendale.

Bonus aggregazioni

Ciò si traduce nel diritto la deduzione fiscale di maggiori ammortamenti e effetto sulla quantificazione delle eventuali plusvalenze o minusvalenze realizzate successivamente al decorso del termine di quattro periodo di imposta.

Per approfondire

Scarica la Bozza decreto crescita

Il mercato M&A italiano

Il mercato M&A italiano

KPMG ha presentato anche quest’ anno il Rapporto Mergers & Acquisitions che analizza le operazioni di fusione ed acquisizione che hanno coinvolto aziende italiane nel corso del 2017 e per le quali sono disponibili informazioni pubbliche.

L’elevata disponibilità di risorse finanziarie, i processi aggregativi tra leader di mercato, il consolidamento che, causa un’innovazione tecnologica sempre più dirompente, ha coinvolto settori sempre più numerosi, hanno contribuito a vivacizzare il mercato mondiale delle fusioni e delle acquisizioni nel 2017.

M&A interessante anche per le PMI

Da tempo ormai poniamo molta attenzione al mercato M&A italiano perché coinvolge sempre più spesso le PMI.

I fattori che stanno vivacizzando questo mercato sono principalmente:

  • passaggio generazionale;
  • globalizzazione ed internazionalizzazione;
  • innovazione tecnologica ed open innovation;
  • necessità di attrarre nuove competenze.

Tutto questo sta ridefinendo la dimensione minima necessaria per competere in settori che spesso vengono ridisegnati dagli stessi fattori che spingono per una crescita dimensionale virtuosa.

Il mercato M&A italiano

La vivacità del mercato M&A italiano testimonia il coinvolgimento del nostro Paese nei processi di globalizzazione in atto in numerosi comparti, che inducono un numero sempre maggiore di piccole e medie imprese ad adottare strategie di internazionalizzazione, in questo favorite anche dalla possibilità di reperire facilmente i fondi necessari a finanziare acquisizioni anche all’estero.

Acquisitori seriali

Acquisitori seriali italiani che vantano un significativo track record di operazioni M&A ed aziende che hanno adottato solo in anni più recenti strategie di crescita esterna hanno movimentato non soltanto il mercato domestico, ma anche quello transfrontaliero, alla ricerca soprattutto di nuovi sbocchi di mercato.

Cross border

Il forte appeal esercitato dagli asset italiani nei confronti di operatori industriali e di fondi di Private Equity stranieri trova invece conferma nel positivo andamento dell’attività cross border-IN, influenzato dal miglioramento degli indicatori macroeconomici e dalla riduzione della percezione del rischio Paese, oltre che dalle eccellenze delle nostre imprese in numerosi comparti della nostra economia.

Il cross border si conferma parte integrante dell’attività M&A e nel 2017 ha contribuito a generare il 70% dei controvalori complessivi.

Finalità del Rapporto e informazioni utilizzate

La finalità dello studio è l’esame delle tendenze evolutive del mercato nazionale ed internazionale delle fusioni ed acquisizioni e della ridefinizione dello scenario competitivo dei principali settori industriali e finanziari.

L’obiettivo del presente studio non è pertanto lo sviluppo di analisi di settore approfondite, bensì un esame trasversale dei percorsi evolutivi dell’industria italiana osservandone i processi di consolidamento, di internazionalizzazione e di competizione nel contesto globale.

Le operazioni sono classificate in funzione del settore di attività della società acquisita e della società acquirente, della nazionalità (determinata in base al gruppo di controllo della stessa) e della Regione delle aziende coinvolte, della tipologia delle transazioni e del loro controvalore, e non comprendono transazioni che hanno interessato esclusivamente entità estere.

Per maggiori informazioni

Scarica il Rapporto Mergers & Acquisitions