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Il patto di famiglia e il passaggio generazionale dell’impresa

Il patto di famiglia e il passaggio generazionale dell’impresa

Il passaggio generazionale rappresenta un momento importante per l’impresa perché, se non impostato nei tempi giusti, ne può compromettere il patrimonio economico e sociale. Un tema di grande attualità per i nostri clienti e per il nostro Studio perché al Commercialista spetta il compito di affiancare e supportare l’imprenditore nell’individuazione degli strumenti che consentano di raggiungere una più efficace e meno onerosa tutela del patrimonio familiare, in un’ottica sia conservativa che trasmissiva.

Si tratta di un ruolo complesso che comporta il diretto contatto con l’imprenditore e la sua famiglia, un compito che privilegia, oltre alle competenze aziendalistiche e tributarie del professionista, la sua vocazione alla mediazione: sarà di estrema importanza, infatti, gestire il passaggio generazionale in modo da conservare inalterata la fiducia dei finanziatori e dei fornitori dell’impresa, tentando al contempo di evitare possibili controversie tra futuri eredi.

Segnaliamo la pubblicazione di un interessante documento della Fondazione Nazionale Commercialisti diviso in sei sezioni.

Nell’introduzione si analizzano le specifiche esigenze familiari, la necessaria tutela dei rapporti consolidati con banche e fornitori e la valutazione dell’opportunità di un periodo di affiancamento nella governance aziendale oltre al ruolo del consulente.

Poi si passa ad un approfondimento dei profili civilistici, in particolare dell’istituto del patto di famiglia, la sua impugnazione, lo scioglimento del contratto e la conciliazione e la risoluzione delle controversie. Spazio poi ai profili valutativi e ai profili fiscali dove il ruolo del Commercialista è fondamentale per l’individuazione degli strumenti che consentono di raggiungere una più efficace e meno onerosa tutela del patrimonio e ciò in un’ottica sia conservativa che trasmissiva.

A questo fine, è opportuna non solo un’approfondita conoscenza tecnica degli strumenti esistenti, ma anche una particolare attenzione alle specifiche esigenze familiari, tenuto conto di tutti gli elementi non solo patrimoniali, ma anche personali.

Nella valutazione complessiva, inoltre, un ruolo non secondario deve essere riservato ad una adeguata comparazione fra il diverso “costo fiscale” e “gestionale” che può comportare l’operazione, in funzione dello strumento prescelto. Si passa poi ad un confronto tra i vari istituti e un focus sui ruoli dell’imprenditore, del commercialista e del legislatore.

Conclude il documento un approfondimento sugli aspetti che richiedono urgenti interventi normativi. Nell’ambito del suo auspicabile intervento chiarificatore, il principio informatore del legislatore dovrebbe partire dalla considerazione che l’azienda vada salvaguardata come entità portatrice di ricchezza, non solo per i suoi proprietari, ma anche per tutti i portatori di interesse che la circondano.

Per approfondire

Scarica il documento: Il patto di famiglia e il passaggio generazionale dell’impresa

Un’azienda ha successo perché è progettata per avere successo.

Un’azienda ha successo perché è progettata per avere successo.

Il grande problema delle PMI italiane è relativo alla loro scarsa produttività per addetto.

Incrementare la produttività significa investire in proprietà intellettuale (marchi, brevetti, ecc), know-how, tecnologia e gestione dei talenti.

Un’azienda ha successo perché è progettata per avere successo. Un’azienda di successo consiste in un insieme di asset che sono stati sviluppati usati in modo efficiente: un insieme di proprietà intellettuali, capitale, cultura aziendale, talenti, leadership e innovazione.

Un’azienda ha bisogno di un insieme di asset che funzionino tutti a un livello eccellente perché generare il massimo valore. Tutto deve tendere ad un continuo miglioramento dei risultati.

Probabilmente sarà anche necessario alzare l’asticella un po’ più in là ed iniziare a ragionare non più solo in termini di impresa ma anche di ecosistema in cui l’azienda dovrà imparare a crescere e a collaborare. Di questo però parleremo in un prossimo articolo più diffusamente.

Quella pericolosa mentalità da conto economico

Uno dei principali errori delle PMI è quello di concentrarsi sull’incremento di fatturato e sulla riduzione dei costi in ottica di breve termine. Assumendo una mentalità da conto economico, prendendo in considerazione soltanto le entrate e le uscite senza pianificare a sufficienza e senza provare a ragionare in termini di creazione duratura di valore.

Difficilmente si mette in discussione l’attualità del progetto aziendale, si analizza il settore ed i suoi cambiamenti (opportunità e minacce). Soprattutto non ci si domanda se abbiamo gli asset giusti per competere.

Per questo la consulenza fornita da Studio Panato si concentra, a differenza di altre, sul valore dell’impresa. Non a caso gli strumenti che utilizziamo sono mutuati dalla valutazione di azienda, nostra competenza distintiva. Per chi fosse interessato trovate una sintesi del nostro approccio nel libro Restartup, le scelte imprenditoriali non più rimandabili. Libro recentemente pubblicato da EGEA, casa editrice dell’Università Bocconi di Milano.

Definizione di asset aziendale

Asset aziendale è qualunque cosa renda unica l’ azienda e sia capace di continuare a generare valore anche in assenza di una particolare persona. Un software o un ebook ad esempio sono un asset, si possono usare online, trasferire come un file e il costo per la loro riproduzione una volta che sono stati creati è irrisoria.

Differenza tra asset e strumenti

Gli strumenti da soli non faranno crescere le vostre aziende.

Gli asset aziendali devono essere unici ed esclusivi. Gli strumenti invece sono a disposizione di tutti. Un’azienda con asset importanti avrà successo anche utilizzando strumenti basici. Impossibile il contrario.

L’ossessione per gli strumenti.

Il principale rischio delle aziende in difficoltà è di essere ossessionate dagli strumenti.

Compito dell’imprenditore è quello di creare asset e solo dopo nel cercare degli strumenti per valorizzarli e comunicarli.

Pianificare per affrontare le sfide dei prossimi mesi

I prossimi mesi ci vedranno impegnati ad affrontare sfide difficili.

È necessario pianificare fin da subito ed implementare nuove strategie per ridisegnare e mettere in sicurezza l’impresa. Il dialogo tra l’imprenditore ed i suoi consulenti in questa fase sarà determinante.

La centralità del business plan

Il presupposto per intercettare con efficacia e tempestività la crisi è privilegiare le prospettive aziendali e pertanto la disponibilità di dati prognostici: disporre di un piano è il primo requisito della diligente conduzione dell’impresa poiché:

  • solo dal piano emerge in modo inequivocabile la continuità aziendale;
  • è solo il piano che permette di individuare con ragionevole certezza la sostenibilità del debito;
  • è il piano che fornisce all’organo amministrativo le informazioni che consentono ex ante di misurare il fabbisogno finanziario e le risorse disponibili per la sua copertura;
  • è solo il piano che consente di individuare le azioni da adottare per correggere tempestivamente la rotta.

Il piano costituisce insomma il più efficace assetto organizzativo di governo finanziario dell’impresa e di tempestiva rilevazione del rischio di crisi aziendale. Di modo che è opportuna l’introduzione di un controllo di gestione atto a consentire un ordinato ed efficace processo di redazione del piano per il monitoraggio dell’andamento aziendale e dei flussi finanziari; mentre per il monitoraggio degli aspetti finanziari (rendiconto) e dei flussi di cassa di breve periodo è utile l’impiego di budget con orizzonte temporale annuale e piani di tesoreria.

Monitorare le agevolazioni

L’imprenditore dovrebbe costantemente monitorare le agevolazioni previste dalla normativa su startup, innovazione e industry 4.0. A questo proposito ricordo che è stato recentemente pubblicato il decreto di riapertura dei bandi nazionali dedicati alla valorizzazione dei titoli di proprietà industriale, “Brevetti+”, “Marchi+”, “Disegni+”.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha stanziato 43 milioni a favore delle PMI, utilizzabili non solo per i costi vivi di registrazione e brevettazione, ma anche per il pagamento dell’assistenza legale necessaria.

Per un confronto

Sono sempre disponibile per confrontarmi con chi fa impresa. Puoi seguirmi su twitter @commercialista oppure contattarmi su LinkedIn

Fattori che rendono più difficile fare previsioni

Fattori che rendono più difficile fare previsioni

Fare previsioni è un mestiere complicato, in particolare in presenza di eventi che si manifestano con virulenza e hanno pochi o nessun precedente in storia. Nonostante la carenza di informazioni aggiornate circa gli effetti sull’attività produttiva della crisi sanitaria in corso, i dati disponibili sulla fiducia e le aspettative di famiglie e imprese e quelli relativi al mercato del lavoro segnalano chiaramente che i costi economici e sociali della pandemia di Covid-19 saranno enormi: il suo impatto sull’attività produttiva sarà paragonabile a quello delle più grandi crisi dell’ultimo secolo e coinvolgerà, sebbene con intensità diversa, tutte le economie mondiali, avanzate e no.

Fattori che rendono più difficile fare previsioni ai tempi del corona virus

Oltre alla mancanza di informazioni, che solo nei prossimi mesi si renderanno disponibili in misura sufficiente a fornire un quadro accurato delle conseguenze della crisi, sono almeno tre i fattori che rendono unica la fase ciclica in corso e riducono la capacità dei modelli econometrici e delle procedure di previsione tradizionali di formulare scenari affidabili sull’andamento futuro dell’attività economica:

  1. la dimensione, la durata e la diffusione geografica dello shock, che ha colpito paesi in tutti i continenti;
  2. la compresenza di ingenti shock di domanda e di offerta, da cui dipendono le relazioni tra le principali variabili economiche, in particolare crescita e inflazione, anomale rispetto a quelle prevalentemente osservate nel recente passato, in cui gli andamenti ciclici sono stati determinati prevalentemente da shock alla domanda aggregata;
  3. la molteplicità dei canali di trasmissione attraverso cui gli effetti della pandemia si trasmettono all’attività produttiva.

Impatti sui piani di impresa, sulla valutazione di azienda e sulla responsabilità degli amministratori.

A causa della virulenza del suo impatto sulla società e sull’economia, la pandemia di Covid-19 rappresenta una sfida per chi fa impresa e deve predisporre business plan sia per definire ed implementare una nuova strategia (Restartup) sia per fornire supporto ad eventuali ipotesi di ristrutturazione.

L’espressione “this time is different”2, in voga durante la Crisi Finanziaria Globale, pur se appropriata, è tuttavia inadeguata a descrivere la gravità e l’eccezionalità dell’emergenza in corso. La difficoltà di prefigurare quale sarà l’evoluzione del contagio, la carenza di informazioni statistiche affidabili, la presenza di canali di trasmissione nuovi attraverso i quali la crisi sanitaria colpisce l’economia, sono solo alcuni dei fattori che rendono oggi più complesso il mestiere di chi fa previsioni.

Tutto ciò avrà un impatto sia sulla qualità (ed in alcuni casi possibilità) di fare previsioni attendibili, sia sulle attenuanti di eventuali responsabilità degli amministratori.

Per approfondire

Articolo “Previsioni ai tempi del Coronavirus“, curato da ricercatori della Banca d’Italia.

Molto da apprendere ancora tu hai

Molto da apprendere ancora tu hai

Note a margine di un convegno sulla valutazione d’azienda.

Questa settimana si è tenuto un interessante convegno su ” La valutazione delle PMI nelle operazioni di M&A “ presso l’Ordine di Milano. Una bella occasione per ritrovare alcuni amici e discutere insieme a loro di argomenti che credo prenderanno sempre più spazio nella vita di imprese e professionisti nei prossimi anni.

Colgo l’occasione per ringraziare gli organizzatori per avermi chiamato tra i relatori ed i numerosi partecipanti per la presenza (non cosi scontata visto il periodo e l’argomento).

A margine abbiamo discusso sulla formazione, sui limiti e le difficoltà. Forse bisognerebbe sperimentare di più.

Riporto alcune osservazioni emerse a margine del convegno. Le riporto perchè nel condividerle abbiamo scoperto di non essere i soli, tra i relatori, ad auspicare un maggiore e più alto confronto professionale per rispondere alle sfide che il mercato pone e questo spero possa essere di conforto al lettore così come lo è stato per noi.

Perdonerete la citazione un po’ irriverente da Guerre Stellari.

Provo a sintetizzare alcuni punti che spesso rappresentano più esigenze insoddisfatte piuttosto che soluzioni preconfezionate.

Probabilmente sulle soluzioni bisognerà lavorare insieme.

  1. In Italia è necessario alzare il livello qualitativo delle valutazioni (nulla che non abbia già detto Bini anni fa);
  2. la valutazione delle PMI presenta delle criticità spesso sottovalutate o addirittura ignorate dagli attuali standard di riferimento. Questo comporta dei rischi potenziali anche a livello di responsabilità. La dottrina dovrebbe occuparsene. Ne scrivemmo, dovremmo farlo più spesso ed in maniera più coordinata con altri esperti;
  3. la formazione professionale sul tema è mediamente insufficiente ed andrebbe ripensata;
  4. Manca un percorso specialistico post universitario. Attendiamo da anni inutilmente l’avvio delle attività formative dell’OIV e anche le SAF (ad eccezione probabilmente di quella del triveneto) non paiono offrire alternative valide;
  5. bisognerebbe organizzare delle tavole rotonde (a cui dovrebbero seguire percorsi di studio più didattici) o workshop verticali riservati (un numero limitato di partecipanti con una preparazione ragionevolmente omogenea di buon livello).

workshopëkšop› s. ingl. [comp. di work «lavoro» e shop «bottega»] (pl. workshopsëkšops›), usato in ital. al masch. – Termine che significa propr. «laboratorio» e in senso fig. un gruppo di lavoro collettivo su uno specifico argomento (originariam. detto di laboratorî teatrali e artistici, poi usato estensivamente anche per seminarî di studio e convegni).

Il costo elevato delle banche dati resta inoltre una barriera all’entrata importante.

Potrebbe essere interessante organizzare dei momenti di confronto e di approfondimento informale tra cultori della materia (non necessariamente commercialisti) e tra quei professionisti che ritengono utile provare ad alzare l’asticella un po’ più in là.

Belli questi convegni che lasciano molti spunti su cui riflettere.

 

Master su perizie di stima e valutazione di azienda

Master su perizie di stima e valutazione di azienda

Torna la versione invernale del nostro storico Master su perizie di stima e valutazione di azienda. Questa volta all’edizione milanese di aggiunge per la prima volta quella nella città di Treviso. Sarà come sempre una interessante occasione per confrontarsi con i colleghi su una materia così varia e sull’evoluzione della nostra professione.

I PIV, la valutazione d’azienda e le operazioni di finanza straordinaria

Il percorso è indirizzato a quanti vogliono approfondire l’applicazione della valutazione d’azienda nelle principali operazioni di finanza straordinaria. I Principi Italiani di Valutazione hanno contribuito da una parte a rafforzare i confini di una specializzazione sempre più caratterizzante la nostra professione, dall’altra ad aumentare i rischi e le responsabilità per l’esperto. Per questo è necessaria una maggiore preparazione professionale come più volte sottolineato anche dal CNDCEC.  Durante il corso si farà frequente riferimento a casi pratici e a tecnicalità utilizzabili anche nell’assistenza ordinaria all’impresa.

Programma

I Incontro

  • Il nuovo scenario economico e normativo in cui opera il professionista, le operazioni di M&A e la creazione di valore per il cliente
  • L’ impatto dei PIV sulla valutazione di azienda, sul ruolo del perito ed i maggiori rischi professionali
  • La predisposizione dell’incarico professionale tra limitazione della responsabilità e doveri di trasparenza nei confronti del cliente
  • La valutazione sull’attendibilità della base informativa e l’attività di due diligence

II Incontro

  • L’individuazione e la definizione del perimetro delle aziende/rami da valutare
  • La scelta del metodo di valutazione
  • L’analisi dei principali metodi di valutazione di azienda
  • Le principali criticità valutative
  • La valutazione delle partecipazioni sociali
  • Analisi e commento di una perizia di stima (Caso pratico)

III Incontro

  • La valutazione di azienda nelle principali operazioni straordinarie, analisi della normativa civilistica
  • La valutazione di aziende in crisi ed analisi delle linee guida
  • La redazione e la verifica delle ipotesi alla base di un piano aziendale di risanamento (Caso pratico)
  • Cenni sulla responsabilità dell’esperto

Le nuove date

INOVEMBRE22GIOVEDìMILANOLE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE
IIDICEMBRE3LUNEDìMILANOLE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE
IIIDICEMBRE10LUNEDìMILANOLE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE
INOVEMBRE21MERCOLEDìTREVISOLE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE
IIDICEMBRE5MERCOLEDìTREVISOLE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE
IIIDICEMBRE11MARTEDìTREVISOLE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE

Per iscriversi

Euroconference: Le perizie di stima e la valutazione di azienda nelle operazioni straordinarie

Convegno OIV: valutazioni di azienda e pareri valutativi

Convegno OIV: valutazioni di azienda e pareri valutativi

Il ruolo dei consiglieri indipendenti e degli organi di controllo

Valutazioni di azienda e pareri valutativi rappresentano una specializzazione importante della nostra professione.

Le nostre competenze in questo campo rappresentano le fondamenta su cui abbiamo costruito il nostro progetto di Studio.

La valutazione d’azienda è influenzata da una moltitudine di fattori tra i quali il settore in cui la società opera, la sua fase di sviluppo e la fonte del capitale investito. La valutazione d’azienda richiede una solida comprensione del processo di creazione del valore.

Convegno Nazionale OIV sulla Valutazione d’Azienda

ll Convegno del 1 ottobre in Bocconi affronta il delicato tema dell’incarico ad un esperto di svolgere una valutazione o di formulare un parere valutativo ai fini più diversi.

L’elevato grado di specializzazione richiesto, fa sì che in genere i consiglieri indipendenti non siano in grado di entrare nel merito delle scelte compiute dall’esperto.

Ciò tuttavia non esime i consiglieri e gli organi di controllo dal porre grande attenzione all’incarico affidato, all’ampiezza della base informativa, ai principi di valutazione seguiti, alla completezza del processo valutativo, alle limitazioni che l’esperto ha evidenziato nello svolgimento del proprio incarico.

Fondazione Organismo Italiano di Valutazione

OIV- Organismo Italiano di Valutazione è una fondazione indipendente senza scopi di lucro promossa da AIAF, ANDAF, ASSIREVI, Borsa Italiana, CNDCEC, Università L. Bocconi.

L’OIV è ente sponsor dell’International Valuation Standards Council. Partecipa attivamente all’attività di consultazione e ai gruppi di lavoro dell’IVSC inviando lettere di commento e proponendo propri esperti.

OIV si propone quale standard setter nazionale nell’ambito delle valutazioni d’azienda, ovvero di beni o gruppi di beni.

I PIV (Principi italiani di valutazione) si pongono come vero e proprio punto di riferimento per i professionisti, il legislatore e le autorità di vigilanza nell’ambito delle perizie di stima.

Per approfondire

Convegno Nazionale OIV sulla Valutazione d’Azienda: “Valutazioni e pareri valutativi: il ruolo dei consiglieri indipendenti e degli organi di controllo”

Report sui distretti industriali italiani

Report sui distretti industriali italiani

Il report sui distretti industriali di Intesa San Paolo evidenzia che nel 2016 le imprese distrettuali hanno registrato un nuovo aumento del fatturato, salito dell’1,8% a prezzi correnti.

Sono stati toccati livelli record: nei distretti la crescita tra il 2008 e il 2016 è stata pari al 10,2%, quattro punti percentuali in più rispetto alle aree non distrettuali.

Si è poi rafforzata la redditività complessiva (misurata dal ROE) che si è portata al 7,2%. Le stime indicano che nel 2017 la fase di ripresa dei distretti si è intensificata (+2,8%), interessando tutte le filiere distrettuali.

Le previsioni per il biennio 2018-19 restano positive, evidenziando un ritmo di crescita intorno al 2,9% in media d’anno.

I mercati esteri faranno da traino, mentre il mercato interno potrà dare un buon contributo, soprattutto alla filiera metalmeccanica.

Svettano alcuni distretti e, in particolare, l’occhialeria di Belluno, la gomma del Sebino Bergamasco e il prosecco di Conegliano-Valdobbiadene.

Punti di forza dei distretti industriali

Più elementi portano a pensare che i distretti industriali possano continuare a essere un punto di forza dell’economia italiana:

  • la buona capacità di reazione alla crisi degli ultimi anni, che ha restituito un tessuto produttivo più forte e competitivo, con l’uscita dal mercato degli operatori più deboli e il rafforzamento della struttura dimensionale, accompagnati da una diffusione crescente di marchi registrati a livello internazionale, brevetti e certificazioni ambientali e di qualità.
  • L’elevata propensione a servire mercati esteri sempre più lontani e ad alto potenziale: la distanza media delle esportazioni distrettuali è aumentata in tutti i settori (+400 km circa a livello complessivo).
  • La crescente presenza all’estero con filiali produttive e commerciali da parte delle imprese leader distrettuali, con l’obiettivo di rafforzare la loro piattaforma distributiva e di ampliare la gamma produttiva.
  • Il ritorno in Italia di produzioni precedentemente esternalizzate e il buon interesse degli investitori esteri verso gli asset distrettuali italiani.
  • L’eccellenza di alcune filiere distrettuali italiane, in particolare agro-alimentare e meccanica, presenti nella classifica delle migliori aree distrettuali con 6 e 7 distretti rispettivamente.
  • La dinamicità dei distretti agro-alimentari, che sfruttano il know how e la forza commerciale delle produzioni DOP e IGP italiane (all’interno dei distretti il 72% delle aziende appartiene a un’area a Indicazione Geografica).
  • La capacità delle imprese della meccanica, spesso localizzate nei distretti, di offrire macchinari avanzati. La quota di imprese italiane della meccanica che produce macchinari 4.0 è pari al 69%; la concorrenza estera non è molto distante (74%).
  • Il forte legame tra filiera ICT e imprese della meccanica: il 60% delle imprese della meccanica nell’ultimo anno ha fatto acquisti di tecnologia ICT da fornitori localizzati in Italia, con punte dell’80% tra le imprese di dimensioni medio-grandi.
  • Lo sviluppo in prossimità dei territori distrettuali di poli ICT, altamente dinamici e in grado di fornire tecnologia. Nei poli ICT di Milano, del Veneto e di Bologna e Modena la distanza media degli scambi tra fornitori e acquirenti di tecnologia è bassa, mostrando così relazioni molto strette fra attori appartenenti alla stessa area.
  • La presenza nei distretti di imprese giovanili in forte crescita e in grado di garantire un ricambio generazionale. Un’impresa su dieci è giovanile, con punte del 15,5% nel Mezzogiorno e intorno al 20% nella metalmeccanica e nel sistema moda.
  • La nascita di nuove specializzazioni “distrettuali”. E’ questo il caso della cosmesi, concentrata in alcune province lombarde e competitiva grazie a un mix di fattori: qualità, creatività, design e vicinanza a fornitori di packaging, essenze e macchinari.

Per approfondire

Scarica le monografie di Intesa SanPaolo sui distretti industriali italiani

 

Analisi del settore arredo e design

Analisi del settore arredo e design

Banca IFIS Impresa, in occasione del Salone del Mobile 2018 ha dedicato un report al settore dell’arredo e design.

La filiera Arredo e Design è composta da oltre 21mila aziende dei segmenti mobili d’arredo & home living, come poltrone e divani, decoro d’interni ed elettrodomestici. Banca IFIS Impresa ha raccolto tutti i principali numeri del settore, e li ha racchiusi in questo documento.

Il 99% delle aziende della filiera «Arredo e Design» sono PMI, ma con dimensioni più ampie della piccola e media impresa nazionale.

Il Nord del Paese concentra oltre il 70% del fatturato.

Più in dettaglio:

  • dal 2014 al 2016 il fatturato delle imprese cresce del +5,7% medio annuo, 4 volte superiore alla media delle imprese italiane.
  • Lo sviluppo della filiera ha creato valore per il sistema Italia: +4,9% la crescita media annua degli occupati (218mila nel complesso) con il 93% delle imprese in utile nel 2016.
  • Forte vocazione all’export gra
  • zie soprattutto al segmento arredamento che ottiene il 75% del fatturato dalle esportazioni.
  • Le vendite online (che nel 2017 si sono attestate a € 847 milioni) potrebbero più che raddoppiare nel 2019 (a €1,5/2 miliardidiricavi) trainate dalla domanda dei mercati cinese e americano.

Per approfondire

Per avere maggiori dettagli sull’analisi del settore Arredamento e Design , scarica il PDF completo di Banca IFIS.

 

Che cosa stiamo imparando sull’innovazione

‪Che cosa stiamo imparando sull’innovazione

In questi mesi con #progetto1849 abbiamo messo in moto una macchina che è difficile rallentare (nonostante la fatica, le difficoltà ed i mille impegni).

Abbiamo amici che hanno deciso di investire in una collaborazione con noi che ci aiutano a non fermarci. ‬Forse è meglio dire che ci costringono a non fermarci, non accettando scuse sulla tabella di marcia. Aiutandoci a crescere… ‬

Gestire un progetto così ambizioso per le nostre dimensioni è contemporaneamente più facile e più difficile del previsto. E per motivi e cause diverse da quelle immaginate.

Ecco che cosa stiamo imparando sulla gestione del cambiamento:

  • Non si cambia da soli, avere dei partner aiuta a rimanere obiettivi e a vedersi anche con gli occhi di altri;
  • se e’ vero che bisogna motivare il team è anche vero (e di questo si parla poco) che spesso è anche il team che ti motiva;
  • persone e competenze, banale, non scopriamo nulla ma tutto ruota intorno a quello;
  • Innovazione e cambiamento sono come il maiale, non si butta via niente. Da questo nostro percorso sta nascendo un nuovo servizio di advisory per startup e pmi innovative. Con una consapevolezza che deriva dall’essere diventati startup anche noi.
  • anche in un settore tradizionale si può innovare, in maniera diversa, a volte con maggiore efficacia pur cambiando poco.
  • la dimensione conta. Non bisogna per forza diventare grandi ma è utile diventare più grandi. È importante rivedere la dimensione minima in relazione alla strategia ed al settore.
  • M&A sarà sempre più centrale nei prossimi anni così come lo sarà il passaggio generazionale. Come ripeto non scopriamo nulla di nuovo ma affrontiamo questi temi con una nuova consapevolezza e progetti più integrati.
  • il fattore tempo è cruciale. Bisogna accelerare, cambiare in fretta ma contemporaneamente ci vuole tempo per assimilare perché ogni cambiamento deve essere sostenibile.
  • bisogna avere il coraggio di investire ( ed in Italia ce ne vuole parecchio).
  • bisogna investire sui giovani garantendo un giusto mix tra entusiasmo ed esperienza. I facili giovanilismi non servono a molto. Bisogna puntare su percorsi formativi e valorizzare chi ha maggiore anzianità e competenze.

Ora arriva il momento più complicato, il non rimanere a metà del guado.

Di certo però ci stiamo divertendo molto.

Abuso del diritto e rilevanza delle valide ragioni extrafiscali nelle operazioni societarie straordinarie.

Abuso del diritto e rilevanza delle valide ragioni extrafiscali nelle operazioni societarie straordinarie.

Lo studio n. 56-2016/T del Notariato intende approfondire nell’ambito dell’abuso del diritto il tema della rilevanza delle valide ragioni extrafiscali nelle operazioni societarie straordinarie.

Si analizzano principalmente l’individuazione e l’esplicitazione delle ragioni sul piano pratico. Il lavoro “Abuso del diritto e rilevanza delle valide ragioni extrafiscali nelle operazioni societarie straordinarie”  si conclude con l’analisi degli effetti della contestazione dell’abuso del diritto.

Le ragioni extrafiscali

Le ragioni extrafiscali devono innanzitutto essere diverse da quelle fiscali, e per costituire un elemento di neutralizzazione dall’applicazione della norma anti-abusiva, avere alcuni connotati specifici. In particolare:

  1. essere di norma “oggettive” e se di carattere personale almeno supportate da prove documentali e/o dichiarazioni di terzi.
  2. essere effettive, nel senso di essere vere ragioni. La simulazione delle valide ragioni esporrebbe comunque al rischio di contestazione dell’abuso del diritto.
  3. essere “non marginali”, senza il raggiungimento delle quali, cioè, l’intera operazione non sarebbe stata eseguita.
  4.  “rispondere a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa”. Dunque non solo quelle ragioni che producono una redditività immediata, ma anche quelle che, pur non producendola da subito, rispondendo appunto a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa” (art. 10-bis comma 3) consentiranno di far continuare l’attività imprenditoriale meglio di come stava procedendo prima.

Opponibilità fiscale

Il documento vuole offrire un contributo in termini di possibile opponibilità sul piano fiscale di alcune specifiche operazioni di scissione, trasformazione e fusione, che in passato hanno attratto per opposti motivi l’attenzione degli operatori e del fisco, e ora rappresentano uno dei campi di applicazione più interessanti della nuova normativa.

Nello specifico sarà opportuno evidenziare, e se possibile documentare, le valide ragioni non solo direttamente nel corpo degli atti ma già nelle fasi iniziali delle singole operazioni al vaglio.

Per approfondire

Scarica lo studio n. 56-2016/T del Notariato  “Abuso del diritto e rilevanza delle valide ragioni extrafiscali nelle operazioni societarie straordinarie.”