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Strategie per vincere la crisi

Strategie per vincere la crisi

Una ricerca di Confindustria ed Università Bocconi

Articolo sviluppato su una sintesi pubblicata su Mysolution e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

L’economia italiana ha risentito pesantemente della grande recessione ma la sua fase di difficoltà, in realtà, precede la crisi internazionale. È da vent’anni che la crescita langue.

Stiamo affrontando una crisi che ha cambiato e cambia profondamente il mercato competitivo globale. In questo contesto credo sia interessante riproporre una ricerca frutto di una collaborazione tra Confindustria ed Università Bocconi, documento datato ma sempre valido per trarre spunti su quali strategie implementare per vincere la crisi.

Perché, come abbiamo dimostrato, vincere la crisi si può e chi sopravvive alla crisi cresce del 26%.

A fronte di una performance aggregata negativa, infatti, alcune imprese sono state in grado di adattarsi con successo al nuovo contesto competitivo. Secondo dati Cerved, fra il 2007 e il 2012 più di 3.000 imprese di medie dimensioni hanno almeno raddoppiato il fatturato, grazie anche a un alto tasso di investimento, in particolare in capitale immateriale.

 

I dati della Crisi

Riportiamo due recenti ANSA che danno una idea delle difficoltà del nostro Paese a ricreare un ambiente atto a favorire la nascita e lo sviluppo delle imprese.

(ANSA) – MILANO, 2 DICNuovo record negativo per i fallimenti: tra luglio e settembre hanno aperto una procedura fallimentare 3.000 imprese (+14,1%) in Italia. Dall’inizio dell’anno le chiusure aziendali sono 11.000: è la prima volta nel decennio che viene superata soglia 10.000 già a settembre. Secondo i dati diffusi da Cerved, l’aumento è a due cifre (+13/14%) in tutta la Penisola, eccetto che nel Nord Est (+4,4% nei nove mesi).

(ANSA) – ROMA, 2 DIC – Nel 2013 la stima del numero delle imprese attive con dipendenti è di 1.583.375 unità; occupano 13,3 milioni di addetti, di cui 11,4 milioni sono dipendenti. Rispetto al dato definitivo del 2012 si registra un calo del numero di imprese con dipendenti del 3,7%. Lo rileva l’Istat. Il calo dell’occupazione è del 2,3% in termini di dipendenti. Le contrazioni più forti nelle Costruzioni (-7,6% il numero delle imprese e -9,3% in termini di dipendenti).

Il falso trade off tra costo e qualità

L’elemento comune delle imprese che hanno saputo affrontare con successo la crisi è il riposizionamento su fasce di prodotti in cui la competizione avviene soprattutto su caratteristiche del bene non immediatamente replicabili dai concorrenti, particolarmente di paesi in via di sviluppo.

Tutte le aziende analizzate, a parità di obiettivo, hanno implementato soluzioni tecniche differenti e hanno agito su molteplici driver competitivi, mostrando chiaramente come quello tra costo e qualità sia solo un falso trade off. Queste imprese hanno investito in innovazione, in marchi, nell’organizzazione dell’impresa, nella distribuzione: sostanzialmente hanno investito in capitale immateriale.

La dimensione d’impresa rappresenta un elemento importante. Imprese molto piccole non hanno la scala necessaria per sostenere questi tipi di spese. La ridotta dimensione era un vantaggio quando la competizione era soprattutto sui costi di produzione. Oggi che si è progressivamente spostata su altri ambiti caratterizzati da importanti costi fissi, diventa un fardello.

Fasi di crescita richiedono apporti di capitale di rischio e di capacità manageriali nuove. Non sempre queste risorse si ritrovano nell’ambito familiare. Aprire il capitale a nuovi soggetti contribuisce a cogliere appieno le opportunità di crescita. 

 

Ricerca Confindustria – Università Bocconi

Questa iniziativa ha avuto come partner sia Confindustria sia l’Università Bocconi, perché questo lavoro è il punto d’incontro di due percorsi di studio.

Da un lato, infatti, è parte integrante del progetto “Le imprese italiane oltre la crisi: strategie di sviluppo e cambiamento nella competizione globale”. Attivato da Confindustria a livello nazionale con il coinvolgimento complessivo di 500 imprese, è un concreto esempio del “fare sistema”.

Dall’altro, è la prosecuzione ideale dello studio “Così l’impresa muove e vince”, realizzato nella prima parte del 2008, appena prima dello scoppio della crisi, nell’ambito dell’Osservatorio Assolombarda Bocconi sulla competitività delle imprese lombarde.

La gran parte delle aziende analizzate appartiene alla categoria delle imprese piccole o medio piccole. In pochissimi casi si sono raggiunte dimensioni tali per cui potrebbero sorgere problemi di “ipercomplessità organizzativa” o di “diseconomie di scala”. Ciò, semplicemente, significa che per quasi tutte le imprese qui studiate l’obiettivo della crescita dimensionale è un obiettivo primario.

Questo è ben chiaro a tutti i capi azienda che hanno partecipato alla ricerca; ed è anche chiaro che l’obiettivo della crescita dimensionale non è in alternativa rispetto a quello della crescita dei livelli qualitativi e prestazionali dei prodotti. E’ a tutti chiaro che crescenti livelli qualitativi e prestazionali dei prodotti, e i decrescenti livelli dei costi, sono solo condizioni di esistenza, non di crescita e sviluppo.

 

Modalità di crescita e strumenti di aggregazione interaziendale

I principali risultati della ricerca sono:

  • crescere rapidamente si può: sia rimanendo nel core business, sia diversificando ed eventualmente trasformando il business model;
  • crescere rapidamente si può: sia mantenendo costante la proprietà sia aprendola in una delle varie forme possibili;
  • per crescere rapidamente si deve percorrere la strada delle acquisizioni;
  • è opportuno che le acquisizioni siano lo sbocco di precedenti aggregazioni in forma di alleanze e di joint venture;
  • in altri termini, occorre essere molto attivi nell’uso contemporaneo di tutti gli strumenti di aggregazione interaziendale.

Mosse strategiche

Sono state inoltre analizzate le principali mosse strategiche ovvero 9 classi di interventi aventi per oggetto, rispettivamente:

  • l’ampiezza della gamma dei prodotti offerti e dei mercati di sbocco
  • la qualità e il contenuto tecnologico dei prodotti offerti
  • la riduzione dei costi e l’aumento dei prezzi
  • l’attività commerciale e i servizi post vendita
  • l’integrazione verticale a monte e a valle
  • la delocalizzazione all’estero e la ri-localizzazione in Italia
  • le fusioni, acquisizioni e partnership
  • le persone, l’organizzazione, i sistemi di gestione
  • l’assetto societario e proprietario

La parte più interessante della ricerca è però rappresentata dai casi aziendali. Una interessante occasione di scambio di idee, un’interazione indispensabile per sviluppare nuove visioni e ridisegnare l’ impresa.

Per approfondire:

Imprese oltre la crisi, ricerca e casi di studio a cura di Confindustria ed Università Bocconi

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