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Processo di valutazione ai fini della quotazione in Borsa

Processo di valutazione ai fini della quotazione in Borsa

La Fondazione OIV ha recentemente pubblicato sul sito www.fondazioneoiv.it il Discussion Paper (DP.01.2017): “Le Valutazioni a fini di IPO” in cui vengono descritti gli aspetti che caratterizzano il processo di valutazione e fissazione del prezzo di una società prossima alla quotazione in Borsa.

Base informativa adeguata

Come ogni processo valutativo, anche quello riguardante una IPO dovrebbe essere affrontato in maniera non meccanica e necessita di una base informativa adeguata, tipicamente rappresentata dal piano industriale, da informazioni inerenti il business model, il posizionamento e i vantaggi competitivi e il sistema di governance della società quotanda.

Per poter approcciare il percorso valutativo, tutti i soggetti coinvolti, in linea con il PIV 1.4.3, devono partire dall’apprezzamento e dalla valutazione della documentazione e delle informazioni rilevanti previo svolgimento di un processo di analisi fondamentale, selezionare le metodologie più idonee allo scopo e valutare i principali fattori di rischio.

Valutazione e creazione del valore in ottica industriale.

La valutazione di un’azienda nell’ambito della quotazione in Borsa, in particolare, è frutto di un processo continuo di analisi e verifica, che parte dalla preliminare stima del valore condotta quando ancora non sono disponibili tutti i dati e le informazioni relativi alla società (il momento del cosiddetto pitch) fino alla determinazione del prezzo pre-money a cui l’azione viene effettivamente venduta agli investitori.

Il processo valutativo si arricchisce progressivamente di sostanza e contenuto durante le fasi preparatorie alla quotazione, quando la società mette a disposizione dati e informazioni dettagliati sull’attività e sulle prospettive future. La valutazione dovrebbe essere condotta privilegiando l’ottica industriale e la ricerca di un valore di business: per queste ragioni il piano industriale rappresenta lo strumento principale su cui si basa l’intero processo.

Per approfondire

La Fondazione OIV ha recentemente pubblicato sul sito www.fondazioneoiv.it il Discussion Paper (DP.01.2017): “Le Valutazioni a fini di IPO”. Il documento è liberamente consultabile e scaricabile dal sito della Fondazione dall’ Homepage, dalla sezione Documenti Approvati e dalla sezione News.

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Principi italiani di valutazione: l’inizio di una nuova professione?

Principi italiani di valutazione: l’inizio di una nuova professione?

Articolo pubblicato su Mysolution e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

La domanda pare quasi una provocazione. Certamente l’importante lavoro che la Fondazione OIV sta predisponendo avrà impatti importanti sugli esperti di valutazione aziendale. La materia è indiscutibilmente affascinante e lo studio della prima bozza di documento fornisce ad un lettore attento costanti stimoli di approfondimento e ricerca.

Importante sarà verificarne effettiva applicabilità alla valutazione delle piccole medie imprese che hanno caratteristiche e criticità loro proprie.

Obiettivo dichiarato della Fondazione OIV è ridurre in maniera significativa le discrezionalità di valutazione, per quanto ragionevolmente possibile, e di supportare l’esperto nell’attività peritale.

“Il nuovo contesto economico-finanziario rappresenta una grande sfida per la professione degli esperti di valutazione. In un contesto più incerto, l’errore è sempre in agguato. Per questa ragione in tutto il mondo si è cercato di rispondere alla crisi emanando oltre che principi di valutazione anche documenti in grado di fungere da linee guida (best practices) per l’esperto di valutazione.”

E ancora… “La valutazione richiede che l’esperto formuli un giudizio (di necessità soggettivo); tuttavia la soggettività va disciplinata, deve cioè essere esercitata nell’ambito di un percorso razionale, trasparente e completo.”

Mauro Bini docente di Finanza aziendale in Bocconi, presidente del Consiglio di gestione della Fondazione Oiv e membro del Professional Board dell’IVSC.

 La sfida non è banale e spingerà verso una maggiore specializzazione dei professionisti, Dottori commercialisti ed Esperti contabili in primis. I principi italiani di valutazione (PIV) infatti rappresenteranno da una parte una maggiore tutela per l’esperto che ci si uniformerà ma i professionisti meno preparati si esporranno a maggiori rischi di responsabilità personale.

Importante, vista la derivazione dai principi internazionali, sarà verificarne l’applicabilità effettiva sulla valutazione delle PMI, principale oggetto di analisi dei professionisti italiani.

La valutazione

La valutazione richiede l’esercizio di un giudizio. Affinché tale giudizio sia fondato su basi solide è indispensabile che l’esperto disponga di adeguate competenze tecniche, di una buona esperienza professionale e delle necessarie conoscenze in merito all’oggetto della valutazione, all’eventuale settore o mercato di riferimento ed alle caratteristiche della valutazione medesima.

Le valutazioni costituiscono un importante supporto per assumere decisioni e per assolvere disposizioni di  legge, regolamenti o principi contabili.

La missione dell’OIV

“La missione dell’OIV consiste nel promuovere la qualità delle  valutazioni e per questa via di accrescere la fiducia dell’utilizzatore finale delle valutazioni (che normalmente non è il committente). In questo ruolo l’OIV organizza diversi tipi di iniziative: le best practices sono incontri volti ad approfondire particolari esigenze per la comunità di esperti di valutazione domestica, le conferenze internazionali sono incontri volti ad un confronto con le pratiche più evolute a livello internazionale”,  spiega in una recente intervista Mauro Bini docente di Finanza aziendale in Bocconi, presidente del Consiglio di gestione della Fondazione Oiv e membro del Professional Board dell’IVSC.

La struttura dei principi italiani di valutazione (PIV)

Il piano approvato dal Consiglio dei garanti dell’OIV prevede che i PIV si compongano di quattro parti:

  • Parte Prima. La rete concettuale di base (conceptual framework), che comprende il glossario;
  • Parte Seconda. I principi generali di valutazione relativi all’incarico e al processo valutativo;
  • Parte Terza. I principi per la valutazione di specifiche attività/passività ( beni immateriali, beni reali, strumenti finanziari, rapporti giuridici, passività finanziarie e potenziali, ecc.) nonché di complessi aziendali in funzionamento e delle interessenze partecipative nei medesimi;
  • Parte quarta. I principi per applicazioni specifiche (particolari aziende e particolari contesti (tra cui 122 le valutazioni di bilancio).

I PIV entreranno in vigore – per una eventuale volontaria adesione – solo con la pubblicazione dell’intero corpo dei principi.