Il bello di esser stati liberali

Ero un ragazzino ai tempi in cui Altissimo era segretario del PLI … Non eravamo maggioranza  nel Paese ma tenevamo alta la bandiera.

Son passati anni ma la passione politica resta e riscopre se stessa anche se in forme diverse da allora.

Ho fatto in tempo a conoscere il conflitto politico vero, nel mio liceo la lotta tra Rossi e Neri è stata una cosa seria ed esser liberali non era facile.

Ricordo gli incontri semi clandestini in una stanzetta in Galleria Vittorio Emanuele messa a disposizione di noi ragazzini dalla Banca Commerciale Italiana, quando esisteva ancora la finanza laica.

I primi discorsi in pubblico ( che a parlar di pubblico vien quasi da ridere visti i numeri), la rabbia e l’orgoglio di far solo testimonianza.

La mia prima intervista ancora da liceale sul Giornale di Montanelli così critica sul livello degli insegnanti da condizionarmi il voto di maturità.

Reagan, lady Thatcher, poi Rocky IV, Wall Street, il crollo del muro di Berlino,  Gardini ed il Moro di Venezia.

Anni confusi ed entusiasmanti.

Ritrovare in Bocconi un mondo diverso rispetto al Paese, anni meravigliosi in cui la politica si mischiava alle feste in discoteca e ad infinite ore di studio.

Le offerte, rifiutate, da Forza Italia e le giornate passate in via Dante alla sede della Voce per testimoniare che ancora esisteva una borghesia (fatta solo da ventenni) che non tradiva ne rinnegava i propri ideali.

Esser stato liberale in quegli anni è stato bello, ci riconosciamo subito quando ci incontriamo, riesco abbastanza velocemente a distinguere addirittura tra i veri liberali ed i cugini amati/odiati repubblicani.

Che esperienza formativa straordinaria è stata…

 

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