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Bandi EIT per startup e PMI innovative

Bandi EIT per startup e PMI innovative

L’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) è un organismo dell’UE creato dall’Unione europea nel 2008 per rafforzare la capacità dell’Europa di innovare. L’EIT è parte integrante di  Horizon 2020 , il programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione.

Supporta lo sviluppo di partenariati europei dinamici e a lungo termine tra aziende leader, laboratori di ricerca e istruzione superiore. Queste partnership sono chiamate comunità dell’innovazione e ognuna è dedicata alla ricerca di soluzioni a una specifica sfida globale, dal cambiamento climatico e l’energia sostenibile alla vita sana e al cibo.

Riunendo più di 1 500 partner, l’EIT è la più grande rete di innovazione europea; collega i punti. Aiutiamo gli innovatori e gli imprenditori di tutta Europa a trasformare le loro migliori idee in prodotti, servizi, posti di lavoro e crescita. Questo è fondamentale per adempiere alla missione dell’EIT: creare posti di lavoro e offrire opportunità di crescita economica sostenibile per l’Europa.

Insieme ai principali partner, la comunità EIT offre un’ampia gamma di attività di innovazione e imprenditorialità: corsi di formazione che combinano competenze tecniche e imprenditoriali, creazione di imprese su misura e servizi di accelerazione e progetti di ricerca basati sull’innovazione . Questo porta nuove idee e soluzioni sul mercato, trasforma gli studenti in imprenditori e, soprattutto, offre innovazione.

Per approfondire

Selezione delle attività e delle risorse comunitarie in corso per rispondere alla pandemia.

Opportunità per partecipare all’educazione all’imprenditorialità, alla creazione e accelerazione di imprese, all’innovazione, all’EIT RIS, alla sensibilizzazione globale e alle attività di coinvolgimento dei cittadini gestite dalle comunità della conoscenza e dell’innovazione dell’EIT

Questo Paese non ha un buon rapporto con i giovani e nemmeno con le pmi.

Questo Paese non ha un buon rapporto con i giovani e nemmeno con le pmi.

Vengo da una serie di incontri e seminari, in parte per presentare il mio libro #restartup, in parte per tenere qualche giornata di lezione ai colleghi su #startup e #pmiinnovative.

A questi si è aggiunta la splendida esperienza a #chieti al convegno nazionale dell’ Unione e Fond CentroStudi Ungdc.

Devo dire che la presenza di giovani rende tutto più divertente e l’atmosfera più curiosa e partecipe. Realtà con età media elevata diventano autoreferenziali ed impermeabili.

Tutto ciò che è nuovo non è sempre buono. Nel nuovo però ogni tanto si trova del valore straordinario  che va colto. Chi ha 40/50/60 anni oggi dovrebbe responsabilizzarsi e creare valore, separare la fuffa da ciò che c’è di concreto e creare dei percorsi di crescita per valorizzarlo.

Spesso però non riusciamo ad avere un buon rapporto con i giovani: o li sopravvalutiamo come nativi digitali o li sottovalutiamo cercando di difendere rendite di posizione.

Qualche giorno fa, ospite all’evento di Valdagno per presentare Restartup, era evidente la differenza e la complessità dell’esperienza portata dagli imprenditori più maturi ma era altrettanto evidente che la curiosità e l’entusiasmo dei più giovani sono elemento necessario per crescere. E questo era ben chiaro agli imprenditori dinamici presenti costretti ogni giorno a mettersi in discussione e bisognosi di nuova linfa per le proprie aziende. Erano affamati di giovani talenti da inserire. È stato bellissimo ascoltarli.

Cosi come è stato bello incontrare la figlia di una imprenditrice raccontarmi orgogliosa della madre.

Il Paese ed i giornali però troppo spesso dimenticano che questo però implica una forte responsabilità verso i giovani, farli crescere, investire. E poi pretendere. Perché solo pretendendo tanto da loro li aiuti a crescere.

Saper usare l’iPhone meglio di me serve a poco… inutile vezzeggiarli ed illuderli.

Questo Paese è spesso vittima del racconto che fa di se stesso. Lo vediamo con le PMI, o le consoliamo illudendole “piccolo è bello” o le castriamo scoraggiandole ed inibendo la crescita “sotto i 100 ml di fatturato l’impresa non ha senso, meglio che chiuda”.

Facili e sbagliate entrambe le soluzioni. È farle crescere, accorparle, ecc la cosa difficile. Ma è quello che si deve fare. E bisogna dirlo e sostenerle in questo.

Investire sui giovani, non mitizzarli ne sottovalutarli. 

Dobbiamo tornare a fare cose difficili. E fare cultura. Anche d’impresa.

PMI innovative, agevolazioni al via

PMI innovative, agevolazioni al via.

La Commissione Europea ha reso noto di aver autorizzato gli incentivi fiscali all’ investimento nel capitale di rischio delle PMI innovative.

La Commissione europea autorizza gli incentivi all’investimento in PMI innovative

La commissione europea dopo un lungo negoziato ha autorizzato il regime italiano di agevolazione fiscale agli investimenti in equity di PMI innovative. L’autorizzazione della Commissione, giunta al termine di un’articolata e complessa procedura di valutazione, sancisce la conformità degli incentivi agli Orientamenti europei sugli aiuti di Stato destinati a promuovere gli investimenti per il finanziamento del rischio (2014/C 19/04).

Tale evoluzione consente l’estensione dell’ambito di applicabilità degli incentivi fiscali in parola, già vigenti per gli investimenti in start-up innovative, a una più ampia platea di imprese: le PMI innovative.

Questo, se inserito in un più ampio progetto, può dare un senso ad altre riforme in arrivo meno felici e mal disegnate come quella sui sindaci. Complimenti a Stefano Firpo e Mattia Corbetta per l’ottimo lavoro fatto.

Incentivi fiscali all’investimento nel capitale di rischio delle PMI innovative

La misura assegna alle persone fisiche che investono in una PMI innovativa una detrazione dall’imposta sul reddito (IRPEF) pari al 30% dell’investimento, fino a un massimo di 1 milione di euro; alle persone giuridiche spetta invece una deduzione dal reddito imponibile ai fini IRES anche in questo caso pari al 30% dell’investimento, fino a un massimo di 1,8 milioni di euro.

Definizione di PMI innovative

Queste sono definite, ai sensi del decreto-legge 3/2015, come piccole e medie imprese, in possesso dei seguenti requisiti:

  • sono costituite come società di capitali, anche in forma cooperativa;
  • non sono quotate in un mercato regolamentato (ma possono essere quotate in una piattaforma multilaterale di negoziazione, come l’AIM);
  • hanno certificato il loro ultimo bilancio;
  • presentano un chiaro carattere innovativo, identificato dal possesso di almeno due dei seguenti tre criteri:
    1. volume di spesa in ricerca e sviluppo in misura almeno pari al 3% della maggiore entità fra costo e valore totale della produzione;
    2. forza lavoro costituita, in una quota pari ad almeno 1/3 del totale, di titolari di laurea magistrale, oppure, in una quota pari ad almeno 1/5 del totale, da dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori;
    3. titolarità, anche quali depositarie o licenziatarie, di almeno una privativa industriale, ovvero titolarità di un software registrato.

In attesa del decreto.

La definitiva attuazione dell’incentivo richiede ora l’emanazione di un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico. Dell’adozione di tale provvedimento, attesa per i primi mesi del 2019, si darà notizia mediante i consueti canali istituzionali.

Per approfondire

Consentita l’estensione degli incentivi fiscali alle PMI innovative.

Credito d’imposta formazione 4.0

Credito d’imposta formazione 4.0

Firmato il decreto attuativo sul credito d’imposta formazione 4.0 per incentivare l’acquisizione di competenze nel settore delle tecnologie da parte dei lavoratori dipendenti delle imprese italiane.

Spese agevolabili

Le spese che danno diritto al credito d’imposta sono quelle che le imprese sostengono nel corso del 2018 in attività di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie, pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali. Più precisamente, si deve trattare di attività formative svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale impresa 4.0, quali:

  • big data e analisi dei dati
  • cloud e fog computing
  • cyber security
  • sistemi cyber-fisici
  • prototipazione rapida
  • sistemi di visualizzazione e realtà aumentata
  • robotica avanzata e collaborativa
  • interfaccia uomo macchina
  • manifattura additiva
  • internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali.

Inoltre, ai fini del beneficio, le conoscenze oggetto delle attività formative agevolabili devono essere applicate negli ambiti elencati nell’allegato A alla legge di bilancio (vendita e marketing, informatica, tecniche e tecnologie di produzione).

Spese sostenute nel 2018

Le spese che danno diritto al credito d’imposta sono quelle che le imprese sostengono nel corso del 2018.

Misura dell’agevolazione

Il credito d’imposta è attribuito nella misura del 40% delle spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui è occupato nelle attività formative agevolabili.

Importo massimo

Il credito di imposta formazione 4.0 è riconosciuto fino a un importo massimo di 300mila euro per ciascuna impresa beneficiaria.

Limiti di utilizzo del credito di imposta

Il legislatore ha previsto una disciplina alquanto dettagliata del credito d’imposta, stabilendo che esso:

  • deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese agevolabili e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo;
  • non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile Irap;
  • non concorre alla determinazione del rapporto rilevante per la deducibilità degli interessi passivi, delle spese e degli altri componenti negativi;
  • è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono sostenuti;
  • non soggiace ai limiti di utilizzabilità attualmente previsti (limite annuale di 250mila euro per l’utilizzo dei crediti d’imposta ex articolo 1, comma 53, legge 244/2007 e limite massimo di compensabilità di crediti di imposta e contributi, 700mila euro ex articolo 34, legge 388/2000);
  • si applica nel rispetto delle norme europee sulla compatibilità degli aiuti con il mercato interno.

Certificazione dei costi

Per essere ammessi a beneficiare del credito d’imposta è necessario che i costi sostenuti siano certificati dal soggetto incaricato della revisione legale o da un professionista iscritto nel registro dei revisori legali. La certificazione deve essere allegata al bilancio.

Regole particolari sono dettate per le imprese non soggette a revisione legale dei conti. Esse, infatti, devono comunque avvalersi delle prestazioni di un revisore legale o di una società di revisione. In tal caso, il revisore legale (o il professionista responsabile della revisione legale) che ha assunto l’incarico è tenuto a osservare i principi di indipendenza previsti dalla disciplina di settore.

Peraltro, per queste imprese, le spese sostenute per l’attività di certificazione contabile sono ammissibili al credito d’imposta entro il limite massimo di 5mila euro.

Non soggiacciono all’obbligo di certificazione le imprese con bilancio revisionato.

Lavorando su quei punti di contatto tra PMI e Startup

Lavorando su quei punti di contatto tra PMI e Startup

Stiamo lavorando su quei punti di contatto tra PMI e Startup, perché lo dico da tempo ormai: stiamo sottovalutando l’effetto startup sul modo di fare consulenza.

In questi giorni per approfondire il tema abbiamo ripreso a sederci tra i banchi di scuola insieme a circa 200 imprenditori. E’ una esperienza che ci aiuta a ripensarci, che ci mette a nudo. E’ sfidante e durerà fino a tutto il 2018.

Non tutto quello che viene insegnato ci è nuovo, forse non è neanche troppo innovativo in realtà. Forse è esattamente quello che stavamo cercando

Costruendo un percorso di apprendimento

Stiamo provando a costruirci un percorso di apprendimento che probabilmente è abbastanza vicino a quello che stavamo cercando ma questo potremmo dirlo solo a fine anno.

L’esperienza è straordinariamente ricca sotto molteplici aspetti:

  • Leggere qualche libro sul tema non significa saper applicare un modello;
  • Docente e tutor sono molto rigorosi;
  • Il nostro Mentor viene da Accenture Digital. Questo ci permette di confrontarci con uno stile di consulenza molto diverso dal nostro (né migliore né peggiore) sia per approccio sia per materie trattate;
  • Per cambiare ci vuole tempo e noi avevamo bisogno di un espediente per ritagliarci questo tempo senza più rimandare;
  • Le idee migliori nascono quando riesci a far contaminare mondi differenti;
  • Prendi consapevolezza che tutto dipende da te, devi solo acquisire metodo e disciplina.

Proviamo a crescere imparando dalle startup

Proviamo a crescere imparando dalle startup. Stiamo lavorando molto sui punti di contatto tra PMI e Startup al di là del circo mediatico che avvolge queste ultime:

  • in qualità di consulenti di Startup, diverse tra loro per dimensioni e struttura;
  • promuovendo un restartup del nostro Studio, partecipando ad un progetto biennale di ricerca in Bocconi;
  • approfondendo la normativa tenendo una serie di seminari di specializzazione in collaborazione con Euroconference.

Le PMI dinamiche sono il nostro target naturale

Obiettivo è tirare le fila entro fine anno e proporre nel 2018 un nuovo servizio di consulenza alle PMI dinamiche (nostro target naturale) che mutui alcune caratteristiche dal mondo startup.

Vedremo. Per ora ci divertiamo, studiamo molto e proviamo ad alzare l’asticela della qualità che non è poco. Parallelamente stiamo approfondendo sempre di più la nostra specializzazione professionale, vera architrave del nuovo progetto in un mix di tradizione ed innovazione che pian piano si sta delineando sempre più.

La sfida è scoprire se riusciremo ad essere anche innovativi.