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Riscoprirsi artigiani

Riscoprirsi artigiani

Tradizione, innovazione, eccellenza rafforzate dalla contaminazione

Articolo Riscoprirsi artigiani pubblicato su Mysolution|Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

 

Il Triveneto si riscopre la laboratorio di una nuova cultura imprenditoriale, nata dall’incontro tra il saper fare artigiano e l’accademia, che mira a far crescere l’azienda rendendola più competitiva in un mercato che riconosce un elevato valore alla produzione d’eccellenza.

 

Sotto le ceneri di questa crisi forse sta nascendo qualcosa di nuovo, forse una nuova consapevolezza. Una delle zone più colpite, il Triveneto, da qualche tempo sembra stia diventando un interessante laboratorio di una nuova cultura imprenditoriale, nata dall’incontro tra il saper fare artigiano e l’accademia, che fa crescere l’azienda rendendola più competitiva in un mercato che riconosce un elevato valore alla produzione d’eccellenza (che resta comunque cosa diversa rispetto al mercato del “lusso”).

Proviamo quindi, seguendo quanto proposto dal documento, a riscoprirci artigiani, ripensando le imprese di famiglia, il passaggio generazionale, la nostra formula imprenditoriale.

Il Manifesto per il saper fare del futuro

È stato recentemente presentato un interessante documento il “Manifesto per il saper fare del futuro”, che vuole essere un punto di partenza da cui riscoprire una tradizione di Made in Italy di cui essere orgogliosi.

«L’artigianato, pur salvaguardando la propria fisionomia maturata nel tempo, deve confrontarsi oggi con tutti gli aspetti che i nuovi contesti richiedono: innovazione tecnologica, informatizzazione dei processi e dei prodotti, contaminazione delle esperienze, uso del design, strategie di comunicazione, formazione continua, qualità delle produzioni».

 Le parole d’ordine

Ecco, allora, alcune parole che possono costituire, magari arricchite di ulteriori suggestioni, i parametri fondamentali di un rilancio. Concetti che paiono banali ma che andranno declinati ed applicati diversamente a seconda dell’impresa, della sua storia e del settore in cui opera:

  • Innovazione;
  • Contaminazione di competenze e di esperienze;
  • Cultura;
  • Comunicazione;
  • Incontro/scontro fra tecnologie tradizionali e nuove;
  • Digitalizzazione;
  • Formazione per far crescere le competenze interne e il capitale umano;
  • Eccellenza;
  • Design;
  • Nuovi mercati.

Contaminazione

Particolarmente interessante l’insistenza (più che motivata a mio parere) sul concetto di contaminazione che pare oggi l’unico vero sistema utile ad apprendere velocemente come gestire il cambiamento. La sfida di oggi è quella di sapersi scegliere il competitor, e con esso l’arena competitiva in cui operare, giusto che non sempre sono quelli tradizionali.:

 “Un ruolo chiave è giocato dalla contaminazione dell’esperienza “classica”, propria della tradizione e della maestria artigiana, con le “nuove” competenze apprese dal mercato globale. Mettere assieme esperienze e generazioni appartenenti a contesti diversi non può far altro che creare nuova linfa per l’imprenditoria che decida di mettersi in gioco. Conseguentemente, scelta strategica dell’impresa artigiana diviene il rapporto con tutte le realtà che permettono di scavalcare i vecchi sistemi di fare impresa ed “entrare nel futuro”.”

La creazione di punti di contatto fra imprese appartenenti a settori e a storie diversi è funzionale ad instaurare relazioni che potranno divenire proficue per:

  • l’impresa “eccellente”, che entrerà in contatto con imprese che possono contribuire a nuovi successi con idee e competenze;
  • l’impresa con il potenziale d’eccellenza latente, che farà tesoro di quanto appreso e, conseguentemente, potrà adattare alle sue esigenze l’esperienza e le scelte già compiute da altri.

Conclusioni

Se organizzazione e strategia, fino a pochi anni fa, erano parole d’ordine ostentate ma poco applicate da una minoranza di PMI, ora sono diventate componenti essenziali per il consolidamento e la crescita di qualsiasi azienda che dovrà affrontare un cambiamento radicale nel modo di percepire se stessa e la propria formula imprenditoriale.

L’evoluzione del mercato che tende ormai a prediligere gli estremi (low cost o eccellenza) a discapito della produzione di fascia media non può far altro che portare ad accellerare questi processi.

Concetti che meriterebbero di essere approfonditi leggendo un vecchio ma sempre attuale libro di Collins “O meglio o niente. Come si vince la mediocrità e si raggiunge l’eccellenza” oggi purtroppo non più pubblicato ma di cui conservo gelosamente una copia.

Per approfondire

Scarica il Manifesto per il saper fare del futuro


 

Le regole del passaggio generazionale

Passaggio generazionale nelle aziende familiari: le regole da seguire

Le regole del passaggio generazionale ovviamente variano a seconda delle caratteristiche dell’impresa, della famiglia e delle persone che compongono la governance aziendale. Nonostante ciò è importante definire delle best practice per gestire uno dei momenti contemporaneamente più complicati e ricchi di opportunità nella vita di una impresa.

Secondo una ricerca Infocamere del 2012 solo il 31% delle imprese familiari riesce a passare alla seconda generazione e solo il 15% alla terza generazione, spesso con gravi problemi per quelle imprese che passano di mano. Considerato che la grande maggioranza delle imprese italiane sono imprese familiari, il problema di come affrontare con successo il passaggio generazionale è di grande rilevanza.

Per garantire la competitività dell’impresa è necessario pianificare per tempo e in modo strategico il passaggio di consegne tra l’imprenditore e l’erede, valutandone con attenzione i principali rischi e le potenziali opportunità. Questo articolo vuole proporre le regole del passaggio generazionale così come individuate dalla principale dottrina e dalla nostra esperienza professionale.

Il Passaggio generazionale è un processo pluriennale in cui entrano in gioco numerosi fattori: fiscali, amministrativi, giuridici. Non andranno poi sottovalutati i rapporti psicologici tra le persone coinvolte che vedranno sovrapporsi la realtà familiare con quella aziendale.

OBIETTIVI DEL PASSAGGIO GENERAZIONALE

  • Tutelare integrità e continuità dell’impresa;
  • evitare conflitti tra gli eredi. 

PRINCIPALI FATTORI DA CONSIDERARE

  • Caratteristiche peculiari dell’ impresa (dimensione, mercato, tecnologie impiegate, ecc);
  • tipologia di società adottata;
  • entità del patrimonio personale del fondatore e sua capacità di soddisfare gli eredi coinvolti e non coinvolti in azienda;
  • familiari coinvolti nell’attività dell’impresa (ruolo, capacità, esperienze maturate, aspettative personali);
  • esistenza di conflittualità tra eredi (anche solo potenziali e/o non legate all’impresa);
  • disponibilità di competenze manageriali;
  • implicazioni di natura fiscale e giuridica. 

STRUMENTI UTILIZZABILI

Diversi strumenti possono essere utilizzati per agevolare il passaggio generazionale:

  • affidare la gestione dell’azienda a manager esterni che affianchino l’erede fino alla sua piena maturità;
  • costituire patrimoni destinati, team di progetto o società ad hoc per consentire all’erede di prepararsi a sfide future più impegnative;
  • adottare un adeguato modello di “corporate governance”;
  • concludere apposite pattuizioni contrattuali (regolamenti di famiglia, accordi parasociali, etc.)

A questo proposito ricordo un nostro precedente articolo su Patti di famiglia e passaggio generazionale.

LE REGOLE DEL PASSAGGIO GENERAZIONALE

Sul tema l’Ascri, un’associazione dedicata alla prevenzione delle crisi d’impresa che riunisce commercialisti, industriali e uomini della finanza, ha elaborato un pacchetto di proposte efficaci e sicure (le regole del passaggio generazionale) che possiamo brevemente sintetizzare:

  • presa di coscienza da parte dell’imprenditore del fatto che un familiare non portato per l’azienda non è un minus;
  • non utilizzare i denari dell’azienda a leva per eventuali liquidazioni ai soci o familiari;
  • coltivare un manager all’interno dell’azienda che possa eventualmente “stampellare” l’emergenza del passaggio generazionale;
  • individuare, in alternativa un manager esterno competente senza pregiudizi e con una visione strategica condivisa;
  • non scartare aprioristicamente l’idea di appoggiarsi ad un fondo qualora non si individui un passaggio generazionale in grado di cavalcare la crescita;
  • il leader di un’azienda familiare deve avere enormi doti di calma e strategia per mantenere coese le eprsone ed i soci in quanto è importante che ciascuno abbia un proprio ruolo e riconosca implicitamente il leader;
  • in ogni azienda che accompagni, tra quelli individuati, il passaggio generazionale, la salvaguardia dei posti di lavoro per i dipendenti strategici è estremamente importante in quanto l’azienda è un insieme di persone;
  • prendere coscienza che purtroppo un passaggio generazionale “imposto per tragici eventi” può capitare a tutti;
  • per le aziende fino a certe dimensioni, il commercialista storico può avere un importantissimo ruolo;
  • le banche, attente all’indebitamento dell’azienda, possono ideare sistemi di finanziamento che non pregiudichino l’attività aziendale.

Il nostro Studio da anni affianca gli imprenditori nel pianificare per tempo il processo di successione e nel suggerire gli strumenti più opportuni anche grazie al rapporto di fiducia ed al ruolo di garanzia che ci viene riconosciuto dai membri della famiglia.

 

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