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Articoli

Laboratorio Valutazione di Azienda del Sole24Ore

8 Aprile 2026/in Articoli/da Perizie di Stima

Laboratorio Valutazione di Azienda del Sole24Ore

Valutazioni d’azienda e due diligence con Andrea Arrigo Panato per Sole24Ore Formazione

Il Dott. Andrea Arrigo Panato è coordinatore scientifico e faculty member del Laboratorio Professionale Certificato “Valutazioni d’Azienda e Due Diligence” di Il Sole 24 ORE Formazione, percorso annuale di alta formazione che porta il suo nome. Il Laboratorio nasce con l’obiettivo di trasferire a professionisti, imprenditori e advisor un approccio avanzato alla valutazione d’impresa, alla due diligence e alla lettura strategica del valore, integrando aspetti tecnici, operativi e di governance.

La valutazione d’azienda non è più una disciplina utile solo quando si vende un’impresa, si apre il capitale o si affronta una controversia. In un contesto economico caratterizzato da crescente instabilità, transizioni tecnologiche, ridefinizione dei mercati e maggiore selettività da parte di banche e investitori, la capacità di comprendere come nasce il valore è diventata una competenza essenziale anche nella gestione ordinaria.

Per questo nasce il Laboratorio Professionale Certificato “Valutazioni d’Azienda e Due Diligence” del Sole 24 ORE Formazione, coordinato da Andrea Arrigo Panato.

Il Laboratorio è pensato per professionisti, imprenditori, CFO, consulenti e componenti di organi di governance che desiderano utilizzare la valutazione d’azienda non come un semplice esercizio numerico, ma come uno strumento per prendere decisioni migliori.

Laboratorio Valutazione di Azienda del Sole24Ore. Valutazioni d’azienda e due diligence con Andrea Arrigo Panato per Sole24Ore Formazione Share on X

Perché oggi la valutazione d’azienda è diventata più importante

Molte imprese continuano a ragionare come se il valore dipendesse quasi esclusivamente dai risultati economici dell’ultimo bilancio. In realtà, gli investitori, i fondi, le banche e gli acquirenti attribuiscono crescente importanza ad altri elementi:

  1. qualità e stabilità dei ricavi;
  2. dipendenza dall’imprenditore o da poche persone chiave;
  3. capacità dell’azienda di generare cassa nel tempo;
  4. governance e adeguatezza degli assetti;
  5. presenza di asset immateriali riconoscibili e difendibili;
  6. scalabilità del modello di business;
  7. rischi contrattuali, organizzativi e informativi;
  8. trasferibilità del valore verso investitori, eredi o manager.

Un’impresa può essere profittevole e, allo stesso tempo, poco trasferibile. Può avere margini elevati ma dipendere eccessivamente dal fondatore. Può avere un buon EBITDA ma non possedere le caratteristiche che il mercato considera davvero premianti.

La valutazione, quindi, non serve soltanto a “dare un prezzo” all’azienda. Serve soprattutto a comprendere quali aspetti ne aumentano o ne riducono il valore.


Che cosa rende diverso questo Laboratorio

Il Laboratorio non propone una formazione teorica tradizionale. L’obiettivo è costruire un metodo di lavoro applicabile nella pratica professionale e nelle decisioni aziendali.

In particolare, il percorso è costruito intorno a quattro idee chiave:

1. La valutazione come analisi fondamentale

Non si parte dalle formule, ma dalle domande.

  • Quali driver spiegano davvero la capacità dell’impresa di generare valore?
  • Quanto è sostenibile la crescita?
  • Quali rischi riducono la qualità dei risultati?
  • Che cosa pagherebbe realmente un investitore?

2. La valutazione come strumento di governo

La valutazione viene affrontata come supporto a:

  • operazioni di M&A;
  • passaggi generazionali;
  • ingresso di investitori;
  • riorganizzazioni e crisi;
  • piani industriali;
  • definizione degli adeguati assetti.

3. L’importanza della base informativa

Una buona valutazione non dipende solo dal metodo utilizzato. Dipende soprattutto dalla qualità delle informazioni disponibili.

Per questo il Laboratorio dedica particolare attenzione a:

  • raccolta e verifica dei dati;
  • costruzione della base informativa;
  • attendibilità dei business plan;
  • rapporto tra documentazione, due diligence e responsabilità professionale.

4. Un approccio operativo

Ogni incontro alterna:

  • casi reali;
  • simulazioni;
  • esercitazioni;
  • modelli e check-list;
  • confronto tra professionisti.

L’obiettivo è fare in modo che i partecipanti possano utilizzare immediatamente quanto appreso nella propria attività.


I temi affrontati nel percorso

Il Laboratorio si sviluppa nell’arco di dodici mesi e affronta, in modo progressivo, i principali temi della valutazione d’azienda e della due diligence.

Area Contenuti principali
Fondamenti della valutazione Logica economica del valore, analisi fondamentale, configurazioni di valore
Metodi valutativi DCF, multipli, patrimonio, metodi misti, criteri di scelta
Business plan Analisi critica, sostenibilità delle ipotesi, collegamento con il valore
Due diligence Analisi economica, finanziaria, fiscale, legale e organizzativa
Operazioni straordinarie M&A, conferimenti, fusioni, passaggi generazionali
Governance e adeguati assetti Impatto sul rischio, sulla trasferibilità e sul valore
PIV 2026 Evoluzione dei Principi Italiani di Valutazione e implicazioni operative

A chi si rivolge

Il Laboratorio è particolarmente utile per:

  • dottori commercialisti e revisori;
  • avvocati e consulenti d’impresa;
  • CFO e manager finanziari;
  • imprenditori che vogliono preparare l’azienda alla crescita o alla trasferibilità;
  • professionisti che operano in M&A, passaggi generazionali, crisi o riorganizzazioni.

È un percorso pensato soprattutto per chi desidera andare oltre una visione semplificata della valutazione d’azienda, spesso ridotta a “EBITDA per un multiplo”, e comprendere invece che il valore dipende dalla qualità, dalla sostenibilità e dalla trasferibilità dei risultati.


Dove nasce davvero il valore

La domanda centrale che attraversa l’intero Laboratorio è semplice solo in apparenza:

Dove nasce il valore che gli investitori sono realmente disposti a pagare?

La risposta non si trova in un singolo indicatore.

Il valore nasce quando l’impresa riesce a:

  • generare risultati sostenibili;
  • ridurre la dipendenza da singole persone;
  • rendere i propri asset riconoscibili e difendibili;
  • costruire una governance credibile;
  • trasformare la propria storia imprenditoriale in un progetto trasferibile.

È questa la differenza tra un’azienda che funziona e un’azienda che vale.


Chi è Andrea Arrigo Panato

Andrea Arrigo Panato è Dottore Commercialista e Revisore Legale, fondatore di PANATO Dottori Commercialisti a Milano. È specializzato in valutazione d’azienda, M&A advisory, operazioni straordinarie e passaggi generazionali. Autore di Restartup (EGEA/Bocconi) e Perizie di Stima, insegna presso Ca’ Foscari Challenge School e Il Sole 24 Ore Formazione.

Andrea Arrigo Panato è coordinatore scientifico e docente del Laboratorio Professionale Certificato “Valutazioni d’Azienda e Due Diligence” di Il Sole 24 ORE Formazione — percorso annuale di alta formazione che porta il suo nome.

Il Laboratorio è organizzato da Il Sole 24 ORE Formazione e si rivolge a professionisti, imprenditori e advisor che vogliono sviluppare competenze operative avanzate in materia di valutazione d’impresa, due diligence e operazioni straordinarie.


Guida alla cessione di azienda

16 Maggio 2024/in Perizie di Stima, Riflessioni/da Riflessioni

Guida alla cessione di azienda

Analizziamo gli errori più comuni, fornendo indicazioni per evitare costosi insuccessi.

La cessione di una società, o di un suo ramo, rappresenta un’operazione complessa che può essere motivata da ragioni diverse, come necessità anagrafiche, finanziarie, o la volontà di cogliere opportunità di avviamento. Il processo di M&A (Mergers and Acquisitions) richiede tempo, competenze specifiche, esperienze negoziali e una pianificazione accurata. Di seguito, analizziamo i più comuni errori riscontrati nelle cessioni aziendali, fornendo utili indicazioni per evitare che si trasformino in costosi insuccessi.

Guida alla cessione di azienda: analizziamo gli errori più comuni, fornendo indicazioni per evitare costosi insuccessi. Share on X

1. Preparazione Incompleta e Sottostima dei Tempi

Le cessioni aziendali sono operazioni complesse che richiedono una pianificazione meticolosa. Spesso, venditori inesperti sottostimano i tempi necessari per completare un M&A, non considerando che tali operazioni possono durare fino a dodici mesi. Una preparazione insufficiente può portare a risposte lente da parte del venditore, percepite negativamente dagli acquirenti, e causare ritardi o interruzioni delle trattative. È essenziale, quindi, dedicare la giusta attenzione alla preparazione e prevedere tempistiche realistiche.

2. Incapacità di Creare un Clima Competitivo tra Più Acquirenti Potenziali

Le trattative di M&A risultano più vantaggiose per il venditore quando vi sono più acquirenti potenziali. La competizione tra gli acquirenti può portare a migliori condizioni contrattuali e a un prezzo di vendita più elevato. Al contrario, negoziare con un solo acquirente mette il venditore in una posizione di svantaggio. I consulenti di M&A dovrebbero sempre cercare di creare un’asta competitiva per evitare situazioni di monopolio da parte dell’acquirente.

3. Incapacità di Mostrare Rischi e Opportunità

Un’operazione di M&A può fallire se l’acquirente scopre rischi non previsti durante la due diligence. Il venditore deve conoscere in anticipo le criticità della propria azienda e preparare strategie di mitigazione dei rischi. È altrettanto importante evidenziare i punti di forza e le opportunità dell’azienda, presentandoli in un business plan dettagliato. Un consulente esperto può aiutare a identificare e affrontare questi aspetti in modo efficace.

4. Mancanza di un Adeguato NDA

Un accordo di riservatezza (NDA) è fondamentale per proteggere le informazioni sensibili dell’azienda, soprattutto quando il potenziale acquirente è un concorrente diretto. Un NDA ben strutturato dovrebbe vietare la divulgazione e l’utilizzo delle informazioni riservate e limitare i contatti del potenziale acquirente con clienti, fornitori e personale della società target. Trascurare questo aspetto può esporre l’azienda a rischi significativi.

5. Comprensione Inadeguata del Mercato e delle Imprese Comparabili

Un venditore deve avere una conoscenza approfondita del proprio mercato competitivo e delle valutazioni delle imprese comparabili. Questo è cruciale per giustificare il prezzo di vendita richiesto. Se un concorrente è stato ceduto a un multiplo dell’EBITDA, il venditore deve essere in grado di spiegare perché la sua azienda merita una valutazione superiore, ad esempio per una crescita maggiore o una tecnologia avanzata.

6. Mancata Comunicazione della Visione e della Complementarietà Strategica

Comunicare efficacemente la visione strategica dell’azienda e le sue prospettive di sviluppo è essenziale per attrarre gli acquirenti. Anche se la cessione è motivata da difficoltà finanziarie o da limiti di età, è importante evidenziare le potenzialità di crescita dell’azienda. Inoltre, il venditore dovrebbe esplicitare le sinergie e le complementarietà che possono derivare dalla combinazione con l’acquirente, facilitando una valutazione positiva dell’operazione.

7. Carenze nella Data Room

La data room, contenente tutti i documenti cruciali per un potenziale acquirente, deve essere ben organizzata e completa. Questo include elenchi di clienti e fornitori, dettagli sui sistemi di produzione, contratti chiave, bilanci, brevetti e informazioni sul personale. Un data room disorganizzato può rallentare il processo di M&A e aumentare i rischi per il venditore.

8. Due diligence: Contabilità, Contrattualistica e Documentazione Incomplete

Le due diligence spesso rivelano problemi documentali, come contratti mancanti o non firmati, verbali di assemblea assenti e contabilità gestionale non riconciliata con il bilancio ufficiale. Tali carenze possono richiedere interventi correttivi prima del closing, rallentando il processo e creando incertezze nell’acquirente.

9. Valutazione: assenza di Proiezioni Finanziarie Credibili

Le proiezioni finanziarie devono essere realistiche e coerenti. Assunzioni irrealistiche possono compromettere la credibilità del management agli occhi dell’acquirente. È fondamentale dimostrare in maniera convincente la ragionevolezza delle previsioni e la sostenibilità degli indicatori chiave.

10. Presenza nei Contratti di Clausole sul Cambiamento di Controllo

Se i principali contratti dell’azienda contengono clausole che richiedono il consenso di terzi in caso di cambio di controllo, è importante identificare queste esigenze fin dall’inizio del processo di cessione. Anche i diritti di prelazione tra azionisti devono essere valutati attentamente.

11. Insufficiente Considerazione per i Temi Relativi al Personale

L’acquirente vorrà conoscere dettagliatamente la situazione del personale, compresi i contratti di lavoro, gli accantonamenti per fine mandato e i piani per trattenere i dipendenti chiave. Il venditore dovrebbe prevedere bonus per il cambio di controllo destinati alle persone chiave, per motivarle e garantirne la continuità.

12. Lettera d’Intenti che Non Riporta i Termini Critici dell’Operazione

La lettera d’intenti (LOI) dovrebbe disciplinare i termini critici dell’operazione, come il prezzo base, le modalità di aggiustamento, i termini di pagamento, l’ampiezza del periodo di esclusiva e le garanzie offerte. Trascurare questi aspetti può mettere il venditore in una posizione di svantaggio una volta firmata la LOI.

13. Impiego di un Consulente Inadeguato

Affidarsi a un consulente non specializzato o cercare di gestire autonomamente il processo di M&A può compromettere l’operazione. Un esperto di M&A offre competenze specifiche e supporto continuo, senza interferire con l’attività ordinaria dell’azienda.

14. Accordi Sbilanciati con l’Esperto di M&A

Gli accordi con il consulente di M&A devono essere bilanciati e chiari. Spesso gli imprenditori cercano di limitare i compensi a successo, ma è importante riconoscere che le attività di M&A sono complesse e richiedono un impegno significativo. Un buon accordo dovrebbe prevedere una fee minima per il lavoro svolto e una success fee basata sull’esito positivo dell’operazione.

15. Guida dei Negoziati non Affidata a un Negoziatore Dedicato

Un esperto negoziatore è essenziale per guidare le trattative. Se un manager interno è incaricato di questo ruolo, potrebbero sorgere conflitti di interesse o difficoltà nel mantenere un atteggiamento negoziale adeguato. Spesso, affidare i negoziati a un consulente esterno esperto di M&A è la scelta migliore.

16. Poca Familiarità con la Dinamica Negoziale

Capire chi detiene maggior potere negoziale è fondamentale. La presenza di più offerenti può essere sfruttata per ottenere condizioni migliori. Inoltre, è importante condurre le trattative con professionalità e cortesia, evitando che diventino antagonistiche.

17. Negoziare un Accordo Poco Favorevole

Un contratto di compravendita ben scritto mitiga i rischi post-closing e assicura che le aspettative del venditore siano soddisfatte. Le clausole critiche, come le condizioni per il closing, gli aggiustamenti di prezzo e le garanzie, devono essere negoziate con attenzione.

18. Errori nella Scelta del Legale

Un avvocato esperto di M&A è indispensabile. La complessità delle operazioni di M&A richiede competenze specifiche che vanno oltre il diritto commerciale o societario generale. Un legale specializzato saprà guidare il venditore attraverso le varie fasi dell’operazione, garantendo che le clausole contrattuali proteggano adeguatamente i suoi interessi.

19. Scarsa Cura per le Questioni Fiscali

Le implicazioni fiscali della cessione possono avere un impatto significativo sul ricavo netto. Gli acquirenti preferiscono spesso l’acquisto del ramo d’azienda per mitigare rischi, mentre i venditori possono beneficiare di vantaggi fiscali vendendo le quote societarie. Il consulente fiscale deve fornire suggerimenti utili sulle modalità più efficaci per realizzare la cessione desiderata.

20. Trascurare l’Operatività Quotidiana

Il processo di M&A richiede un impegno significativo e può distrarre dalla gestione ordinaria dell’azienda. È fondamentale che la direzione aziendale mantenga il focus sulle attività quotidiane e coinvolga risorse dedicate solo nei momenti cruciali del processo di M&A, evitando così un calo delle performance aziendali.

21. Il Tempo è un Nemico

Il processo di M&A può essere lungo e richiede una preparazione propedeutica accurata. Tuttavia, una volta siglata la NDA o la LOI, è importante accelerare il ritmo e rispondere rapidamente alle richieste dell’acquirente. Un ritardo può far sfumare l’operazione o peggiorare i termini di vendita.

In conclusione, evitare gli errori comuni nelle cessioni aziendali richiede una preparazione meticolosa, l’assistenza di consulenti esperti, e una chiara comprensione delle dinamiche di mercato e negoziali. Un approccio professionale e ben pianificato può fare la differenza tra un’operazione di successo e un costoso fallimento.

 

Panato | Dottori Commercialisti è una boutique indipendente di consulenza tributaria e societaria che aiuta le imprese a governare e accelerare la crescita, grazie a competenze maturate negli ambiti della valutazione d’azienda e della pianificazione fiscale.

I nostri clienti sono PMI e gruppi di imprese dinamiche che sanno cogliere la sfida del cambiamento e contribuire alla crescita, anche culturale, del sistema economico. Operano prevalentemente nei settori dell’industria e dei servizi innovativi ad alto valore aggiunto.

Siamo un interlocutore riconosciuto del mondo dell’innovazione e supportiamo imprese, anche quotate, nei momenti di cambiamento strategico (ingresso nuovi investitori, ridefinizione del modello di business, operazioni straordinarie, M&A, risanamento, ecc) e familiare (passaggio generazionale). Le competenze acquisite nei diversi ambiti delle operazioni straordinarie ci consentono di affrontare le operazioni di risanamento valutandone appieno la complessità e la sostenibilità di lungo periodo.

Il nostro è un ambiente giovane, dinamico ed ottimista con molte occasioni per crescere, imparare, fare esperienza e avere un grande impatto. Per garantire l’alta qualità dei nostri servizi, affianchiamo all’attività professionale quella editoriale ed accademica.

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La forza tranquilla del Family Business

2 Maggio 2024/in Riflessioni, Valutazione di azienda/da Riflessioni

La forza tranquilla del Family Business

Sono sempre un po’ riservato nel parlare delle imprese nostre clienti ed anche in questo caso non faccio eccezione. 

L’evoluzione di questa impresa però può servire come modello per altri e merita anche di essere studiata come caso aziendale nelle aule universitarie. Riflette la forza tranquilla ma potente del family business, dimostrando che la capacità di adattarsi e innovare, pur mantenendo saldi i valori fondamentali, è cruciale per il successo sostenibile.

Non ho molto tempo ed ho buttato giù pochi punti, come in un ideale zibaldone, per tornarci su quando gli impegni lavorativi saranno meno pressanti e discuterne con gli imprenditori.

Nel frattempo lascio all’AI elaborare al meglio le mie brevi note (anche se forse, nel renderle più formali ed impersonali ha finito per renderle meno interessanti).

Ed in tutto questo noi che cosa c’entriamo? Come direbbe un amico, noi siamo i progetti che seguiamo.

Le imprese familiari rappresentano una componente vitale dell’economia globale, distintasi per la sua capacità di adattamento di fronte ai cambiamenti del mercato e alle sfide intergenerazionali. Questo articolo esamina il caso di un’impresa familiare che ha efficacemente navigato la transizione generazionale e la diversificazione del business, dimostrando una significativa capacità di adattamento e innovazione.

1. Valorizzazione del DNA Aziendale e Diversificazione del Portfolio

L’impresa in esame opera da sempre nella distribuzione nel settore del Beauty. Con una visione lungimirante, ha saputo identificare e capitalizzare tempestivamente nuove opportunità di mercato, integrando nuovi prodotti e servizi. Questa strategia non solo ha permesso all’azienda di diversificare il proprio portfolio, ma ha anche rafforzato il proprio brand, che oggi si posiziona accanto ai prodotti distribuiti, senza essere surclassato da essi.

L’adozione di strategie (cambio modello di business) anche basate su riflessioni su valutazione d’azienda e multipli di EBITDA per valutare e guidare le decisioni di business ha permesso all’impresa di guardare un po’ più in là. Tale approccio analitico aiuta le imprese familiari a razionalizzare le decisioni di crescita e a stabilire obiettivi finanziari realistici.

Punti di forza: coraggio e forte intuito commerciale hanno consentito all’azienda di gestire il rischio ed abbandonare per tempo quello che era il suo principale prodotto aggredito dalla concorrenza cinese. Percorso da proseguire con forza.

2. Gestione del Cambiamento Generazionale

Uno degli aspetti più critici per la longevità di un’impresa familiare è la gestione del passaggio generazionale. Nel caso studiato, l’azienda ha anticipato e gestito con successo questa transizione, assicurando una continuità nella leadership e nella visione aziendale. La chiave del successo è stata la preparazione anticipata e l’integrazione graduale delle nuove generazioni nel management, permettendo loro di assimilare i valori aziendali e di portare innovazione senza compromettere l’essenza del DNA aziendale.

Punti di forza: chiara suddivisione dei compiti pur nella forte condivisione degli obiettivi.

3. Innovazione del Modello di Business

L’innovazione nel marketing digitale e la formazione ai clienti sul prodotto sono stati altri due pilastri della strategia di crescita dell’impresa.

La creazione di un team dedicato al web marketing, sebbene supportato da agenzie esterne, ha permesso all’azienda di ampliare la sua presenza online e di migliorare l’interazione con i clienti. Finendo in parte anche per ripensare il suo rapporto con il mondo fieristico di cui erano importanti attori.

Inoltre, l’ispirazione tratta dalle attività artistiche di uno dei due amministratori delegati ha contaminato ed arricchito di nuove competenze la già consolidata strategia di dialogo con le imprese clienti durante il covid,  potenziando la formazione a supporto della vendita dei prodotti e rendendola un processo continuo e integrato nella cultura aziendale.

Punti di forza: organizzazione sicuramente da potenziare ma che è stata capace di gestire le complessità della crescita. Crescita dimensionale che ha a sua volta a messo a disposizione degli imprenditori maggiori leve competitive.

4. Crescita tramite Fusioni e Acquisizioni (M&A)

L’espansione attraverso attività di M&A, caratterizzate da un approccio non aggressivo ma concordato, ha permesso all’impresa di integrare competenze nuove senza alterare la cultura aziendale esistente. Questo metodo di crescita consensuale è essenziale per mantenere l’armonia e l’unità all’interno delle imprese target, valorizzando al tempo stesso le competenze acquisite attraverso le nuove acquisizioni.

Punti di forza: l’acquisizione è avvenuta senza stressare la struttura finanziaria aziendale che resta solida. E’ stata posta una forte attenzione alla valorizzazione delle risorse della target ed all’integrazione.

5. Corporate Governance

La società nel tempo, trasformando la forma societaria, si è dotata di un nuovo modello di governance e di un organo di controllo.

Punti di forza: trasformazione societaria, definizione formale dei ruoli ed adozione di un organo di controllo hanno contribuito a creare valore.

6. Auto percezione e Preparazione per il Futuro

Riconoscere e valorizzare i propri successi e le capacità acquisite è fondamentale per poter sfruttare appieno le opportunità future.

L’impresa oggi è pronta per nuovo step nel percorso di crescita. Necessita di una rinnovata visione di se, mappando e sviluppando sempre di più quelle competenze necessarie a perseguire con decisione e coerenza il nuovo modello.

Ed in tutto questo noi che cosa c’entriamo?

Come direbbe un amico, noi siamo i progetti che seguiamo.

Riletto in maniera più tecnica per i miei studenti questo caso parla di: valutazione d’azienda e creazione di valore, gestione del rischio, passaggio generazionale, identità e modello di business, M&A e crescita dimensionale, corporate governance, business plan e pianificazione.

Ed in tutto questo noi che cosa c'entriamo? Come direbbe un amico, noi siamo i progetti che seguiamo Share on X

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