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Quella disperata ricerca del tutto, facile e subito

Quella disperata ricerca del tutto, facile e subito

Sarà che è un periodo di grande lavoro, sarà che stiamo affrontando un importante cambiamento nel nostro modello di business ma sento più forte che mai il bisogno di imparare, di studiare, di ascoltare chi ne sa di più di me. E’ davvero molto stimolante (ma altrettanto faticoso, non mi stancherò mai di ribadirlo, nulla viene regalato) il percorso che stiamo facendo. Abbiamo trovato compagni di viaggio straordinari ma in questi ultimi mesi ho come l’impressione che quel mondo che credevo aperto si stia chiudendo sempre di più. Sono sempre meno le persone disposte a confrontarsi e a mettersi in gioco. Oppure più semplicemente a causa dell’aggressività cosi diffusa sui social è solo diventato più complicato trovarle, rifugiatesi ormai nelle loro ristrette cerchie di amici.

Tutto questo porta dei rischi rilevanti per il sistema economico che cercherò di illustrare il seguito.

Un po’ per insegnare, un po’ per imparare

Ormai mi capita sempre più spesso. Vengo invitato come relatore ad una conferenza e mi ritrovo (molto più che in passato) a confrontarmi, ad ascoltare, ad imparare.

La mia è una professione tecnica. I nostri convegni sono fatti di slide, ruoli e spazi ben definiti. Il protagonista è il relatore ed il pubblico viene ad apprendere più o meno passivamente. Poi certo i momenti di confronto sono ampi e non è infrequente che i miei corsi si allunghino anche di un’ora o più per le domande di rito.

Da diverso tempo però vedo questo modello incrinarsi. Da una parte la richiesta (ancora limitata nei numeri ma temo significativa di un clima ) sempre più forte di semplificare, di banalizzare l’argomento trattato in una sorta di disperata ricerca del “tutto, facile e subito”.

Dall’altra la ricerca sempre più esplicita tra i relatori (e non di rado fortunatamente di non pochi partecipanti) di confrontarsi, di scambiarsi libri e articoli di approfondimento, di contaminarsi. Tanto che non è infrequente che io, che vado per insegnare, finisca per tornare dalla conferenza con una notevole mole di documenti da approfondire o persone da incontrare.

Nulla sfugge alla drammatica polarizzazione che sta interessando il Paese.

La straordinaria generosità di quelli bravi

Su internet e sui social il fenomeno è ormai fuori controllo. Devo molto alla rete ed oggi mi ritrovo come smarrito.

Sto scrivendo un libro, ho fatto molte interviste. Molti degli intervistati (conosciuti on line) mi hanno chiesto di non limitarci ad uno scambio di domande/risposte ma di incontrarci, di prenderci tempi lunghi (un pomeriggio, un sabato mattina…) per affrontare il tema. Sono tutte persone con ruoli molto importanti in azienda o in università.

Mi ha stupito la loro generosità e gliene sono infinitamente grato. Per me una occasione straordinaria. Quasi un piccolo master personale sul futuro dell’impresa italiana fatto non in aula ma con straordinarie lezioni private.

Per contrasto sui social sempre di più è difficile far crescere una conversazione. C’è sempre qualcuno che alza i toni, che aggredisce, che cerca popolarità o cerca di zittire l’interlocutore. Interlocutore spesso infinitamente più qualificato di lui.

Accademia dei Pugni

Tutto questo sta allontanando le persone migliori da internet ed è un vero peccato. Ci si rifugia in chat riservate, in luoghi fisici di incontro.

In parte è per questo che è nata l’ Accademia dei Pugni. Per tornare a riflettere in un luogo protetto dal rumore di fondo. Mi ha davvero colpito durante e dopo il primo incontro la voglia di partecipare, di confrontarsi e se volete di raccontarsi dei partecipanti.

30-30-30, un Manifesto per chiedere maggiore responsabilità

Qualche giorno fa sono stato invitato a partecipare alla tavola rotonda di presentazione del Manifesto 30-30-30 alla Rome Startup Week (per chi volesse sapere qualcosa di più dell’iniziativa segnalo il mio recente articolo per Econopoly del Sole24ore).

Non è stato facile per me essere presente, per un commercialista è un periodo ricco di assemblee ed impegni di lavoro, ma l’iniziativa rappresenta un invito alla responsabilizzazione di tutti i player del mondo startup e ritengo meriti la dovuta attenzione.

Attenzione che credo ci sia tutta (forse superando le aspettative) da parte dei BIG (grandi imprese, banche, ecc.) temo meno da parte delle startup che ne dovrebbero essere in fin dei conti le principali beneficiarie. Tutti in attesa dei nuovi miliardi promessi dal Governo.

Eppure questo manifesto è una grande, grandissima occasione per far crescere ed aiutare il settore a diventare più maturo.

Una grandissima occasione per tutte le imprese e per il sistema Italia in generale.

Senza studio e confronto non c’è crescita

Stiamo perdendo una occasione straordinaria di confronto e di studio. Stiamo usando in maniera sbagliata internet, uno strumento dalle grandi potenzialità. I più giovani, chi fa impresa, chi sta affrontando una discontinuità nella propria strategia devono tornare ad ascoltare e a studiare senza arroganza, senza invidia. In rete ci sono persone straordinarie e generose che devono essere ripagate con attenzione e rispetto.

Non ci stiamo rendendo conto che rischiamo sempre di più di polarizzare le imprese in due macro insiemi: uno che raccoglie le filiere ricche e l’altro che raccoglie le filiere povere. Senza dialogo e confronto questi due mondi saranno sempre più divisi dove il primo conquisterà ampi margini a discapito del secondo. A sua volta però il gran numero di imprese in difficoltà non potrà che rappresentare una diseconomia per tutto il sistema Italia.

Per chi avrà voglia di credere nella necessità di tornare a fare le cose difficili sono convinto che il premio sarà enorme.

Senza studio e confronto non c’è crescita.