Articoli

Requisiti startup e bilancio ultrannuale

Requisiti startup e bilancio ultrannuale

Bilancio ultrannuale e dichiarazione di  mantenimento requisiti startup innovativa

Con il parere di cui alla nota PROT. 17070 del 25 gennaio 2016 il Mise ha fornito un interessante chiarimento in merito a bilancio ultrannuale e dichiarazione di  mantenimento requisiti startup innovativa.

Bilancio ultrannuale e requisiti startup

“Con nota mail del 19 novembre 2015, codesto studio poneva un quesito in materia di startup innovative e in particolare sulla possibilità di esercizio pluriennale. Nel quesito si domandava quanto segue:

«Con riferimento al parere di cui alla nota PROT. 161868 del 11/09/2015, si richiede parere in merito alla ulteriore questione: mantenimento requisiti startup innovativa per società con esercizio cd. “lungo”. Posto che in determinati casi quando una società di capitali viene costituita sul finire dell’anno solare, è possibile optare per il primo esercizio cosiddetto “lungo” (es. società costituita il 01/11/2015 ha la possibilità di optare per la chiusura esercizio al 31/12/2016 e non al 31/12/2015), considerato il legame esistente tra il mantenimento dei requisiti di startup innovativa e l’approvazione del bilancio di esercizio, si richiede se in un caso simile di società costituita nel 2015 con esercizio che si chiude al 31/12/2016 sia necessario inviare pratica mantenimento requisiti startup innovativa considerando i termini derivanti dall’esercizio “classico” (31/12/2015, quindi nel corso del 2016 e comunque entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio quindi entro 30/06/2016) o è possibile considerare il termine dell’anno 2017 ovvero del 30/06/2017».

Esercizio con durata massima di 15 mesi

La vicenda sopra rappresentata travalica la disciplina della startup e coinvolge l’intera normativa societaria. La giurisprudenza ammette l’esercizio ultrannuale (Trib. Bologna 24.1.2002 per tutte), mentre la dottrina appare più restrittiva.

La prassi ritiene, con la giurisprudenza, derogabile l’annualità ma solo in occasione del primo esercizio e per una durata massima di 15 mesi (per cui solo una società costituita dal 1° ottobre in poi potrebbe giovarsi di questa deroga, ammettendo un esercizio “classico” 1 gennaio – 31 dicembre).

La ratio risiede nel fatto che ove venga costituita una società il 1° dicembre ad esempio, al 31 dicembre non sono presenti gli elementi per redigere un bilancio.

Duplice limite

La tesi più ampia sembra preferibile e, venendo al quesito posto, sottoposta ad un duplice limite:

  1. L’ultrannualità dell’esercizio è consentita solo in fase di costituzione e non anche successivamente, proprio per ovviare al problema sopra evidenziato;
  2. La durata massima dell’esercizio ultrannuale consentita per le startup è di quindici mesi per evitare effetti elusivi della disciplina recata dal comma 14 dell’art. 25 del Dl 179/2012.

Obbligo di conferma dei requisiti

Ne consegue definitivamente, con riferimento al quesito proposto, che alle condizioni sopra evidenziate, l’obbligo di conferma dei requisiti, in capo alla società, scatta alla chiusura del primo esercizio di durata ultrannuale.

Per approfondire

Parere MISE del 25 gennaio 2016 (prot. 17070) su Start-up innovative. Bilancio ultrannuale e dichiarazione di mantenimento requisiti startup innovativa.

Scarica il Parere (pdf, 230 kb)

Nuova Sabatini

Nuova Sabatini

La misura Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese.

La misura sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

Le agevolazioni consistono nella concessione da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti all’Addendum alla convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A., di finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese per sostenere gli investimenti previsti dalla misura, nonché di un contributo da parte del Ministero dello sviluppo economico rapportato agli interessi sui predetti finanziamenti.

Il finanziamento, che può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, deve essere:

  • di durata non superiore a 5 anni;
  • di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro
  • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili

AMBITO SOGGETTIVO

Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:

  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca;
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea;
  • non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà;
  • hanno sede in uno Stato Membro purché provvedano all’apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento.

Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione dei seguenti:

  • attività finanziarie e assicurative
  • attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione

LA MISURA

Il finanziamento bancario (o leasing) può coprire interamente l’investimento, mentre il contributo del Ministero dello sviluppo economico è un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al:

  • 2,75% per gli investimenti ordinari (rientrano tutti i beni strumentali per la propria attività esclusi i beni 4.0);
  • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in beni strumentali tecnologici definiti beni di “industria 4.0”, sia materiali che immateriali, come macchine utensili operanti con laser o software – consultabili nell’allegato 6/A della Circolare 15 febbraio 2017 n. 14036, e nell’allegato E della Circolare 3 agosto 2018 n. 269210).

Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, relative a beni usati o rigenerati, nonché riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti”.

PROCEDURA

La PMI presenta alla banca o all’intermediario finanziario, unitamente alla richiesta di finanziamento, la domanda di accesso al contributo ministeriale, attestando il possesso dei requisiti e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge.

Dal 2019 è previsto un iter semplificativo che consente di richiedere l’erogazione dell’agevolazione per le PMI beneficiarie, attraverso la Piattaforma Informatica (disponibile al seguente indirizzo https://benistrumentali.dgiai.gov.it).

DECADENZA DELL’AGEVOLAZIONE

Le imprese sono tenute a completare l’investimento entro il periodo massimo di dodici mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento, pena la revoca dell’agevolazione.

A tale fine è presa in considerazione la data dell’ultimo titolo di spesa riferito all’investimento o, nel caso di operazione di leasing finanziario, la data dell’ultimo verbale di consegna dei beni.

NOVITA’

In seguito al recepimento del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (decreto Crescita) vengono introdotte due novità:

  • per le domande di agevolazione che presentano un finanziamento deliberato di importo non superiore a 100 mila euro, il contributo è erogato dal Ministero alla PMI beneficiaria in un’unica soluzione, con le modalità e nei termini previsti dalla vigente disciplina della misura agevolativa per l’erogazione della prima quota;
  • viene innalzato da 2 a 4 milioni di euro l’importo dei finanziamenti concedibili a ciascuna impresa agevolabili.

EMERGENZA COVID-19

Con il Decreto-Legge 18/20 viene riconosciuta la sospensione dei pagamenti, da parte delle imprese, delle rate dei finanziamenti con conseguente proroga del termine per la conclusione degli investimenti e per gli adempimenti successivi alla concessione.

Tale proroga è riconosciuta d’ufficio dal Ministero, senza la necessità di trasmettere alcuna specifica richiesta da parte dell’impresa beneficiaria, a condizione che il periodo di 12 mesi stabilito per la realizzazione degli investimenti (decorrente dalla data di stipula del contratto di finanziamento) includa almeno un giorno del periodo di sospensione dei termini (compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 15 maggio 2020).

Per approfondire: