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Cerchiamo persone su cui investire

Cerchiamo persone su cui investire

Il nostro Studio sta crescendo ed abbiamo deciso di potenziare sia l’area di consulenza tributaria e societaria sia di inserire un/a giovane laureato/a nel nostro progetto restartup ( un nuovo servizio di advisory nato da un progetto di ricerca ospitato da The Invernizzi Center for Research on Innovation, Organization, Strategy and Entrepreneurship dell’ Università Bocconi) che sta crescendo più del previsto.

Le persone selezionate potranno contribuire alla costruzione di una nuova startup tra professionisti ed affrontare con noi questa sfida entusiasmante.

Posizioni aperte

Siamo alla ricerca di persone di talento e motivate su cui investire professionalmente. Noi crediamo nel rispetto dei valori e nelle conoscenze acquisite attraverso la formazione costante e l’interazione con i nostri clienti.

Lavorare con noi significa entrare a far parte di un contesto aperto al cambiamento, nel quale acquisire nuove competenze e trovare nuove soluzioni. Offriamo un contesto lavorativo impegnativo e appagante, dove mettersi alla prova e crescere professionalmente in base al merito e ai risultati effettivamente raggiunti.

E’ fondamentale avere curiosità, passione, capacità di adattamento, spirito di iniziativa ed essere sempre disponibili a condividere conoscenze, esperienze, dubbi. Attualmente abbiamo due posizioni aperte.

Praticante Dottore Commercialista

Sede: Milano

Posizione aperta: 1 praticante

Area di attività: consulenza tributaria e societaria, perizie e valutazioni.

Descrizione: Ricerchiamo 1 neolaureato in materie economiche o giovane professionista interessato ad intraprendere un percorso formativo orientato alla carriera professionale di Dottore Commercialista. La risorsa si occuperà di consulenza ordinaria e straordinaria, in materia fiscale, societaria con riferimento principalmente alla valutazione di azienda ed alle operazioni straordinarie nelle società di capitali.

Riferimenti: inviare CV con lettera di accompagnamento all’indirizzo: job@studiopanato.it


Stage curriculare

Sede: Milano

Posizione aperta: 1 stagista (stage curriculare)

Area di attività: consulenza contabile, tributaria e societaria.

Descrizione: ricerchiamo 1 Laureato triennale e/o laureando magistrale interessato ad intraprendere il percorso di stage/pratica professionale già negli ultimi mesi dell’università. La risorsa supporterà un nostro professionista senior e sarà coinvolta nell’attività di assistenza e consulenza contabile, tributaria e societaria;

Riferimenti: inviare CV con lettera di accompagnamento all’indirizzo: job@studiopanato.it


Requisiti comuni

Completano il profilo spirito di iniziativa, autonomia e forte motivazione verso la professione.

La conoscenza della lingua inglese e l’attitudine allo studio finalizzata anche alla redazione di pubblicazioni giuridiche verranno valutate positivamente.

Il presente annuncio è rivolto ad entrambi i sessi, ai sensi delle leggi 903/77 e 125/91, e a persone di tutte le età e tutte le nazionalità, ai sensi dei decreti legislativi 215/03 e 216/03

I candidati con l’invio del loro curriculum autorizzano Studio Panato | Dottori Commercialisti al trattamento dei dati ai sensi del D.lgs. 196/03.

Scuola di Alta Formazione

Il praticantato presso il nostro Studio è retribuito in base al merito ed alle capacità professionali sviluppate.

Dopo il primo anno lo Studio offre:

  • l’iscrizione biennale alla Scuola di Alta Formazione presso una delle tre Università milanesi;
  • il corso intensivo di preparazione all’Esame di Stato presso una delle associazioni di categoria.

Breve descrizione del nostro Studio

Studio Panato | Dottori Commercialisti ha maturato una particolare esperienza in valutazione di azienda ed operazioni straordinarie. Affianca PMI e Startup nella crescita affrontando i momenti di discontinuità strategica (Business plan, M&A, nuovo business model, incentivi all’ innovazione, ecc) e familiare (passaggio generazionale). Link: www.studiopanato.it

Riferimenti

Per maggiori informazioni: lavora con noi

Se interessati, vi chiediamo di inviare la vostra candidatura allegando lettera di motivazione e CV aggiornato all’indirizzo: job (at) studiopanato.it

Restartup e la comprensibile difficoltà a salire il primo gradino

Restartup e la comprensibile difficoltà a salire il primo gradino

Il questi giorni stiamo incontrando diverse imprese che ci contattano per provare a capire insieme come crescere o comunque come riuscire a ridisegnare l’ azienda ed il business model. Sono spesso incontri informali. Hanno letto di noi e la nostra attività li incuriosisce.

Spesso c’è difficoltà a definire sia il nostro ruolo (che cosa possiamo fare per loro) sia il loro bisogno consulenziale (di che cosa hanno bisogno) . Credo sia normale in un momento in cui entrambi i soggetti (impresa cliente e consulente) si trovano all’interno di un processo di cambiamento.

Fino a pochi anni fa era più facile per tutti (anche per noi stessi). Quando ho iniziato questa professione bastava presentarti come commercialista ed il tuo ruolo era chiaro: l’imprenditore faceva utili, noi bilanci e dichiarazioni aiutandolo ad ottimizzare la sua gestione fiscale (gestione ordinaria).

Poi crescendo siamo stati chiamati sempre di più per singole operazioni straordinarie su cui negli anni abbiamo acquisito competenze distintive. Tipicamente perizie di stima, valutazioni di azienda ed operazioni straordinarie (Fusioni, scissioni, trasformazioni, liquidazioni, conferimenti) e acquisizioni e cessioni di azienda. Nei periodi di maggior crisi piani di risanamento e concordati.

Oggi che abbiamo deciso di ampliare ed integrare i servizi offerti ponendoci obiettivi più ambiziosi e studiando nuove modalità di erogazione veniamo chiamati sempre più spesso da aziende che stanno affrontando un percorso di cambiamento e crescita o più in generale che stanno affrontando un momento di discontinuità strategica.

Nei casi di Restartup  è più complesso per loro chiederci un servizio definito (es. operazione straordinaria) e per noi individuare preventivamente cosa proporre.

Ci contattano perché hanno seguito la nostra evoluzione e sulla base di una intuizione:

“Stiamo crescendo, ci incuriosite e ci piacerebbe provare a lavorare con voi anche se non ci è ben chiaro in cosa ci potreste essere utili”.

Una grande opportunità ma anche una enorme responsabilità per noi. Probabilmente anche un segnale della necessità di un ulteriore sforzo da parte nostra nel semplificare e chiarire il nostro ruolo e la nostra offerta.

In questi casi è necessario un percorso più lungo di conoscenza reciproca e di costruzione di quella fiducia necessaria per supportarli nel nuovo disegno di impresa. Solo successivamente si tornerà a parlare di domanda/offerta di servizi tradizionali (seppur come spesso accade attinenti alla gestione straordinaria dell’impresa).

Quale l’azienda ci contatta e perchè

Il primo incontro è solitamente informale, abbiamo bisogno di conoscerci senza barriere. In alcuni casi è presente il loro commercialista. In alcuni casi è lui che ci ha chiamato. Quando ci illustrano la loro situazione le caratteristiche sono più o meno sempre le stesse:

  • hanno una storia ed una tradizione di cui essere orgogliosi;
  • spesso venire da una lunga serie di successi frena il cambiamento ma questo freno non è percepito o lo è solo in parte;
  • si trovano davanti ad un momento di discontinuità strategica;
  • sono ottimi imprenditori e quindi sentono che devono provare a cambiare ma hanno difficoltà a definire in maniera strutturata il “come” ed il “perché”;
  • leggono correttamente i dati aziendali ma trascurano alcuni micro dati che li aiuterebbero a definire meglio le cause del problema e le soluzioni allo stesso;
  • troppo focalizzati nell’attuale arena competitiva hanno difficoltà ad individuare correttamente i futuri competitor ed il settore in cui operare (sembra banale ma è l’attività più complessa visti i nuovi entranti sul mercato, l’ibridazione di molti settori, le diverse dimensioni anche geografiche dei competitor). Non è sempre facile capire da dove arriveranno le nuove minacce al nostro business;
  • non hanno una abitudine consolidata nè budget in consulenza e/o formazione ad eccezione di quelle tecniche e strettamente necessarie.

La difficoltà a salire il primo gradino

E’ tipicamente una piccola azienda che sta diventando grande, che deve imparare a vedersi diversa e a spostare l’asticella un pò più in là.

Non è facile all’inizio, spesso ci studiano per qualche mese prima di diventare nostri clienti. Noi comprendiamo e non forziamo. La consapevolezza è importante. Si trovano a dover decidere di spendere soldi e tempo spesso per modificare una macchina che comunque produce risultati.

In prima battuta si trovano a dover decidere di passare dall’esser primi in serie B per diventare gli ultimi in serie A salvo poi provare a giocare in un campionato tutto nuovo ibridando i settori.

Non è facile, lo sappiamo bene perchè quel percorso lo abbiamo fatto anche con #progetto1849. Significa agire sull’organizzazione, ridefinire collaboratori e partner e gestire i relativi conflitti.

Un recente articolo del Sole24Ore ha ben sintetizzato le difficoltà di fare il primo passo, di salire quel primo gradino che porta la piccola impresa a diventare grande:

C’è un’evidente e per altro nota dicotomia fra le imprese piccole e medie e quelle grandi. Nelle prime, soprattutto quelle a conduzione familiare, l’imprenditore intraprende il cambiamento solo se costretto da determinate circostanze; per le seconde i driver sono strategie di scenario o politiche imitative di fenomeni di tendenza o consolidati e per loro pesa il fatto di essere mediamente più abituate a gestire progetti di riorganizzazione affidandosi a consulenti fidati. Quello del cambiamento, insomma, è un work in progress che ha bisogno di attecchire anche negli ambienti dove (al momento) non ci sono le condizioni favorevoli per farlo.

«La tecnologia, da sola, non può cambiare tutto, è un elemento dei tanti: organizzazione, persone, ruoli, competenze sono e saranno sempre fondamentali. Non credo alla tecnologia – conclude Frigelli – come a una lampada magica, ma sono confidente che le aziende italiane possano fare un salto in avanti perché il tessuto è buono e sano e può crescere, anche grazie al contributo delle nuove generazioni».

Poi in realtà lavorare insieme risulta più semplice del previsto e spesso entusiasmante (anche se molto faticoso perchè le aspettative sono alte e alta la necessità di cambiare velocemente).

Di che cosa hanno bisogno

Il percorso viene suddiviso in micro tappe ed assegnata la responsabilità del raggiungimento di ciascuna ad uno dei partecipanti alla riunione (impresa, attuali consulenti, Studio Panato). Noi spesso ci limitiamo per ridurre il costo per il cliente ad un ruolo di coordinamento e alla responsabilità delle operazioni tecnicamente più complesse.

Il percorso all’inizio nebuloso (difficile definire che cosa significhi cambiare, difficile anche all’inizio capire bene perchè è necessario farlo) prende forma.

All’inizio studiamo l’azienda ed ascoltiamo chi ci lavoro. Nei primi tempi non facciamo altro che mettere a sistema tutte quelle cose che “avete ragione è una vita che ci diciamo di farlo ma poi…”. Ed il raggiungimento di queste prime tappe non fa altro che rafforzare la convinzione nel proseguire nel progetto.

Spesso aiutiamo a dare organicità a proposte di singoli soci o manager che potevano sembrare (o inizialmente effettivamente erano) in conflitto tra loro e con la precedente strategia aziendale. Aumentando cosi consenso e fiducia nel team.

Successivamente aiutiamo l’imprenditore a definire il progetto ed i nuovi obiettivi per diventare attraente per i clienti, per potenziali investitori, per le risorse che collaborano o dovranno collaborare con l’impresa. O per entrare in filiere di valore.

Che cosa possiamo fare per loro

Ovviamente poi, definito insieme il disegno e la strategia,  arrivano gli interventi più complessi in cui spendere maggiormente le nostre competenze tecniche e professionali:

  • ridefinizione del business model e del ruolo dell’impresa nella filiera;
  • investire in startup, open innovation, R&S ed innovazione (aiutandoli anche ad entrare in quel mondo e ad usufruire delle principali agevolazioni fiscali);
  • riorganizzazione societaria;
  • acquisizione di aziende per raggiungere la dimensione minima definita e/o integrare competenze e servizi;
  • cessione di azienda e definizione del percorso per valorizzarla al meglio;

In alcuni casi il nostro intervento può svilupparsi in:

  • Valutazione delle partecipazioni, gestione del litigio tra soci e recesso;
  • Passaggio generazionale e tutela del patrimonio;
  • Crisi e risanamento aziendale.

Per approfondire

Il nostro Studio in sintesi si propone di assistere l’imprenditore sia nell’attività ordinaria (consulenza ed assistenza tributaria e societaria) sia nei sempre più frequenti momenti di discontinuità ( special situations) che una impresa si trova ad affrontare per restare competitiva sul mercato. Con “Special Situations” intendiamo ogni cruciale fase evolutiva aziendale di natura straordinaria, tipica, ad esempio, dei momenti di crescita aziendale, di restartup e ridefinizione del modello di business, di passaggio di proprietà ( M&A) o più frequentemente di passaggio generazionale, fino alla gestione di situazioni patologiche che talvolta possono compromettere l’ordinaria operatività aziendale, richiedendo interventi di ristrutturazione finanziaria, risanamento societario o risanamento aziendale.

Per conoscerci meglio potete scoprire le nostre attività sul sito anche se la cosa più facile in fondo resta sempre prendere un caffè insieme.

 

 

 

Collaborazione con Econopoly de IlSole24Ore

Collaborazione con Econopoly de IlSole24Ore

Da un paio di mesi è online Econopoly – Numeri idee progetti per il futuro, un nuovo prodotto editoriale del Sole 24 Ore.

Econopoly vuole parlare di economia in maniera seria e documentata, come è nello stile del Sole 24 Ore. Lo vuole fare attraverso più voci rivolgendosi a un pubblico di appassionati del genere che amino discuterne, conversando in rete alla maniera della rete.

Tra gli autori molti sono amici, tra le teste più belle del web: Andrea Boda, Carlo Alberto Carnevale Maffè, Mario Seminerio, Alessandro Guerani, Beniamino Piccone, Paolo Manasse e altri che temo aver dimenticato ma che per il lettore più attento si riveleranno una piacevole sorpresa.

Menzione d’onore ad Alberto Annicchiarico ideatore e capo macchina del bel progetto.

Sono molto felice di aver avuto l’opportunità di collaborare e qui vi riporto i primi articoli che sono usciti a mia firma, li trovate tutti raccolti anche nella mia pagina autore:

Come sempre l’obiettivo più volte dichiarato resta quello di aprire un confronto con il lettore per contribuire al dibattito sul fare impresa e come tornare ad essere competitivi.

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Il business plan non serve (solo) alle start up

Il business plan non serve (solo) alle start up

 Articolo su business plan pubblicato su Mysolution e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

 

Professionisti ed imprese devono tornare a pensare come start up. Smettere di pensare al cambiamento come ad un grande evento episodico e ciclico (quando va bene). Una ricerca dell’Università Bocconi condotta da Gianluca Salviotti e Severino Meregalli della SDA Bocconi in collaborazione con SAP Italia evidenzia l’estrema complessità della gestione delle PMI.

I motivi sono presto detti:

  • CONTESTO ECONOMICO E NORMATIVO: difficile situazione economica del Paese e dell’area Euro sommata all’ evoluzione imprevedibile del quadro normativo.
  • MERCATO: il livello e il tipo di domanda difficilmente prevedibile.
  • INTERNAZIONALIZZAZIONE: processo virtuoso e necessario vista anche la riduzione della domanda interna si scontra con una bassa abitudine ad una adeguata pianificazione dell’investimento. Inoltre Le complessità che le imprese si trovano a fronteggiare con l’internazionalizzazione sono dovute soprattutto alla logistica e alla moltiplicazione dei sistemi normativi da tenere in considerazione
  • BANCHE E CREDITO: Le difficoltà di accesso al credito, infine, hanno sensibilmente ridotto le possibilità di fare investimenti strutturali e le prospettive di crescita mediante fusioni e acquisizioni
  • COMPETENZE: mai come in questi ultimi anni gestire una PMI richiede competenze finanziarie, manageriali, di marketing che non sempre sono riscontrabili all’interno dell’impresa. Paradossalmente mai come oggi internet, università e centri studi ci mettono a disposizione informazioni autorevoli e a basso costo.

Per far fronte a tutti questi fattori e riuscire a governarli l’impresa deve provare ad avere maggiore fiducia nella pianificazione e riprendere a formalizzare piani di impresa che andranno costantemente aggiornati, monitorati e modificati.

Il business plan non deve esser visto come un enorme documento faticoso e costoso, ma come un agile strumento che tenga sotto controllo le aree di rischio ed evidenzi le strategie ed i margini di manovra dell’impresa.

Sarà facile scoprire che il documento ci aiuterà a misurare il grado di dinamicità dell’impresa (cosa è cambiato da un anno con l’altro? Quali nuove collaborazioni? Quali nuovi prodotti e/o mercati?) ed interesserà non solo all’impresa ma ci aiuterà ad ampliare il dialogo con le banche e terzi finanziatori. Senza ovviamente dimenticare l’utilità per la pianificazione fiscale e finanziaria.

Tutto questo però è solo accademia se non si vive il piano d’impresa come occasione di creare valore, aprendo l’impresa a nuovi stimoli, studiando il settore dimenticando o provando a dimenticare le nostre granitiche certezze, provando a studiare altri settori, altre imprese da cui provare a rubare intuizioni e modelli di business. Spesso, soprattutto per una pmi, la parte interessante non sono i numeri ma la curiosità che il business plan deve stimolare nell’imprenditore e nel professionista che lo assiste.

Utilissimo poi provare a far redigere il piano dal figlio/figlia dell’imprenditore in ottica di passaggio generazionale. Gli consentirà di provare a ripensare l’impresa di famiglia, approfondendo le strategie e scontrandosi con modi di lavorare consolidati. Un ottimo strumento per far crescere sia l’erede, sia l’impresa.

 Per approfondire

Scarica documento: Linee guida alla redazione del business plan (CNDCEC)


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