Il quaderno dei pensierini

Il quaderno dei pensierini

Il quaderno dei pensierini

E’ giunta l’ora, anche quest’anno, di fermare le macchine e riposarci un po’.

Non abbiamo ancora terminato di festeggiare il superamento dell’esame di Stato di quella che si appresta a diventare la terza commercialista del nostro Studio che già l’agenda di settembre appare fitta: il libro, i convegni, le nuove decisioni da prendere ed i nuovi investimenti da fare. Una gran voglia di raccontare e di raccontarsi che ha contagiato noi come anche molti amici del nostro Studio. E poi il nuovo piano di Studio che, più solidi e maturi, ci porterà fino al 2022.

I miei compiti delle vacanze

Quest’anno tra i compiti delle vacanze del Panatino c’è quello di tenere un breve diario settimanale, quello che ai miei tempi veniva chiamato “il quaderno dei pensierini“. Quaderno che a pensarci bene da allora non ho più smesso di aggiornare.

Per lui è una attività un po’ faticosa. E’ una generazione abituata a stimoli più veloci ed immediati. Questa volta tocca a me inventarmi qualcosa per appassionarlo alla lettura ed alle storie. Una piccola sfida, ecco i miei compiti per le vacanze.

I racconti della nonna

Mi sento un po’ in colpa nel non essere stato ancora in grado di appassionarlo alle storie della buona notte. Tanto più che nei ricordi della mia infanzia un posto speciale è occupato dai racconti di mia nonna. Racconti che spaziavano dai classici (Iliade, Odissea, Eneide – la mia preferita) alle storie di fantasia tra draghi, fantasmi e gli immancabili pirati.

Grazie a lei la letteratura perdeva la patina polverosa dei libri di scuola e riscopriva il suo valore originario, tornando ad essere semplicemente sogno ed avventura.

Io invece nel raccontare risulto goffo. Anche in questo somigliante a mio padre. Le sue storie ambientate durante la guerra erano sempre un po’ troppo cruente per un bambino della mia età ma conservavano il fascino un po’ alieno del mondo dei grandi.

Mi consola invece che nei giorni passati in montagna con mia madre, la sera il Panatino le si sia avvicinato più volte chiedendo “Mi racconti ancora qualche storia della tua famiglia?”. E magicamente la tradizione, pur diversa, si rinnova.

Storie marine in marinaresco tono

Questa volta però tocca a me raccontare storie marine in marinaresco tono e tempeste e avventure e caldi e geli e bastimenti ed isole e crudeli piraterie, ed interrato oro. Perché quel poco che ho combinato nella vita in fondo lo devo alla fantasia e all’immaginazione. Certo poi concretizzata con metodo e sudore ma sicuramente molto lo devo alle storie della nonna ed al nostro discutere animatamente della solitudine di Alessandro Magno ed all’azzardo di Cesare.

 

Storie marine in marinaresco tono
E tempeste e avventure e caldi e geli
E bastimenti ed isole e crudeli
piraterie, ed interrato oro,
Ed ogni vecchia favola ridetta
Nei precisi antichi modi:
Se tutto ciò, come a me piacque un tempo,
Piaccia ai più savi giovani d’oggi:
Così sia, così accada! – Ma se no,
Se il giovane saputo non più brama,
Gli antichi amori suoi dimenticò,
Kingston, o Ballantine il valoroso,
O Cooper dalla selva e dal maroso:
Così pur sia! E rassegnato io possa
E i miei pirati entrare nella fossa
Ove dormono quelli e lor fantasmi!

I buoni vincono sempre

Sto sicuramente diventando vecchio e come spesso accade ai più, finisco a confrontare la mia infanzia con quella di mio figlio.

Però se penso ai miei anni da bimbo finisco per ritrovare una quantità incredibile di storie: i racconti della nonna, i cartoni animati dalla forte morale (Goldrake che lottava per salvare la terra, Lady Oscar ed i tormenti rivoluzionari, ecc), i fumetti della Marvel, i film di cowboy ecc. Senza arrivare ai libri tutti noi eravamo circondati da storie in cui i buoni, dopo aver lungo lottato, vincevano sempre. Oggi tutto questo mi sembra accadere molto meno. Tutto intorno a noi tende a far confusione tra bene e male ed i contorni restano nitidi solo ad un occhio ben allenato. Forse meno indottrinamento, non so. Di certo a me mancano e vorrei che i racconti tornassero ad esser parte anche dell’infanzia di mio figlio.

Ed alla fine buone vacanze

Come spesso accade anche questo post ha preso altre vie rispetto agli intendimenti iniziali. Non mi resta quindi che recuperarne lo spirito nel farvi buone vacanze. Perché raccontare è un po’ raccontarsi.