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Valutazione d’Azienda: Superare la Dimensione Statica e Comprendere la Dinamica Competitiva

23 Settembre 2023/in Perizie di Stima, Riflessioni, vita da consulente/da Perizie di Stima

Valutazione d’Azienda: Superare la Dimensione Statica e Comprendere la Dinamica Competitiva

La valutazione d’azienda è un campo in evoluzione, spesso criticato per il suo approccio statico e poco aderente alla complessità del mondo degli affari moderno.

Vorrei tornare ad approfondire un articolo di Mauro Bini pubblicato nel primo volume de “La valutazione d’azienda” del luglio 2019: “QUALI SONO LE SFIDE CHE LA VALUTAZIONE D’AZIENDA È CHIAMATA AD AFFRONTARE?”. E’ un articolo che cito spesso durante le mie lezioni ed i miei convegni ma che temo, nonostante sia ormai datato, continui ad essere sottovalutato dai cultori della materia.

Il pensiero di Mauro Bini

Il pensiero di Bini apre nuovi orizzonti, proponendo un approccio olistico che va oltre i modelli statici per includere dinamiche di risorse, rischi e crescita.

La valutazione d’azienda è oggi alla ricerca di un approccio olistico in grado di superare la dimensione statica dei precedenti modelli. In fondo il valore non può che essere funzione della capacità dell’impresa di competere, perché da tale capacità discendono anche le prospettive di crescita ed il rischio. Poiché la capacità dell’impresa di competere è funzione non solo delle risorse di cui dispone alla data della valutazione, ma anche della sua capacità di rigenerare le risorse necessarie e di attrarne di nuove, valutare un’azienda implica la capacità di mappare le risorse d’impresa e di rappresentarne la dinamica nel tempo.

Ogni impresa si caratterizza per una dinamica inerziale di progressivo consumo delle fonti di vantaggio competitivo, cui corrisponde una progressiva riduzione della capacità di reddito in atto cui si accompagna la ricerca di nuove fonti di vantaggio competitivo e di nuovo reddito (potenziale). Naturalmente “vecchie” e “nuove” fonti di reddito si caratterizzano per profili di rischio molto diversi che richiederebbero anche tassi di sconto molto diversi. Dentro ad ogni impresa occorrerebbe rappresentare quella parte di impresa destinata a morire e quella parte d’impresa destinata a sostituirla.

Questo articolo intende sviluppare ulteriormente queste intuizioni, discutendo come un quadro olistico possa fornire un modello di valutazione più realistico e utile per gli stakeholder.

QUALI SONO LE SFIDE CHE LA VALUTAZIONE D’AZIENDA È CHIAMATA AD AFFRONTARE? Share on X Valutazione d'Azienda : Superare la Dimensione Statica e Comprendere la Dinamica Competitiva Share on X

La tesi principale del testo è che l’analisi fondamentale dovrebbe rimanere al centro del processo di valutazione d’azienda, soprattutto in un contesto in cui la finanza e i tassi di sconto hanno acquisito un ruolo sempre più prominente, a scapito di una comprensione più profonda delle realtà aziendali.

Reddito Economico come Misura di Valore

Il concetto di “risultato economico integrato” o “permanent earnings”, introdotto da Luigi Guatri rappresenta una forma di reddito che tiene conto sia del rischio che della crescita, attraverso la variazione del valore degli intangibili aziendali. L’idea di fondo è che una volta identificata una misura di reddito che possa esprimere il valore dell’azienda, il grosso del lavoro valutativo è fatto.

In passato, l’analisi fondamentale era il fulcro dell’attività degli esperti di valutazione.

Spostamento da Analisi Fondamentale a Finanza

Tuttavia con il maggior utilizzo dei metodi finanziari, c’è stata una sorta di deresponsabilizzazione da parte degli esperti di valutazione riguardo all’analisi fondamentale. Questo è dovuto al fatto che la valutazione è diventata sempre più legata ai piani finanziari delle imprese, piuttosto che ai loro fondamentali. Gli esperti hanno quindi iniziato a considerare come dati i flussi di cassa proiettati nei piani e a concentrarsi sui tassi di sconto, a scapito di un’analisi più profonda delle fondamenta aziendali.

I criteri finanziari, hanno per certi versi deresponsabilizzato gli esperti di valutazione sul fronte dell’analisi fondamentale, nel senso che la valutazione ha finito per appoggiarsi ai piani delle imprese e gli esperti hanno iniziato a considerare come dati i flussi di cassa dei piani e ad interessarsi ai tassi di sconto, consapevoli che i piani potevano presentare gradi di incertezza e di aggressività che occorreva compensare con tassi di sconto crescenti.

Problemi con l’Enfasi sui Tassi di Sconto

Nel tentativo di compensare per le incertezze nei piani aziendali, l’attenzione si è spostata verso tassi di sconto sempre più elevati, spesso non supportati da dati di mercato. Questo ha portato a una perdita dei “punti di riferimento tradizionali” nell’analisi fondamentale.

Così nel tentativo di compensare l’aggressività dei piani si è finito per perdere i punti di riferimento tradizionali ed hanno iniziato a diffondersi misure di costo del capitale a due cifre prive di riscontri di mercato (storici o prospettici). Se in precedenza il fulcro della valutazione era il reddito normalizzato o integrato (dato il tasso di sconto) ora il fulcro della valutazione era diventato il tasso di sconto (dati i flussi di cassa del piano)

Il “False Friend” della costante capacità di produrre reddito

Bini inoltre ci avverte del pericolo dell’errata convinzione che un’azienda manterrà una capacità di produrre reddito costante nel tempo. Questa nozione è definita un “false friend” perché un’azienda può mantenere la sua attuale capacità di produrre reddito solo se riesce a mantenere il suo vantaggio competitivo nel tempo. Tuttavia, l’esperienza dimostra che le aziende tendono a erodere i loro vantaggi competitivi e solo alcune riescono a rigenerarli.

L’ipotesi (implicita nel modello valutativo) che l’impresa conservi nel tempo la sua capacità di reddito (su cui si fonda il valore steady state) è un “false friend”. La capacità di reddito corrente può essere conservata solo se l’impresa è in grado di mantenere il vantaggio competitivo nel tempo: ma l’esperienza mostra come le imprese consumino le fonti di vantaggio competitivo e solo alcune siano in grado di rigenerarle su basi nuove. Così non esiste un valore steady state cui sommare il valore delle future opportunità di crescita (un’impresa competitivamente ferma arretra), quanto piuttosto un valore destinato inerzialmente a consumarsi e solo in alcuni casi ad essere sostituito e superato da un valore di nuova formazione (comunque per sua natura molto più incerto).

In sintesi, mentre gli strumenti finanziari e i tassi di sconto sono importanti, non dovrebbero sostituire o marginalizzare l’analisi fondamentale, che rimane cruciale per una valutazione accurata e olistica delle aziende.

Il valore e capacità di competere

L’Importanza della Competitività

Come suggerisce Bini, il valore di un’impresa è intrinsecamente legato alla sua capacità di competere nel mercato. Da questa competenza discendono le prospettive di crescita e i livelli di rischio associati. Inoltre, ogni azienda possiede una “dinamica inerziale” che coinvolge il progressivo consumo delle sue fonti di vantaggio competitivo, con una conseguente riduzione della sua capacità di generare reddito.

Dinamica delle Risorse

Una valutazione olistica richiede una mappatura dettagliata delle risorse aziendali e della loro evoluzione nel tempo. Ciò include non solo le risorse tangibili, ma anche quelle intangibili come il capitale umano, la proprietà intellettuale, e la reputazione di mercato.

La Mappatura delle Risorse e la Dinamica Temporale

Vecchie e Nuove Fonti di Reddito

Un aspetto cruciale della dinamica aziendale è l’interazione tra vecchie e nuove fonti di reddito, ognuna con profili di rischio diversi. Ad esempio, un’impresa potrebbe avere un portafoglio di prodotti maturi che generano un flusso di cassa stabile, ma a rischio di obsolescenza. Allo stesso tempo, potrebbe essere impegnata nella R&D per nuovi prodotti che potrebbero aprire nuovi mercati, ma con un livello di rischio molto più elevato.

Tassi di Sconto Differenziati

La presenza di vecchie e nuove fonti di reddito implica che un unico tasso di sconto potrebbe non essere appropriato per tutte le attività aziendali. Invece, un modello di valutazione olistico dovrebbe utilizzare tassi di sconto differenziati per tener conto dei differenti profili di rischio associati alle diverse fonti di reddito.

Verso un Nuovo Modello di Valutazione

Metodologie Esistenti e i loro Limiti

Metodi tradizionali come il Discounted Cash Flow (DCF) e i multipli di mercato spesso falliscono nel catturare la complessità intrinseca alle dinamiche aziendali.

Componenti del Nuovo Modello

  1. Mappatura delle Risorse: Un inventario dettagliato delle risorse esistenti e future.
  2. Analisi della Competitività: Un’analisi SWOT o una mappatura delle 5 Forze di Porter per valutare la posizione competitiva.
  3. Profilo di Rischio e Crescita: Un modello che cattura sia i fattori di rischio che le prospettive di crescita, magari attraverso scenari di simulazione.
  4. Tassi di Sconto Differenziati: L’uso di diversi tassi di sconto per differenti segmenti dell’attività.

Conclusione

La valutazione d’azienda non può più permettersi di rimanere ancorata a modelli statici e unidimensionali. L’approccio olistico suggerito da Bini rappresenta un passo avanti verso una comprensione più completa e realistica del valore aziendale, e offre un quadro più accurato per la presa di decisioni strategiche.

Una buona valutazione è un matrimonio tra storie e numeri.

18 Ottobre 2022/in Perizie di Stima, Startup, Valutazione di azienda/da Perizie di Stima

Una buona valutazione è un matrimonio tra storie e numeri.

Per Damodaran ogni numero nella valutazione d’azienda deve avere una storia allegata. E ogni storia che racconti su un’azienda deve avere un numero allegato

Qualche giorno fa ho letto un interessante articolo sulla valutazione delle startup secondo Damodaran, professore di finanza, investitore ed uno dei principali esperti in valutazione d’azienda. Trovate i riferimenti in calce al presente articolo. Ho provato ad estrarre alcune riflessioni. Ho molto apprezzato il binomio storie e numeri che ridà uguale importanza alla parte qualitativa ed a quella quantitativa di una valutazione. Come ho apprezzato l’attenzione alla coerenza dei flussi e del piano industriale rispetto all’eccessiva focalizzazione sul tasso. Damodaran di dimostra come sempre ruvido e puntuale.

La sfida più grande nella valutazione delle aziende non è trovare metriche o modelli migliori. Ha a che fare con l’incertezza. E l’incertezza è sempre maggiore nelle aziende più giovani perché non solo hanno meno storia e più incognite, ma hanno anche un potenziale praticamente infinito.

Per valutare bene le aziende giovani, dobbiamo tenere conto dei diversi tipi di incertezza e dobbiamo gestire le nostre reazioni, spesso malsane, all’incertezza: paralisi, rifiuto, evitamento e esternalizzazione.

“Quando ti senti incerto, cosa fai? Chiami un consulente”, ha detto Damodaran. “Semplicemente non ti assumi la responsabilità di ciò che va storto.”

Damodaran crede che siamo diventati troppo dipendenti dai modelli finanziari, al punto da perdere la trama.

“Una buona valutazione è un matrimonio tra storie e numeri. Quando mi mostri la valutazione di un’azienda, ogni numero nella tua valutazione deve avere una storia allegata. E ogni storia che mi racconti su un’azienda deve avere un numero allegato”.

Aswath Damodaran, professore di finanza ed investitore esperto, sostiene che il potere della storia guida il valore aziendale, aggiungendo sostanza ai numeri e persuadendo anche gli investitori prudenti a correre dei rischi. Negli affari, ci sono i narratori che elaborano narrazioni avvincenti e gli sgranocchiatori di numeri che costruiscono modelli e resoconti significativi. Entrambi sono essenziali per il successo, ma solo combinando i due, sostiene Damodaran, un’azienda può fornire e sostenere valore.

Una buona valutazione è un matrimonio tra storie e numeri. Share on X Una buona valutazione è un matrimonio tra storie e numeri. Share on X Una buona valutazione è un matrimonio tra storie e numeri. #Damodaran Share on X

Valutare una Startup concentrati su 6 fattori

Damodaran consiglia di snellire le valutazioni puntando su alcune variabili essenziali, su sei fattori in particolare.

I primi tre si applicano al modello di business:

  • crescita dei ricavi,
  • margine operativo target (per catturare la redditività)
  • rapporto tra vendite e capitale investito (per riflettere l’efficienza con cui viene catturata la crescita).

Le altre tre metriche sono legate al rischio:

  • Costo dell’equity;
  • Costo del debito;
  • Costo del capitale.

Con una maggiore crescita e un maggiore reinvestimento, Damodaran si aspetta un rischio maggiore. Una valutazione che mostra una crescita elevata, un basso reinvestimento e un basso rischio dovrebbe sollevare dubbi.

Gli errori più comuni nella valutazione di una Startup

Uno degli errori più comuni è utilizzare un modello di crescita stabile e presumere che un’azienda possa crescere più velocemente dell’economia per sempre, il che è impossibile.

Per analizzare un’azienda giovane, dovremmo presumere che crescerà più lentamente dell’economia nel lungo termine e che l’azienda effettuerà un reinvestimento sufficiente per sostenere tale crescita.

Dovremmo anche abbandonare regole pratiche ingannevoli, come il valore terminale non superiore al 75% del valore intrinseco. Per le giovani aziende, il valore terminale può essere superiore al 100% del valore intrinseco di oggi.

Dobbiamo stimare alcuni numeri macro, inclusi i tassi privi di rischio e i premi per il rischio azionario. Ma non dovremmo perdere troppo tempo a cercare di capirli. Secondo Damodaran, questi sono proprio i tipi di numeri che dovrebbero essere esternalizzati al mercato.

Un altro numero su cui non dovremmo perdere troppo tempo: il tasso di sconto. Sebbene i tassi di sconto siano fondamentali per utilizzare il DCF per stimare il valore aziendale, Damodaran pensa che ne siamo ossessionati a scapito della concentrazione sui flussi di cassa.

Non perderti nel triangolo delle Bermuda

Le tre maggiori sfide nella valutazione costituiscono ciò che Damodaran chiama il Triangolo delle Bermuda: incertezza, complessità e pregiudizi. I primi due possono essere gestiti e mitigati, ma i pregiudizi sono inevitabili. La presunzione di obiettività è pericolosa e negare il pregiudizio peggiora tutto. Dovremmo ammettere i nostri pregiudizi ed essere aperti su di essi.

Le tre maggiori sfide nella valutazione per Damodaran: incertezza, complessità e pregiudizi. Dovremmo ammettere i nostri pregiudizi ed essere aperti su di essi. Share on X

Conclusione

Dobbiamo accettare l’incertezza invece di cercare di creare una falsa precisione.

Dobbiamo accettare l'incertezza invece di cercare di creare una falsa precisione. Share on X

Per approfondire

Tell Me a Story: Aswath Damodaran on Valuing Young Companies

 

Valutazione d’azienda e modelli di business

17 Luglio 2019/in Perizie di Stima, Valutazione di azienda/da Perizie di Stima

Valutazione d’azienda e modelli di business

Valutazione d’azienda e modelli di business. Nuova veste grafica e rilancio per “La valutazione delle aziende”, rivista fondata dal Prof. Luigi Guatri 25 anni or sono con lo specifico obiettivo di disporre di uno strumento di confronto e di aggiornamento sulle problematiche di maggiore rilievo nel campo della valutazione di aziende, di partecipazioni, di titoli azionari e di beni intangibili. Interessante la forte attenzione posta in campo valutativo sulla sostenibilità ed efficacia dei modelli di business dell’impresa.

Le sfide da affrontare

Bini nell’ editoriale ospitato nel primo numero ha individuato quattro principali aree nelle quali ritiene che la valutazione d’azienda abbia perso reference points:

  1. le tecniche valutative;
  2. i mercati finanziari;
  3. i modelli di business;
  4. i principi contabili e la regolamentazione.

L’attenzione posta sui modelli di business

Sono molto soddisfatto dell’attenzione posta su la valutazione d’azienda e modelli di business. Da tempo ormai, pur scontrandomi con lo scetticismo di molti colleghi, vado sostenendo che in momenti di forte cambiamento ed a maggior ragione in contesti competitivi particolarmente dinamici è necessario in primis focalizzare l’analisi sulla sostenibilità ed efficacia del business model dell’impresa e solo successivamente applicare le tecniche valutative che ben conosciamo.

L’analisi dei modelli di business è un’area dell’analisi fondamentale ancora nuova e priva di riferimenti consolidati. Tuttavia rappresenta una cornice indispensabile per far evolvere le tecniche valutative. La ragione va ricercata nel fatto che qualunque modello dinamico di valutazione deve essere in grado di rappresentare due diverse configurazioni di reddito: il reddito corrente normalizzato ed il reddito che l’impresa potrà esprimere nel futuro sulla base dell’evoluzione naturale del suo modello di business (declino, stabilizzazione o sviluppo).

Perchè è importante analizzare il business model?

Se il valore è funzione della capacità dell’impresa di mantenere la capacità competitiva nel tempo, assume rilievo l’analisi del modello di business.

il modello di business definisce le fasi della catena del valore che l’impresa presidia e finisce per condizionarne tanto la strategia (paradigma “strategia-struttura”) quanto l’efficacia della proposta competitiva;

Questo approccio consente di adottare una prospettiva di analisi allargata alla capacità dell’impresa di mantenere ed attrarre le risorse necessarie al suo mantenimento e sviluppo e soddisfare le esigenze degli stakeholders.

L’analisi del modello di business rappresenta dunque il punto di partenza di qualsiasi approccio olistico alla valutazione d’azienda.

La valutazione d’azienda nel Restartup

Proprio su questi concetti evidenziati da Bini ( valutazione d’azienda e modelli di business )  e più in generale sulla teoria della creazione del valore poggia il nostro nuovo servizio di consulenza dedicato alle PMI che vogliono tornare a crescere tornando a pensare come startup. Ridisegnando quindi il proprio modello di business valorizzando il DNA dell’impresa e quelli che spesso sono i valori familiari oltre che aziendali.

A settembre uscirà anche un nostro libro “Restartup” per EGEA la casa editrice dell’ Università Bocconi di Milano. Qui per essere aggiornati.

Non c'è nulla di straordinario nella valutazione d'azienda #restartup Share on X

La Valutazione delle Aziende, la rivista

“La valutazione delle aziende” è l’unica rivista in lingua italiana rivolta alla valutazione delle aziende che si prefissa come obiettivo quello di stimolare il confronto fra accademia e professione su temi nuovi.

Valutazione d’azienda e modelli di business Share on X

La rivista ospiterà articoli, tavole rotonde, dibattiti e confronti, privilegiando quei temi dove non si è ancora consolidata una best practice, svolgendo anche l’importante ruolo di segnalazione ad OIV dei temi che, da un lato, richiedono un approfondimento da svolgersi attraverso l’attivazione di gruppi di lavoro specifici e la pubblicazione di Discussion Paper e, dall’altro, non sono coperti dai principi di valutazione (PIV o IVS) e potrebbero richiederne l’ampliamento o la revisione. La rivista vuole dunque essere un momento di incontro tra gli esperti di valutazione del nostro Paese, cercando di attrarre le migliori competenze a confrontarsi, esponendo e discutendo di problemi che prassi e paradigmi consolidati non sono in grado di risolvere in forma soddisfacente.

La rivista intende contribuire ad accrescere la qualità delle valutazioni (“raise the bar”), promuovendo una maggiore attenzione alla sostanza piuttosto che alla forma delle valutazioni con la consapevolezza che buone valutazioni, vogliono innanzitutto una buona professione.

Per approfondire

La Valutazione delle Aziende è un e-journal liberamente scaricabile dal sito della Fondazione OIV.

Linee guida per valutazioni immobiliari crediti inesigibili

3 Aprile 2018/in Perizie di Stima/da Perizie di Stima

Linee guida per valutazioni immobiliari crediti inesigibili

“Linee guida per valutazioni immobiliari crediti inesigibili” rappresentano un documento finalizzato a definire una serie di principi/linee guida coerenti con la vigente legislazione e con gli standard di valutazione immobiliare Europei ed Internazionali per favorire:

  • la trasparenza,
  • la correttezza e
  • l‘affidabilità

nelle valutazioni degli immobili a garanzia dei crediti non esigibili.

Destinatari del documento

Le “Linee guida per valutazioni immobiliari crediti inesigibili” sono destinate ai giudici, ai valutatori, ai creditori, ai debitori e a tutti gli stakeholder coinvolti nei processi di gestione e recupero del credito immobiliare.

Obiettivi delle linee guida

Obiettivo del presente documento è in particolare:

  • definire specifiche linee guida per la valutazione degli immobili a garanzia dei crediti non esigibili, anche alla luce degli standard elaborati a livello internazionale e nazionale;
  • approfondire le iniziative ritenute più idonee per favorire l’efficienza delle procedure di vendita immobiliare e condividere le analisi con le competenti Autorità pubbliche anche tramite l’elaborazione di documenti congiunti;
  • promuovere la diffusione di buone pratiche nella valutazione degli immobili a garanzia di crediti anomali presso tutti gli stakeholder pubblici e privati interessati.

Perito immobiliare e valore di mercato

Il documento “Linee guida per valutazioni immobiliari crediti inesigibili” è diviso in 4 paragrafi dedicati al “Valutatore immobiliare (perito)”, alla definizione di “Valore di mercato” con un focus particolare sul Valore di “mercato con assunzione”, all’attività di “due diligence” e al certificato di valutazione.

Accompagnano il documento 3 appendici dedicate a:

  • immobili (asset) speciali
  • approfondimento sui requisiti di professionalità ed indipendenza dei periti
  • valutazione degli immobili oggetto delle operazioni di leasing.

Efficienza nel recupero del credito

Il lavoro mira a preservare il valore della garanzia immobiliare con un impatto positivo in termini di efficienza nel recupero del credito erogato e massimizzazione del valore del residuo patrimonio eventualmente destinato al debitore, superando le “criticità” di natura localistica che non di rado caratterizzano, differenziandole, le procedure di trasferimento di proprietà degli immobili nei casi di crediti non esigibili.

Per approfondire

Scarica il documento ABI: Linee guida per valutazioni immobiliari crediti inesigibili

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