Blog - Ultime notizie
valutare una startup

Una buona valutazione è un matrimonio tra storie e numeri.

Una buona valutazione è un matrimonio tra storie e numeri.

Per Damodaran ogni numero nella valutazione d’azienda deve avere una storia allegata. E ogni storia che racconti su un’azienda deve avere un numero allegato

Qualche giorno fa ho letto un interessante articolo sulla valutazione delle startup secondo Damodaran, professore di finanza, investitore ed uno dei principali esperti in valutazione d’azienda. Trovate i riferimenti in calce al presente articolo. Ho provato ad estrarre alcune riflessioni. Ho molto apprezzato il binomio storie e numeri che ridà uguale importanza alla parte qualitativa ed a quella quantitativa di una valutazione. Come ho apprezzato l’attenzione alla coerenza dei flussi e del piano industriale rispetto all’eccessiva focalizzazione sul tasso. Damodaran di dimostra come sempre ruvido e puntuale.

La sfida più grande nella valutazione delle aziende non è trovare metriche o modelli migliori. Ha a che fare con l’incertezza. E l’incertezza è sempre maggiore nelle aziende più giovani perché non solo hanno meno storia e più incognite, ma hanno anche un potenziale praticamente infinito.

Per valutare bene le aziende giovani, dobbiamo tenere conto dei diversi tipi di incertezza e dobbiamo gestire le nostre reazioni, spesso malsane, all’incertezza: paralisi, rifiuto, evitamento e esternalizzazione.

“Quando ti senti incerto, cosa fai? Chiami un consulente”, ha detto Damodaran. “Semplicemente non ti assumi la responsabilità di ciò che va storto.”

Damodaran crede che siamo diventati troppo dipendenti dai modelli finanziari, al punto da perdere la trama.

“Una buona valutazione è un matrimonio tra storie e numeri. Quando mi mostri la valutazione di un’azienda, ogni numero nella tua valutazione deve avere una storia allegata. E ogni storia che mi racconti su un’azienda deve avere un numero allegato”.

Aswath Damodaran, professore di finanza ed investitore esperto, sostiene che il potere della storia guida il valore aziendale, aggiungendo sostanza ai numeri e persuadendo anche gli investitori prudenti a correre dei rischi. Negli affari, ci sono i narratori che elaborano narrazioni avvincenti e gli sgranocchiatori di numeri che costruiscono modelli e resoconti significativi. Entrambi sono essenziali per il successo, ma solo combinando i due, sostiene Damodaran, un’azienda può fornire e sostenere valore.

Valutare una Startup concentrati su 6 fattori

Damodaran consiglia di snellire le valutazioni puntando su alcune variabili essenziali, su sei fattori in particolare.

I primi tre si applicano al modello di business:

  • crescita dei ricavi,
  • margine operativo target (per catturare la redditività)
  • rapporto tra vendite e capitale investito (per riflettere l’efficienza con cui viene catturata la crescita).

Le altre tre metriche sono legate al rischio:

  • Costo dell’equity;
  • Costo del debito;
  • Costo del capitale.

Con una maggiore crescita e un maggiore reinvestimento, Damodaran si aspetta un rischio maggiore. Una valutazione che mostra una crescita elevata, un basso reinvestimento e un basso rischio dovrebbe sollevare dubbi.

Gli errori più comuni nella valutazione di una Startup

Uno degli errori più comuni è utilizzare un modello di crescita stabile e presumere che un’azienda possa crescere più velocemente dell’economia per sempre, il che è impossibile.

Per analizzare un’azienda giovane, dovremmo presumere che crescerà più lentamente dell’economia nel lungo termine e che l’azienda effettuerà un reinvestimento sufficiente per sostenere tale crescita.

Dovremmo anche abbandonare regole pratiche ingannevoli, come il valore terminale non superiore al 75% del valore intrinseco. Per le giovani aziende, il valore terminale può essere superiore al 100% del valore intrinseco di oggi.

Dobbiamo stimare alcuni numeri macro, inclusi i tassi privi di rischio e i premi per il rischio azionario. Ma non dovremmo perdere troppo tempo a cercare di capirli. Secondo Damodaran, questi sono proprio i tipi di numeri che dovrebbero essere esternalizzati al mercato.

Un altro numero su cui non dovremmo perdere troppo tempo: il tasso di sconto. Sebbene i tassi di sconto siano fondamentali per utilizzare il DCF per stimare il valore aziendale, Damodaran pensa che ne siamo ossessionati a scapito della concentrazione sui flussi di cassa.

Non perderti nel triangolo delle Bermuda

Le tre maggiori sfide nella valutazione costituiscono ciò che Damodaran chiama il Triangolo delle Bermuda: incertezza, complessità e pregiudizi. I primi due possono essere gestiti e mitigati, ma i pregiudizi sono inevitabili. La presunzione di obiettività è pericolosa e negare il pregiudizio peggiora tutto. Dovremmo ammettere i nostri pregiudizi ed essere aperti su di essi.

Conclusione

Dobbiamo accettare l’incertezza invece di cercare di creare una falsa precisione.

Per approfondire

Tell Me a Story: Aswath Damodaran on Valuing Young Companies