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Il business plan non serve (solo) alle start up

Il business plan non serve (solo) alle start up

 Articolo su business plan pubblicato su Mysolution e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

 

Professionisti ed imprese devono tornare a pensare come start up. Smettere di pensare al cambiamento come ad un grande evento episodico e ciclico (quando va bene). Una ricerca dell’Università Bocconi condotta da Gianluca Salviotti e Severino Meregalli della SDA Bocconi in collaborazione con SAP Italia evidenzia l’estrema complessità della gestione delle PMI.

I motivi sono presto detti:

  • CONTESTO ECONOMICO E NORMATIVO: difficile situazione economica del Paese e dell’area Euro sommata all’ evoluzione imprevedibile del quadro normativo.
  • MERCATO: il livello e il tipo di domanda difficilmente prevedibile.
  • INTERNAZIONALIZZAZIONE: processo virtuoso e necessario vista anche la riduzione della domanda interna si scontra con una bassa abitudine ad una adeguata pianificazione dell’investimento. Inoltre Le complessità che le imprese si trovano a fronteggiare con l’internazionalizzazione sono dovute soprattutto alla logistica e alla moltiplicazione dei sistemi normativi da tenere in considerazione
  • BANCHE E CREDITO: Le difficoltà di accesso al credito, infine, hanno sensibilmente ridotto le possibilità di fare investimenti strutturali e le prospettive di crescita mediante fusioni e acquisizioni
  • COMPETENZE: mai come in questi ultimi anni gestire una PMI richiede competenze finanziarie, manageriali, di marketing che non sempre sono riscontrabili all’interno dell’impresa. Paradossalmente mai come oggi internet, università e centri studi ci mettono a disposizione informazioni autorevoli e a basso costo.

Per far fronte a tutti questi fattori e riuscire a governarli l’impresa deve provare ad avere maggiore fiducia nella pianificazione e riprendere a formalizzare piani di impresa che andranno costantemente aggiornati, monitorati e modificati.

Il business plan non deve esser visto come un enorme documento faticoso e costoso, ma come un agile strumento che tenga sotto controllo le aree di rischio ed evidenzi le strategie ed i margini di manovra dell’impresa.

Sarà facile scoprire che il documento ci aiuterà a misurare il grado di dinamicità dell’impresa (cosa è cambiato da un anno con l’altro? Quali nuove collaborazioni? Quali nuovi prodotti e/o mercati?) ed interesserà non solo all’impresa ma ci aiuterà ad ampliare il dialogo con le banche e terzi finanziatori. Senza ovviamente dimenticare l’utilità per la pianificazione fiscale e finanziaria.

Tutto questo però è solo accademia se non si vive il piano d’impresa come occasione di creare valore, aprendo l’impresa a nuovi stimoli, studiando il settore dimenticando o provando a dimenticare le nostre granitiche certezze, provando a studiare altri settori, altre imprese da cui provare a rubare intuizioni e modelli di business. Spesso, soprattutto per una pmi, la parte interessante non sono i numeri ma la curiosità che il business plan deve stimolare nell’imprenditore e nel professionista che lo assiste.

Utilissimo poi provare a far redigere il piano dal figlio/figlia dell’imprenditore in ottica di passaggio generazionale. Gli consentirà di provare a ripensare l’impresa di famiglia, approfondendo le strategie e scontrandosi con modi di lavorare consolidati. Un ottimo strumento per far crescere sia l’erede, sia l’impresa.

 Per approfondire

Scarica documento: Linee guida alla redazione del business plan (CNDCEC)


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Guida alla valutazione di azienda

Guida alla valutazione di azienda

Articolo su valutazione di azienda pubblicato su Mysolution e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

La valutazione di azienda è un processo complesso finalizzato alla definizione sintetica di valore aziendale mediante uno o più metodi di valutazione. La valutazione di azienda comporta oltre ad una attenta attività di due diligence la valutazione del piano aziendale redatto dall’organo amministrativo e la sua coerenza con la strategia e l’andamento del mercato in cui opera l’azienda. Le caratteristiche e le finalità della valutazione di azienda possono essere differenti a seconda dell’operazione a cui si riferisce.

Definizione di valutazione di azienda

La valutazione di azienda è un processo complesso finalizzato alla definizione sintetica di valore aziendale mediante uno o più metodi di valutazione. La valutazione di azienda comporta oltre a una attenta attività di due diligence la valutazione del piano aziendale redatto dall’organo amministrativo e la sua coerenza con la strategia e l’andamento del mercato in cui opera l’azienda.

Obiettivo della valutazione

L’obiettivo di un processo di valutazione varia in relazione al tipo di operazione per cui si rende necessario definire il valore di un’azienda.

La valutazione di azienda assume una particolare rilevanza, tra l’altro, in operazioni di fusione e acquisizione, di affitto e cessione d’azienda, di cessione di quote (tra cui per esempio in caso di recesso del socio). Le caratteristiche e le finalità della valutazione d’azienda possono essere differenti a seconda dell’operazione a cui si riferisce.

La valutazione di azienda assume rilevanza non solo in occasione di operazioni di finanza straordinaria o di piani di ristrutturazione nella crisi di impresa (es. concordato preventivo con ipotesi di affitto e cessione d’azienda), ma anche a supporto delle scelte di gestione, nell’ambito della pianificazione strategica, ai fini della analisi critica di strategie alternative misurandone l’efficacia in base alla creazione del valore aziendale.

Due diligence

L’attività di due diligence permette al professionista (valutatore o perito che sia) di comprendere in dettaglio l’azienda e il suo settore. Questa attività è necessaria per svolgere un’analisi approfondita del piano di impresa e si può distinguere in:

  • due diligence strategica;
  • due diligence finanziaria;
  • due diligence contabile;
  • due diligence fiscale;
  • due diligence legale.

Piano di impresa

Nel valutare una azienda è indispensabile analizzare il piano aziendale redatto dall’organo amministrativo e la sua coerenza con la strategia e l’andamento del mercato in cui opera l’azienda. Questo documento consente al professionista di valutare le prospettive future aziendali. Spetterà quindi al perito valutarne la coerenza con:

  • le risorse aziendali (risorse umane, finanziarie, ecc..);
  • l’assetto strategico-organizzativo;
  • l’andamento del mercato in cui opera l’impresa.

Il piano di impresa deve rispecchiare le scelte strategiche, le azioni che saranno realizzate per il raggiungimento degli obiettivi strategici, i possibili scenari in caso di non raggiungimento dei risultati attesi.

Il piano di impresa è uno strumento indispensabile di misurazione e valutazione delle strategie aziendali. È un documento fondamentale nel dialogo con gli investitori e con il sistema finanziario in genere.

L’attendibilità dei dati che emergono da un business plan dipende dalla chiarezza delle ipotesi di base e della trasparenza del procedimento adottato.

Principali metodi di valutazione aziendale

La scelta del metodo di valutazione è uno degli aspetti più delicati nell’attività peritale. La scelta dipende oltre che dall’operazione anche dal settore e dalla tipologia di azienda.

I principali metodi di valutazione d’azienda sono:

  • Metodo patrimoniale: valorizzazione del patrimonio netto rettificato, dato dalla somma del valore di mercato dei cespiti meno il valore del capitale di terzi.
  • Metodo reddituale: attualizzazione, per un dato periodo di tempo (solitamente non superiore ai 5 anni), di un reddito normalizzato a un tasso di rendimento espressivo del rischio specifico aziendale.
  • Metodo misto: stima il valore dell’azienda sommando al patrimonio netto rettificato il goodwill, dato dall’attualizzazione dei redditi futuri in eccesso che la società è in grado di generare rispetto ai risultati medi del settore.
  • Metodo finanziario: attualizzazione, per un dato periodo di tempo (solitamente non superiore ai 5 anni), dei flussi di cassa a un tasso di rendimento espressivo del rischio specifico aziendale.

Per approfondire

Le guide alla valutazione ed alla redazione del piano industriale predisposte da Borsa Italiana sono documenti che riteniamo utile segnalare a chi voglia approfondire l’argomento in quanto rivolte agli imprenditori e alle società coinvolte nella valutazione d’azienda, anche in vista di una possibile quotazione.

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