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Ci serve un piano!

Ci serve un piano!

Il business plan, strumento di pianificazione strategica, valutazione aziendale e risanamento dell’impresa in crisi

Ci serve un piano aziendale? Direi proprio di si. Prosegue ed entra nel vivo il programma di incontri che ci vedrà impegnati per tutto il 2021.

Il prossimo appuntamento mi è particolarmente caro per due motivi. Il primo è che dividerà con me il palco virtuale Andrea Panizza che, oltre ad essere un amico, è un grande esperto di piani aziendali. Con Andrea ci siamo trovati più volte come docenti durante i corsi di specializzazione della Scuola di Alta Formazione patrocinata dal CNDCEC ed è stato sempre un piacere ascoltarlo e confrontarsi con lui.

Il secondo motivo è il tema che affronteremo. L’idea stessa di NEXT Lab nasce dall’aver osservato e studiato le imprese più dinamiche, la loro capacità di visione e di saper aggregare team ed investitori intorno ad un progetto. Pianificare in maniera agile diventa fondamentale per affrontare un percorso di cambiamento o una fase di discontinuità strategica (per chi vuole approfondire ricordo il mio libro “Restartup, le scelte imprenditoriali non più rimandabili“) .

L’incontro è consigliato sia ad imprenditori e manager, sia ai professionisti perchè discuteremo anche su come evolverà la nostra professione per rispondere alle nuove esigenza delle imprese.

Programma

Webinar: Giovedì 18 febbraio dalle ore 10,30 alle ore 13,00 su piattaforma Bluenext.

A breve inseriremo il link, nel frattempo seguiteci sui social per aggiornamenti tempestivi.

  • Nuovi scenari di mercato: l’impresa che cambia ed il nuovo ruolo del professionista.
  • Le finalità del piano:
    • La pianificazione strategica e la creazione del valore;
    • Il nuovo ruolo degli investitori (dal mondo startup alle PMI);
    • La valutazione d’azienda;
    • Il risanamento aziendale.
  • La provocazione: nasce una nuova professione o riscoperta del DNA? L’ impatto dei PIV e le linee guida per la redazione dei piani di impresa. Opportunità e maggiori rischi professionali
  • La costruzione piano di impresa
    • Il modello di business
    • La Due diligence e valutazione di attendibilità della base informativa
    • La valutazione delle ipotesi e le verifiche di coerenza e di fattibilità del piano o Action plan
    • Stress test e analisi di sensitività o sostenibilità finanziaria del piano
  • Il giudizio di manifesta inattendibilità del piano attestato per la transazione fiscale sulla base della la circolare n. 34/E
  • Criticità e principali errori presenti nei piani di impresa

Link per iscriversi al webinar su piattaforma Bluenext

NEXT Lab in collaborazione con Academy Bluenext

NEXT Lab, il progetto formativo nato dalla nostra collaborazione con Academy Bluenext e che vede il coordinamento scientifico di Studio Panato, ha l’obiettivo di interpretare l’evoluzione del contesto economico ed imprenditoriale attraverso il confronto con i professionisti del settore.
Un nuovo progetto che svilupperemo pienamente nel 2021 cercando di mettere al centro le esigenze dell’imprenditore usando le opportunità normative come strumento per creare valore e supportare il progetto aziendale più che essere trattate come protagoniste sganciate dalla vita delle PMI.
NEXT Lab ospiterà diversi amici di elevate qualità professionali per dar vita ad un confronto, ci auguriamo virtuoso, sulle nuove sfide che impresa e professione di trovano ad affrontare. Spero che ci aiuterete a migliorare il progetto con le vostre osservazioni ed i vostri suggerimenti. Lo chiediamo soprattutto agli imprenditori per provare, professionisti ed imprenditori, a crescere insieme.

Ascoltiamo chi fa impresa

Siamo sempre disponibili ad un confronto costruttivo con imprenditori, professionisti ed accademici sui nuovi modi di fare impresa.

Dalle nostre competenze in valutazione di azienda ed operazioni straordinarie è nato il nostro servizio di advisory per aiutare le PMI a crescere affrontando i momenti di discontinuità strategica (M&A, nuovo business model, innovazione, ecc) e familiare (passaggio generazionale). Il libro “Restartup, le scelte imprenditoriali non più rimandabili” pubblicato da Egea, casa editrice dell’Università Bocconi, sintetizza la nostra visione ed il nostro metodo.

Equity crowdfunding per le PMI

Equity crowdfunding per le PMI

Equity crowdfunding consiste in un sistema di raccolta di capitali mediante portali online.

In Italia, l’equity crowdfunding è disciplinato dal Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 (c.d. Decreto Crescita 2.0) convertito con modificazioni con Legge 17 novembre 2012, n. 221. Tale strumento era previsto esclusivamente per le start up innovative ed è stato poi più volte aggiornato per essere reso sempre più accessibile ed appetibile. In tale ottica, nel 2015 il Decreto Investment Compact ha introdotto la figura delle PMI innovative e ha esteso l’equity crowdfunding a tale nuovo tipo di impresa.

Con la Legge di Bilancio 2017 questa innovativa forma di raccolta di capitale di rischio è stata estesa a tutte le piccole e medie imprese, indipendentemente dal loro carattere innovativo.

La Legge di Bilancio all’art. 1, comma 70 stabilisce:

“Al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.  58, sono apportate le seguenti modificazioni: 

  1. a) il comma 5-novies dell’articolo 1 e’ sostituito dal seguente: «5-novies. Per “portale per la raccolta di capitali per le PMI” si intende una piattaforma online che abbia come finalità esclusiva la facilitazione della raccolta di capitale di rischio da parte  delle PMI come  definite  dalla  disciplina  dell’Unione  europea  e  degli organismi di investimento collettivo del risparmio o  altre  società che investono prevalentemente in PMI»;
  2. b) all’articolo 50-quinquies, le  parole:  «per  le   start-up innovative,  per  le  PMI  innovative»   sono   sostituite,   ovunque ricorrono, dalle seguenti: «per le  PMI»,  le  parole:  «in  start-up innovative e in PMI innovative» sono sostituite,  ovunque  ricorrono, dalle seguenti: «in PMI» e, alla rubrica, le  parole:  «per  start-up innovative e PMI innovative» sono sostituite dalle seguenti: «per  le PMI»;
  3. c) alla rubrica del capo III-quater del titolo III della parte II, le parole: «per le start-up innovative e le PMI innovative»  sono sostituite dalle seguenti: «per le PMI».”

Alcuni dubbi interpretativi

Alcuni dubbi interpretativi sorgono in merito alla mancata deroga dell’art. 2468 c.c., il quale impedisce alle srl di offrire quote al pubblico; infatti, in tal caso, tra le imprese non innovative, potrebbero raccogliere capitali online solo le PMI che siano società per azioni. Si attendono, a tal proposito, chiarimenti da parte del legislatore.

Il ruolo del professionista

Ed infine, estendendosi lo spettro applicativo di tale istituto, diventa ancora più utile l’assistenza di un professionista, che guidi gli imprenditori nel predisporre i propri statuti in modo che l’applicazione delle clausole di tutela degli investitori online imposte dalla legge risulti il meno onerosa possibile per la società e per i founders.

Per approfondire

Equity Crowdfunding per tutte le PMI con la Legge di Bilancio 2017: aspetti tributari

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