Sarà davvero disruptive?
Sarà davvero disruptive?
Una riflessione sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul modello di business
Sarà davvero disruptive? Una riflessione sull'impatto dell'intelligenza artificiale sul modello di business Share on X
Tecnologia disruptive
I tre criteri fondamentali
- presenta una forte riduzione dei costi che migliora le prestazioni senza costi aggiuntivi
- taglia trasversalmente diversi settori e penetra in nuovi mercati spesso ignorati o sottovalutati dagli incumbent
- diventa una piattaforma per ulteriori innovazioni.
- Riduzione dei costi. L’AI sta calando nei costi più velocemente di qualsiasi altra tecnologia nella storia. Il costo di inferenza per modelli AI come GPT-4, che è calato di più del 90% tra il 2020 e il 2023, e si prevede che questa tendenza continui per tutto il decennio. Nel 2020, addestrare un modello GPT-4 avrebbe richiesto circa 100 milioni di dollari; oggi, questo costo si è ridotto a poche frazioni di quella cifra. Questi cali rendono obsoleto il classico modello di business degli incumbent, che premia strategie a breve termine, poiché i concorrenti con meno risorse possono innovare a costi molto inferiori.
- Attraversa i settori. L’AI non è confinata al settore tecnologico. Sta già trasformando la sanità, la finanza, la manifattura e persino l’intrattenimento. Ad esempio, nella sanità, il 7% di tutte le ricerche su Google è legato a temi sanitari. L’AI sta già superando l’uomo in alcune competenze: i modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) hanno superato gli esami di licenza medica e aziende come Tempus Health stanno integrando l’AI per rispondere in modo più accurato e personalizzato alle domande dei pazienti, mettendo in discussione il dominio di “Dr. Google”. Nel settore finanziario, le aziende stanno implementando agenti AI per offrire consulenze su misura e gestire i portafogli, rappresentando una sfida diretta agli istituti bancari tradizionali.
- Piattaforma per innovazione. L’AI non solo è una tecnologia disruptive di per sé, ma sta diventando una piattaforma per una gamma sempre più ampia di innovazioni. Ad esempio, Tesla sta utilizzando l’AI per trasformare il settore automobilistico con la sua flotta di robotaxi. Secondo le previsioni, i veicoli Tesla produrranno più di 300 quadrilioni di token di dati entro la fine del decennio, dati che non solo permetteranno il miglioramento dei sistemi di guida autonoma, ma anche lo sviluppo di robot umanoidi per servizi fisici e digitali. Inoltre, il numero di aziende che menziona l’AI durante le chiamate sugli utili è aumentato drasticamente, con il 25% delle aziende che ne parla attivamente nel 2024, rispetto al 10% di qualche anno fa.
La strategia del “first follower”.
“Questo ritardo potrebbe sembrare una strategia valida, ma il rapido calo dei costi dell’AI e l’evoluzione accelerata della tecnologia” rendono sempre meno efficace la strategia del “first follower”. Per esempio, ARK Invest ha rilevato che nel 2023 i modelli di Google erano mediamente il 46% più costosi rispetto a quelli di OpenAI, a parità di prestazioni.
L’AI non è solo una tecnologia che riduce i costi o migliora la performance, ma una piattaforma che genera innovazioni e nuove opportunità. Nel 2024, oltre il 40% dei finanziamenti di venture capital negli Stati Uniti è stato destinato a startup AI, il che dimostra l’enorme fiducia nel potenziale disruptive dell’AI. Se i leader del mercato non riescono a capitalizzare su questa rivoluzione tecnologica, potrebbero vedere emergere nuovi concorrenti più agili e innovativi che cambieranno definitivamente il panorama del settore.


