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Articoli

L’Effetto Lego nel Mondo della Consulenza

11 Luglio 2024/in Riflessioni, vita da consulente/da Riflessioni

L’Effetto Lego nel Mondo della Consulenza

La necessità di ridefinire ed esplicitare le regole di ingaggio  

 

Ultimamente, mi capita sempre più spesso di coinvolgere professionisti esperti nelle nostre operazioni, sia per integrare competenze, sia per rispondere rapidamente alle esigenze delle imprese. Del resto la qualità del network è sempre stata una delle caratteristiche del nostro Studio. Oggi ci troviamo sempre più interconnessi con professionisti di grande esperienza. Tutto ciò è estremamente utile, ma richiede un’attenzione particolare alla definizione e alla comunicazione delle regole di ingaggio. Soprattutto in uno scenario in continuo mutamento.

Le regole di ingaggio sono fondamentali. Dobbiamo scriverle insieme e condividerle chiaramente. La chiarezza non solo facilita la collaborazione, ma è anche sempre apprezzata dai nostri partner. Quando tutti sanno cosa aspettarsi e come muoversi, il lavoro diventa più fluido e i risultati migliori.

Torno ad insistere su un concetto a me molto caro (l’effetto lego) ma mi ritrovo ad affrontarlo con una maggiore consapevolezza.

La necessità di ridefinire ed esplicitare le regole di ingaggio nel mondo della consulenza Share on X

L’effetto lego e la necessità di ridefinire ed esplicitare le regole di ingaggio  

In un mondo che cambia rapidamente, l’evoluzione degli studi professionali è sempre più legata all’ecosistema in cui decidono di costruire la loro proposta di valore. Tuttavia, c’è un aspetto che spesso sottovalutiamo: l’effetto Lego. Cosa significa? In parole semplici, si tratta della necessità di rendere facile collaborare con noi.

Immaginate di costruire una torre con i Lego. Se ogni pezzo si incastra perfettamente con l’altro, il processo è fluido e il risultato solido. Lo stesso principio vale nel nostro settore. Dobbiamo portare ordine e metodo nelle realtà con cui collaboriamo, definendo chiaramente il “controllo di qualità” del servizio. Questo non solo facilita il lavoro, ma garantisce anche un output di alto livello professionale.

Decidere in quale ecosistema posizionarsi (co-costruendolo)

Ma cosa significa scegliere l’ecosistema giusto? L’evoluzione degli studi professionali è sempre più legata all’ecosistema in cui decidono di costruire la loro proposta di valore. In pratica, questo significa che il successo di uno studio di consulenza non dipende solo dalle competenze interne, ma anche dalla capacità di interagire efficacemente con l’ambiente circostante. Collaborare con università, centri di ricerca, startup innovative e altre imprese permette di arricchire l’offerta, integrando nuove idee e tecnologie.

L’ecosistema diventa quindi un elemento fondamentale: un network dinamico e interconnesso che supporta la crescita, l’innovazione e la capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato.

In altre parole, per costruire una proposta di valore competitiva, gli studi professionali devono saper navigare e contribuire attivamente a un ecosistema fertile e collaborativo.

Il Settore della Consulenza: un gioco in evoluzione

Oggi il settore della consulenza sta cambiando notevolmente. Non solo si sta ibridando con settori contigui, ma in molti casi (come nel nostro) cambia anche la categoria in cui stiamo giocando. Mi perdonerete il paragone azzardato, è come passare dalla serie B alla serie A nel calcio: le regole del gioco diventano più rigorose e la competizione più intensa.

Questo doppio cambiamento, orizzontale (di settore) e verticale (di categoria) finisce per impattare, più o meno consapevolmente, per tutti i soggetti coinvolti nell’ecosistema che potrebbero non aver subito chiara la necessità e le modalità di allinearsi.

E proprio come in uno sport, è fondamentale rendere esplicite le regole del gioco quando si cambia campionato. Le regole devono essere chiare per tutto il sistema, dai professionisti con cui collaboriamo ai clienti. Se non c’è chiarezza, rischiamo di creare confusione e inefficienza, compromettendo il successo delle nostre operazioni.

La Tecnologia come Agente di Cambiamento

A rendere più complicato lo scenario interviene anche la tecnologia che sta rivoluzionando il settore della consulenza, diventando un vero e proprio agente di cambiamento.

Molte società di consulenza stanno ripensando i loro servizi (e la relativa proposta di valore) per sfruttare appieno le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. Non solo stanno integrando strumenti digitali per migliorare l’efficienza e l’accuratezza delle loro analisi, ma stanno anche investendo direttamente in startup tecnologiche. Questi investimenti permettono di assicurarsi soluzioni proprietarie innovative, creando un vantaggio competitivo significativo.

Questo trend ha un impatto anche sugli altri attori dell’ecosistema. Collaborare con realtà che possiedono tecnologie avanzate (o quantomeno con professionisti che posseggono la visione e le competenze per utilizzarle) può essere estremamente vantaggioso, offrendo accesso a strumenti e competenze che altrimenti sarebbero fuori portata. Inoltre, le soluzioni tecnologiche proprietarie possono fungere da catalizzatore, aggregando competenze diverse e facilitando l’innovazione. In definitiva, la tecnologia non solo migliora il servizio, ma rende anche più attraente e fruttuosa la collaborazione tra diverse realtà nel mondo della consulenza.

Conclusione

In sintesi, il nostro settore è in continua evoluzione e, per navigare con successo questo cambiamento, dobbiamo rendere semplice lavorare con noi portando valore, tecnologia, visione e metodo.

Se riusciamo a implementare questi principi, saremo in grado di affrontare con successo le sfide del futuro, costruendo torri sempre più alte e solide nel mondo della consulenza.

Note a margine

M&A, persone, cultura e numeri

Mentre scrivo queste brevi riflessioni mi rendo conto di quanto siano parimenti valide per preparare una azienda ad un percorso (si perché è un percorso) di valorizzazione in vista dell’ M&A. Perché in fondo le operazioni straordinarie non sono poi cosi straordinarie.

 

A lezione dal Panatino tra lego e gestione del cambiamento

12 Marzo 2017/in Impresa, Panatino, Riflessioni/da Andrea Arrigo Panato

A lezione dal Panatino tra lego e gestione del cambiamento

Un week end passato a lezione dal Panatino tra lego e gestione del cambiamento. Ieri è tornato a casa tutto fiero con il mio regalo per la festa del papà. Doveva essere una sorpresa ma non ha resistito ed abbiamo anticipato i festeggiamenti.

Da sempre i regali per me sono giochi con cui giocare insieme e così le feste sono molto attese da entrambi.

Ultimamente abbiamo riscoperto una comune passione per i lego. Lui è ovviamente interessato alle bellissime scatole delle serie più pubblicizzate ( guerre stellari, ninjago, ecc.).

Io invece resto sempre un po’ perplesso da costruzioni così belle e complesse che ti disincentivano dal distruggere e ricostruire che poi è proprio il bello dei lego.

Così, complice il nuovo negozio vicino allo Studio, i regali che ricevo per me sono tutti pezzi di lego Classic ( insomma i classici mattoncini sciolti con cui tutti abbiamo giocato per anni).

All’inizio il panatino era un po’ perplesso ma per me era importante che lasciasse libera la fantasia e soprattutto imparasse a distruggere e ricostruire.

Oggi ci divertiamo molto complice anche un buon numero di soldati e di pirati con cui ingaggiamo battaglie per la conquista del tesoro.

Quello che mi ha più sorpreso in questo percorso per imparare insieme a sviluppare la fantasia sono state le mie reazioni.

Io che l’ho sempre incentivato a cambiare modo di giocare mi sono reso conto di quante resistenze ho provato quando ha scelto pezzi diversi dai mattoncini che scelgo io, quando si è messo a mischiare le armi tra soldati e pirati, quando ha davvero rotto ogni barriera per lasciare libera la fantasia.

Morale della favola, ho imparato che il cambiamento e l’innovazione sono un percorso e se pretendi di sapere già quando parti dove arriverai ti stai in qualche modo limitando. Non c’è vero cambiamento se non ti liberi da schemi e preconcetti. Si possono usare anche pezzi piccoli, si possono anche cambiare le armi e le teste agli omini. L’abbiamo imparato giocando in due.

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Piccole riflessioni su un mondo che cambia

31 Ottobre 2016/in Panatino, Riflessioni, vita da consulente/da Riflessioni

Piccole riflessioni su un mondo che cambia

Panatino, lego, Halloween, teatro ed altre riflessioni in ordine sparso

Il fine settimana è il momento in cui pensieri e riflessioni trovano il tempo di decantare. In questi giorni ho avuto diverse cose su cui riflettere, piccole cose sia chiaro, ma che non voglio perdere e come di consueto proverò a fissare qui più per me che per il lettore e di questo me ne scuso. Mi rendo conto che è un post lungo, apparentemente disorganico ma credo che ritroverà unità e chiarezza nelle conclusioni.

Halloween

In Italia tutto è divisione, tutto contribuisce a formare schieramenti. Vedo molti amici criticare una festa americana, imposta, soppiantare le feste cattoliche. Mio figlio potrà giocare a dolcetto scherzetto ma in questo fine settimana è andato a visitare la tomba del nonno per la prima volta accompagnato da mia madre e mio fratello. E come tradizione porterà un fiore al bisnonno ed altri parenti sepolti al Monumentale, ascoltandone la storia e passeggiando in silenzio tra tombe di soldati ed eroi. Ancora forse non comprende tutto ma non vi nascondo la mia commozione che si rinnova ogni volta. Forse basta questo, regalare tempo ed emozioni.

Per noi in famiglia non c’è mai stata l’attesa dei dolci ( salvo un laico pane dei morti preso dal panettiere) o dei regali. È sempre stato un momento di forte legame coi valori familiari, di orgoglio di appartenenza, di ricordi di chi non c’è più e di consapevolezza di una storia di cui facciamo parte. Forse è sempre stata una cosa da uomini, anche nelle confessioni più private che avevano luogo in questi giorni. Momenti di fragilità e di forza preziosissimi nella mia educazione.

Lego, amore e fantasia

Non amo ricevere regali e così quando arriva il momento del compleanno chiedo sempre al panatino , desideroso di stupire il papà, di comprarmi un gioco. Questa volta ho chiesto dei lego ma quelli classici, lo scatolone coi mattoncini. Tutti mi hanno guardato strano ma le attuali scatole dei lego sono troppo complicate e ti costringono a costruire astronavi, ecc armato di potenti istruzioni. Nei miei ricordi di bambino, nonostante la passione per tutta la collezione della base spaziale che ancora conservo, i lego sono sempre stati legati alla fantasia, alla libertà di costruire, smontare e ricostruire. Senza vincoli. Ed è molto più divertente giocare così con panatino.

Troppo spesso oggi rinunciamo alla libertà di sognare per inseguire progetti complicati imposti o auto imposti.

La vanità rischia a volte di compromettere la libertà. E non parlo solo di giochi.

La vanità rischia a volte di compromettere la libertà. Share on X

Il rischio inaspettato di un grande successo d’immagine

Sono molto felice per il grande successo teatrale del Cirano di Corrado d’Elia al Teatro Litta. So quanto gli attori abbiano lavorato per questo e vedere il costante aggiungersi di repliche straordinarie è davvero una grande emozione. Quando mi riferisco al “successo inaspettato” non è certo quello dello spettacolo che da anni macina trionfi su trionfi. Ma al successo dell’uso dell’immagine.

Vi suggerisco di vedere questo breve video. Il Teatro è per me una grande ed inaspettata fonte di ispirazione.

a. Disciplina

Un attore/regista che ha il coraggio di rimproverare il pubblico (p minuscola) per rispettare il Pubblico (P maiuscola). Perché come dissi tempo fa “ci vuole disciplina per viver di poesia”. Proprio nella parola disciplina sta il primo insegnamento: più ci discostiamo dalle strade battute, più innoviamo, più ci vuole disciplina, più dobbiamo essere bravi.

b. Immagine

La seconda riflessione è nel ruolo che la “fotografia” ha nel teatro di Corrado. Un ruolo potente, evocativo, quasi cinematografico, tanto da spingere gli spettatori (contro ogni regola e buona educazione) a fotografare gli attori disturbando lo spettacolo. In questo caso sono vittima del loro successo. Del loro esser stati tremendamente bravi nel lavorare sull’immagine (non a caso a teatro prima dello spettacolo è possibile visitare una bellissima mostra fotografica sui 20 anni di rappresentazioni). Bisognerà rifletterci.

c. Concentrazione

La terza riflessione è sulla difficoltà che abbiamo per colpa di internet di mantenere la nostra concentrazione. Il Teatro è agli antipodi e ne sconta il prezzo. Forse però ciò che è un limite può diventare un punto di forza straordinario su cui costruire. Tornando alla fantasia, ai tempi lunghi, al lego classico.

 

Senza polemiche, rimboccandosi le maniche

Nel dramma del terremoto vi propongo questo articolo che mi ha colpito molto per l’atteggiamento propositivo:

“La terra è materia viva, non può stare ferma. Norcia fu distrutta dal terremoto del 1702. La ricostruiremo come fecero i nostri antenati. E poi trovo straordinario che sia rimasta in piedi la facciata, col il suo rosone e le statue di Benedetto e di sua sorella, Santa Scolastica. Dopo questa catastrofe, anche la regola benedettina ritroverà nuovo slancio”.

Morale della favola

Piccole riflessioni su un mondo che cambia ma che mi insegnano a ripartire dai fondamentali: a ripartire dalla regola Benedettina per ricostruire la basilica, a riscoprire i tempi lunghi, la fantasia, la libertà di non seguire le istruzioni. Il coraggio di chiedere rispetto per il proprio lavoro e preservarlo anche dalla propria vanità e dal proprio successo. La consapevolezza di dover tornare a fare le cose difficili.

La consapevolezza di dover tornare a fare le cose difficili. Share on X

 

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