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Controlli sulle false partite IVA.

Dal 1° gennaio pienamente applicabili i controlli sulle false partite Iva

Prosegue la tendenza normativa volta a prediligere il lavoro subordinato a tempo indeterminato (ricordiamo le interessanti agevolazioni promosse dal governo Renzi) rispetto alle forme di lavoro autonomo e flessibile.

Le Partite Iva in particolare subiranno maggiori controlli sull’effettiva regolarità dei rapporti di lavoro, con lo scopo di distinguere la prestazione autonoma da quella subordinata. 

La riforma Fornero, oggi pienamente operativa, punta a far emergere le false partite Iva, prevedendo una serie di controlli al fine di verificare la vera natura dei contratti di collaborazione esterna dei titolari di Partita IVA.

La riforma del lavoro Fornero del 2012 ha introdotto alcuni indici presuntivi, in presenza dei quali spetta al datore di lavoro l’onere di provare la genuinità del lavoratore autonomo, pena la conversione della partita Iva in un contratto a progetto oppure, dove non sussistano i requisiti, in un contratto a tempo indeterminato sin dal primo giorno lavorato da parte degli ispettori del lavoro.

Affinché scatti la presunzione si deve essere in presenza di almeno due dei seguenti indici:

  • La collaborazione con lo stesso committente ha superato gli otto mesi di durata per due anni consecutivi;
  • Il corrispettivo derivante da tale collaborazione rappresenta almeno l’80% dei corrispettivi (fatturati) del lavoratore autonomo per due anni consecutivi;
  • La sede di lavoro è una postazione fissa nella sede del committente.

Per approfondire:

Dal 1° gennaio pienamente applicabili i controlli sulle false partite Iva

Circolare n. 32 del 2012 emanata dal Ministero del Lavoro

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